Fra le dune di Sossusvlei

di patrickcolgan

Spettacolari paesaggi desertici e meraviglie della natura in fondo a una lunga strada sterrata

Poco dopo l’alba le dune di Sossusvlei hanno una consistenza particolare, appena cedevole sotto i nostri piedi. Hanno lentamente raccolto l’umidità della notte e la sensazione è quella di camminare in riva al mare, in spiaggia. Non l’avrei mai immaginato ma la duna ha l’esatta consistenza della battigia quando il mare si ritira. Qui però le onde sono fatte di sabbia e le dune rossastre paiono cristallizzate, scolpite. I nostri passi sembrano violarle.

“Se il vento ha una forma è questa”, penso mentre mi guardo intorno con un po’ di inquietudine. A parte Letizia che mi segue poco distante non ci sono segni di altra presenza umana, né punti di riferimento, solo la striscia sinuosa delle nostre orme e la vaga traccia che stiamo seguendo, di qualcuno che è passato prima di noi ieri, e che diventa a ogni passo più confusa.

Le dune di Sossusvlei, Namibia

Le dune di Sossusvlei, Namibia

Fra le dune di Sossusvlei, Namibia

Fra le dune di Sossusvlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Sono dune enormi, altissime e immobili. Non cambiano forma nel tempo come in altri posti. I loro profili sono antichi e anche per questo ogni tanto si incontra un cespuglio, un arbusto che spunta stranamente dalla sabbia.

La strada che porta a Sossusvlei è poco distante, forse mezz’ora di cammino a ritroso. Ma appena quella striscia di asfalto è scomparsa alle nostre spalle i suoni si sono fatti più attutiti e il deserto è diventato uniforme, una successione di onde, increspature, conche a perdita d’occhio. Stiamo cercando Hidden vlei, un lago secco nascosto fra le dune. Vlei significa proprio questo. Un cartello al parcheggio indicava due chilometri, sempre dritto. Ma non c’era traccia dei paletti bianchi indicati dalla guida e che avrebbero dovuto segnare il percorso. Così, non vedendo nulla, abbiamo deviato un po’ dalla direzione indicata, seguendo una cartina, l’istinto e le orme di altri che ci avevano preceduto. E ci siamo persi fra le montagne di sabbia: mai deviare da una freccia. Non mi posso godere fino in fondo il panorama perché gli occhi tornano ossessivamente ai punti di riferimento che indicano la direzione dalla quale arriviamo.

Ma in realtà è stata una fortuna. E’ tutto comunque perfetto, in un certo senso. Perché questa passeggiata fra le dune, in mezzo a un profondo silenzio è irripetibile e non ci sarebbe mai venuto in mente di inoltrarci fra le dune se non fosse stato per raggiungere qualcosa. E invece non avere una meta, qua, è bellissimo.

L’importante, penso mentre controllo le orme dietro di me, è non perdersi davvero.

La strada per Sossusvlei

Non aver trovato Hidden vlei non è un problema. Uno dei vlei più famosi in effetti lo avevamo visto il giorno prima, quasi per caso. Eravamo partiti presto, ma non troppo. Il parco di Sossusvlei apre all’alba, alle 6 in questi giorni di fine marzo, e le auto cominciano ad incolonnarsi mezz’ora prima, quando è ancora buio. Dal cancello del parco al parcheggio di Sossusvlei ci sono circa 65 chilometri lungo una strada bellissima che si snoda fra le dune, sotto lo sguardo di springbocks, orici e rapaci. E’ bello andare a cercare gli animali nei parchi, ma quando si incontrano per caso, quando fanno parte del viaggio c’è qualcosa che rende l’incontro ancor più speciale, forse perché inatteso.

E’ poco più di un’ora d’auto e tutti vogliono arrivare presto per vedere le dune con i colori più intensi che solo l’alba sa regalare: il risultato è che spesso il limite di 60 km/h diventa pura teoria. Si arriva presto per la luce, certo, ma anche per non patire il caldo: qui la temperatura sale rapidamente diventando insopportabile intorno a mezzogiorno, almeno in questa stagione.

Noi però abbiamo scelto di trascorrere due notti in zona e il secondo giorno avevamo in programma di dormire nel l’unico campeggio all’interno del parco, che permette di evitare le code all’ingresso. Così abbiamo fatto colazione e siamo partiti con calma.

Viaggiare in auto è un’esperienza che spesso non mantiene le promesse. Perché la libertà è sempre schiava degli orari, dei tempi. Ci si può fermare ovunque e non ci si ferma mai, perché si deve arrivare, perché si è spesso in lotta con l’orologio. Ma in quel momento non c’era fretta, perché saremmo tornati anche il giorno dopo. Potevamo fare foto, osservare gli animali, scalare le dune se ne avevamo voglia. Potevamo fermarci quando volevamo.

E ci siamo fermati spesso.

La strada asfaltata per Sossusvlei

La strada asfaltata per Sossusvlei (foto di Patrick Colgan, 2017)

La Duna 40, Sossusvlei

La Duna 40, Sossusvlei (foto di Patrick Colgan, 2017)

La Duna 40, Sossusvlei

Namibia: la Duna 40, Sossusvlei (foto di Patrick Colgan, 2017)

Duna 45 Sossusvlei, Namibia

Duna 45 Sossusvlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Duna 45, Sossuvlei

Duna 45, Sossusvlei. La più affollata, come si vede (foto di Patrick Colgan, 2017)

Duna 45, Namibia

Duna 45, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Quattro springbocks incontrati lungo la strada per Sossusvlei

Quattro springbocks incontrati lungo la strada per Sossusvlei (foto di Patrick Colgan, 2017)

Sono due le dune che si possono scalare lungo la strada: la più facile e dalle pendenze più dolci è la duna 45 che si chiama così perché è al chilometro 45. Non confondetela con la duna 40, molto più ripida e ardua (ma assai più bella). Entrambe sono ben indicate.

La pista di sabbia per Sossusvlei

Quando alla fine si arriva al parcheggio ci sono due opzioni. O si prende il sentiero per Hidden Vlei (sperando di arrivarci) oppure, se si ha un 4×4, si può tentare la pista di sabbia di circa 5 chilometri per arrivare fino a Sossusvlei. L’alternativa è quella di prendere un passaggio a pagamento (170 N$ circa 12 euro) su uno dei mezzi del parco. Io però non vedevo l’ora di misurarmi con la sabbia e così, seguendo le istruzioni dell’autonoleggio, ho sgonfiato leggermente le gomme del fuoristrada (da 2 a 1.6 bar), attivato le quattro ruote motrici, e ci siamo diretti sulla pista seguendo i profondi tracciati già presenti.

Guidare sulla sabbia è strano, almeno per un principiante: sembra di essere sull’acqua, pare che le gomme non facciano presa e il fuoristrada sembra sempre sul punto di piantarsi. E invece scalando la marcia e seguendo il tracciato il Toyota riprende vigore. Ce l’abbiamo fatta senza dover implorare qualcuno di trainarci col verricello.

Lo spettacolo di Dead Vlei

Io l’immagine della terra bianca e arida, spaccata, delle dune rosse altissime e degli alberi spogli, neri e contorti l’avevo in testa da una dozzina d’anni. La foto di quel posto marziano era  intitolata enigmaticamente Dead Vlei ed era una delle foto più viste e commentate su Trekearth, un sito sul quale condividevo i miei scatti e imparavo grazie ai commenti degli altri. E quando ho pensato di partire per la Namibia è stata una delle prime immagini che mi sono venute in mente.

Dal termine della pista di sabbia abbiamo seguito le orme e alcuni turisti sparsi diretti fra le dune. Credevo andassimo allo spiazzo di Sossusvlei, che dà il nome a quest’area. Era già troppo tardi, il sole era alto e i piedi affondavano nella sabbia, che nelle ore centrali della giornata perde compattezza: a Dead Vlei, che dal parcheggio dista circa un chilometro e mezzo, ci saremmo andati il giorno dopo. Il percorso nella sabbia però non finiva più. E dopo una duna, affaticati e accaldati, ci siamo ritrovati con stupore davanti a quell’immagine inattesa.

Questo spettacolo è irreale anche quando ci si trova di persona. Dead Vlei è un luogo davvero sorprendente ed enigmatico. E per una volta le foto non mentono. Le acacie che punteggiano questa piana bianchissima sono nate, sembra, oltre 500 anni fa in seguito a un periodo di piogge eccezionali. Poi gli alberi sono morti e, bruciati dal sole e dal clima estremamente secco, si sono conservati perfettamente. Sono neri e contorti come se fossero sculture in ossidiana.

Nel giro di pochi minuti sono arrivati e ripartiti alcuni piccoli gruppi. Poi ci siamo ritrovati soli. Era quasi mezzogiorno ed eravamo gli ultimi turisti rimasti a cuocere fra le dune.

Io ho lasciato la mia acqua a Letizia, che è tornata all’auto e sono rimasto a contemplare da solo questo spettacolo, avvicinandomi agli alberi, scattando foto, dimenticandomi del tempo e del caldo.

Non fate come me. Sono tornato stremato.

Dead Vlei, Namibia

Dead Vlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Dead Vlei, Namibia

Dead Vlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Dead Vlei, Namibia

Alberi e dune a Dead Vlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Dead Vlei, Namibia

La piana di Dead Vlei, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Ogni tanto l’acqua da queste parti torna, anche se non a Dead Vlei. Circa una volta ogni dieci anni la piana di Sossusvlei si riempie di un sottile strato d’acqua. L’ultima volta è successo nel 2006. Ma con il riscaldamento globale e la sempre maggiore siccità di cui soffre la Namibia, chissà se e quando succederà di nuovo.

La piana di Sossusvlei allagata

La piana di Sossusvlei allagata nel 2006 (foto di Patrick Giraud, da Wikipedia – licenza creative commons)

Sossusvlei: informazioni pratiche

Se non avete una fretta esagerata, dedicherei almeno due notti alla zona perché c’è tanto da vedere ed è davvero di grande bellezza. Se non avete molto tempo potete però anche arrivare nel tardo pomeriggio, andare a vedere le dune al tramonto e all’alba successiva e poi ripartire subito.

Come arrivare a Sossusvlei da Windhoek

La località più vicina a Sossusvlei è Sesriem che dista circa trecento chilometri dalla capitale della Namibia, Windhoek. Gli itinerari possibili sono diversi. Noi abbiamo seguito le indicazioni della guida Polaris che poi erano le stesse fornite dal nostro alloggio, prendendo prima la strada sterrata C26 per Walvis bay appena fuori città e poi la C1275 fino a Solitaire. Calcolate fra le cinque e le sei ore, escluse le soste.

Noi avevamo un robusto fuoristrada Toyota Hillux Srx, ma la strada è tranquillamente percorribile anche con un’auto normale e la giusta dose di prudenza.

Ho scritto anche un post sulla Namibia in auto

La C26 per Walvis Bay

La C26 per Walvis Bay (foto di Patrick Colgan, 2017)

Sulla strada vi fermerete per fotografare gli animali (facoceri, springbocks, orici) e farete probabilmente una sosta allo spettacolare punto panoramico dello Spreetshoogte pass. E infine a Solitaire, l’unica stazione di servizio sulla strada, a circa 80 km da Sesriem. Quando compare è come un’apparizione in mezzo al nulla.

A Solitaire oltre alla pompa di benzina ci sono un piccolo negozio, un motel spartano e una… pasticceria! Propone caffè e splendide paste e dolci realizzati in mezzo al deserto (il cinnamon roll è fantastico). C’è anche un semplice menù di pranzo con hamburger (un po’ caro, ma in giro non c’è altra scelta).

Fermatevi, perché è un posto davvero singolare oltre che il crocevia di tutti i viaggiatori che passano di qui.

La vista dallo Spretshoogte pass

La vista dallo Spretshoogte pass (foto di Patrick Colgan, 2017)

L'ingresso della stazione di servizio di Solitaire, Namibia

L’ingresso della stazione di servizio di Solitaire, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Lungo la strada ci sono alcune fattorie, e forse qualche camping e alloggio, ma a grandi distanze l’uno dall’altro. Fra questi c’è la fattoria/camping Namibgrens (nei pressi di Nauchas, circa tre ore da Windhoek) che avevamo considerato per un pernottamento in fase di pianificazione, ma poco altro. A Sesriem c’è un’altra stazione di servizio all’ingresso del parco.

Una bella, breve escursione che si può fare nel pomeriggio è al profondo Sesriem canyon, a pochi chilometri dall’ingresso del parco (e ben indicato).

Dove dormire a Sossusvlei

Noi abbiamo alloggiato una notte al Desert quiver camp, un meraviglioso lodge organizzato in una ventina di bungalow con cucina, in mezzo al deserto. Arrivare qui dopo un giorno di guida sulle aride piste sterrate della Namibia è come un sogno. E quando scende la notte il cielo stellato è pazzesco e il silenzio profondo. Non propone cena o colazione che si possono però fare, volendo, al vicino Sesriem lodge. Il prezzo base è fra i 730 e gli 870 N$ a notte a persona (60 euro circa).

Qui aveva dormito anche Claudia, i cui post e consigli mi avevano aiutato a pianificare il viaggio.

Se vi interessa c’è anche una piccola piscina.

Il Desert Quiver camp, di Sesriem

Il Desert Quiver camp, di Sesriem (foto di Patrick Colgan, 2017)

Il Sesriem camping, l’unico all’interno del parco, è invece un ottimo campeggio, con servizi ben organizzati, bar e un semplice ristorante (hamburger). In bassa stagione abbiamo speso in tutto 400 N$ per auto attrezzata per il campeggio e due persone. La piazzola aveva un grande albero per l’ombra e un allaccio per l’elettricità.  La posizione è strategica e vi consentirà di arrivare a Sossusvlei fra i primi. Da prenotare in anticipo, con pagamento anticipato, qui.

La strada per Sossusvlei

L’ingresso a parco del Namib-Naukluft (dall’alba al tramonto, vi daranno gli orari) costa 80$ a persona e 10$ per l’auto. Quando entrate dovete fermarvi a fare un permesso che dovrete conservare con cura: vi sarà chiesto all’uscita.

Non ci sono punti di ristoro fra Sesriem e Sossusvlei quindi organizzatevi prima con cibo e abbondanti scorte d’acqua (minimo due litri a persona, meglio di più).

L’ultimo tratto su pista di sabbia è riservato ai 4×4 ed è facile rimanere bloccati. Fatelo solo se ve la sentite e se avete esperienza o vi hanno spiegato bene come affrontarlo

Partite prima dell’alba per sfruttare le ore più fresche e godere della luce che infiamma le dune. Ma tenete conto che è anche l’ora di maggior affollamento. E in alta stagione Sossusvlei è strapiena di turisti. A fine marzo, invece, erano tanti ma non mi hanno mai dato l’idea di essere troppi.

Post sulla Namibia:

  1. La Namibia in auto
  2. Fra le dune di Sossusvlei
  3. Swakopmund e Sandwich Harbour
  4. In viaggio lungo la Skeleton Coast
  5. A Twyfelfontein, fra le incisioni rupestri
  6. In visita a un villaggio himba
  7. Nell’Etosha per vedere gli animali

dal blog Persorsi – A Twyfelfontein, nel rosso della Namibia


3709d0fPatrick Colgan, sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (chi sono) Uso delle foto: tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali. Ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali, contattatemi.
Licenza Creative Commons

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7 Commenti

A Twyfelfontein, nel rosso della Namibia - Persorsi aprile 24, 2017 - 10:47 am

[…] non sarà il luogo più noto della Namibia, come l’Etosha o Sossusvlei, ma in viaggio a volte capita che il cuore resti in posti che in noi accendono una scintilla. […]

Reply
In auto in Namibia - Orizzonti maggio 2, 2017 - 12:10 pm

[…] Fra le dune di Sossusvlei […]

Reply
Vedere gli animali nell'Etosha National Park maggio 13, 2017 - 10:54 am

[…] Fra le dune di Sossusvlei […]

Reply
Solitaire, nel deserto della Namibia - Persorsi maggio 19, 2017 - 10:22 am

[…] All’interno dell’area parco ci sono solo due possibilità di dormire: un campeggio molto ben organizzato e un lodge lussuoso. Indovinate quale abbiamo scelto noi? E abbiamo fatto bene, perché la piazzola alberata dotata di acqua ed elettricità è straordinaria: un luogo in cui aspettare il tramonto con un calice di vino in mano. Dal campeggio si prende la strada (asfaltata, miracolo) che porta fino a Sossusvlei e Deadvlei. Ma questo, è un altro post. […]

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Lucia maggio 30, 2019 - 10:17 pm

Grazie per questo splendido racconto!
Sto organizzando un viaggio in Namibia e leggere un diario come questo fa sognare e pregustare il momento in cui si sarà lì!
Mi piacerebbe fare la vostra stessa esperienza: una notte al Desert Quiver Camp per la location eccezionale e una al Sesriem Campsite per essere già nel parco.
Non so se ho capito bene peró…
voi avete visitato il parco durante tutta la giornata e poi siete tornati al DeadVlei anche la mattina dopo? Riuscendo ad arrivare nello stesso giorno anche a Swakopmund?
Non credevo fosse fattibile come tempistiche, ma se così è sarebbe bellissimo per godere sia alba che tramonto nel parco…
Grazie mille!

Reply
patrickcolgan maggio 31, 2019 - 10:20 am

Ciao! Sì abbiamo fatto così. La prima notte abbiamo dormito al Desert Quiver, posto bellissimo. La sera dopo, invece, al Sossuvlei camp, dentro al parco. Da lì siamo andati tornati a vedere il sito all’alba e poi siamo ripartiti prima intorno alle 11 arrivando a swakopmund verso sera (circa 4 ore se non ricordo male): viaggio certamente lungo ma l’abbiamo fatto senza problemi. Tieni conto che andare a Sossusvlei è un po’ lento perché o vai col 4×4 guidando con molta prudenza (e richiede una piccola procedura che ruba un quarto d’ora: sgonfiare le gomme per guidare sulla sabbia, dovendo poi rigonfiarle dopo prima di tornare sull’asfalto, tutte cose che vi verranno spiegate al noleggio) o prendi le navette sul posto, non troppo frequenti!
se hai altre domande sono qui

Reply
Lucia giugno 1, 2019 - 12:26 pm

Grazie mille della risposta!
Per il tragitto sull sabbia…
useró la navetta per sentirmi più sicura 🙂
Non vedo l’ora di esser lì!
Un saluto e buon weekend! 🙂

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