Viaggio al Monte Athos

di

A piedi nei monasteri del monte santo, in Grecia. Primo capitolo del viaggio al Monte Athos

Se chiudo gli occhi ora che sono tornato posso ancora sentire le melodie austere, vedere con i miei occhi assonnati il luccichio delle icone, le luci delle candele nel buio. Vengono spostate, mi passano davanti, distanti, incorniciate dalle due porte successive che mi separano dal katholikon, l’area più sacra della chiesa, a me proibita. Da quella direzione mi arriva un odore d’incenso. Osservo come un intruso, mi sento così anche nei ricordi, un po’ colpevole. Intuisco — ma non sento — il fruscio delle lunghe vesti dei monaci che si muovono lentamente. Cerco di intravedere una debolezza umana nei loro occhi, un tremolio nella voce mentre compiono gesti che non capisco, riti antichi di una spiritualità che mi sembra di riconoscere e che invece qui sembra distante. Mi riecheggiano in testa lo sguardo e le parole di quel monaco che mi ha avvertito, “non ascoltare il Papa”.

È una durezza che è rimasta nei miei pensieri, ma non riesce a offuscare tutto il resto: l’accoglienza, il sorriso, l’incontro, le brevi conversazioni. E tutto quello che ho imparato in questo viaggio che ha abbracciato storia, religione, natura. Una natura imponente, selvaggia, maestosa che da secoli fa percepire agli uomini l’infinito. Nei ricordi si sovrappone a queste immagini quel “triangolo nel cielo” che novant’anni fa aveva già stupito Robert Byron. E’ il profilo imponente del monte Athos, che anche nei ricordi continua a guardarmi da grande distanza, come se non avessi mai raggiunto la sua cima. Resta inviolato.

Monte Athos: il monastero di Iviron

Il monastero di Iviron e, dietro, la sagoma del monte Athos (foto di Patrick Colgan, 2015)

Questo dito della penisola Calcidica dove “gli anni si sono fermati” non è poi probabilmente troppo diverso da come era negli anni Venti quando lo scrittore inglese arrivò da queste parti. E più di tutte le immagini che si affollano nei miei ricordi è una sensazione a essermi rimasta, distintamente: l’impressione di essere tornato da un viaggio nel tempo. Questo è il monte Athos.

Il monastero di Dionysiou

Il monastero di Dionysiou (foto di Patrick Colgan, 2015)

Viaggio al monte Athos: Il monastero di Gregoriou

Il monastero di Gregoriou (foto di Patrick Colgan, 2015)

Viaggio al Monte Athos: Iviron

Viaggio al Monte Athos: Iviron (foto di F. Ferretti, 2015)

Il viaggio al monte Athos

21 luglio – la partenza

La prima parte del viaggio; legenda: verde – in barca; bianco – in bus; rosso – a piedi

Con alcuni amici cullavamo questa idea da 15 anni. Non ricordo come era iniziato. Forse per scherzo, con l’idea di andarci un po’ come punizione da autoinfliggerci, in un luogo un po’ remoto, difficile e soprattutto completamente chiuso al genere femminile secondo un’antica tradizione (che la fa risalire a una richiesta che avrebbe fatto la vergine Maria ai primi eremiti: “Questo è il mio giardino”, poi sancita da una legge).
Ma negli anni questo sogno si è radicato, si è strutturato, perché abbiamo approfondito il nostro amore per la Grecia e volevamo vederne anche questo angolo così particolare. E perché è un luogo che parlava di Oriente e ci portava nel cuore di quel mondo ortodosso che ci affascinava tanto.

All’inizio dell’anno, quando uno di questi amici mi ha chiamato proponendomi di realizzare aseieme questo sogno, proprio nell’anno in cui entrambi ci saremmo sposati, ho detto subito di sì: sei mesi in anticipo come suggeriscono le guide, abbiamo chiesto il diamonitìrion, il permesso per visitare il Monte Athos che ogni giorno viene concesso a solo dieci non ortodossi e a cento ortodossi. Siamo in Europa, ma qui il trattato di Schengen, anche se valido, è applicato in maniera particolare.

Viaggio al monte Athos: l'ufficio dei pellegrini di Ouranoupoli

La fila all’ufficio dei pellegrini di Ouranoupoli la mattina presto per ritirare il Diamonitirion
(foto di Patrick Colgan, 2015)

Il diamonitìrion per il monte Athos

Il diamonitìrion per il monte Athos

E così sono arrivato qui, su di un traghetto in viaggio da Ouranoupoli a Dafni nel cuore della penisola della Repubblica Monastica del Monte Athos con quel permesso tanto desiderato ripiegato dentro a una tasca dello zaino. Ogni tanto lo controllo per verificare che sia tutto a posto.

Vediamo emergere dalla foschia e dal mare la grande sagoma, inconfondibile che qui chiamano semplicemente Aghion oros, la montagna santa. Cammineremo e alloggeremo nei monasteri, che abbiamo prenotato per tempo. Penso al futuro, ai prossimi giorni, ma in realtà sono già arrivato, anche se sono ancora sulla nave. Perché ora sono dentro a un altro mondo e lo strano ritmo balneare di Ouranoupoli, un po’ tranquilla località di villeggiatura, un po’ posto di frontiera, un po’ luogo di pellegrinaggio, è già molto lontano: sulla costa le taverne e gli ombrelloni hanno lasciato il posto a monasteri, skiti (un gradino sotto) e kalive, gli eremi, che spuntano fra i boschi e le rocce della costa. E poi c’è la nave, un microcosmo galleggiante: a bordo ci sono solo uomini e si mescolano le varie lingue dei pellegrini.

Oltre ai tanti greci ci sono serbi, russi, romeni, bulgari. Fra i passeggeri c’è anche un ragazzo con uno zaino Invicta e un ingombrante trolley. E’ italiano, capiamo subito. Ma è lui ad anticiparci. Poco dopo si avvicina e ci chiede — la prima di molte volte al monte Athos — perché siamo qui. Lui, ci racconta, ha scoperto gli errori del cattolicesimo e si è convertito all’Ortodossia: sta tornando nel monastero dove è stato battezzato.

Viaggio al monte Athos, il traghetto

Il monte Athos dal traghetto (foto di Patrick Colgan, 2015)

Viaggio al monte Athos: il traghetto

In viaggio sul traghetto per Dafni (foto di Patrick Colgan, 2015)

A piedi sul monte Athos

22 luglio – sul sentiero

Viaggio al monte Athos

Sul sentiero, col monte Athos che ci guarda da lontano
(foto, purtroppo sfuocata, di Patrick Colgan, 2015)

Si cammina fra terra e mare, con il caldo che preme sui nostri pensieri. Qui sembrerebbe di essere in un angolo dimenticato, disabitato della Liguria se a volte il sentiero non scendesse dagli scogli, lasciandosi il bosco alle spalle per mescolarsi alla sabbia della spiaggia, se non ci fosse soprattutto quell’enorme “triangolo nel cielo” di duemila metri che ci indica il sud. Orientarsi non sarebbe comunque difficile se il monte non si vedesse: ci sono terra, mare e il profilo della penisola da seguire sulla vecchia, dettagliata cartina, realizzata da un austriaco il cui nome qui tutti pronunciano con la riverenza che si riserva alle autorità indiscusse,  è semplicemente”lo Zwerger”. Ormai c’è una nuova mappa, ma quella resta quella storica, quasi leggendaria che ha accompagnato migliaia di pellegrini.

Su questi sentieri le gambe faticano, il pensiero corre continuamente alle riserve d’acqua e all’esigua quantità di cibo che portiamo con noi. La fame si fa sentire. Ieri abbiamo dormito al grande monastero di Iviron, e oggi —  il mercoledì è giorno di magro — per colazione ci sono stati offerti solo pane raffermo e tè. Ma non si è quasi mai troppo lontani da un monastero dove l’accoglienza è la regola. E infatti il profilo del monastero più piccolo, quello di Stavronikita emerge da tutto questo blu. Ospita un’antica icona di San Nicola e famosi affreschi di Teofane di Creta.

Quando siamo a poche centinaia di metri dalla porta esce sotto il pergolato una figura esile e scura, sembra osservarci. Poi rientra. Quando arriviamo, il monaco esce dall’ingresso sorridente: “Welcome”, ci dice in un inglese perfetto. E appoggia un vassoio con due bicchieri d’acqua fresca, alcuni dolcetti, loukum, e due bicchierini di tsipuro, un distillato all’anice anche se sono appena le undici di mattina. Sopra di noi le fresche foglie di vite, davanti a noi il mare. Già ora so che è un momento che non dimenticherò mai.

(1- il racconto continua qui, In cima al Monte Athos)

⇒ Tutti i post del blog dedicati alla Grecia continentale

Il monastero di Stavronikita, da lontano

Il monastero di Stavronikita, da lontano (foto da Wikimedia commons, di Malenki, licenza creative commons)

Il monastero di Stavronikita

Stavronikita (foto di F. Ferretti, 2015)

Il pergolato di Stavronikita

Il pergolato di Stavronikita (foto di F. Ferretti 2015)

Come preparare la visita al monte Athos

  • La prenotazione. Il permesso (diamonitirion) va richiesto con grande anticipo, ma non vengono prese prenotazioni con più di sei mesi di anticipo. Va indicato esattamente il giorno d’ingresso e se l’ingresso sarà da Ouranoupoli o Ierissos: si può scrivere in inglese all’indirizzo email athosreservation – chiocciola – gmail.com. Prima di completare la prenotazione vi verranno chiesti anche i documenti, vi sarà indicato se via fax o email, la religione e il motivo della visita che può essere spirituale o di studio. Come noto sono ammessi solo visitatori di sesso maschile.
  • Il diamonitirion. Una volta prenotato il diamonitirion potrà essere ritirato all’ufficio dei pellegrini della città d’ingresso. Va presentato il documento precedentemente indicato (carta d’identità o passaporto).
  • Durata del permesso ed estensione. Il permesso vale per quattro giorni che possono essere allungati per altri due o tre facendo richiesta a Karyes. Nella mia esperienza la procedura fu rapida e senza problemi.
  • Per saperne di più. Moltissime informazioni sono sulla guida del pellegrino dei Friends of Mount Athos (in inglese): si tratta di una pagina fondamentale.
  • Alloggio: i monasteri vanno contattati con grande anticipo (mesi), considerando anche che non sono alberghi. Fate riferimento alla guida del pellegrino citata al punto precedente. In genere il metodo preferito è il fax, visto il ritmo dei templi e per non disturbare troppo, magari facendo telefonata di conferma dopo 48 ore. Sul sito dei Friends of Mount Athos c’è un modello in inglese e greco da stampare. La cosa importante è non ridursi all’ultimo momento e pianificare per tempo.
  • Le donne non possono entrare al monte Athos per un’antica legge: Pain de Route racconta con un po’ di ironia le opzioni disponibili

La vita quotidiana sul monte Athos

Non prendete il monte Athos come un semplice trekking o un’impresa sportiva. Ha poco senso e vi perderete una parte del viaggio importante. Vestitevi in maniera adeguata (almeno nei monasteri niente pantaloni corti e canottiere) e, se è consentito, perché ogni monastero ha regole sue per quanto riguarda i non ortodossi, partecipate alla vita del monastero. I monaci si svegliano nella notte, per la preghiera. Il pranzo si tiene intorno alle 11 e la cena intorno alle 17.

Si mangia assieme nei refettori (alcuni bellissimi) e tutto dura circa 10-15 minuti mentre un monaco legge un brano del Vangelo. Al termine si esce velocemente, anche se non si è finito di mangiare.

Libro e mappa citati nel testo

 

Potrebbero interessarti

18 Commenti

Mauro Bosi ( crevalcore - 335.7665610) Aprile 19, 2016 - 12:08 am

Ho trovato molto interessante la descriz. del viaggio su M.Athos, dove con 2 amici mi recherò dal 31.5.16. Avrei curiosità di sapere qual’è stato il giro copmpleto (quali Monasteri e Skete sono più meritevoli di visita- vetta compresa?) e soprattutto quanto è la durata del primo permesso sul Diamonitirion (4 gg e 3 notti?) e di quanto è il prolungamento che può essere concesso a Karyes, cui ovviamente converrà recarsi subito per avere chiara la durata complessiva del soggiorno o no? Chiedo anche se esiste utile bibliografia sulle mete del pellegrinaggio. Ringraziando per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Reply
patrickcolgan Maggio 1, 2016 - 10:10 am

La ringrazio! Il primo permesso è di 4 giorni compreso quello di uscita. L’estensione se non ricordo male è di altri tre giorni ma faccio una verifica. Noi abbiamo visitato Iviron (E da lì visita in giornata al bellissimo monastero di Stavronikita), Megisti Lavras, Gregoriou e Simonos Petras. Anche la Skiti di Sant’Anna merita una visita o un pernottamento e l’abbiamo trovata molto accogliente. Ci consigliarono anche la Skiti di Sant’Andrea, vicino a Karies, ma non ci abbiamo alloggiato.
Per quanto riguarda i libri ci sono i due indicati alla fine del post. Il mio compagno di viaggio aveva anche un altro libro che mi sembrava interessante ma del quale non mi sovviene il titolo. Controllo e lo aggiungerò in un ulteriore commento. A disposizione per ulteriori dimande!

Reply
Mauro Bosi ( crevalcore - 335.7665610) Maggio 2, 2016 - 12:05 am

Grazie delle informazioni. Oserei chiedere proprio gli itinerari fatti e quanto comporta la salita al M.Athos (2 gg interi?), visto che noi entreremo il 31.5 e abbiamo l’aereo di ritorno lun.6 per Bologna. In pratica rischiamo di perdere un giorno di quelli concessici e dovremmo concentrare più visite ai monasteri per riuscire a fare la salita, che credo proprio sia imperdibile.
aspetto commenti. mauro bosi

Reply
patrickcolgan Maggio 2, 2016 - 6:17 pm

Vado a memoria, se c’è qualche incongruenza mi scriva! Però secondo me il tempo c’è.
Magari scriverò un post con l’itinerario esatto.
Comunque per noi fu:

giorno 1 pisa-salonicco, poi bus preso al volo (c’erano venti minuti di margine appena, complice un ritardo) col taxi dall’aeroporto, per Ouranoupoli. Pernottamento Pansion Athos (ottima)
giorno 2, sveglia molto presto, colazione e fila di un’oretta per ritirare il diamonitirion, poi imbarco sul traghetto grande (quello che porta le auto). Sceso a Dafni, poi minibus per Karies, pratiche per l’allungamento risolte in 10 minuti. A Karies comprate provviste perché non ne troverete più. Abbiamo sofferto un po’ la fame, perché nei monasteri si mangia, ma non troppo e ci sono anche i giorni in cui si mangia leggero (mercoledì e venerdì). Quindi tragitto a piedi per Iviron. Cena e pernottamento.
giorno 3 Iviron-Stavronikita-poi se non erro ritorno a Karies e minibus per Megisti Lavras (in teoria si parla di una barca che però non c’è più). A dire il vero non ricordo se lo abbiamo ripreso invece da Iviron. Controllo
giorno 4 Partenza all’alba per salire al monte Athos, fermandoci al rifugio alla base. Sentiero estenuante, e molto caldo (in gran parte scoperto). Pernottamento con sacco a pelo sulle brande.
giorno 5 Salita al monte (molti partono prima dell’alba con le torce, noi abbiamo aspettato il primo raggio di sole), poi discesa fino al monastero di Gregoriou con piccola tappa per riposarci alla skiti di sant’Anna (estremamente accogliente). E’ un sentiero davvero lunghissimo, sfiancante col caldo con un dislivello estremo (anche se in discesa). Pur entrambi molto allenati abbiamo faticato molto
giorno 6 Da Gregoriou a Simonos Petras
giorno 7 presa la barca veloce per il ritorno a Dafni-Ouranoupoli (che in teoria va prenotata prima) e riposo (bella spiaggia a Ouranoupoli), ritorno il giorno successivo con bus preso all’alba da Dafni

Alcune annotazioni: prenotate TUTTI i monasteri e non improvvisate. Alcuni rispondo alle email, alcuni richiedono il fax, per altri bisogna telefonare. Non fate conto sui cellulari per prenotare la barca per esempio perché spesso non prendono. Controllate bene le barche e i traghetti che dovete prendere e eventualmente prenotate prima. Noi abbiamo rischiato di restare fregati perché gli orari cambiano nei weekend.

E’ stata un’esperienza bellissima dal punto di vista naturalistico, storico, spirituale, umano. Sono sicuro lo sarà anche per voi.
Per qualsiasi domanda sono qui (può scrivermi anche all’email privata, o tramite la pagina facebook del blog).

Reply
Manuela Ottobre 11, 2016 - 3:17 pm

Buongiorno. Essendo io una donna, non mi è permesso accedere al monte Athos. Se qualcuno prossimamente dovesse decidere di recarsi presso il monte sacro, può cortesemente contattarmi per una piccola gentilezza? Grazie mille. Manuel

Reply
Antonio Settembre 21, 2018 - 4:07 am

Se hai ancora bisogno chiedimi. Vado a fine ottobre 18
A

Reply
Giancarlo Marzo 20, 2019 - 10:28 am

Buongiorno Patrick,
deve essere stata una fantastica esperienza. Io sono già stato alle Meteore, per questo motivo trovandomi nuovamente in Grecia quest’estate non voglio lasciarmi sfuggire l’opportunità di andare a visitare questo meraviglioso posto!
Ho solo due problemi:
il primo è che devo rinnovare il passaporto e oggi vorrei inviare la richiesta per il permesso. Posso allegare la carta d’identità oppure il passaporto (anche se non rinnnovato?)
Il secondo dubbio è che non potrei stare 4 notti. Sono consentite permanenze minori di 4?
Grazie per chi mi potrà rispondere!

Reply
patrickcolgan Marzo 20, 2019 - 10:45 am

Caro Giancarlo, va bene anche la carta d’identità, non invierei invece un passaporto scaduto!
Sicuramente si può stare meno di quattro notti, quattro è il massimo. Però i trasporti sono molto lenti e quindi non so quanto puoi riuscire a vedere. A Questo punto ti consiglierei di vedere per esempio Grigoriou e Simonos Petras, il più spettacolare dei monasteri, ci puoi arrivare in barca. Oppure Iviron più Stavronikita (dormendo a Iviron) quest’ultimo un monastero minuscolo ma bellissimo.
Difficilmente però stando meno di 4 giorni riuscirai a salire sul monte Athos secondo me (Cosa non necessaria comnunque). Un saluto!

Reply
giancarlo Marzo 20, 2019 - 12:34 pm

Grazie Patrick per la tua disponibilità.
Visto che sto scrivendo al richiesta, volevo chiederti se c’è bisogno di scrivere qualcosa di particolare per far sì che la richiesta venga accolta…da qualche parte ho letto che bisogna scrivere anche il nome dei genitori, possibile? grazie mille!

Reply
patrickcolgan Marzo 20, 2019 - 2:22 pm

Non mi risulta, qui trovi tutti gli step: la prima fase è chiedere la disponibilità del giorno https://www.athosfriends.org/PilgrimsGuide/planning/
Poi dovrai mandare una richiesta e qualche motivazione dovrai inserirla (artistiche, spirituali, per esempio)

Reply
Attilio Pignatelli Giugno 27, 2019 - 5:21 pm

Sono molto interessato ad una visita al Monte Athos e ho seguito con interesse ciò che hai scritto perché sto pensando di programmare un viaggio con amici. Questa estate mi recupero in Calcidica con la mia compagna e vorrei fare.un breve assaggio del Monte Athos da solo ovviamente, per poi tornarci con alcuni amici. Secondo te è fattibile andare e tornare i giornata vedendo anche solo 1 monastero oppure fermarmi una sola notte. Grazie per l’attenzione e la cortese risposta.
Attilio Pignatelli

Reply
patrickcolgan Giugno 27, 2019 - 5:30 pm

Certamente sì anche se un po’impegnativo e un problema è che secondo me è tardi per muoversi. Potrebbe non esser facile avere il permesso né trovar posto nei monasteri raggiungibili più facilmente…

Reply
giancarlo Luglio 8, 2019 - 5:58 pm

BUONGIORNO PATRICK, SCUSAMI SE TI DISTURBO ANCORA.
CAUSE NON DIPENDENTI DA ME FANNO SI’ CHE NON POTRO’ DORMIRE NEMMENO UNA NOTTE IN MONASTERO.
TENENDO CONTO CHE HO IL diamonitirion PRENOTATO PER IL 27 AGOSTO PENSAVO DI PRENDERE IL TRAGHETTO DELLE 9.45 DA OURANOPOLI (SPERANDO CI SIANO ANCORA POSTI!) E DI VEDERE SOLTANTO UNO DEI MONASTERI PRIMA DI DAFNI. FINITA LA VISITA
AL MONASTERO VORREI RIPRENDERE L’ULTIMO TRAGHETTO (CREDO SIA QUELLO DELLE 16.15) PER TORNARE AD OURANOPOLI.
SECONDO TE E’ FATTIBILE? I TRAGHETTI FANNO DELLE SOSTE NEI MONASTERI TRA OURANPOLI E DAFNI SIA ALL’ANDATA E SOPRATTUTTO SIA AL RITORNO?
GRAZIE MILLE!

Reply
patrickcolgan Luglio 8, 2019 - 6:39 pm

Caro Giancarlo, innanzitutto tieni conto che per ritirare il diamonitirion ci sarà fila, ma se non ti attardi riuscirai a prendere il traghetto. Secondo me è fattibile, ma ti consiglio di informarti alle comapgnie dei traghetti quando arrivi a ouranoupoli per averne la certezza.
Detto questo, la bellezza di un viaggio nell’Athos non sta solo nella spettacolarità dei monasteri, come quello di Simonos Petras, o nella bellezza degli affreschi, alle Meteore hai già visto esempi stupendi di monasteri. Viaggiare nell’Athos è particolare per la sensazione di rimozione dal mondo che si prova dopo uno o due giorni, nel fare esperienza della vita in monastero, dell’adeguarsi ai ritmi della vita dei monaci. Così mi sembrerebbe un viaggio un po’ monco o un’occasione sprecata quindi ti inviterei a cercare di ricavare almeno un secondo giorno o a rimandare questo viaggio al momento giusto. Io ho aspettato quasi vent’anni per farlo (ne parlavo al liceo con gli amici e l’ho fatto pochi anni fa prima di sposarmi). In ogni caso buon viaggio! 🙂

Reply
Edgard bentura Agosto 3, 2020 - 1:38 pm

Salve.
Dovrei visitare il monte Athos in un giornata, sarò nei prossimi giorni, mi fermerò a dormire una notte, vorrei un vostro consiglio per catturare il massimo della spiritualità di questo luogo in una giornata.
Grazie.
consigli tipo, so che non è ammeso le viedo camere, per fare una foto devo chiedere permesso, per ogni cosa chiedere permesso.

Reply
patrickcolgan Agosto 7, 2020 - 10:38 am

Mi scuso per la risposta con qualche giorno di ritardo. In questi casi è preferibile mandare un’email o scrivermi alla pagina FB- Devo dire che credo che non sia facile visitare il Monte Athos in giornata e coglierne la spiritualità. E’ un luogo che secondo me si capisce dedicandogli tempo, alzandosi prima dell’alba per assistere (o ascoltare se non si è ammessi) alle preghiere. In giornata credo che la soluzione migliore, studiando bene i collegamenti in barca, sia andare a uno dei monasteri raggiungibili, come Simonospetras, visitarlo, magari fare un tratto a piedi fino a un monastero vicino, e ‘immergersi’ nel paesaggio.
Se possibile consiglierei di pernottare almeno una notte.

Reply

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Quersto blog utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza di navigazione, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il traffico. Per saperne di più accedi alla privacy policy . Puoi cliccare o rifiutare. Cliccando rifiuta nessun cookie sarà installato. Accetta Leggi di più