Il tempio sotterraneo di Tokyo

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La pazzesca struttura che difende la capitale giapponese dalle alluvioni (detta anche G-Cans, ma è sbagliato)

Lo chiamano Tempio sotterraneo. E in effetti, scendendo le scale ripide, prima impressione è quella di entrare in una cattedrale, in un sito archeologico. Colonne imponenti, una navata che si perde nella penombra, proporzioni che sembrano pensate per un culto misterioso o per dei giganti. E invece a Kasukabe, provincia di Saitama, poco a nord di Tokyo. Sotto a un campo da calcio di periferia, dà l’idea di essere un po’ nel nulla. E questo luogo non ha alcuna funzione religiosa: questo spazio serve a raccogliere e e incanalare acqua, tantissima acqua.

Tempio sotterraneo
Il Tempio sotterraneo di Kasukabe (G-Cans), con qualche pozza d’acqua rimasta dopo l’ultimo utilizzo

È il Canale sotterraneo di scarico dell’area metropolitana esterna (首都圏外郭放水路?, shutoken gaikaku hōsuiro), una colossale opera ingeneristica che si sviluppa per oltre sei chilometri nel sottosuolo.

Sono andato a scoprire questo posto mentre raccoglievo informazioni per la nuova guida di Tokyo.

Una meraviglia dell’ingegneria

Tempio sotterraneo
Il campo da calcio sotto il quale si cela il ‘Tempio sotterraneo’ nella periferia di Kasukabe. Davanti, l’edificio che ospita il museo

Il tempio sotterraneo, sorretto da 59 colonne di cemento armato alte 18 metri è solo la parte conclusiva, e più spettacolare, di una meraviglia ingegneristica con pochi paragoni al mondo (solo Mosca e Seul – mi risulta – hanno strutture paragonabili), entrata in funzione nel 2006, dopo 13 anni di lavori e un investimento di circa 230 miliardi di yen. Facendo i debiti conti e tenendo conto dell’inflazione, parliamo di quasi due miliardi di euro di oggi. Una cifra enorme, ma giustificata se confrontata con i danni che avrebbero potuto provocare delle gravi inondazioni. Sono di Bologna e vivendo in una regione devastata dalle alluvioni negli ultimi anni ero davvero curioso di vedere questa struttura. Devo dire che non so se da noi sarebbe mai realizzabile.

Come funziona

g-cans-carta
Uno schema che mostra il funzionamento del sistema, più chiaro di molte parole

Chi visita la città la prima volta Tokyo non sempre se ne accorge. Ma la capitale giapponese è una città d’acqua: è lambita o attraversata da oltre cento fiumi e canali il più dei quali affluenti o emissari di tre corsi d’acqua principali: Tama, Arakawa e Tone. In particolare l’area a nord della città per la sua morfologia a ‘catino’ è particolarmente a rischio.

Il Tempio sotterraneo raccoglie l’acqua di cinque corsi d’acqua locali — principalmente i fiumi Nakagawa, Kuramatsu e Ootoshifurutone — che in caso di piogge intense rischiano di esondare. Superato un certo livello di guardia l’acqua entra spontaneamente in cinque enormi pozzi verticali, profondi 65 metri e larghi 30, e da lì scende in un tunnel lungo 6,3 chilometri, scavato a 50 metri sotto terra che collega le cisterne che sono di fatto dei vasi comunicanti.

Il tunnel la convoglia l’acqua fino alla vasca di regolazione (pressure-adjusting tank): uno spazio di 177 metri di lunghezza e 78 di larghezza, con 59 colonne alte 18 metri. Qui la massa d’acqua rallenta e si stabilizza, prima di essere sollevata da gigantesche pompe che possono gradualmente spingere fino a 200 tonnellate al secondo nel vicino fiume Edogawa, che a sua volta sfocia nella Baia di Tokyo.

È un sistema che non si vede e non si sente, ma che lavora ogni volta che arriva un tifone.

Perché viene chiamato anche G-Cans Tokyo se si trova a Kasukabe?

Il nome Tempio sotterraneo è evocativo e azzeccato. anche se ha poco a che fare con la prevenzione di alluvioni. Canale sotterraneo di scarico dell’area metropolitana esterna è un po’ lungo. Molti lo chiamano anche G-Cans (è anche il nome della pagina wikipedia in italiano), che sembra un nome tecnico e preciso. Ma è una specie di fraintendimento : è il nome di un’associazione di cittadini che voleva promuovere la rinascita dell’area. Qualche occidentale deve aver pensato che come nome fosse comodo e sintetico e così dappertutto sul web e in molti video troverete G-Cans Tokyo. Ma è un nome sbagliato e davvero nessuno in zona lo chiama così. E fra l’altro siamo a Saitama e non a Tokyo (anche se nella sua area metropolitana).

Se dovete chiedere indicazioni usate il nome giapponese oppure ‘tempio sotterraneo’, come è stato ribattezzato dai media, in giapponese chika shinden (地下神殿 ).

Visitare il Tempio sotterraneo

Il Tempio sotterraneo non è un museo e nemmeno un’attrazione turistica, ma una struttura che funziona regolarmente e svolge una funzione molto importante. L’accesso è possibile solo con visite guidate, da prenotare in anticipo. La parte più spettacolare è la vasca di regolazione, quella che si vede nelle fotografie, ma ci sono diversi percorsi che permettono di scoprire anche i pozzi verticali e la sala pompe. Le visite sono organizzate dal centro RyuQkan, costruito sopra l’impianto, che ospita anche una piccola esposizione didattica. Ovviamente in caso di piogge intense le visite sono sospese.

Mentre si aspetta scaricate la app ufficiale che comprende anche un’esperienza di realtà aumentata che vi mostrerà sullo schermo dello smartphone l’allagamento degli ambienti nel quale vi trovate (abbastanza inquietante) oltre a fornirvi un sacco di informazioni.

G-cans tokyo
Il tempio sotterraneo

Tipi di tour per visitare il Tempio sotterraneo

Ci sono varie modalità per visitare il Tempio sotterraneo o G-Cans che dir si voglia. Io ho fatto la prima che è abbastanza completa e non richiede di indossare caschi protettivi o altro. Sono giusto necessarie scarpe adatte e la capacità di fare un po’ di rampe di normali scale (non ci sono ascensori). La struttura è a circa 50 metri di profondità e solo la sala del ‘Tempio sotterraneo’ è alta 20 metri. Insomma dovete scendere l’equivalente di un condominio bello alto (120 gradini)

  • Tempio sotterraneo (circa 55 minuti): la visita più semplice, porta nella vasca principale con le colonne. Il tempo all’interno è abbastanza limitato.
  • Pozzo verticale (circa 110 minuti): include la discesa in uno degli enormi pozzi cilindrici, con casco e imbracatura.
  • Sala pompe (circa 100 minuti): permette di vedere da vicino le turbine che spingono l’acqua nel fiume.
  • Percorso completo (fino a 110 minuti): unisce più sezioni, compresa l’area tecnica.

I prezzi di una visita sono bassi e variano fra 1.000 (per il tipico giro base) e 4.000 yen per i percorsi più lunghi e specifici. Le prenotazioni si aprono un mese prima e i posti nei weekend si esauriscono rapidamente. La prenotazione è obbligatoria sul sito ufficiale. La visita è in giapponese, ma app, depliant e museo sono in parte anche in inglese. Necessarie scarpe chiuse e eventualmente una giacca visto che la temperatura nella sala sotterranea è più bassa.

Le visite si svolgono in genere fra le 10 e le 16.

Il tempio sotterraneo di Tokyo
Il tempio sotterraneo di Tokyo

Come arrivare

Il sito si trova a Kasukabe, nella prefettura di Saitama. E anche se il tour è breve, un’oretta, se considerate il viaggio da Tokyo centrale vi porterà via più di mezza giornata. Ne vale la pena? Se siete appassionati di opere di ingegneria o vi affascina il tema sicuramente sì. Alla fine ero molto contento di averlo visitato. Scesi alla stazione di Minami-Sakurai (provincia di Saitama) abbiamo chiamato un taxi con la app Go taxi (funziona tipo Uber ma sono taxi normali) che ci ha portati direttamente al complesso che si trova al di sopra delle cisterne.

Non credo metterei però questa esperienza nella lista di cose da fare a tutti i costi al primo viaggio in città, anzi: è per chi cerca qualcosa di davvero particolare o diverso.

Riepilogando

  • In treno: scendere a Minami-Sakurai (linea Tobu Urban Park Line, ex Noda Line). Da lì si può prendere un autobus locale o un taxi. Si può arrivare anche a piedi, ma ci vuole almeno mezz’ora di camminata nel nulla.
  • In auto: c’è un ampio parcheggio disponibile.

Calcola almeno mezza giornata con spostamenti e visita.

Per approfondire

Questa è una delle mete che trovate nella guida verde di Tokyo del Touring club italiano che ho scritto assieme a Francesco Comotti.
Potete anche cercare fra i post dedicati al Giappone altri post dedicati allca capitale.

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