La Namibia in auto

di patrickcolgan

Viaggio lungo le strade sterrate di un Paese meraviglioso: la Namibia in auto

Quando ho imboccato con il pesante fuoristrada a noleggio la prima strada sterrata, sotto a un cielo azzurro chiazzato di un mare di nuvolette bianche, mi sono improvvisamente sentito libero come non mi sentivo da anni. Vedevo solo una lunga striscia di sabbia e ghiaia in mezzo al bush, che scompariva all’orizzonte. La sensazione era che davanti a noi ci fosse l’intera Africa. Velocità bassa, occhi aperti, mi ripetevo: il viaggio era iniziato.

E’ stato bello guidare per centinaia di chilometri al giorno in Namibia. E dire che io preferisco il treno, i bus, anche camminare. L’auto consuma, inquina e per me è in un ingombro fisico e mentale: è stancante e quando si può cerco di evitarla. Ma in Namibia non è possibile: il Paese si visita, di solito, in auto o in camper. Si può viaggiare in moto o, se non soffrite il caldo e la polvere (molta polvere), in bicicletta.

Ma il punto è che vi servirà un mezzo autonomo perché i mezzi pubblici collegano soltanto le città principali. La capitale Windhoek si può raggiungere in aereo o in bus da Città del Capo. Anche dalla capitale a Swakopmund, sulla costa, si può prendere un bus o addirittura un treno notturno. E poi, se si eccettuano taxi collettivi e altri sistemi simili, non c’è altro.

Non scrivo spesso post esclusivamente informativi, ma visto che l’auto è stato uno dei maggiori pensieri prima di partire e che ho fatto fatica a mettere assieme tutte le informazioni, provo a riempire questo vuoto.

Con la nostra auto in Namibia

Con la nostra auto in Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Namibia in auto: l’itinerario

Ne scriverò in maniera più approfondita. In ogni modo in dieci giorni pieni (12 con l’auto noleggiata) di viaggio self drive abbiamo percorso un anello di oltre tremila chilometri, oltre due terzi dei quali su sterrato.

Itinerario di due settimane in Namibia in auto

Itinerario di due settimane in Namibia, viaggio in auto. Questa mappa è un po’ imprecisa e non contiene vari altri vagabondaggi (e per questo mancano 700 km), ma questo è stato più o meno il nostro itinerario. Da Google Maps

Le strade della Namibia

Prima delle auto parliamo delle strade. Innanzitutto si circola sul lato sinistro (come in Inghilterra, per esempio), con il posto di guida sul lato destro dell’auto. Questa cosa non vi deve preoccupare troppo perché in genere ci si abitua molto rapidamente. Il momento peggiore sarà quando dovrete uscire da Windhoek. Poi, una volta fuori della città, tutto diventerà più semplice.

Come sono le strade della Namibia

Alcuni percorsi sono asfaltati, come la strada B1 che taglia il Paese da nord a sud, attraversando la capitale Windhoek (e in certi punti ha l’ambizione di essere un’autostrada che a dire il vero porta verso… il nulla). C’è quindi la strada che dalla capitale va a a Walvis bay e poi a Swakopmund, sull’Oceano. Oppure la strada che va da Kamanjab a Opuwo, a nord. Ma, alla fine del viaggio, vi confesso che queste strade scorrevoli e pressoché perfette sono estremamente noiose.

Tutto il resto della Namibia è collegato da strade sterrate che alla fine ho trovato molto più divertenti. A volte impegnative, ma non pericolose, almeno in bassa stagione quando il traffico è ridotto.

Namibia in auto

Namibia in auto (foto di Patrick Colgan, 2017)

Namibia in auto: le strade sterrate

Dopo trenta miglia lungo la strada asfaltata arrivammo a un incrocio, svoltammo lungo una striscia di ghiaia biancastra e poi ci ritrovammo a sferragliare su pietre sparse su di una terra arida, viaggiando attraverso una boscaglia bassa e giallastra per il resto del pomeriggio, sobbalzando e scivolando lentamente, con le finestre ricoperte della polvere che stavamo sollevando. (Paul Theroux, The Last Train to Zona Verde – trad. mia)

Gli sterrati della Namibia (gravel roads in inglese) sono generalmente in buone condizioni e percorribili anche con normali auto a due ruote motrici, tipo berlina. A volte il fondo è particolarmente liscio e si può anche azzardare di avvicinarsi al limite consentito di 100 chilometri orari, ma è più prudente restare ben al di sotto (intorno ai 60-70 km/h). Le buche sono rare e la seccatura principale sono i tratti ‘corrugati’, attraversati da solchi orizzontali che fanno vibrare le auto in maniera fastidiosa. In questi casi il trucco è aumentare leggermente la velocità fino a quando la vibrazione non diminuisce.

In altre zone, come nel Damaraland, la qualità delle strade peggiora nettamente.

Lo sterrato della Skeleton Coast

Lo sterrato della Skeleton Coast (foto di Patrick Colgan, 2017)

A cosa fare attenzione sugli sterrati

Fate attenzione alle pietre aguzze che potrebbero forare le gomme e a non uscire dal margine della strada, che spesso ha un bordo leggermente rialzato. Se mettete la ruota fuori e sterzate in maniera brusca ci si può anche ribaltare.

Le auto sollevano un enorme polverone quando sfrecciano sulle strade sterrate. E per questo è consigliabile mantenere un’ampia distanza di sicurezza da chi vi precede altrimenti non vedrete nulla. La scarsa visibilità rende complicati e rischiosi i sorpassi che sarebbero da evitare. Rallentate o allontanatevi leggermente da pedoni e ciclisti quando li incontrate, per non riempirli di polvere.

Un’altra cosa a cui fare attenzione sono le pietre che ‘schizzano’ dalla strada al passaggio delle auto. Quando incrociate un’auto è bene rallentare e non passarle troppo vicino: le pietre possono scheggiare o fracassare completamente il parabrezza (che non è in genere coperto dalle assicurazioni).

Sia chiaro, a noi non è successo nulla di tutto questo, ma sono cose che possono capitare e se fate qualche ricerca sul web troverete un’ampia documentazione.

Namibia in auto: Springbocks attraversano la strada

Namibia in auto: Springbocks attraversano la strada (foto di Patrick Colgan, 2017)

Il limite di velocità

Il limite, come detto, sugli sterrati varia da 60 a 100 km/h ed è bene tenere una velocità bassa anche perché non sono rari gli ostacoli imprevisti: pietre, animali che attraversano improvvisamente. E poi ci sono i bambini. Nelle zone rurali, in particolare a nord, può capitare che giochino vicino alla strada o che tentino di fermare le auto per chiedere caramelle (un’abitudine da non incoraggiare): sono purtroppo capitati incidenti e quindi serve una prudenza particolare. In alcuni casi per fermare le auto portano greggi di capre in mezzo alla carreggiata.

Insomma, andate piano e calcolate sempre una media di 50 chilometri orari per il vostro viaggio (pause comprese). In questo modo non vi troverete a dover correre per recuperare il tempo e potrete anche godere del piacere di un viaggio in auto, quello di potersi fermare quando si vuole, di prendersi i propri tempi. Succede più raramente di quanto si possa immaginare.

Per l’orientamento non vi servirà noleggiare un navigatore. Procuratevi una sim namibiana (è molto facile), acquistate traffico internet e usate Google maps sul vostro telefono: è abbastanza affidabile per gli itinerari ma non per i tempi. Ricordate fra l’altro che potete salvare le mappe per uso offline.


un tratto di strada particolarmente scorrevole (con colonna sonora adeguata)

Non viaggiate col buio

Molti autonoleggi semplicemente vietano l’uso dell’auto prima dell’alba e dopo il tramonto. Anche se ho conosciuto viaggiatori che guidavano di notte non è comunque consigliabile se non per tratti brevissimi. Di notte gli animali sono particolarmente attivi e sono davvero pericolosi: centrare una grossa antilope come un kudu di 270 chili può uccidere non solo il povero animale, ma anche chi guida l’auto. Insomma, evitate di viaggiare di notte in Namibia.

Rifornimento, provviste ecc…

I servizi lungo le strade della Namibia sono quasi del tutto assenti. Potete percorrere anche 400 chilometri (per esempio guidando sulla Skeleton Coast) senza incontrare un solo distributore di benzina. Quindi, se non è strettamente necessario riempire taniche di carburante, fate il pieno tutte le volte che ne avete l’occasione.

Stazioni di servizio le troverete nelle località turistiche principali, nelle città più grandi, in alcuni camp del parco nazionale Etosha (Okaukukejo, Halali e Namutoni, non al Dolomite) e in alcuni lodge  (al Twyfelfontein country lodge, per esempio). Ma non riducetevi con il serbatoio vuoto perché la stazione, spesso nei posti più remoti, potrebbe essere rimasta senza carburante.

Nelle città più grandi e nelle località turistiche le carte di credito sono in genere accettate senza problemi. Ma non fate affidamento solo su di esse e tenetevi sempre un po’ di contante: alcune stazioni non le accettano e qualche volta, per motivi insondabili, le carte europee non funzionano.

Namibia, stazione di servizio di Solitaire

La stazione di servizio di Solitaire (foto di Patrick Colgan, 2017)

In caso di un problema più serio di una gomma forata, come una rottura meccanica, potreste dover aspettare ore per i soccorsi o prima che passi un’altra auto, specie su alcune strade e in bassa stagione. Anche per questo le guide consigliano di avere sempre in auto almeno 5 litri d’acqua a testa. Certo è prudenza estrema, ma mi sento di sottoscrivere questo suggerimento.

Quale auto scegliere per la Namibia?

Vanno bene anche le auto normali, ma noi ci siamo subito orientati su un fuoristrada. Lo abbiamo scelto un po’ per la maggiore comodità e sicurezza sugli sterrati, un po’ perché ne erano disponibili di trasformati in camper o attrezzati per il campeggio con una tenda sul tetto (la soluzione che abbiamo scelto). E un po’ perché… quando mi sarebbe ricapitato di guidare un 4×4?

Namibia in auto: il nostro Toyota Hillux 4x4 in Namibia

Namibia in auto: il nostro Toyota Hillux 4×4 (foto di Patrick Colgan, 2017)

4x4 in Namibia

Il nostro fuoristrada 4×4 sotto il cielo namibiano (foto di Patrick Colgan, 2017)

La tenda sopra l'auto in Namibia

La tenda sopra l’auto in Namibia

Nel 99% dei viaggi le quattro ruote motrici servono solo nei cinque chilometri sabbiosi che portano a Sossusvlei.

Noi abbiamo scelto un Toyota Hillux Srx diesel attrezzato per il campeggio. In giro abbiamo visto molte auto simili Nissan o Ford a due o quattro posti, qualche Land Rover e anche numerosi Duster (tutti senza tenda però). E tanti altri mezzi più o meno bizzarri.

L’autonoleggio

Abbiamo chiesto preventivi a varie agenzie che proponevano fuoristrada con tenda: i prezzi e le condizioni erano estremamente vari. Alla fine per una combinazione di convenienza e giudizi su tripadvisor, abbiamo scelto Aloe a Windhoek, con cui abbiamo speso circa 1000 euro per 12 giorni compresa la riduzione a zero della franchigia, due ruote di scorta, frigo e trasferimento gratuito da e per l’aeroporto. Ogni giorno di noleggio conta per intero (non vengono contate le 24 ore): quindi se consegno l’auto alle 8 di mattina conta come un giorno intero.

E poi era inclusa tutta l’attrezzatura da campeggio, compresi tenda sul tetto, sacchi a pelo, posate, fornello, gas… Un prezzo davvero buono. E lo rifaremmo, perché siamo stati contentissimi sia dell’auto che dei servizi. Altre compagnie che abbiamo contattato erano Drive South Africa, Namibia 4×4 rentals, Savanna, ma avevano tutte prezzi più alti anche se in alcuni casi la disponibilità e varietà di auto era maggiore.

Fra le regole del nostro autonoleggio c’era il limite massimo di 60 km/h sugli sterrati e il divieto di guidare di notte. Simili regole sono frequenti.

Un Toyota come il nostro può trasportare fino a quattro persone con due tende a due posti sul tetto. Ovviamente viaggiando in gruppo i prezzi si abbattono fortemente.

I fuoristrada simili ma attrezzati come camper costano nettamente di più (circa un terzo). Se vi interessa questa soluzione potete leggere il post di Di qua e di là.

Procedure di consegna dell’auto

Non immaginate di scendere dall’aereo e prendere subito un’auto. La maggior parte degli autonoleggi è in città (da qualche parte ho letto che la legge proibisce di noleggiare in aeroporto). Fra visto e trasferimento calcolate almeno un’ora per uscire dall’aeroporto. Poi, calcolate anche 40 minuti per il trasferimento in città; le procedure di consegna potrebbero essere lunghe e durare anche di più. Vi verrà infatti mostrato come montare e chiudere la tenda (se campeggiate) e usare l’attrezzatura. Ma vi sarà spiegato anche come usare il 4×4, come cambiare una gomma e come sgonfiare le gomme per percorrere le piste di sabbia (dovrebbe capitare solo a Sossusvlei). Se arrivate a Windhoek nel pomeriggio, mettete in conto di partire il giorno successivo.

Noi siamo arrivati alle 15 in aeroporto e dopo aver preso l’auto siamo andati a fare la spesa per il viaggio, quindi siamo andati a parcheggiare in albergo. Altra cosa importante: mai lasciare oggetti di valore o lasciare l’auto a lungo in posti incustoditi. I furti, così dicono, sono molto frequenti.

Camper truck in Namibia

Ci sono camper delle dimensioni della nostra auto e alcuni… oversize. Questo è il più grande che abbia visto (foto di Patrick Colgan, 2017)

Assicurazione e documenti

In Namibia non esiste qualcosa come la kasko europea e nessuna assicurazione vi coprirà completamente. Non sono per esempio mai inclusi i danni alla parte inferiore dell’auto e spesso per coprire danni al parabrezza e gomme c’è un costoso extra. Molto meglio, quindi, guidare con prudenza!

E’ fondamentale la patente internazionale. Vi servirà per noleggiare l’auto e la polizia, quando sono stato controllato, ha voluto sempre solo quella.

In auto nell’Etosha national park

Ne scriverò in un altro post, ma vi anticipo che userete l’auto anche nel grande, bellissimo, parco nazionale. A differenza di altri parchi qui non si è obbligati a partecipare a safari organizzati, ma potrete andare a cercare in autonomia gli animali e le pozze d’acqua nei pressi delle quali si riuniscono. Il limite di velocità nel parco è di 60 km/h e le strade sterrate sono in buone condizioni. Spesso andrete più lenti per cercare gli animali… e attenzione a chi trovate per strada!

Qui ho scritto dell’Etosha.

attraversamento elefanti, Etosha national park, Namibia

Attraversamento elefanti, Etosha national park, Namibia (foto di Patrick Colgan, 2017)

Namibia in auto: una strada dell' Etosha National Park

Namibia in auto: una strada dell’ Etosha National Park (foto di Patrick Colgan, 2017)

Informazioni: altri post sulla Namibia

  1. La Namibia in auto
  2. Fra le dune di Sossusvlei
  3. Swakopmund, Walvis Bay e Sandwich Harbour
  4. In viaggio lungo la Skeleton Coast
  5. Le incisioni rupestri di Twyfelfontein
  6. In visita a un villaggio himba
  7. Nell’Etosha per vedere gli animali

Un altro post utile lo trovate su Persorsi: Namibia, una guida pratica


3709d0fPatrick Colgan, sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (chi sono) Uso delle foto: tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali. Ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali, contattatemi.

Licenza Creative Commons

Potrebbero interessarti

14 Commenti

Elena Maggio 2, 2017 - 12:35 pm

Caro Patrick, questo post mi riempie di enorme piacere.
Tra un mese partirò per la Namibia e info come quelle che hai scritto tu sono davvero preziose.

C’è chi fa terrorismo psicologico sui pericoli di un fly&drive in Africa e chi invece la racconta come se fosse una passeggiata.
Tu hai evitato di fare entrambe le cose e per questo ti ringrazio tanto!!!

Spero tantissimo di leggere i prossimi post sulla nazione prima della partenza (è il 7 giugno….. forza dai, su!!!! mettiti subito a scrivere!!!!!), soprattutto quelli di carattere “pratico”.

Un abbraccio,
Elena

Reply
patrickcolgan Maggio 2, 2017 - 1:01 pm

Ciao, sono felicissimo se hai trovato utile il post! Ho cercato di scrivere onestamente e in dettaglio come è davvero guidare in Namibia e quali sono le cose da tenere in considerazione! In fondo al post trovi link agli altri che ho scritto finora e a un altro post di Persorsi (che era la mia… compagna di viaggio!) con tante altre informazioni utili.
Comunque arriveranno presto altri post!
ciao e grazie!

Reply
Fra le dune di Sossusvlei - Orizzonti Maggio 2, 2017 - 7:06 pm

[…] La Namibia in auto […]

Reply
In viaggio lungo la Skeleton Coast - Orizzonti Maggio 2, 2017 - 7:09 pm

[…] Namibia in auto – informazioni […]

Reply
cristina Maggio 3, 2017 - 12:31 pm

Molto utile questo post, dato che parto tra… esattamente 17 giorni!
Stesso itinerario più o meno, con l’aggiunta delle Epupa Falls al confine con l’Angola (le strade dicono essere notevolmente peggio lassù!).

Una domanda: mi è stato detto che il rifornimento carburante che non si fa con carte di credito. Confermi?
Grazie,
cristina

Reply
patrick Maggio 3, 2017 - 12:56 pm

Ciao!
In realtà dovevamo andare anche noi alle Epupa falls, poi abbiamo optato per un giorno in più nell’Etosha e quindi ci siamo limitati a un villaggio Himba 45 km a nord di Opuwo.
A questo proposito se ti interessa ho una guida da consigliare (ne scriverò sul post dedicato al nord), è un himba e vi può portare in un villaggio vero e piuttosto autentico (niente bancarelle, vendita, elemosine…) e accompagnare anche alle epupa falls. Per le falls non serve una guida ma a parte che vi aiuterà a ‘gestire’ i tanti bambini (e qualche adulto) che tenteranno di fermare la vostra auto per chiedere soldi/caramelle a nord di Opuwo, ma sa davvero tutto di quella zona.

In realtà le strade peggiori le abbiamo viste intorno a Twyfelfontein, a nord di Opuwo la strada non era così male (ma pare che peggiori un po’ in prossimità delle falls).

Abbiamo fatto benzina quasi ovunque con carta di credito, anche a Solitaire per dire. L’unico posto dove il carburante si doveva pagare in contanti era alla stazione privata del Twyfelfontein lodge (ma alla reception si potevano prelevare -se ce n’erano- contanti con la carta). A Khorixas la stazione di servizio ora che ricordo non accettava carte e siamo dovuti andare a un atm non lontano e prelevare.

Nelle stazioni dei ‘camp’ dell’Etosha ho pagato in contanti ma secondo me si poteva pagare anche con carta. Però ecco, per sicurezza qualche contante tenetelo. Ma nelle città e nelle stazioni principali si poteva pagare con carta quasi ovunque.

Insomma, dipende, non c’è una regola. Ma abbiamo pagato con carta il più delle volte.

Se hai altre domande sono qui! 🙂

Reply
Elena Maggio 3, 2017 - 2:57 pm

Ciao Patrick,
interessa anche a me la guida per il villaggio himba.

Potresti darmi il suo contatto, per piacere? Come lo hai trovato?

Ti ringrazio tantissimo,

Elena

Reply
patrickcolgan Maggio 3, 2017 - 3:08 pm

era suggerito su tripadvisor in un forum, ma è davvero uno dei pochi che lo fa. Contattatemi in privato tramite mail (è nella pagina ‘chi sono’) o la pagina fb che vi do telefono e mail! Lo consiglio fortemente!

Cosa curiosa, quel giorno con noi venne anche un ragazzo romeno che stava facendo Il Cairo – Città del Capo in bici e ha raccontato tutto sul suo blog, nelle foto ci siamo noi e anche la guida. Potete tradurre facilmente il post con google Unica cosa in cui sono in disaccordo col suo racconto è che aveva ritenuto un po’ ‘turistico’ il villaggio (pur essendo il primo che visitava in tutto il suo viaggio e viaggi precedenti), io – anche in base a precedenti esperienze – ho avuto l’impressione che fossero sì piuttosto abituati a vedere stranieri forse un paio di volte a settimana, ma era un villaggio assolutamente autentico, anche estremo per certi versi.

I racconti di altri villaggi himba inclusi in tour mi sembravano decisamente più turistici.

http://www.bikeinafrica.com/vizita-la-tribul-himba/

Reply
cristina Maggio 3, 2017 - 5:25 pm

Grazie per le info, Patrick!
Ho già riservato una guida per Epupa + himba, a saperlo prima!
Speriamo sia ugualmente buona. 🙂

Ciao,
Cristina

Reply
patrickcolgan Maggio 3, 2017 - 5:33 pm

Magari è sempre John? Mi risulta non siano tantissime… ciao buon viaggio! E se hai domande sono qui…

Reply
Barbara Luglio 11, 2017 - 2:24 pm

Ciao Patrick, ho trovato questo articolo
http://www.lcfn.info/165-ovahimba-living-museum-opening nel quale si dice che lo scorso novembre ha aperto l’Ovahimba Living Museum il cui progetto è partito proprio da John, ora manager del sito.
Lui te ne ha parlato ? E’ questo il sito che avete visitato, accanto al suo campeggio ?
Ciao, Barbara

Reply
Patrick Luglio 11, 2017 - 2:35 pm

No noi abbiamo visitato proprio un villaggio nel bush che era una mezz’ora a nord di campeggio e museo, assolutamente non il museo. John ce ne ha parlato ma del museo abbiamo visto l’ingresso passandoci davanti in auto

Reply
Travagli Elisa Novembre 12, 2019 - 3:51 pm

Ciao Patrick e grazie per i tuoi resoconti , sto cercando di capire se la Namibia potrebbe essere destinazione di viaggio per Gennaio 2021 , So che non e’ il periodo migliore per via delle piogge ma d’altra parte non ho altri periodi . Il viaggio sarebbe con due bambini 11 e 8 anni (dei veri globetrotter che ci seguono dappertutto .
Tu in che periodo sei stato? Ho visto che esistono 4×4 attrezzate per fare alcune notti di campeggio per 4 persone, secondo te e’ fattibile con dei bambini o meglio guardare solo i lodge ?

Reply
patrickcolgan Dicembre 7, 2019 - 1:16 pm

Ciao! Noi siamo stati in aprile e siamo stati molto bene. E penso che sia un viaggio piuttosto adatto a bambini! Noi ci siamo spostati per l’appunto con un 4×4 attrezzato per il campeggio e c’era una certa varietà di campeggi ben attrezzati (come quello di sossuvlei) e altri estremamente spartani. Io comunque un paio di lodge li prevederei per fare qualche notte più comoda e per provarli perché alcuni sono davvero stupendi. Io ho amato molto il Desert Quiver camp, il Twyfelfontein lodge e il Dolomite, quest’ultimo forse gestito in maniera un po’ approssimativa ma è uno dei posti più belli in cui abbia pernottato nell’arco di decenni di viaggi!

Reply

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: