Viaggio nei Balcani (7) Mostar

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Da Bologna a Sarajevo, prendendola larga. Sulla via del ritorno l’ultima tappa è a Mostar.

Il ponte di Mostar

Il ponte di Mostar
(foto di Patrick Colgan, 2013)

Frastornante, affollata, turistica, invasa da enormi gruppi pellegrini spaesati di ritorno da Medjugorie che in alcuni casi non sanno nemmeno esattamente dove si trovano. Non posso dire che Mostar mi sia rimasta nel cuore, anche se l’ho visitata nell’arco di una giornata, troppo velocemente. Il senso delle sue pietre, le memorie di una storia secolare vanno cercate con attenzione anche perché – per fortuna – i lugubri monumenti che raccontavano gli ultimi decenni, palazzi sbriciolati, muri sgretolati lungo la vecchia linea del fronte, stanno sparendo. Mostar non è però più un archetipo della distruzione e le terribili immagini delle cannonate contro il ponte ottomano del 1558 paiono assurdamente lontane, nonostante siano così vicine. Quelle immagini me le porto dietro dall’inizio del viaggio, sono sulla copertina dell’ultima edizione del libro che mi sta accompagnando, La guerra dei dieci anni e non mi lasciano. A un viaggiatore distratto può sembrare che sia passato un secolo. Non è così e quell’immagine del ponte sgretolato prima del colpo che l’avrebbe sbriciolato continua a tormentarmi.

Se si cerca la storia recente – e non è strettamente necessario – meglio cercarla nella toccante (ma cara) mostra di fotografie in bianco e nero della guerra ‘War photo exhibition’. Lì non c’è nessuno, mentre tutti affollano lo splendido ponte, ricostruito però un po’ troppo pulito e perfetto come tutti gli edifici che lo circondano, pesantemente ristrutturati. Da qui, dopo aver raccolto mance sufficienti, si lanciano (con la muta) i ragazzi del club di tuffatori locali che non ha mai smesso di lanciarsi, nemmeno quando il ponte non c’era. Però, segui il mio consiglio: visita subito la mostra, poi vedrai Mostar con altri occhi. Il negozietto che vende paccottiglia, i tuffatori a petto nudo che chiedono monete da un euro, il flusso di turisti e pellegrini resteranno fastidiosi e un po’ kitsch, ma ti renderai conto che testimoniano un frettoloso, tumultuoso ritorno alla vita e alla normalità che in alcuni momenti deve essere sembrato impossibile.

Mostar: (quasi) tutto molto turistico

Però la realtà è questa: tutto è estremamente turistico nella città vecchia di Mostar (la città nuova è davvero poco interessante). Sembra di essere nei punti peggiori di Venezia: negozietti improbabili, ristoranti con camerieri in costume (ma si mangia comunque abbastanza bene, provate la pastrmka, trota) e ovunque enormi gruppi di pellegrini catapultati da Medjugorie. Se sei fra i pochi che pagano in moneta bosniaca, riceverai il resto in euro. Potresti essere ovunque. Quasi un ‘non luogo’ se non fosse per la storia che, se cerchi di ascoltarla, sussurra l’unicità di questo luogo, per secoli crocevia di culture e religioni. Però serve un po’ di attenzione e bisogna cercare il silenzio, che si trova forse solo quando sono ripartiti i pullman o le comitive si sono sedute al ristorante.

Tutto questo caos – anche a maggio, stagione non altissima, probabilmente – fa un po’ passare in secondo piano la bellezza della città vecchia che merita sicuramente una visita, anche come gita in giornata dalla Croazia (si può raggiungere facilmente da Dubrovnik in due ore,  almeno tre da Spalato).

La bellezza della città la riscopri soprattutto allontanandoti dalla folla. Magari, è un mio suggerimento, sfruttando una possibilità praticamente unica, ma decisamente sconsigliata a chi teme l’altezza: salire su un minareto, quello della moschea Koskin-Mehmed Pasha (del 1617, ma il minareto è sicuramente recente). A proposito se conosci altri minareti sui quali si può salire fammelo sapere nei commenti, sono curioso.

Cosa fare a Mostar: guardare il ponte dall'alto di un Minareto, per esempio

Cosa fare a Mostar: guardare il ponte dall’alto di un Minareto, per esempio
(foto di Patrick Colgan 2013)

Forse Mostar non mi ha rapito anche per il velo di malinconia che si è steso sui miei pensieri. E’ infatti l’ultima tappa di questo viaggio nei Balcani. Ma le scoperte non sono finite nemmeno quando la lasciamo. Siamo passati per Mostar diretti a Spalato per prendere il traghetto. Una soluzione comoda – anche se non troppo economica – per rientrare (due persone con auto 190 euro). Con questo percorso intercettiamo senza saperlo la rotta delle masse di innumerevoli pellegrini che dall’Italia, ma non solo, vanno alla vicina Medjugorie e che quindi continuano ad accompagnarci anche dopo aver lasciato Mostar. Un fenomeno che conoscevo, ma del quale ignoravo la portata, imponente. Addirittura anche la nave che ci riporta verso l’Italia si chiama Regina della Pace e ad accompagnarci, mentre scivoliamo verso la notte su un Adriatico liscio come una tavola, è la cantilena dei rosari di gruppi eterogenei di pellegrini.

Nota sui traghetti – Se prendi una nave Blue line assicurati di avere contanti in abbondanza. A bordo assurdamente non sono accettate le carte di credito, come ricordano aggressivi cartelli tipo ‘divieto’. Se non hai euro, rischi davvero di fare la fame e la sete. Basterebbe segnalarlo all’atto dell’acquisto dei biglietti per evitare un bel po’ di problemi e di situazioni spiacevoli.

Gli altri capitoli del viaggio nei Balcani occidentali:

  1. Libri sui Balcani (e documentari, guide…)
  2. Da Trieste a Sebenico + come viaggiare in auto nei Balcani
  3. Spalato e Dubrovnik
  4. In Montenegro
  5. In viaggio attraverso la Bosnia Erzegovina
  6. A Sarajevo
  7. Questo post

Link utili:
Nei Balcani occidentali: il menù (Persorsi)

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11 Commenti

Sonia Alghisi Febbraio 27, 2016 - 1:52 pm

Complimenti, mi è piaciuto moltissimo il suo Viaggio nei Balcani. Andrò in giugno e farò tesoro dei suoi suggerimenti e delle sue emozioni.
Sonia.

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patrick Gennaio 7, 2014 - 6:05 pm

Era una parentesi che non ci doveva essere, in effetti mi sono fidato di quello che mi è stato detto, ma non avendo avuto esperienza diretta non avrei dovuto scriverlo. Correggo.

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visitatore Gennaio 7, 2014 - 5:54 pm

Ho letto il suo blog e non posso essere d accordo con lei riguardo i minareti di mostar. Ogni moschea di Mostar e stata ricostruita in originale, e i minareti sono come lo erano prima della distruzione. Forse lei ha visto il campanile della chiesa franscescana sotto la collina di Hum. Alta 105m e sicuramente non e come lo era prima della guerra.

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patrick Luglio 27, 2013 - 11:12 am

Ciao e grazie per il commento, mi fa sempre moltissimo piacere riceverne! Sicuramente vale la pena di pernottare a Mostar anche per vedere la città quando se ne vanno i gruppi. Forse due giorni sono tanti perché la città vecchia è molto piccola, però capisco la voglia di non correre. Comunque non lontano ci sono altri luoghi interessanti come Trebinje di cui ho scritto in un post precedente (attraverso la Bosnia) o Pocitelj…
buon viaggio!

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acasadiclara Luglio 27, 2013 - 6:59 am

ciao complimenti per il blog. tra una settimana partiamo ( io marito e 2 bambini di 6 e 10 anni) per un giro della crozia. arriveremo a spalato in traghetto e dopo un po’ di spiaggia andremo due notti a mostar. l’ho inclusa nel viaggio perchè non è lontana dalla costa e perchè siamo sempre alla ricerca di posti diversi da quelli in cui vanno tutti (che spesso si limitano al mare). abbiamo scelto di starci due giorni perchè all’andata saliamo da korcula e al ritorno scendiamo a murter e altrimenti diventava troppo faticoso. Anche io ho scoperto che medjugorie è solo a 25 km e pur bazzicando oratori e scout, il fenomeno mi fa un po’ impressione. mi interessa più mostar e la sua storia e le sue moschee, devo ammettere. e anche per i miei figli spero sia interessante vedere un luogo così diverso dal resto dell’europa. non so cosa aspettarmi e il tuo post già mi fa capire tante cose. grazie e ti faccio sapere com’è andata! clara

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