Tokyo, due passi a Yanaka

di patrickcolgan

Un quartiere particolare di Tokyo, dove la capitale sembra trasformarsi un’altra città: ecco Yanaka

Ho cominciato da qui una visita di Tokyo con amici che non l’avevano mai vista. E sono rimasti spiazzati una volta usciti dalla stazione. Avevano in mente i grattacieli, i neon, i treni: si aspettavano quella Tokyo lì. E invece a Yanaka ci sono case basse, negozietti un po’ usurati, ristorantini, bancarelle, vecchi templi e gatti che scappano nei vicoli.

Il tempo sembra non andare alla stessa velocità ovunque. Non parlo della teoria della relatività: semplicemente se immagino la Tokyo dei primi decenni del dopoguerra la immagino così. Tutto cambia e a Odaiba si disegna una Tokyo che sembra essere già nel futuro. Ma Yanaka sembra non cambiare (finora).

Tutti i viaggi sono anche viaggi nel tempo
(Paul Theroux)

Un po’ di storia

Yanaka ha ospitato numerosi templi che vennero trasferiti qui dal centro fin dal periodo Edo. Poi, poco lontano, a Ueno, arrivò l’università delle Belle Arti e quindi la zona è diventata anche quella scelta da artisti e scrittori. Ha subìto danni limitati da terremoti e bombardamenti che hanno distrutto la città nel ventesimo secolo. E anche questo ha aiutato a preservarne l’immagine e l’atmosfera.

Yanaka fa parte di un’area più grande che si chiama Yanesen dai nomi dei tre quartieri che la compongono (Yanaka, Nezu, Sendagi) ed è un po’ il cuore della vecchia shitamachi, la città bassa, quella popolare. Se il termine un tempo indicava un’area precisa, soprattutto nel periodo Edo, in seguito il termine ha indicato più un’atmosfera un po’ nostalgica che ricorda la Tokyo prima della guerra.

Yanaka Ginza

Yanaka Ginza è una strada di negozi a poca distanza dalla stazione di Nippori (sulla linea Yamanote, a nord) e non lontano da Ueno ed è il centro di questo tranquillo quartiere residenziale.

Non so se sia l’ideale cominciare da qui una visita di Tokyo o se sia meglio inserirla come tappa per rilassarsi, per ‘staccare’ dalla folla in un altro momento. Però due passi a Yanaka andrebbero fatti, anche se, non c’è molto da fare o da vedere di davvero imperdibile.

Perché a Yanaka ci sono moltissimi templi (oltre 150), ma non sono fra i più famosi o spettacolari. Non c’è nulla di famoso o davvero imponente (a parte il vecchio cimitero che si riempie di ciliegi in fiore in primavera): a Yanaka si scende la ripida scalinata che porta nella strada dei negozi, si passeggia, si curiosa nelle vecchie botteghe (macellaio, fornaio, pescivendolo…), si osservano i dettagli, ci si fa trasportare un po’ dall’immaginazione, tanto da dimenticarsi quasi di fare fotografie (mi sono reso conto che non ne ho fatte molte).

Yanaka, Tokyo

Yanaka, Tokyo (foto di Patrick Colgan, 2016)

Yanaka, Tokyo

Un negozio di Yanaka (foto di Y*Bibitas, da Wikimedia, licenza creative commons)

Il simbolo di Yanaka sono i suoi gatti (c’è una nutrita colonia felina): sono rappresentati su magliette, dolci, poster e altro. E all’inizio di Yanaka Ginza, c’è addirittura uno strambo negozio che vende oggetti di ogni tipo a tema felino. Nella zona c’è infatti una nota colonia felina anche se ultimamente non è facile incontrare gli animali.

 

Un gatto a Yanaka (foto da Wikimedia, di Benzoyl – licenza creative commons)

Yanaka, un quartiere particolare di Tokyo

Yanaka, un quartiere particolare di Tokyo (foto di Patrick Colgan, 2016)

I negozi di Yanaka, una settantina, sono per la maggior parte dedicati agli acquisti quotidiani dei residenti anche se purtroppo ultimamente sta spuntando qualche posto un po’ turistico. Oltre al negozio dei gatti troverete anche un bel negozio di tè (all’inizio, sulla sinistra), qualche souvenir (anche yukata), un po’ di artigianato, cibo, spuntini di ogni tipo, alcuni ristorantini. C’è addirittura un ristorante turco (non l’ho provato, sfrutto ogni occasione per mangiare giapponese quando sono in Giappone).

Yanaka Ginza non è una via lunga, sono poco meno di duecento metri. Arrivati al bivio a T in fondo alla strada dei negozi potete girare a sinistra per raggiungere poco dopo una pasticceria interamente dedita ai manju, un economico dolce rotondo con vari ripieni: ne ha di ogni tipo.
Girando a destra vi troverete invece subito sulla destra l’ufficetto di Yanesen, un’associazione che propone corsi e attività culturali di vario tipo (calligrafia, cerimonia del tè, visite guidate… da prenotare). Vi potrà anche dare un po’ di informazioni sull’area.

E se avete fame, dopo Yanesen, poco più avanti sulla sinistra troverete un buon ristorante di ramen, Menya Hidamari.

Il cimitero di Yanaka

Non c’è solo Yanaka Ginza (alla quale molti si limitano) e il quartiere merita un’esplorazione un po’ più approfondita. Il grande cimitero Yanaka Reien, ben indicato, si trova a pochissima distanza dalla stazione di Nippori (quindi da Yanaka Ginza dovrete tornare indietro): si tratta di un vecchio cimitero che diventa molto bello in primavera con la fioritura dei ciliegi. Portate il dovuto rispetto mentre passeggiate fra le antiche tombe (alcune risalenti al XVII secolo). Qui c’è anche la tomba di Yoshinobu, l’ultimo shogun, ma è chiusa da una cancellata.

Non pensate a qualcosa di cupo, qui si respira solo una grande pace. E ai margini del cimitero c’è anche un giardinetto per i bambini.

Il cimitero di Yanaka

Un particolare del cimitero di Yanaka (foto di Joe Mabel, da Wikimedia – licenza creative commons)

Il cimitero di Yanaka in primavera

Il cimitero di Yanaka in primavera (foto di Multa da Wikimedia, licenza creative commons)

Nell’area sorge l’importante tempio Tennoji e tutta la zona a sud del cimitero merita una passeggiata per scoprire templi e antiche case (c’è ancora qualche esemplare di Nagaya, le vecchie dimore di legno).

Una passeggiata a Yanaka

Templi, tantissimi templi. E poi vecchie case in legno, muri del periodo dei samurai e dei ronin, alberi secolari. Yanaka è piena di cose da scoprire. Molti si fermano solo a Yanaka Ginza, ma è solo un piccolo tassello di questo quartiere così particolare. Se avete una mattinata, o meglio, un pomeriggio e volete scoprire davvero Yanaka (quello che più amo), vi suggerisco questa meravigliosa passeggiata, che può richiedere da due a quattro ore (poco più di tre chilometri, ma ci sono varie fermate, musei, deviazioni). E lungo la strada vi accorgerete che della città vecchia, addirittura di Edo, sopravvive più di quanto si pensi.

Si può fare tranquillamente con un navigatore (è tutto su google maps) ma itinerari simili sono descritti anche in alcune guide e nel depliant Yanesen city walk che viene descritto in zona.

Partite da Yanaka Ginza e salite sulla scalinata: dirigetevi verso la stazione di Nippori. Sulla sinistra si incontra il tempio Kyōōji: è del periodo Edo, ha un bel giardino e sul portone porta ancora i fori dei proiettili della battaglia che si combattè fra sostenitori dello Shogun e dell’imperatore (guerra Boshin). E’ un angolo di Edo, nsomma.

In fondo c’è la stazione di Nippori. Ma vi  dovete dirigere a destra, al cimitero di Yanaka (indicato). Prima però si può visitare, poco distante, il museo Asakura. Fu uno scultore del Novecento: nel museo vedrete molte sue opere (al secondo piano un sacco di gatti), ma anche il suo bel giardino giapponese.

Del cimitero ho già scritto, ma in zona potete anche scoprire un tempio del periodo Meiji ma con un bel giardino, l’Anryu-ji. Ma se volete fare un’altra piccola deviazione, a ovest del cimitero potete trovare il vecchio muro del tempio Kannonji, realizzato con fango e piastrelle, Tsuji Bei (su maps inserite Kannonjitsuijibei). Se conoscete la storia dei 47 ronin, sappiate che fu proprio in questo tempio che prepararono la loro vendetta. Anche il vicino tempio Kanoin, del periodo Edo come il muro, merita una visita.

Attraversato il cimitero, si esce dall’angolo sud-ovest, molto bello e tranquillo, con case in legno. Chi non conosce bene la città non penserebbe nemmeno di essere a Tokyo, pochi immaginano che la capitale abbiano posti così. Si rientra però fra gli anonimi cubi di cemento tipici delle città giapponesi, anche per poco. Siamo diretti a Scai the Bathouse, vecchio bagno pubblico ora diventato una galleria d’arte contemporanea, fra l’altro di livello piuttosto alto (si può visitare, ma apre dopo le 12). A questo incrocio si gira a destra (girate lungo la galleria tenendola al vostro fianco sinistro).

Scai the Bathouse

Scai the Bathouse, vecchio bagno pubblico, oggi galleria d’arte (foto di Patrick Colgan, 2019)

Il cedro hymalaiano e il Fuji di Yanaka

Da questa piccola strada, in fondo si dovrebbe già vedere la grande chioma vecchio cedro hymalaiano di Yanaka, un maestoso albero piantato prima della guerra. Era stato deciso di tagliarlo nel 2012 ma è stato salvato grazie a una grande mobilitazione dei cittadini e ora è un simbolo del quartiere molto amato, che rappresenta la rinascita dopo le devastazioni della prima metà del secolo (qui la sua storia). In questo angolo di Yanaka ci sono anche Edokoro, la casa-studio del pittore Allan West, e tre templi, fra i quali l’Enjū-ji, dedicato a Nichika-sama, dio dalle gambe forti.

Il cedro hymalaiano di Yanaka

Il cedro hymalaiano di Yanaka (foto di Patrick Colgan, 2019)

Se si oltrepassa l’albero tenendolo sulla sinistra, dopo pochi metri si incontra il Fuji di Yanaka: questo piccolo santuario è uno di tanti Fujizuka che esistevano un tempo a Edo. È a tutti gli effetti un Fuji in miniatura, realizzato con roccia vulcanica proveniente  proprio dal Fuji e rivolto verso la montagna sacra. Non tutti potevano permettersi di fare il pellegrinaggio al Fuji (o non potevano perché malati o anziani) e questi ‘Fujizuka’ funzionavano come sostituti. Su un pannello è raccontata la storia di questo angolo di Yanaka e la decisione di restaurarlo da parte del proprietario del terreno.

Il Fuji di Yanaka

Il Fuji di Yanaka (foto di Patrick Colgan, 2019)

Ora si prosegue lungo il vicolo, tenendo il Fujizuka sulla propria sinistra e poi si torna su uno stradone, girando a sinistra. La zona più tranquilla e nostalgica di Yanaka è ormai alle spalle: siamo tornati nella capitale moderna, ma qui si trovano ancora tesori della vecchia Tokyo. Poco più avanti sulla sinistra c’è il Caffè Kayaba: l’edificio è del 1938 e potrebbe essere il più bel caffè di Tokyo. Al di là dell’incrocio c’è il vecchio negozio di alcolici Yoshidaya (lo trovate su google come Shitamachi Museum Annex), dell’inizio del ‘900.

Ora per una delle ultime tappe, dirigetevi al tempio Jyōmyōin, poco più avanti: questo tempio ospita 84.000 statue di Jizo Son. In effetti l’intera area del tempio, moderno, è coperta di effigi dell’amato bhodisattva protettore di bambini e viaggiatori, ma il numero sembra comunque esagerato. In effetti sarebbero ‘appena’ 25.000, ma nella tradizione buddista 84.000. è un numero che richiama l’infinito.

Il Jyomyoin e le infinite statue di Jizo

Il Jyomyoin e le infinite statue di Jizo (foto di Patrick Colgan, 2019)

A questo punto siete a poche centinaia di metri dal parco di Ueno. Era l’area dove un tempo sorgeva il Kaneiji, un enorme complesso buddista con decine di edifici. Distrutto nella battaglia di Ueno il Kaneiji è stato ricostruito nell’angolo nord ovest del parco. Ma qualcosa del vecchio complesso è rimasto. Se scendete un po’ più a sud nel parco troverete la grande pagoda a cinque piani, è del 1652 e ha attraversato i secoli praticamente intatta.

Edo, qua e là, sopravvive ancora.

La pagoda del Kaneiji

La pagoda del Kaneiji (da Wikimedia, pubblico dominio)

Mappa di Yanaka

Mappa di Yanaka

Come arrivare a Yanaka e dove alloggiare

Arrivate alla stazione di Nippori, sulla linea Yamanote JR: sia Yanaka Ginza che il cimitero sono ben indicati. Va bene anche la stazione di Nishi Nippori.

Se volete alloggiare da queste parti vi rimando alla sezione dormire a Yanaka del post sul tema.  Oltre che bella, va detto che è una zona strategica e davvero molto comoda se arrivate all’aeroporto di Narita visto che a Nippori arriva la linea Keisei, la più economica e veloce: in 45 minuti potete essere al terminal!

Altri quartieri insoliti a Tokyo

Yanaka è bella, ma non è ovviamente l’unico quartiere di Tokyo dove si respira un’atmosfera di altri tempi. A volte zone così si nascondono fra i grattacieli, come Golden Gai a Shinjuku. Se volete vedere una Tokyo diversa però potete fare anche un giro fra i vicoli di Kagurazaka. Oppure potete fare un giro a Sugamo, che viene considerata un po’ scherzosamente la “Shibuya degli anziani”, per via dei tanti negozi di abbigliamento economico e demodè. E qui, magari potete prendere il vecchio tram per completare il viaggio nel tempo.

Altre informazioni utili su Tokyo

Per visitare Tokyo vi consiglio la mia Guida a Tokyo in tre giorni (che sono pochi eh) e la guida Due settimane in Giappone che ho scritto con Letizia Gamberini. Tutti i miei post sul Giappone li trovate qui.

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5 Commenti

Giovanni Febbraio 22, 2017 - 12:53 pm

“Però due passi a Yanaka andrebbero fatti, anche se, a dire il vero, non c’è molto da fare o da vedere di davvero imperdibile.” Sono completamente d’accordo. Talmente gradevole l’assenza di grandi “attrazioni” turistiche che di passo in passo siamo giunti a Ueno attraversando il bellissimo grande cimitero di Yanaka, respirando finalmente l’aria genuina della Tokyo ordinaria, quotidiana. È un piacere seguirti Patrick, riesci sempre a centrare aspetti desueti ed interessanti.

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Patrick Marzo 1, 2017 - 4:10 pm

Ti ringrazio! 🙂
E’ proprio così, è uno di quei posti che invita a camminare, e essendo vicino ad altri interessanti permette di scoprire il piacere di visitare Tokyo a piedi… un piccolo segreto di chi torna e può permettersi di ‘perdere tempo’ 🙂

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Daniela Febbraio 23, 2017 - 12:07 pm

Questo si che mi piace 🙂 un luogo autentico! grazie per la condivisione. Spero di andare presto in Giappone.

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Stefania - Prossima Fermata Giappone Marzo 1, 2017 - 4:07 pm

Yanaka è un quartiere che amo molto ^^ e non posso che trovarmi d’accordo con la descrizione che ne fai, anch’io probabilmente come suggerisci tu consiglierei di visitarla per un attimo di pausa dalla Tokyo immensa e rumorosa.
Ha un’atmosfera stupenda e particolare, una Tokyo diversa e serena, spesso andavo a passeggiarci perché era vicino a casa, ma come è successo a te anche io ne ho davvero pochissime foto.
Andrò ad abitare nuovamente da quelle parti quindi ne approfitterò per esplorarla nuovamente e questa volta anche immortalarla 😀

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Patrick Stephen Colgan Marzo 1, 2017 - 4:20 pm

Condivido tutto. E anche me piacerebbe viverci per un po’, un giorno… 🙂

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