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Il mio itinerario nell’India del Sud

Nelle backwaters del Kerala  (foto di Patrick Colgan, 2016)

Da Mumbai al Kerala, risalendo fino a Bangalore attraverso il Tamil Nadu, in 14 giorni. Tutte le informazioni utili per pianificare un itinerario nell’India del Sud

L’India per me era una specie di libro appassionante (e anche un po’ inquietante, a volte) e lasciato lì dopo pochi capitoli. E’ la sensazione che mi era rimasta dopo il primo viaggio nell’India del nord di ormai otto anni fa, di aver interrotto qualcosa che avrei dovuto riprendere. Poi sono stato in altri Paesi e l’India è rimasta lì, un po’ per caso. E’ per questo che ero molto emozionato prima di questo ritorno e che rimandavo sempre la pianificazione del viaggio. Forse dentro di me avrei voluto fare come allora, prenotare solo la prima notte in albergo e poi scegliere giorno per giorno dove andare.

Ma questa volta non era possibile: avevamo 14 giorni e abbiamo definito tutte le tappe. Il viaggio è stato completamente organizzato da me e mia moglie. E ora ve lo racconto.

I mezzi di trasporto

Abbiamo volato con Emirates da Bologna: atterraggio a Mumbai e ritorno da Bologna. Abbiamo attraversato quattro stati indiani, Maharashtra, Kerala, Tamil Nadu e Karnataka e ci siamo spostati con un volo interno (Mumbai-Trivandrum), treni e auto con autista, improvvisando un po’ strada facendo: 14 giorni pieni compresi quelli dei voli dall’Italia. Tornando indietro cambierei poco.

L’aereo in India

Se prendete voli interni (e in previsione anche dell’aereo di ritorno), stampate sempre tutti i biglietti perché servono per entrare in aeroporto e vengono controllati da poliziotti e militari. Io sono riuscito a farmi accettare un biglietto su smartphone, ma con un po’ di difficoltà.

I treni indiani

E’ stato impossibile prenotare i treni indiani dall’Italia. Al momento in cui scrivo le ferrovie indiane, anche quando si prenotano i biglietti tramite il sito privato ClearTrip (ottimo per prenotare gli alberghi, invece), richiedono un numero di cellulare indiano per convalidare la registrazione.  Non c’è modo di aggirare questa barriera. Le guide, lo stesso ClearTrip e l’utilissimo sito Seat61 (in inglese), consigliano di inviare una mail con scan del passaporto all’indirizzo di supporto delle ferrovie indiane. Ma numerosi tentativi fatti (incluse telefonate via skype al call center delle ferrovie indiane) non hanno sortito alcuna risposta utile. Sono comunque riuscito a prendere tutti i biglietti in India, tranne uno, come leggerete più avanti.
Alle ferrovie indiane dedicherò magari un post a parte, ma i prezzi per ottime classi con aria condizionata come 2ac o 3ac sono contenuti (500 rupie per 150 chilometri, circa 6 euro). I prezzi della terza classe sono invece addirittura irrisori. Per una spiegazione dell’articolatissimo sistema di classi dei treni indiani rimando sempre a Seat61.

L’auto in India

Il noleggio d’auto con conducente o i taxi organizzati per singoli spostamenti si sono rivelati assai più costosi di quanto ricordassi dal precedente viaggio e quanto generalmente indicato sulle guide: abbiamo speso circa 3500-4000 rupie per viaggi di 5-6 ore (comprese le tasse per il cambio di stato), e anche di più. Meno della metà per spostamenti più brevi. Al netto della furbizia di alcuni conducenti che sono stati più abili di noi nelle trattative, i motivi sono stati vari:

  • i viaggi di più giorni con lo stesso autista costano molto di meno (anche perché non è compresa la strada a ritroso)
  • i passaggi fra i vari stati con la stessa auto comportano tasse salate (oltre a lunghe attese).
  • l’euro era nettamente più debole che nel mio precedente viaggio
  • il caldo ha evidentemente fiaccato le nostre capacità nelle trattative

Il periodo ideale per l’India del Sud

Aprile non è il periodo migliore. E’ bassa stagione praticamente in tutta l’India. In Kerala le temperature possono arrivare ai 40 gradi e anche le notti sono calde e umide. Abbiamo fatto due notti senza aria condizionata (ma solo con la ventola) e non lo rifarei, anche se siamo sopravvissuti e sicuramente siamo stati più eco-friendly. Però si può fare, con qualche accorgimento. Ecco il nostro itinerario nell’India del Sud: inizio a Mumbai, conclusione a Bangalore.

Itinerario nell'India del sud

Il nostro itinerario nell’India del Sud

La linea rossa è il volo interno. Quella verde sono gli spostamenti via terra.

Itinerario nell’India del sud

Mumbai

giorno 1 arrivo a Mumbai

giorno 2 Mumbai-Trivandrum con volo Air India poi taxi per Varkala (un’ora)


E’ una tappa che spesso viene trascurata nei viaggi in India. E’ troppo a sud per rientrare in un classico viaggio nel nord, è troppo decentrata rispetto ai classici viaggi nel Kerala o nel Tamil Nadu. Io però desideravo vederla da molto tempo. E non mi ha deluso: mi ha emozionato, scioccato, sorpreso. Siamo arrivati la mattina presto e ripartiti la sera successiva con un volo Air India per Trivandrum, all’estremo sud del Kerala. Per entrare rapidamente in contatto con la città abbiamo partecipato a due tour a piedi molto originali, con guide locali, davvero splendidi e fuori dalle strade più battute.

Mumbai, città intensa, dura, meravigliosa. Mumbai, what an intense, harsh, amazing city #Kotachiwadi, Mumbai

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Link: ne ho scritto qui: Al centro del mondo a Mumbai.

Varkala

giorno 3  Varkala

Pescatori a Varkala Varkala fishermen

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Il terzo giorno ci siamo svegliati a Varkala (dove eravamo arrivati in tarda serata con un taxi dall’aeroporto di Trivandrum). Questa località è famosa per la sua spiaggia bianca. Era un po’ troppo caldo e non era il momento ideale per apprezzare il sole e l’acqua (che non è l’ideale per la balneazione, più adatta al surf). Qui è tutto un po’ costruito e posticcio: sulla costa c’è un insediamento turistico con centri massaggi, bar, ristoranti, alberghi e negozzietti hippie che si affacciano sul mare da una scogliera. Finto, forse, ma bellissimo. E se ci si allontana dalla parte più turistica della spiaggia si incontrano i pescatori che preparano le reti per uscire, incuranti del viavai. Su questo lato di Varkala c’è un posto bello, amichevole, economico (ma senza condizionatori!) il Satta beach residence.

Le Backwaters del Kerala

giorno 4 Varkala -Alleppey in treno ore 10,25 -> 12,47 (500 rupie, 142′ circa). Ore 13 check-in sulla house boat

giorno 5 Navigazione sulla house boat

Kettuvalam in Kerala

Due kettuvalam come la nostra (foto di Patrick Colgan, 2016)

Amo navigare sui fiumi e sui laghi ed è stata una costante degli ultimi viaggi in Laos e in Cambogia. Da anni desideravo esplorare le backwaters del Kerala su una house boat, la tradizionale barca mercantile, chiamata kettuvalam e trasformata in una vera e propria casa galleggiante. Dopo molti confronti su prezzi e qualità abbiamo optato per un viaggio di due giorni con partenza e ritorno da Alleppey con Lakes and Lagoons, e un equipaggio tutto per noi. Caro per l’India (20.800 rupie per due giorni tutto compreso, ma mance escluse. Calcolate almeno il 10 per cento per evitare spiacevoli…incomprensioni) ma è stato meraviglioso ed è valso ogni centesimo speso. Ripenso spesso alla vita nei villaggi sull’acqua, al lento movimento sui canali, al profondo silenzio della notte. Se avete tempo fate almeno due giorni e non solo uno come fa la maggior parte dei viaggiatori.

Kochi

giorno 6 check out dalla house boat ore 9,30. Taxi per Kochi (circa 60′)

giorno 7 Kochi

Mahatma Gandhi beach, Kochi

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Kochi, bella con le sue case colorate e così piena di storia. Kochi dove in ogni spazio libero ci sono ragazzini che giocano a cricket. Kochi in lento sfacelo. Kochi e la sua spiaggia su cui, all’ombra delle storiche reti da pesca cinesi si accumulano rifiuti di ogni genere. Abbiamo molto amato la piccola guest house che ci ha accolto (Greenwoods Bethlehem) e la sua padrona di casa, anche se era un po’ fuori mano. Ma se siete di fretta a Kochi potete dedicare anche un solo giorno.

Mettupalayam e il treno per Ooty

giorno 8: Kochi – Mettupalayam (250 km, 6h in auto). L’alternativa è il treno per Coimbatore più il taxi

giorno 9: treno a vapore Mettupalayam – Ooty (7,10 – 12,45 – 15 rupie)

Siamo entrati nel Tamil Nadu, abbiamo attraversato la caotica Coimbatore e dopo un viaggio estenuante siamo arrivati a Mettupalayam, che non è il miglior biglietto da visita per il suo stato. Questo paesone rovente, brutto e polveroso (dove tutti sono però davvero molto gentili) ha una bellissima stazione che si vanta di essere fra le più pulite dell’India. Ed è a un’estremità di una ferrovia che è patrimonio Unesco: un treno a vapore in 5 ore percorre 46 chilometri per salire ai 2200 metri di Ooty lungo binari che risalgono all’ottocento. Ma lo si scopre sulle guide, non a Mettupalayam.
Aprile è altissima stagione per le vacanze delle famiglie indiane, che amano molto questo trenino, e il biglietto era da prenotare tre mesi in anticipo. Così ci siamo messi in fila alle 4 di notte per ottenere in modo rocambolesco i biglietti distribuiti dal capostazione ogni mattina (diverse decine). Ne è valsa la pena? Sì, ma ne scriverò in modo più approfondito.

Link: la mia compagna di viaggi ha già scritto del treno per Ooty qui.

Ooty

giorno 10 trekking fra le piantagioni di tè

Piantagioni di tè a Ooty Tea plantations in Ooty #India

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Ooty è una tranquilla località di villeggiatura con begli alberghi e tante famiglie indiane in vacanza, di tante classi sociali diverse. Noi dedichiamo la giornata a una passeggiata con una guida fra monti e boschi a qualche chilometro di distanza dal centro abitato. Visitiamo abitati di diverse etnie e tribù, attraversiamo le piantagioni di tè dove vediamo il durissimo lavoro dei raccoglitori, vediamo qua e là langur del Nilgiri, grandi scimmie di colore nero. Bellissimo.

Mudumalai e Mysore

giorno 11 in auto da Ooty verso Mysore con sosta al parco naturale di Mudumalai ‘Tiger reserve’ (150km, 5h in tutto, 4000 rupie inclusa la tassa, troppo: il prezzo doveva essere più sui 3500)
-Nel pomeriggio visita al Mysore palace

giorno 12 visita ai meravigliosi templi di Somnathpur con un taxi privato (35km per 2000 rupie, troppo, ma abbiamo prenotato in albergo per disperazione con aggravio di costi)
-poi treno per Bangalore (160′ circa 19-21.40, 750 rupie per classe 2ac)

Elefante nella Mudumalai Tiger reserve

Elefante nella Mudumalai Tiger reserve (foto di Patrick Colgan, 2016)

La grande riserva naturale di Mudumalai, che con 50 tigri ne ha la più alta concentrazione in India, è sulla strada fra Ooty e Mysore. Siamo partiti alle 5 con un’auto privata e abbiamo partecipato al ‘safari’ delle 7 (costo 350 rupie a testa, ce n’erano fra le 6 e le 9 e le 16 e le 18, ma informatevi prima). Il cosiddetto safari è in realtà un giro di un’ora su uno sterrato con un rumoroso pulmino. Pensavo che con un mezzo simile le chance di vedere animali selvatici fossero ridotte a zero e ammetto che mi sentivo un po’ preso in giro. E invece oltre a tantissimi cervi, scimmie e pavoni abbiamo visto anche tre elefanti selvatici. Una persona che aveva fatto il giro anche la sera precedente diceva di aver visto addirittura un leopardo. Naturalmente è questione di fortuna.

Itinerario nell'India del sud: il palazzo di Mysore

Il palazzo di Mysore – vietate le foto all’interno (foto di Patrick Colgan, 2016)

A Mysore, visto il prezzo accessibile (48 euro) abbiamo alloggiato nel più bell’albergo della città, il Metropole, dove alloggiavano un tempo gli ospiti del Mahrajah. E non ce ne siamo pentiti. Poi, resistendo agli assalti dei guidatori di motorisciò ci siamo dedicati al palazzo di Mysore. Raramente mi emoziono per le architetture e gli edifici sontuosi, ma il palazzo di Mysore, per quanto recente (inizi ‘900) è di una bellezza pazzesca: sembra una sorta di sogno diventato realtà. E poi Mysore ha anche un bellissimo bazar, fra i più belli mai visti in Asia.

I templi di Somnathpur, Mysore

I templi di Somnathpur, Mysore (foto di Patrick Colgan, 2016)

L’ultimo giorno prima della partenza lascio l’India forse con la più bella immagine possibile. Nelle campagne sonnolente a un’ora da Mysore, a Somnathpur, accanto a un tranquillo villaggio c’è un tempio splendidamente conservato del XIII secolo che ha poco da da invidiare a quelli molto più famosi di Khajuraho (è nello stesso stile). Dopo un secondo passaggio nel meraviglioso bazar di Devaraja per un altro giro di foto andiamo in stazione per prendere il treno verso Bangalore, siamo diretti verso l’aeroporto dove prenderemo un volo prima dell’alba.

Colors

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I post sul viaggio in India del Sud

  1. L’itinerario
  2. Al centro del mondo, a Mumbai
  3. Quel maledetto treno per Ooty
  4. Nel mercato di Mysore
  5. Kerala, sognando sulle backwaters

E un po’ di libri da leggere sull’India


3709d0fPatrick Colgan – sono giornalista e blogger nel tempo libero, vivo a Bologna. (chi sono) Uso delle foto: tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi
Licenza Creative Commons

 

6 Comments Post a comment
  1. Ma che meraviglia di Viaggio!! L’India mi sta chiamando molto forte…ma credo si debba essere pronti per questo Paese.
    Ooty e il treno mi hanno ricordato moltissimo lo Sri Lanka. Ma per tutto il resto avevi ragione, sono molto diversi!
    Mi ispira tantissimo la houseboat. Anche io adoro navigare sui fiumi!!!
    Ciao

    maggio 6, 2016
    • E’ stato un viaggio bellissimo. Ma se aspetti di essere pronta forse non ci andrai mai, forse devi lasciarti un po’ travolgere da questo Paese.
      La houseboat è stata indimenticabile, consigliatissima! 🙂

      maggio 15, 2016

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  2. Kerala: sognando nelle backwaters - Orizzonti
  3. Al centro del mondo a Mumbai - Orizzonti
  4. Un po' di libri da leggere sull'India - Orizzonti

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