Visitare Nara, la prima capitale

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Visitare Nara è emozionante. Nella città che in un lontano passato fu la prima capitale stabile del Giappone (dopo i pochi anni di Fujiwara) non ci sono soltanto i cervi e il grande Buddha

Maestosa nel disegno, sicura, stabile, la città  comunicava con orgoglio il senso di un nuovo inizio. “Come splendente corolla in fiore/splendente fiorisce Nara/la capitale”, scriveva Ono no Oyu.
(Massimo Raveri, Il pensiero Giapponese classico)

Visitare Nara è emozionante. Eppure spesso è un’escursione in giornata veloce, della quale resta poco: un grande Buddha e l’incontro con i voraci cervi ‘sacri’. La visita a Nara in un giorno non è sufficiente: bisognerebbe preparasi un po’ meglio per questo viaggio nel cuore del Giappone.  E magari pernottare.

La prima capitale stabile del Giappone fu in effetti la meno conosciuta Fujiwara, ma durò poco, appena 16 anni. La prima vera capitale permanente fu Nara, anche se solo per 74 anni. Pochissimo anche in questro caso: un tempo lungo per un uomo, ma breve per una città. L’idea però era meravigliosa. Nara fu fondata nel 710: fu costruita su un modello cinese, Chang’an, e immaginata come una rappresentazione del mondo, geometrica, ordinata. Ci sono templi, edifici che testimoniano ancora oggi questo momento fondamentale: immersi in un grande parco, emanano un senso di sacralità antico, severo. In questo spazio la grande porta Nandai-mon e il tempio Tōdai-ji sembrerebbero quasi galleggiare fuori dal tempo se non fosse per il flusso incessante di turisti.

A Nara bisogna fare attenzione, far lavorare l’immaginazione per percepire e afferrare il filo esile di questa storia che arriva fino a noi, sentire quello che Fosco Maraini definisce “Il profumo della giovinezza” della cultura giapponese.

quel breve volgere di tempo produsse una tale straordinaria fioritura d’uomini, di pensieri e di cose che la luce ne riverbera ancora oggi (Fosco Maraini, Ore Giapponesi)

A Nara ci sono gli edifici in legno più antichi del Giappone (al tempio Tōshōdai-ji, al tempio Hōryū-ji), una dei buddha più grandi del Paese, giardini pieni di grazia, musei. Nara è stracolma di bellezza,  ma è una bellezza meno evidente, più austera rispetto alla sua vicina Kyōto. E così nelle foto, nei racconti di viaggio, nelle conversazioni, spesso di Nara si ricordano soltanto i cervi ‘sacri’ (non sempre così amichevoli) che spadroneggiano nel parco. Sono bellissimi, sia chiaro, ma Nara non è uno zoo safari.

Nara richiederebbe, come ogni luogo così importante, un po’ di tempo, invece resta quasi sempre relegata alla visita in giornata da Kyōto che è più avvolgente, seducente, vivace. E, in effetti ha anche molto di più: Kyōto divenne capitale dopo Nara. E restò tale per ben undici secoli.

È difficile scegliere di dedicare più di un giorno a Nara in un itinerario in Giappone. Forse, mi viene da pensare, Nara andrebbe  almeno vista per prima. Non solo perché i suoi monumenti ci parlano di un Giappone più antico, ma perché richiedono un’attenzione un atteggiamento mentale che forse, dopo aver visto Kyōto e le sue meraviglie, non si è più in grado di concedere.

Kyōto è forse dove il Giappone imparò a impacchettare tutto in cortesia, superfici sottilissimi e sorrisi che ti lasciano allo stesso tempo grato e un po’ escluso. Ma Nara è l’enigmatico oggetto di semplice pietra, molto probabilmente sacro, che è dentro quella scatola meravigliosamente impacchettata.
(dall’articolo Nara, where Japan began, di Pico Iyer e Michael Kenna, trad. mia)

E ora lo confesso: ho visitato Nara solo al terzo viaggio in Giappone, portato da un’amica giapponese che mi condusse in alcuni dei luoghi che vi racconto. Sono tornato una seconda volta nell’ultimo viaggio. E questo ritorno mi ha lasciato nostalgia e un senso di incompiutezza, la voglia di vedere altro, di vivere la città, di pernottarci (e lo farò). E scrivo questo post proprio per evitare che facciate il mio stesso errore: Nara merita di essere scoperta, merita tempo.

I tesori di Nara: il tempio Tōdai-ji e il santuario Kasuga-taisha

È al centro di ogni visita a Nara e, anzi, sarebbe la prima cosa da vedere: il Tōdai-ji (東大寺 grande tempio orientale) risale al 752 ed era al vertice del buddismo giapponese. Era in realtà ai margini di Nara (il palazzo Heijō era più a ovest), ma oggi è quasi al suo centro. Anche questa è una grossa differenza rispetto a Kyōto dove i templi e i santuari più importanti sono rimasti ai margini. Il tempio è annunciato dalla grande porta Nandai-mon del XII secolo, che è sorvegliata da due spaventosi guardiani Nyō.

L’enorme padiglione che ospita il Daibutsu (大仏), il grande Buddha, è stato ricostruita nel 1709.  È più piccolo di un tempo, ma resta enorme (57x50m). Fino a pochi anni fa era il più grande edificio in legno del mondo.

La statua del Buddha alta 15 metri (che ha subito numerosi interventi e riparazioni nel corso dei secoli, c’è chi dice che non sia rimasto nulla dell’originale) è imponente, ma sicuramente meno bella, intensa dell’altrettanto famoso Daibutsu di Kamakura.

Intorno al parco si possono poi visitare il padiglione Nigatsu-dō e  il grande santuario scintoista Kasuga-taisha, immerso in un bosco e famoso per le sue centinaia di lanterne di bronzo (accese solo durante i matsuri di inizio febbraio e metà agosto). L’ascesa al santuario fra gli alberi e le lanterne è di una bellezza struggente, un crescendo che lo rende ancor più bello del Tōdai-ji.

Visitare Nara: le lanterne del Kasuga Taisha

Visitare Nara: le lanterne del Kasuga Taisha (Foto di Patrick Colgan, 2016)

Visita a Nara: il Todaiji

Visita a Nara: il Todaiji (foto di Patrick Colgan, 2012)

Il daibutsu di Nara, alto 15 metri

Il culmine di una visita a Nara è davanti al daibutsu, il grande Buddha alto 15 metri (foto di Patrick Colgan)

Se avete tempo anche il museo del Tōdai-ji merita una visita ed è una vera immersione nell’arte di un Giappone antichissimo.

E poi sì, a Nara ci sono i cervi, ovunque. Sono belli, adorabili, divertenti almeno fino a quando non puntano del cibo. Fate attenzione!

Cervi a Nara

Cosa vedere a Nara? Ci sono anche i cervi, certo (foto di Patrick Colgan)

I giardini di Nara

Vicino al Tōdai-ji si possono visitare il piccolo giardino Yoshikien e il più grande Isuien. Almeno il primo, gratuito per i turisti stranieri (portate il passaporto!), andrebbe visitato. E’ un gioiello, è poco frequentato e contiene addirittura tre piccoli giardini in stile differente.

Forse è il luogo ideale dove riflettere e rimettere in ordine quello che si è appena visto. Camminare, a me, serve anche a questo.

Visita a Nara: le strade meno battute

La classica gita in giornata a Nara da Kyōto che spesso, per risparmiare tempo, include anche il santuario Fushimi Inari Taisha (è sulla stessa linea ferroviaria), non consente di vedere molto di più di quanto ho raccontato finora. E non ha senso visitare di corsa questi posti per includere altri posti (forse non ha senso vedere di corsa nessun posto).

Nara, in verità, meriterebbe un po’ di tempo in più, o una seconda visita, se tornate in Giappone (e raramente ci si torna, purtroppo). Per esempio per passeggiare fra le antiche case di Naramachi, una quindicina di minuti a piedi, a sud, dal parco di Nara (entrate nella Kōshi-no-ie, è gratuito). E poi la città moderna, che non è bella, ma tranquilla e accogliente (circa 400.000 abitanti, una frazione di quelli di Kyōto).

Koshi no ie, Nara (foto di Y.Yoshiaki, da Wikimedia commons – licenza creative commons)

Infine, nei dintorni ci sono destinazioni meno visitate ma di grandissima bellezza e di grande importanza storica. Ad appena quindici minuti di bus dalla stazione (bus 70, 72 e 97) c’è il tempio Tōshōdai-ji, fondato nel 759: diversi edifici del complesso risalgono al periodo Nara, quello in cui la città fu capitale del Giappone. Fra questi c’è una sala di lettura (kodo) che era parte del palazzo imperiale, è l’unico edificio originale sopravvissuto. Ci sono poi alcuni magazzini del periodo Asuka (VII secolo).

Ancora più antico è l’Hōryū-ji del 602. Si raggiunge in 12 minuti di treno dalla stazione di Nara (linea Yamatoji), poi con 20’ a piedi (o il bus 72). Il tempio custodisce nel suo recinto ovest i due edifici in legno considerati più antichi del mondo, un padiglione e una pagoda restaurati, ma risalenti al VII secolo. Il padiglione, danneggiato da un incendio nel 1949, non è però completamente originale.

Alcune delle opere più preziose del tempio sono conservate in un apposito padiglione al Museo Nazionale di Tokyo.

La triade di Shaka, Horyu-ji

La triade di Shaka, Horyu-ji

Il tempio custodisce però uno straordinario tesoro: l’antica triade di Shaka, il Buddha storico, realizzata nel 623.

E anche allontanandosi un po’ da Nara ci sono altri monumenti che ci ricordano le origini del Giappone che non sono ancora riuscito a visitare: per esempio il tempio Murō-ji e il santuario di Isonokami, fra i più antichi del Paese senza dimenticare il monte Yoshino, splendido durante la fioritura dei ciliegi.

Insomma, se volete restare due giorni a Nara o più di certo non vi annoierete. Anzi dovrete scegliere bene cosa vedere e visitare.

Come arrivare a Nara e come spostarsi

Nara e Kyoto sono molto vicine: appena 45 chilometri. Se avete il Japan Rail Pass la soluzione più semplice per visitare Nara sono i treni che collegano Kyōto (45 minuti) e Ōsaka (30 minuti) con Nara. Dalla stazione ci sono poi diverse opzioni per raggiungere il parco di Nara (è qui che troverete i cervi) e il Tōdai-ji. Sono 25 minuti di cammino, circa 1000 yen col taxi o uno dei frequenti bus.

Se non avete il Japan Rail Pass potete prendere dalla stazione di Kyōto i treni della linea Kintetsu (45 minuti il treno normale, più caro il rapido) che arrivano molto più vicino al Tōdai-ji.

⇒⇒ leggete anche il post su nove escursioni in giornata da Kyoto

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4 Commenti

Stamping the World Gennaio 7, 2018 - 9:37 pm

Ti confido una cosa, del Giappone non so assolutamente nulla e ho anche letto poco a riguardo!
Grazie per avermi fatto conoscere qualcosa di nuovo! 🙂

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patrickcolgan Gennaio 11, 2018 - 2:01 am

Ne sono felice! 🙂

Reply
stefania Gennaio 31, 2018 - 8:56 am

Bellissimo ricco, ricco di informazioni e di spunti interessanti. stupende foto!

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patrickcolgan Febbraio 25, 2018 - 5:24 pm

Ne sono felice, grazie!

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