Una notte al Monte Koya

di Patrick Colgan

Ci si lascia alle spalle le folle di Osaka e si incontrano alberi altissimi, tombe secolari e si dorme sul tatami di un tempio. Anche per questi motivi il monte Koya (o Koyasan) è un posto unico. E meraviglioso

Uno dei luoghi più belli del Giappone

Non sapevo che in Giappone, sul monte Koya, ci fossero le sequoie giganti come in California, ho pensato la prima volta che sono venuto al monte Koya. Poi ho osservato bene quegli alberi superbi, alti decine di metri, severi e tranquilli: erano i ‘soliti’ cedri giapponesi (cryptomeria) che si trovano ovunque sulle montagne del Giappone. Ma qui hanno qualcosa di speciale, sembrano raccontare una storia.  Chissà se erano c’erano già alberi così quando nell’805 Kobo Daishi giunse in questi luoghi dopo aver viaggiato molto e scelse di costruire un tempio proprio qui. Tanti cedri sono stati piantati nel dopoguerra in tutto il Giappone per il legname, perché crescevano in fretta, ma forse alcuni di questi alberi esistevano già al tempo di Kobo Daishi. Sono troppo grandi e maestosi. E la scelta di questo luogo non mi stupisce, lo capisco mentre cammino fra le migliaia di tombe secolari immerse nella foresta, ormai parte del monte. Tutto, in questo luogo, parla di eternità. E, quindi, di sacro.

Visitare il Koyasan: il sentiero fra i grandi alberi

Il sentiero fra i grandi cedri del monte Koya (foto di Patrick Colgan, 2014)

Viaggio al monte Koya

La forma della Pagoda a cinque piani, usata per le tombe, rappresenta i cinque elementi, quindi l’eternità: terra, acqua, fuoco, vento e aria (foto di Patrick Colgan, 2014)

Il monte Koya è un posto senza paragoni nel Giappone. E’ un luogo di natura potente, dove si avverte distintamente un filo che collega una storia millenaria. Forse fra i più belli e intensi. È il centro del buddismo Shingon ed è una meta religiosa e turistica. Ma non è fra le più frequentate.  Ed è una meta particolare, visitata dagli stranieri solo negli ultimi anni: qui si dorme solo nei templi, si mangia cibo vegetariano con i monaci, ci si alza all’alba per assistere alle preghiere.  E poi arrivare qui richiede un po’ di tempo e di fatica. Ci si lasciano alle spalle le folle e le luci di Osaka con la metropolitana. Poi si prende un treno locale, si scende e si prende un altro trenino che si inerpica per montagne impervie al centro della penisola di Kii.

Non è finita: per arrivare in cima al monte Koya (o Koyasan, come si dice in giapponese) bisogna prendere una funicolare e salire fino a mille metri. E poi un bus per arrivare nel cuore dell’abitato, in mezzo ai templi. Ci vogliono poco più di due ore, ma la distanza da Osaka, dalle sue folle, dal suo caos sembra molto più grande. Quando ti ritrovi fra questi alberi sei in un altro Paese, un altro mondo.

E invece no. E proprio per questo è anche un luogo estremamente strano, perché qui si fondono varie anime di questo Paese: accanto al rigore delle forme e alla spiritualità si trovano templi con internet wi-fi, le bici a noleggio hanno un motorino elettrico per arrampicarsi sulle salite senza fatica, si esplorano i templi con un’audioguida. E’ pur sempre Giappone.

Dove alloggiare

Ripensai a quello che l’abate Tofukuji mi aveva detto, cioè che anche un uomo d’affari o un giornalista aveva qualcosa da imparare trascorrendo una notte in un monastero e assaporando un momento di pace. Uno deve imparare a non rincorrere il tempo, aveva suggerito. “Se ti affretti, c’è una parte del mondo che non riuscirai a vedere”, aveva detto. “Se, per esempio, stai imboccando un percorso sbagliato della tua vita, è solamente quando ti fermi e osservi le cose con chiarezza che puoi cambiare direzione e ritornare su un più appropriato percorso. Il messaggio Zen è che per trovare te stesso, devi imparare a fermarti” 

(Pico Iyer, Il Monaco e la signora)

Al Koyasan si sta almeno una notte, non ci sono alternative. Un po’ perché andare e tornare in giornata è difficile, un po’ perché sarebbe completamente insensato. Dormire sul monte almeno una notte è una parte essenziale dell’esperienza, che richiede anche tempo. Al monte Koya si alloggia praticamente solo nei templi, ma a differenza che in altri posti qui i monaci sono abituati ad accogliere gli stranieri nelle foresterie. Parlano inglese (a volte sono proprio stranieri), anche se non ci si deve immaginare un’accoglinza troppo calorosa. Di solito è un po’ sbrigativa, essenziale: non è il lavoro dei monaci, fare accoglienza. Diversi templi però offrono la possibilità di partecipare a piccole attività (visita del tempio, ricopiare sutra) e tutti vi inviteranno a  partecipare alla preghiera all’alba.

Le camere sono in stile tradizionale, spesso molto grandi e belle, ma ci sono alcune regole. Si arriva rigorosamente prima delle 17, si paga – in genere – in contanti, si mangia alle 17.30 o alle 18 tutti assieme e la cucina è vegetariana: raffinatissima, ma con sapori molto particolari, anche difficili.

Il prezzo non è economico: varia da 9.000 a 15.000 yen a persona per notte, pasti compresi (parliamo, al momento di 70-120 euro, più o meno). Alcuni templi sono su booking, ma altre opzioni sono su Japanese Guesthouses  e Il tuo ryokan. Quale tempio scegliere? C’è una vasta scelta – sono una cinquantina, circa la metà del totale, i templi che offrono alloggio – e io posso solo dire di essermi trovato stupendamente al Sojoshin-in (in posizione eccellente).

La cena vegetariana al tempio

La cena vegetariana al tempio (foto di Patrick Colgan, 2014)

Koyasan: la cena vegetariana al tempio sul monte Koya

Un’altra foto della cena vegetariana al tempio (foto di Patrick Colgan, 2014)

Viaggio al Koyasan: la cena vegetariana al tempio Shojoshin-in

La cena vegetariana al tempio (foto di Patrick Colgan, 2014)

Viaggio al monte Koya: la cena al tempio

La cena vegetariana al tempio, tempura (foto di Patrick Colgan, 2014)

Cosa vedere (e come) sul Koyasan

Il mausoleo di Kobo Daishi

Un cimitero e un bosco da visitare di notte, senza paura

Innanzitutto va esplorato il tempio dove si alloggia – se è permesso –  le sue stanze, i suoi giardini. Poi, il modo migliore per respirare l’atmosfera di questo posto è camminando lunga i circa due chilometri di sentiero che si snodano fra le tombe e i grandi cedri per arrivare al mausoleo di Kobo Daishi.

Io l’ho fatto due volte. Si parte dall’ichinohashi, il primo ponte, al margine orientale dell’abitato. La prima volta siamo andati di sera.  Con il buio si cammina fra le lanterne, percorrendo un sentiero lastricato fra gli alberi scuri e le tombe (pare siano 200mila su questo monte), ma la grande pace di questo posto ti fa dimenticare di trovarti in un grande cimitero e in una foresta, forse i due luoghi che di notte dovrebbero suscitare più paura, addirittura terrore. Un luogo da incubo in teoria, dove in realtà si respira solo una grande serenità, in cui tutto racconta di esser parte di un ciclo, lo stesso. E’ emozionante arrivare al mausoleo col buio. Di notte è chiuso, ma è illuminato all’esterno da centinaia di lanterne: non si sente la necessità di vedere altro, solo di restare in silenzio.

Koyasan, il sentiero di notte, fra le lanterne

Il sentiero per il Mausoleo di notte, fra le lanterne

Poi il sentiero l’ho rifatto di giorno, quando tutto assume colore e consistenza. E si notano cose diverse, come le statue che spuntano fra gli alberi e le loro espressioni, le pietre nascoste fra il muschio, le mille tonalità del verde illuminate dai raggi di sole che filtrano fra i rami,  il comportamento dei pellegrini.

Prima di entrare nell’area più sacra si attraversa un ponte, il  Gobyo-n-ohashi  sul quale si fa un inchino. Da qui è vietato fare fotografie. Ma non servono, qui si guarda e si ascolta: il mausoleo di giorno è aperto e dentro si può respirare l’incenso, ci si fa assorbire dal suono ripetitivo di preghiere e  canti.

Chi non ha voglia di camminare può anche prendere il bus e fermarsi al capolinea okunoin-mae per fare un –  più frequentato –  sentiero breve. Un percorso con molto meno fascino, ma interessante anche perché passa accanto a tombe moderne, alcune realizzate da aziende e particolarmente strane (c’è anche un grande razzo, per dire). E’ da fare.

Ma il monte Koya non finisce qui. Ci sono templi distribuiti su un’area abbastanza grande. Le distanze si possono percorrere a piedi (circa mezz’ora da un lato all’altro), ma ci sono anche bus e la possibilità di noleggiare bici a pedalata assistita all’ufficio informazioni, mezzo decisamente consigliato.

koyasan, una statua nel bosco

“…le statue che spuntano fra gli alberi e le loro espressioni” (foto di Patrick Colgan, 2014)

Monte Koya: centinaia e centinaia di statuette trovate compiendo gli scavi per la costruzione di un tempio

Centinaia e centinaia di statuette trovate compiendo gli scavi per la costruzione di un tempio

Gli altri templi e santuari

Il Danjo-Garan è il recinto di templi dove Kobo Daishi fece costruire il primo edificio religioso del monte Koya e ospita numerosi templi. È un luogo affascinante, ma non ci si deve aspettare chissà cosa. L’edificio che spicca fra tutti è sicuramente il Konpon Daito, un enorme stupa bianco e arancione alto 45 metri che contiene una grande statua di Buddha e un raro esempio di mandala tridimensionale (una rappresentazione del cosmo buddista, in breve). L’edificio è però di costruzione recente, e lo scrittore Alex Kerr ne ha criticato le forme e i colori troppo accesi.

Monte Koya: il Konpon Daito, nel Garan

Il Konpon Daito, nel Garan (foto di Patrick Colgan, 2014)

Fra i tanti templi del Koyasan da visitare c’è anche il Kongōbu-ji centro del buddismo shingon con un bel giardino zen (ingresso 500 yen, include un tè). All’estremità occidentale del Koyasan c’è invece il Daimon, la grande, immensa porta che sorveglia l’ingresso del monte sacro (è nella foto all’inizio del post).

Visitare il Monte Koya: come arrivare

Il modo più utilizzato per visitare il monte Koya è il treno, ma attenzione, non vale il Japan Rail pass. Perché si deve prendere una ferrovia privata dalla stazione Namba, a sud di Osaka, la Nankai Electric RailwayCi sono sia treni diretti per Gokurakubashi, la stazione alla base del monte, sia espressi più lenti: ci vogliono dagli 80 ai 90 minuti e spesso è necessario un cambio a metà strada). Il prezzo è fra 1.600 e 1.200 yen a seconda del treno.

In coincidenza col treno, per salire ai quasi mille metri del monte Koya (a proposito, d’estate è una tappa rinfrescante), si prendono quindi una funicolare (380 yen, 5 minuti) e un bus per percorrere l’ultimo, tortuoso tratto di strada, che è vietato ai pedoni. Insomma, fra una cosa e l’altra vanno calcolate almeno due ore e mezza di viaggio dal centro di Osaka per arrivare al Koyasan. Ci sono biglietti con tutto incluso a partire da 2.780 yen per andata e ritorno.

Come arrivare al Koyasan (da Japan-guide)

Come arrivare al Koyasan (da Japan-guide)

Altre informazioni si possono leggere in un utilissimo post di Tradurre il Giappone. La penisola di Kii, nella quale si trova il monte Koya, ospita anche i famosi itinerari di pellegrinaggio del Kumano Kodo: uno dei sentieri, il più difficile, arriva proprio fino al Koyasan.

Libri per continuare a leggere sul Koyasan

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27 Commenti

alberto Giugno 14, 2014 - 8:17 pm

bellissima ed insolita esperienza

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Ezio Luglio 16, 2014 - 2:15 pm

Mi piace un sacco leggere di Giappone… Posto così lontano, ma quanta voglia di visitarlo… Mhh, qui bisogna iniziare a lavorarci un po’ e pensare quando programmare un viaggio con annesso risparmio… :P

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patrick Luglio 17, 2014 - 4:36 pm

Non è un viaggio così costoso, specie se si è abituati a viaggiare low cost e si evitano i periodi di punta. Si mangia con 5-10 euro, si dorme con 15, come in Spagna o in Grecia, davvero :) Il volo costa un po’ di più ma si trovano ottime offerte.

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strane storie di viaggi Gennaio 13, 2015 - 4:48 pm

Koyasan è uno di quei luoghi per cui vale la pena andare in Giappone. E insieme a Koyasan io ci metto anche il Pellegrinaggio dello Shikoku, di cui Koyasan rappresenta la prima tappa, essendo il luogo in cui riposa il fondatore, Kobo Daishi.

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patrick Gennaio 13, 2015 - 4:50 pm

Hai ragione è proprio così…
Il pellegrinaggio un giorno lo farò, a piedi come va fatto. Grazie per il commento!!

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strane storie di viaggi Gennaio 13, 2015 - 4:51 pm

Io un giorno cercherò di completarlo!! in bocca al lupo a noi! :D

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patrick Gennaio 13, 2015 - 4:52 pm

Ah ne hai già fatto una parte!! Un mio amico voleva farlo in una volta ma ha dovuto mollare per infortunio a 2/3!
Ps sto scrivendo da kyoto. Saluti dal giappone :)

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strane storie di viaggi Gennaio 13, 2015 - 4:56 pm

io l’ho fatto fino al 16. e la scalata al 12 è una bella sfacchinata, ma quando arrivi in cima ti senti…bè soddisfatto di te stesso. Cavolo, peccato che si sia fatto male!
Goditi Kyoto, io ho vissuto più di un anno nella vicina Kobe, facci un salto se hai tempo, e vai a vedere Kitano, il quartiere europeo. Io vivevo proprio là!

Giuseppe Gennaio 30, 2015 - 1:18 pm

http://www.howto-osaka.com/en/ticket/ticket/koyasan.html
qui trovate il pacchetto andata e ritorno con treno da osaka

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Letizia Gennaio 31, 2015 - 10:59 pm

Giusto ieri abbiamo riservato una notte a Koyasan, devo dire che non sto più nella pelle :-p Non vedo l’ora di conoscere finalmente, faccia a faccia, il Giappone!!

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Emiliano Giannelli Gennaio 17, 2016 - 2:53 am

Ciao, da dove è possibile riservare una notte al Santuario? …Grazie

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Emiliano Giannelli Gennaio 17, 2016 - 2:52 am

Noi partiremo ad Agosto 2016.
Come e dove è possibile prenotare la notte al Santuario per dormirci?
Avete dei consigli o link,..Chi può aiutarmi???

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patrickcolgan Gennaio 17, 2016 - 10:40 am

Basta leggere il post. C’è il link e anche il nome del tempio in cui ho alloggiato. Per qualsiasi altra domanda sono qui!

Reply
Mariapia Febbraio 15, 2016 - 12:33 pm

Ciao! Abbiamo prenotato al Shojoshin-in (che ha prezzi inferiori rispetto ad altri) e seguiremo il tuo percorso. Ti faro’ sapere! Intanto grazie per tutte le informazioni :)

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mattia Marzo 22, 2016 - 1:48 pm

Conviene visitare il Monte Koya in giornata avendo base ad Osaka?
Grazie

Reply
patrickcolgan Marzo 22, 2016 - 1:53 pm

Secondo me no, o almeno io non lo consiglierei: pernottare è parte dell’esperienza e c’è davvero tanto da fare e da vedere. Poi chiaramente si può fare tutto, ma è un peccato.

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Stefano Agosto 26, 2016 - 1:51 pm

Ciao Patrick, ti chiedo un consiglio per un prossimo viaggio in Giappone. Avendo base a Kyoto è fattibile visitare in 2 giorni completi Nara+koyasan? Come struttureresti il mini tour? Grazie mille!!!!

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