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Cinque cose che ho amato di Napoli

Pasticcerie napoletane

Tre giorni a Napoli sono abbastanza per vedere un sacco di cose. E per ripartire con la convinzione che bisognerà tornare per vedere tutto il resto

Avevo dei ricordi vaghi di Napoli. L’avevo vista in gita scolastica tanti anni fa e poi, chissà perché, non c’ero più stato. Eppure la ricordavo bellissima. In quella gita c’erano state Paestum, Pompei, Sorrento, ma nella memoria spiccava Napoli: ricordavo fotogrammi dei vicoli della città, del lungomare, del golfo. Ricordavo con nostalgia il Vesuvio circondato da un sacco di blu, ovunque e la mia idea della città si è a lungo sovrapposta con quell’immagine statica, un po’ da cartolina.

Questa volta il mare non l’ho visto subito e Napoli all’inizio quasi stentavo a riconoscerla. Non so se nel tempo è cambiata la città o se sono cambiati i miei occhi. Forse dovevo vedere tante altre cose prima di capirla. Ma ho scoperto una Napoli ancor più bella di quanto ricordassi, sorprendente. E soprattutto una città complessa, viva, in movimento.

Provo a raccontarvi alcune cose che mi hanno emozionato, che mi sono piaciute, che hanno riempito i miei giorni in città, pur sapendo che sarà solo una carrellata superficiale, da turista che ha girato per pochi giorni.

Il Vesuvio, Napoli

Il Vesuvio non si è nemmeno fatto vedere (foto di Patrick Colgan, 2017)

1- La Cappella Sansevero (e l’arte di Napoli)

Quasi mi vergogno a raccontare che ci siamo finiti per caso: avevamo appena iniziato a camminare per la città, avendo a malapena pensato a un itinerario.  E la guida l’avevamo appena guardata (in formato digitale, poco comodo).

A Spaccanapoli siamo stati fermati da una donna che ci voleva lasciare il volantino di un ristorante. E forse ci ha visti un po’ smarriti: “Ma voi state cercando la cappella Sansevero no? Perché qui in genere tanti girano, girano e non la trovano. Come no? Dovete assolutamente vederla”.

E ovviamente aveva ragione. Nonostante non ami il Barocco, di solito, è un posto unico: chiesa e tempio massonico allo stesso tempo questo luogo raccolto ospita alcune bellissime opere del Settecento, a partire dal famoso Cristo velato di Giuseppe Sammartino (1753). Le foto erano vietate e quindi utilizzo la foto di Wikipedia.

Cosa fare a Napoli? Intanto andate a vedere il Cristo Velato

Cosa fare a Napoli? Intanto andate a vedere il Cristo Velato (oto di Liberonapoli, da Wikimedia – licenza creative commons)

E forse è un bene che le foto fossero vietate. Perché c’era il silenzio ammirato di chi è attento, non è distratto da altro.

Ma la cappella, ideata da Raimondo di Sangro, ospita altre opere straordinarie, le più particolari delle quali sono le due famose macchine anatomiche conservate al piano inferiore, modelli di corpi umani quasi perfetti realizzati in parte con un vero scheletro e una riproduzione minuziosa del sistema circolatorio (realizzato in metallo e cera, anche se sul tema si sono sprecate le leggende).

Un vero gioiello, da non perdere.

Informazioni utili

Napoli comunque è piena di arte e di bellezza, non perdetevi nemmeno il Museo Archeologico Nazionale: soprattutto le splendide sculture e la parte dedicata a Pompei.

Cappella Sansevero: gli orari

Aperta 9.30-18.30, chiusa il martedì – sito

2 – Il sottosuolo di Napoli (e la passione delle guide)

La visita alla Neapolis sotterrata, antico mercato romano perfettamente conservato sotto al complesso di San Lorenzo Maggiore, è un’esperienza intensa, emozionante. Si passeggia fra botteghe romane vecchie di quasi duemila anni dove sembra che l’artigiano si sia solo allontanato un attimo. E se si ascolta la voce delle pietre, se si lascia un po’ andare l’immaginazione, pare ancora di sentire i suoni, i passi, le voci, forse non così diverse da quelle della Napoli di oggi, distante solo pochi metri. E’ come se le vibrazioni della città antica e di quella moderna si fondessero, parlassero con una voce unica ai visitatori che sanno ascoltare.

A guidarci in questo viaggio nel tempo c’era una giovane guida, entusiasta e preparata in maniera quasi eccessiva per il compito. L’impressione è che se glielo avessimo chiesto sarebbe rimasta ore a svelarci i segreti di ogni pietra, a rispondere a tutte le nostre domande, anche alle più stupide.

Cosa fare a Napoli: una visita alle Catacombe di San Gennaro

Cosa fare a Napoli: una visita alle Catacombe di San Gennaro (foto di Patrick Colgan, 2017)

Le Catacombe di San Gennaro

E’ stato strano ripetere l’esperienza il giorno dopo, sempre sottoterra, questa volta alle Catacombe di San Gennaro. Un luogo forse meno intenso e sbalorditivo del precedente, ma ricco di storia e che si collegava direttamente con quanto avevamo appena visto nel Duomo (che ospita le famose reliquie del Santo Patrono che qui ebbe una delle sue sepolture). In queste gallerie sotto Capodimonte siamo stati condotti da una giovane guida della cooperativa La Paranza, che da alcuni anni gestisce visite guidate e siti nel Rione Sanità, dando lavoro ai giovani del quartiere.

Non basta avere in una città posti speciali, straordinari. Servono anche iniziative, competenza, idee, passione. In Italia non dovremmo mai dimenticarlo.

Il cimitero delle Fontanelle

Un luogo pazzesco. Si tratta di un grande ossario (in cui ci sarebbero 40.000 resti, anche se leggende parlano di otto milioni) all’interno di imponenti cave di tufo. Alcune persone potrebbero trovare impressionante o macabro questo luogo che invece a me ha trasmesso una certa serenità, nonostante sia l’eco di una storia tragica. A partire dalla peste del 1656 in queste caverne furono infatti inumati i morti delle epidemie, quando bisognava seppellire molta gente e in fretta.

Poi, col tempo, qui si sviluppò il culto delle ‘anime pezzentelle’ che, cito da Wikipedia

prevedeva l’adozione e la sistemazione in cambio di protezione di un cranio (detta «capuzzella»), al quale corrispondeva un’anima abbandonata (detta perciò «pezzentella»)

I ceri e le teche dedicate ai teschi, i bigliettini e gli oggetti donati sono ancora visibili, anche se questi riti sono andati perdendosi. A ricevere ‘doni’, anche scherzosi, ancor oggi sembra essere il famoso cranio detto del ‘capitano’.

Un po’ di informazioni

  • La Neapolis sotterrata – piazza San Gaetano; ore 9.30-15.30 – sito
  • Catacombe di San Gennaro –  via Tondo di Capodimonte,13; ore 10-17 (domenica 10-14) – sito
  • Su Napoli e quello che c’è sotto la città ha scritto un bellissimo post Persorsi
  • Ogni domenica La Paranza organizza una visita guidata al Rione Sanità e al cimitero delle Fontanelle (di cui parla Persorsi nel post linkato sopra)

E ci sarebbe molto altro da vedere sottoterra, a Napoli: altre catacombe e il Tunnel borbonico, per esempio.

Nella foto, uno scorcio del Rione Sanità (una delle più belle scoperte di questo breve viaggio), visto dal ponte.

Napoli - Naples

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3 – La metropolitana di Napoli

Sempre di sottosuolo parliamo, in effetti. Ma a Napoli spesso sembra di camminare fra più piani che si intersecano di continuo fra ponti, scalinate, terrazzamenti, sottopassi, ascensori, tunnel antichi e nuovi, catacombe, ed è spiazzante, fa girare la testa. A volte sembra di trovarsi in un quadro di Escher. E in questo saliscendi c’è anche la metropolitana di Napoli con le sue bellissime ‘stazioni dell’arte’, progettate con il coinvolgimento di grandi architetti e artisti: alcune, come Toledo o Università, sono fra le più belle che abbia mai visto.

E, come in tutte le città dove ci si può spostare velocemente evitando il traffico, provo una profonda invidia: nella mia Bologna le ipotesi di costruire una metropolitana, un tram, un servizio ferroviario metropolitano affidabile sono sempre naufragate. Certo non è una grande città, così però siamo e resteremo a lungo schiavi dell’auto (e di bus lentissimi).

Però mi sono fatto anche una domanda. Forse, a giudicare dalla poca gente che c’era nelle stazioni e sui treni (e dal traffico in superficie) questa possibilità la apprezza soprattutto chi non ce l’ha?

4- Le bancarelle dei libri usati

Sono un blibliomane, lo ammetto. E così cito una cosa forse insignificante, ma un’oretta buona l’ho passata a spulciare le bancarelle e i negozi di libri usati a Port’Alba, sperando di trovare qualche gioiello. Del resto ci sono tantissimi libri stupendi fuori catalogo (compresa un sacco di letteratura di viaggio), ma evidentemente sulle bancarelle non ci restano a lungo. O non ci arrivano proprio. Fra questi libri accuratamente incellofanati uno per uno non ho trovato praticamente nulla che mi interessasse davvero (e il 50 per cento dei titoli erano sempre i soliti bestseller di Patterson, Clancy ecc.) e me ne sono andato con una vecchia guida della Namibia. Però anche solo la presenza di tanti libri mi ha messo di buonumore, mi dava l’idea di possibilità infinite, come una biblioteca.

E poi sembrava di stare un po’ come in quei bar e caffè pieni di libri che sembrano andare di moda da qualche anno. Raramente vedi qualche avventore che ne prende e li legge o li sfoglia. Ma anche solo averli vicini, i libri, fa sentire a casa.

5- I dolci (e il cibo in generale)

E dire che non sono goloso di dolci, in genere e che avevo progettato soprattutto assaggi di pizze (straordinarie). Ma come resistere all’opulenza delle pasticcerie napoletane, a questo bombardamento di invitanti forme e colori, alla quantità di sapori ignoti da provare? Ero spaesato di fronte ai nomi, alle diverse dimensioni e anche alla sottigliezza delle scelte che mi venivano proposte (per esempio: zeppola fritta o al forno?). C’era continuamente una scusa per fermarsi e provare qualcosa.

Quando abbiamo preso il treno per il ritorno avevamo con noi pastiera e due vassoi di sfogliatelle.

5 Comments Post a comment
  1. Da partenopea mi sento felice e orgogliosa.
    (bellissima e ossimorica)

    Riguardo la metropolitana, deduco che tu l’abbia presa in un orario “neutro”, E soprattutto un mezzo per collegare la periferia della città – Scampia, Chiaiano – al centro. E’ al mattino presto o tra l’una e le tre del pomeriggio che si può sperimentare l’effetto Bombay 🙂
    E per quanto riguarda le bancarelle di libri, bisogna aver fortuna e pazienza, perchè si trovano, si trovano di tanto in tanto vere chicche. 🙂

    marzo 19, 2017
    • Bellissima e ossimorica, sì! Amo le bancarelle ed è proprio questa possibilità che mi attrae sempre. E anche solo toccare i libri mi piace 🙂
      Grazie per il commento e le precisazioni!

      marzo 20, 2017
  2. Il sottosuolo di Napoli nasconde meraviglie incontenibili. Strano che tu non abbia visitato la Napoli Sotterranea, l’ipogeo più famoso di Napoli… ma io stesso che sono napoletano con vergogna devo ammettere che non ho mai visitato il sottosuolo di San Lorenzo Maggiore, e me ne hai fatto venire proprio voglia. Se sei un appassionato del tema per la prossima visita ti consiglio le Catacombe di San Gaudioso (molto più belle di quelle di San Gennaro), la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (dove prosegue il culto delle anime pezzentelle) e il Tunnel Borbonico. Come hai ben detto, tre giorni servono solo a farti capire che occorre tornare! 🙂

    marzo 19, 2017
    • Ciao! Vero è incredibile quanto ci sia.
      So che la Napoli sotterranea è l’ipogeo più famoso, ma avevo letto che la quasi omonima ‘Neapolis sotterrata’ era archeologicamente più interessante e devo dire che è stata una delle visite più belle mai fatte in assoluto. Ti consiglio la visita guidata!

      Le catacombe di San Gaudioso ci erano state fortemente consigliate ma in tre giorni è davvero impossibile riuscire a vedere tutto (e secondo me nemmeno consigliabile, ogni cosa merita il suo tempo!).
      Grazie per le ulteriori dritte!

      marzo 19, 2017
  3. Napoli è stupenda, è una città viva a 360° gradi. Spero di poterla visitare nuovamente quest’anno 🙂

    marzo 22, 2017

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