Viaggio nel Joshua Tree

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Ritorno nel deserto della California, fra musica, leggende e panorami indimenticabili: visitare il Joshua Tree

Non ricordo un’immagine in particolare, un panorama preciso, una cartolina. Ma io qui ci sono già stato. Non è un déja vu o un modo di dire. Ci sono stato davvero, otto anni fa, in uno dei miei primi grandi viaggi fuori dall’Europa. E il parco del Joshua Tree è così, anche dal vivo: non c’è un punto davvero spettacolare, di quelli che ti piegano le ginocchia. Qui è una questione di bellezza diffusa e originale. Le grandi rocce gialle, arrotondate, ammassate l’una sull’altra, mi fanno pensare alla Namibia, alla Cappadocia ma c’è qualcosa di diverso, a partire dalla vegetazione. Cactus e yucca, gli alberi di Giosuè che danno il nome al parco e rendono lo scenario così caratteristico. L’atmosfera qui per una volta è davvero lunare, per usare un termine abusato. Anzi, marziana.

Forse è questo suo aspetto alieno (in inglese direi otherworldy) ad aver catturato l’immaginazione di molti musicisti. Da Gram Parsons, che qui è morto, agli U2 che hanno intitolato The Joshua Tree uno dei loro dischi più famosi, a Josh Homme dei Queens of the Stone Age, che da queste parti ha registrato con il collettivo The Desert Sessions. E potrei continuare. Una teca al visitor center del parco, all’ingresso sud, ricorda questo legame col rock con dischi, foto e una chitarra elettrica.

Certo anche Palm Springs, da dove siamo partiti questa mattina è un posto bizzarro: campi da golf, ville moderniste (fra le quali quella dove è stato Elvis in luna di miele), giardini di cactus e palme a non finire in mezzo al deserto. E centinaia, forse migliaia di pale eoliche a cingere la città: io non sono di quelli che dicono che deturpano. Sono uno spettacolo affascinante e mi dà un certo senso di sollievo sapere che tutti i condizionatori perennemente al massimo usati da queste parti sono alimentati in parte da energia rinnovabile.

La natura però mi emoziona di più, è inevitabile.

Pale eoliche ai margini di Palm springs

Pale eoliche ai margini di Palm springs (foto di Patrick Colgan, 2017)

Tipico panorama del parco del Joshua Tree

Tipico panorama del parco del Joshua Tree (foto di Patrick Colgan, 2009)

 

Il parco deve il suo nome alla yucca brevifolia, o Joshua Tree (albero di Giosuè), che qui è ovunque: la storia più diffusa racconta che ad attribuire questo nome alla pianta sarebbe stato un gruppo di mormoni a metà dell’800, perché la sua forma ricordava quella della storia biblica in cui Giosuè alza le mani al cielo in preghiera. Io però quel passaggio nella Bibbia non l’ho trovato, forse perché non sono stato abbastanza bravo (se qualcuno ce l’ha me lo indichi nei commenti) o forse perché l’immagine non è proprio quella. Nella storia è infatti Mosè ad alzare le braccia mentre Giosuè combatte. E in effetti in altre fonti si parla dell’immagine di Giosuè con la lancia alzata verso la città di Ai. Verso la terra Promessa. E forse come immagine è più appropriata per l’aspetto appuntito, spinoso dell’albero di Giosuè e per un gruppo di mormoni che attraversa il deserto e vede un segno in una pianta.

Gli esemplari di yucca cominciano ad apparire poco dopo l’ingresso nel parco, ma sono solo una parte dello spettacolo. Il resto lo fanno le enormi pietre arrotondate, di un color giallo intenso, le montagne, la sottile striscia di asfalto che si snoda tortuosa nel panorama desertico come uno spago che si dipana casualmente, seguendo le ondulature del terreno.

Questo panorama è però più fragile di quel che si pensi: la yucca cresce solo in condizioni molto particolari e a un’altitudine superiore a 2000 piedi (600 metri circa) e inferiore a seimila (1800 circa). Il riscaldamento globale potrebbe spazzare via tutto nei prossimi decenni.

Joshua Tree, o albero di Giosuè

Joshua Tree, o albero di Giosuè (foto di Patrick Colgan, 2009)

Hidden Valley

Se entrate da sud, cominciate da qui. Questo sentiero circolare e quasi interamente pianeggiante porta alla scoperta di una piccola valle nascosta perché circondata da picchi, enormi massi, pareti di roccia (sulle quali non è raro vedere arrampicatori, il parco è famoso per le sue pareti). All’interno di questa specie di catino ci sono yucca, cactus, fiori e pannelli che spiegano l’ecosistema del parco. La storia racconta che questa valle nascosta (hidden valley appunto) era utilizzata da ladri di bestiame per nascondere le mandrie.

Viaggio nel Joshua Tree: Hidden Valley

Viaggio nel Joshua Tree: Hidden Valley (foto di Patrick Colgan, 2009

Hidden Valley, Joshua Tree

Hidden Valley, Joshua Tree (foto di Patrick Colgan, 2017)

Keys View

Punto panoramico che domina dall’alto il parco e la valle di Coachella. Permette di vedere anche la faglia di Sant’Andrea. Se è un giorno terso merita ancor di più di perdere una mezz’ora per la deviazione.

Keys View, Joshua tree: la striscia scura della faglia di Sant'Andrea è nettamente visibile

Keys View, Joshua tree: la striscia scura della faglia di Sant’Andrea è nettamente visibile (foto di Patrick Colgan, 2009)

Cholla Cactus Garden

Uno dei posti più affascinanti del Joshua Tree. La strada scende tortuosa, l’altitudine si abbassa drasticamente e il panorama cambia ancora: cominciano a sparire gli alberi di Yucca e si apre la vista sul grande, piattissimo, Pinto Basin, fino a quando non si raggiunge un leggero declivio coperto da strani cactus: sono i cosiddetti ‘teddybear cholla’. Ma ci sono anche molte altre strane piante e fiori. Vale la pena venire fin qui anche se vi porta un po’ fuori mano.

Visitare il Joshua Tree: il Cholla Cactus Garden

Cholla Cactus Garden, Joshua Tree (foto di Patrick Colgan, 2017)

Joshua Tree: il 'teddybear cholla' da vicino. Occhio alle spine!

Il ‘teddybear cholla’ da vicino. Occhio alle spine! (foto di Patrick Colgan, 2017

 

Il percorso nel Joshua Tree

Se venite in una stagione mite il parco può meritare sicuramente anche un pernottamento (a Palm Springs, a Twentynine palms o in uno dei campeggi all’interno del parco, come a Jumbo rocks). La prima volta venni nel pieno di agosto e per un errore nel calcolo dei tempi arrivai a mezzogiorno: temperature roventi a 46 gradi. Impossibile camminare per più di una ventina di minuti, si rischiava il colpo di calore.

A dicembre invece, pur con poche ore di luce, camminare nel parco con una ventina di gradi era decisamente più gradevole anche se quando il sole cala le temperature possono scendere anche moltissimo. Nelle mezze stagioni i trekking nel parco sono probabilmente molto gradevoli.

Ho elencato solo alcuni dei punti più belli e famosi, ma nel Joshua Tree ci sono molti altri posti da vedere, dal bel sentiero delle Jumbo rocks, alla Skull rock dalla forma simile a un teschio.

Barker Dam, Joshua Tree

Barker Dam, Joshua Tree: questa diga (piuttosto bassa e piccolina) appare bella e piena d’acqua in molte foto. D’estate però probabilmente la troverete così (foto di Patrick Colgan, 2009

Visitare il parco del Joshua Tree: informazioni utili

Il parco è nel sud-est della California, a circa due ore e mezza da Los Angeles.

Questa cartina mostra un itinerario entrato dall’entrata ovest (la più vicina venendo da Palm springs) e uscendo da nord, a Twentynine palms. C’è anche un entrata a sud est del Cactus Garden.

L’ingresso costa 25$ per auto (valido sette giorni). Se intendete visitare altri parchi, oltre a quelli più noti come Death Valley e Yosemite, ce ne sono tanti altri, anche in California vi conviene fare la tessere da 80$.

Fondamentale per il nostro viaggio la guida Viaggiautori della California.

Visitare il Joshua Tree: la cartina

Visitare il Joshua Tree: la cartina

La 'casa di Elvis' a Palm Springs

La ‘casa di Elvis’ a Palm Springs (foto di Patrick Colgan, 2017)

I post sul viaggio in California

  1. Viaggio nel Joshua Tree
  2. In viaggio fra Joshua Tree e la Death Valley
  3. Cartoline da Los Angeles

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11 Commenti

Anna Dicembre 19, 2017 - 3:56 pm

Molto bello questo itinerario!

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Ale - untrolleyperdue.it Marzo 31, 2018 - 3:18 pm

Ciao Patrick, devo essere sincero a tutt’oggi questo parco ancora non mi ha convinto del tutto, forse perché come dici tu non ha una cosa particolare ad attirare l’attenzione, ma un insieme di scorci panoramici, e ho “paura” che con tutto quello che vedremo in seguito (Grand Canyon, Arches, Antelope, etc) il Joshua rimanga “solo” una delle tappe fatte “perché si dovevano fare”… Ok adesso basta con le virgolette

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patrickcolgan Marzo 31, 2018 - 5:28 pm

E’ una scelta che capisco (e fra i parchi non citi Death Valley, forse il più bello in assoluto spero che sia nell’itinerario) però è un luogo davvero di grande atmosfera e dal panorama unico! Io non ho avuto tentennamenti a tornarci una seconda volta!

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Ale - untrolleyperdue.it Aprile 5, 2018 - 10:04 pm

Sì, la Death Valley è in lista! Ne vedremo delle belle come si dice! Però se al Joshua sei tornato anche una seconda volta vuol dire che merita davvero tanto: lo inseriremo nel programma, è deciso!
Grazie mille per i consigli!!

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patrickcolgan Aprile 6, 2018 - 3:05 pm

Sarà un viaggio stupendo. Vedrete anche il Joshua Tree sarà un’esperienza molto bella, indimenticabile! Se avete bisogno di qualsiasi consiglio scrivetemi! 🙂

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Ale e Kiki - untrolleyperdue.it Maggio 29, 2018 - 7:38 pm

Ciao Patrick, grazie ancora per i consigli, il Joshua Tree si è rivelata una vera sorpresa e ci è piaciuto tantissimo! Non dimenticheremo mai il profumo dell’Hidden Valley, i mitici alberi che contraddistinguono questo parco e i paesaggi attraversati o visti dai punti panoramici! Sto preparando l’articolo sul nostro itinerario e ti citerò sicuramente per ringraziarti come si deve delle dritte! 😉
Un abbraccio, Ale

patrickcolgan Maggio 31, 2018 - 11:55 pm

Ciao! Ne sono felicissimo ! È stato bello seguire in questo viaggio nelle vostre Stories su instagram!

Ale e Kiki Aprile 7, 2018 - 1:10 pm

Grazie mille Patrick!

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Andrea Novembre 17, 2018 - 2:04 pm

Ciao Patrick,
next year visiterò il Joshua a maggio. Ma devo aver paura delle vespe? mi terrorizzano un pò

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Andrea Novembre 17, 2018 - 4:10 pm

Ciao Patrick, anche io andrò a visitare questo meraviglioso parco.
Ma devo aver Timore delle vespe?sono leggermente terrorizzato che possano pungere

Reply
patrickcolgan Novembre 17, 2018 - 5:38 pm

Il problema è quasi esclusivamente al cactus garden. Secondo me puoi andare tranquillamente e al limite chiedi informazioni ai ranger quando fate il biglietto al centro visite!

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