Viaggio in Islanda: il Laugavegur

di patrickcolgan

L’islanda è un Paese che sorprende, che sfata i luoghi comuni, riempie il cuore. Questo post è un invito a scoprirla a piedi, lungo il trekking del Laugavegur, da Landmannalaugar a Thorsmork, adatto davvero, a tutti.

In front of the Myrdalsjokull

Panorama sul ghiacciaio, a mezzanotte
(foto di Patrick Colgan)

Viaggio in Islanda

L’Islanda è uno dei Paesi più luminosi che esistano. Quando c’è il sole, da giugno a settembre, intendo. Perché negli altri mesi dell’anno il sole ve lo dimenticate. E quando il tempo è clemente, certo. Ma i miei ricordi sono pieni di luce. Luce che illumina un cielo terso come è solo quello del nord, luce che si riflette sul ghiaccio, luce catturata e spruzzata in aria dalle cascate, luce che non se ne va mai, nemmeno a mezzanotte, luce che scotta la pelle. Certo, ci sono anche nebbia e pioggia, che spesso si alternano al sole nello spazio di un solo giorno. Anche questo mutamento continuo è affascinante. Ma quando c’è la luce, in quei momenti preziosi, l’Islanda è ancor più bella, bellissima. E’ il ricordo che più di altri mi commuove.

L’Islanda è un luogo unico: una terra dove il ventre del pianeta entra in contatto con la superficie, spesso mescolandosi. C’è qualcosa di primitivo in quest’isola e si avverte ovunque appena si esce dalla città: il fumo, il fuoco, l’acqua bollente, la lava, il deserto, il ghiaccio. E poi acqua impetuosa, come in nessun altro luogo (c’è la cascata più grande d’Europa, lo sapevate?). E’ un panorama ridotto agli elementi primordiali, semplice, selvaggio, tormentato. Immagino così la terra delle origini.

In Islanda non ci sono solo paesaggi struggenti. Puoi godere della vita, anche notturna di Reykjavik (città vivace e molto bella) o rilassarti in piscine termali di grande bellezza come la laguna blu. E ancora fare escursioni con guida sui ghiacciai e whale watching. E naturalmente fare trekking di grande bellezza.

Il viaggio classico in Islanda segue la ring road, l’unica strada ad anello che abbraccia la maggior parte del Paese. Come ricorda Matteo (Blogdiviaggi) nell’interno disabitato dell’isola si va solo in 4×4 ed è sconsigliato a chi non ha una certa esperienza. Le sterrate sono molto, molto accidentate e ci sono frequenti fiumi da guadare. Non è infrequente dover utilizzare il verricello per tirarsi fuori dai guai. Se ci si aggiunge che spesso non c’è copertura telefonica vi renderete conto che non solo è sconsigliabile, ma anche molto rischioso.

Laugavegur: il trekking più bello

Se volete davvero immergervi nel cuore dei panorami che vi ho appena raccontato, il modo migliore di farlo è camminare: dimenticate il circolo d’oro il classico giro per le destinazioni più frequentate spacciato da tutte le agenzie di viaggi e dalla Lonely planet. Troverete tempi contingentati, pullman che vomitano quintali di turisti e un affollamento continuo. La maggior parte dei viaggi si limita alla Ring Road, che porta in posti stupendi. Ma la bellezza dell’Islanda è soprattutto all’interno. Una bellezza primordiale, e commovente.

Insomma, lo avete già capito. Credo che il miglior modo di vedere l’islanda sia dedicare alcuni giorni a un facile trekking, adatto a tutti anche a chi non ha mai camminato, o quasi. Parlo del famoso percorso fra Landmannalaugar e Thorsmork, detto anche Laugavegur. Quattro giorni di cammino, 55 chilometri di saliscendi in mezzo a montagne rosse, gialle, bianche, verdi. Ghiacciai bianchi, ghiacciai neri coperti di cenere vulcanica. E ancora gole, cascate, laghi, fiumi impetuosi. E sorgenti sulfuree, campi di lava, immense distese di cenere, vulcani spenti. Un paesaggio (meglio parlare di paesaggi) indimenticabile. Non spaventatevi per i chilometri: sarà il più bel trekking della vostra vita.

Me lo disse un’amica islandese prima della mia partenza. Ed era vero.

Trekking del Laugavegur: il lago di Alftavatn

Trekking del Laugavegur: il lago di Alftavatn (foto di Patrick Colgan, 2012)

Campeggio ad Alftavatn

Campeggio ad Alftavatn (foto di Patrick Colgan, 2012)

Il percorso del Laugavegur

Il percorso si può fare in entrambe le direzioni in quattro giorni di cammino (o tre se volete accorpare due tappe: si può fare). Da nord verso sud è in leggera discesa ed è più facile. Ma chi ha percorso il sentiero più volte sostiene che va percorso in salita, verso nord: perché l’ascesa dà più soddisfazioni e il senso di una conquista. E  in questo modo si tiene per ultima una delle tappe più belle. Non fatevi spaventare dai giorni di cammino e dai chilometri, dicevo. Il percorso ha alcuni tratti un po’ ardui, specialmente se lo zaino è molto pesante (viaggiare leggeri!), ma sul percorso si incontra tantissima gente, anche famiglie con bambini (famiglie nordiche, chiaramente). Non ci sono punti esposti né pericolosi e le uniche difficoltà sono tre guadi di cui solo l’ultimo può risultare a volte un po’ arduo. E poi c’è l’incognita del meteo che può anche essere  inclemente, ma se si è preparati, anche mentalmente, non rovinerà il viaggio.

Come ho scritto si fa in tre o quattro giorni a seconda dell’allenamento e delle condizioni meteorologiche: i rifugi sono Landmannalaugar – Hrafntinnusker –Alftavatn  (c’è chi tira dritto e salta il secondo, si può fare)- Botnar/Emstrur – Thorsmork (o Þórsmörk, in islandese, dove si può alloggiare a Langidalur o Husadalur). In tutte queste tappe ci sono rifugi e campeggi con acqua corrente e stanze riscaldate. Molto riscaldate.

Ecco l’itinerario da nord a sud del Laugavegurinn, in tutto circa 53 chilometris

  1. Landmannalaugar – Hrafntinnusker (12 km 4-5 ore di cammino)
  2. Hrafntinnusker – Alftavatn (12 km 4.5 ore)
  3. Alftavatn – Emstrur (15 km 6-7 ore)
  4. Emstrur – Thorsmörk (15 km 6-7 ore)

Le prime due tappe si possono unire in una unica maxi tappa di una decina di ore (tra Hrafntinnusker e Alftavatn c’è una ripida e lunga discesa, o salita se fate da nord a sud). E’ consigliato se avete poco tempo o se il piccolo rifugio di Hrafntinnusker è pieno (ha 36 posti).

Da Thorsmork il percorso può essere allungato di due giorni con un sentiero più difficile che arriva fino a Skogar e al mare e aggiunge circa 24 chilometri in due giorni. Io non l’ho fatto: in fondo c’è un link utile.

Fare solo metà percorso.

Ci sono bus fuoristrada che arrivano a Alftavatn ed Emstrur in alta stagione e quindi si può fare anche un trekking di due soli giorni. Qui trovate maggiori informazioni (è anche il sito dal quale ho preso i dati). Ovviamente mantenetevi un po’ di margine con i tempi, specie se dovete prendere un aere, perché in caso di maltempo potrebbero esserci ritardi.

Tenda o rifugio?

La soluzione più facile e consigliabile è il rifugio anche se nettamente più costosa. Io ho scelto la tenda (che mi sento di consigliare per un viaggio in Islanda, specie ai più ‘avventurosi’) anche perché i rifugi vanno prenotati per tempo e io mi sono mosso all’ultimo momento. Però mi piace proprio, dormire all’aperto. E lo rifarei. La tenda è comoda perché si può comunque campeggiare all’esterno e usare i servizi del rifugio. Certo servirà un buon sacco a pelo invernale. Io però ero da solo e questo ha reso il tutto più difficile: dovendomi portare tutto dietro, lo zaino era divenuto molto pesante. Però, ripeto: si tratta di un trekking molto accessibile. E alloggiando nei comodi rifugi (si dorme assieme in grandi camerate, ma piuttosto confortevoli) e con uno zaino più leggero tutto diventa un po’ più comodo e più facile.

Cosa da non sottovalutare sono però i costi:

quando sono andato io, ormai anni fa, la corona islandese era nettamente più debole. Ora una notte in rifugio può costare 8000 isk (circa 62 euro) e in tenda 2000 isk (15 euro).

Panorama vicino a Emstrur, Islanda

Panorama vicino a Emstrur (foto Patrick Colgan, 2012, cliccare per vederlo più grande)

Panorama vicino a Landmannalaugar, un campo di lava

Panorama vicino a Landmannalaugar, un campo di lava (foto Patrick Colgan, 2012, cliccare per vederlo più grande)

Islanda: sentiero del Laugavegu

Laugavegur: lungo il sentiero (foto di Patrick Colgan, 2012)

Lungo il Laugavegur

Un punto panoramico (di Patrick Colgan)

Trekking del Laugavegur in Islanda: escursionisti lungo il sentiero

Trekking del Laugavegur: escursionisti lungo il sentiero
(di Patrick Colgan, 2012)

Laugavegur: informazioni utili

L’equipaggiamento è fondamentale. Non servono cose strane o particolari, ma il trekking può diventare davvero insidioso in caso di tempo avverso o di una bufera di neve fuori stagione.

L’equipaggiamento indispensabile comprende:

  • buona giacca impermeabile tecnica
  • scarponi, meglio se impermeabili (io avevo dei classici Aku Conero)
  • zaino (una trentina di litri, ma anche di più) e coprizaino. Io avevo uno zaino Deuter tipo questo (ma un modello precedente)
  • sacco a pelo (estivo se dormite nei rifugi), invernale se dormite in tenda. Soprattutto se pernottate a Hrafntinnusker (che è a circa mille metri) ve ne servirà uno capace di tenere ipotetiche temperature sotto zero
  • sandali tipo Teva per guadare i fiumi
  • Borracce per almeno due litri a testa
  • Tutto il cibo che vi servirà

L’equipaggiamento che consiglio:

  • bastoni da trekking (molti li snobbano ma vi ringrazierete di averli portati, io avevo questi)
  • Sovrapantaloni impermeabili da mettere all’occorrenza(o pantaloni impermeabili)
  • ‘calzini’ in neoprene per fare i guadi con maggior comfort
  • Se andate in tenda, naturalmente fornelletto, gas, suppellettili. Tenete conto che il gas non si può portare in aereo quindi dovrete comprarlo sul posto. O noleggiarlo con tutto l’equipaggiamento.

Come prenotare i rifugi?

Si prenotano con carta di credito attraverso questo sito internet.

Trasporti in Islanda

In Islanda si arriva comodamente in aereo con icelandexpress Wow air che propone voli low cost da Milano (fino a poco tempo fa anche da Bologna, chissà se tornerà), oltre che da Gatwick, il che permette interessanti combinazioni di voli. Se riuscite a usare Wow ve la caverete con poche centinaia di euro per un biglietto andata e ritorno, altrimenti i prezzi aumentano.

Hraftinnusker hu

Rifugio di Hraftinnusker
(foto di Patrick Colgan)

Se avete tempo c’è anche il traghetto. Parte dalla Danimarca o dalla Norvegia e si ferma alle Far Oer. Mi piacerebbe tornarci così.

 

Sul posto se sei  in un gruppo conviene prendere un’auto a noleggio per fare la ring road. C’è anche l’autobus con vari comodi pass. Il più gettonato vi permette di fare il percorso in un senso a tua  scelta scendendo quando si vuole (ma senza fare strada al contrario). Da tenere in considerazione anche i voli interni specie per spostarsi da sud a nord (per esempio fra Reyjavik e Akureyry, la seconda città del Paese).

I bus per Landmannalaugar

Per arrivare a Landmannalaugar (o Thorsmork) e cominciare il sentiero non potrete però usare la vostra auto se non siete particolarmente esperti (e con un mezzo adeguato), dal momento che il tracciato è estremamente accidentato e prevede dei guadi. I bus sono regolari da giugno a circa metà settembre (ma verificate, dipende anche dal meteo), da Reykjavik ci vogliono circa tre ore: gli orari.

 

Un robusto bus islandese

Un robusto bus islandese (foto di Patrick Colgan, 2012)

Lungo il Laugavegur

Un facile fiume da guadare
(foto di Patrick Colgan)

Camminare sul Laugavegur

Il vostro blogger sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan, 2012)

Islanda, Link Collegati

Informazioni tecniche: Fabrizio Paravisi su Lightpainting.it ha scritto un post dettagliatissimo e con molte informazioni utili (comprese quelle per prolungare fino a Skogar). Trovate qui il suo reportage

n.b. alcuni link a prodotti hanno affiliazioni che non influiscono sul prezzo, ma aiutano a sostenere il blog

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24 Commenti

alberto Marzo 8, 2013 - 6:59 pm

trekking davvero splendido!

Reply
persorsi Marzo 8, 2013 - 8:49 pm

Sono assolutamente d’accordo sul fatto che questo trekking è stupendo e indimenticabile.Tra l’altro per me è stato il primo, quindi mi sento di suggerirlo anche a chi, come me, non è un esperto. La tenda è sempre bella, ma vorrei consigliare davvero anche l’esperienza dei rifugi. Io sono stata a fine agosto, quindi c’era abbastanza disponibilità, ma comunque bisogna prenotare. In molti si dorme in camerate anche molto piccole e spesso nella stessa stanza in cui si mangia e cucina. Ma la cosa più bella è la possibilità si socializzare con gli altri viaggiatori (noi italiani poi siamo spesso corteggiati per il caffé): io così ho trovato dei grandi compagni di viaggi. Ma il vero rito è ritrovarsi la sera, tappa dopo tappa, quando ognuno è arrivato con il proprio passo.

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Alberto Ottobre 4, 2015 - 10:26 am

Ciao. Secondo voi il percorso è possibile farlo a maggio? O è ancora irraggiungibile a causa della neve (f-roads chiuse)?

Reply
patrickcolgan Ottobre 4, 2015 - 6:00 pm

Mi risulta che sia infattibile per camminatori ‘normali’ (non esperti, tipo con racchette/sci e equipaggiamento tecnico) non ci dovrebbero essere i trasporti, i rifugi sono chiusi e potrebbe esserci molta neve in alcuni tratti. Credo che prima di metà giugno e non oltre metà settembre non sia fattibile. comunque chiedo a un mio amico che lo ha fatto molte volte.

Reply
Alberto Ottobre 7, 2015 - 8:00 am

Grazie mille :). Mi sarebbe molto utile saperlo!

Reply
Massimo Febbraio 4, 2016 - 2:40 pm

Ciao, sarei curioso di avere qualche informazione in più:
– come si prenotano i rifugi? che costo hanno? serve sacco a pelo?
– si riesce a recuperare acqua lungo il tragitto?
– quali sono le temperatura? Tipo le invernali in Italia?
Grazie

Reply
patrickcolgan Febbraio 4, 2016 - 5:11 pm

Caro Massimo, credevo di avere aggiornato il post con le informazioni e invece no, quindi ti ringrazio innanzitutto per questo. ti rispondo al volo

1- si prenotano con carta di credito via mail. info qui http://www.fi.is/en/huts/booking/
il sacco a pelo è necessario anche se basta quello estivo, in genere nei rifugi è abbastanza caldo.
2 – i rifugi hanno acqua corrente e potabile
3 – le temperature sono molto variabili. il sentiero si fa d’estate, fra inizio luglio e credo prima metà di settembre. hrafntinnusker è a mille metri ed è il posto più freddo, dove si va anche sottozero, ma in generale per dire in luglio a landmannalaugar le massime e le minime sono fra 15 e 6 gradi circa, con però ben 15 giorni di pioggia al mese! quindi bisogna coprirsi bene. ed è fondamentale avere giaccca (e pure copripantaloni) impermeabili! diciamo che è tipo la nostra primavera.

se hai altre domande sono qua

Reply
patrickcolgan Febbraio 4, 2016 - 6:19 pm

ah i prezzi, non bassissimi. qui sono quelli aggiornati
http://www.fi.is/en/huts/price/

Reply
Alba Luglio 4, 2016 - 11:03 am

Ciao, e grazie per questo articolo esaustivo. Viaggeremo in Islanda tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto. Vorremmo intraprendere il trekking in tenda, e abbiamo il sacco a pelo Ferrino Nightec 600 Pro Lite. Leggo invece nella fine del tuo articolo che ne consigli uno con comfort -10 / -15. A tuo avviso, il Ferrino di cui sopra non è adatto per campeggiare sia nella zona del Laugaverug che più a nord, dove ci sono le grandi cascate?
Intanto ti ringrazio,
Alba

Reply
patrickcolgan Luglio 10, 2016 - 6:16 pm

Ciao e scusami tantissimo per il ritardo nella risposta. Me ne ero dimenticato ammetto e chiedo perdono. Il sacco a pelo secondo me va più che bene. Avevo indicato un sacco a pelo più spiccatamente invernale su consiglio di un amico che in Islanda ha camminato molto e ha vissuto 8 anni ma che è sicuramente un po’ troppo prudente come indicazione. Il problema in particolare sul Laugavegur può essere solo a Hraftinnusker che essendo a 1000 metri può avere tempeste di neve fuori stagione e improvvisi cali di temperatura. Il gestore del rifugio si volle sincerare che avessi l’attrezzatura giusta per campeggiare quando andai a registrarmi. E si raccomandò, in caso di bisogno, di venire nel rifugio. Ma quel sacco a pelo, davvero, secondo me va più che bene e anzi interverrò anche sul post per spiegarlo meglio. Buon viaggio! E se avete altre domande sono qui!

Reply
Alberto Aprile 27, 2017 - 11:39 am

Ciao, articolo davvero interessante e ben scritto! Ho solo un quesito da porti: ho intenzione di affrontare questo viaggio da solo, il mio dubbio è sulla difficoltà di orientamento.
Essendo ambienti molto aperti (e io immagino poco battuti da persone), c’è il rischio di perdere l’orientamento?
Ti ringrazio in anticipo,
Alberto

Reply
patrickcolgan Aprile 27, 2017 - 4:32 pm

Ciao! Secondo me non ci sono problemi. In teoria possono essercene solo nella prima tappa in caso di forte nebbia. Io per sicurezza avevo un gps ma si fa anche senza. Ed è abbastanza trafficato, ci sono tanti camminatori quindi puoi andare tranquillo, per me!

Reply
Emanuele - Recyourtrip Dicembre 2, 2017 - 2:45 pm

Davvero molto interessante Patrick, da mettere in lista. Credo sia un ottimo modo, nonché diverso ed originale, per scoprire i paesaggi Islandesi!

Reply
Mattia Aprile 5, 2018 - 11:55 am

Ciao, vorrei avere un’informazione. Ho visto che i rifugi aprono di norma a giugno. È possibile fare il trekking anche a maggio dormendo in tenda?

Reply
patrickcolgan Aprile 5, 2018 - 12:44 pm

Ciao! Ti scrivo in base alle informazioni che ho, quindi potrebbero non essere del tutto precise. Ti do una risposta non sapendo quanto siate esperti, che equipaggiamento avete ecc. Prima di giugno sul sentiero c’è molta neve e il clima è molto instabile quindi è in larga parte impraticabile. Anche solo arrivare a Landmannalaugar può essere impossibile: non ci sono bus, la strada sarà probabilmente chiusa. Non so se è il tuo primo viaggio in Islanda ma quella strada prevede di guadare dei fiumi e quindi è altamente consigliato se non obbligatorio farlo con mezzi e guidatori esperti (quindi dei bus o di tour organizzati) in particolare fuori stagione. Inoltre il sentiero non è difficile ma il tempo può essere imprevedibile: sul sentiero, nella parte più alta a circa mille metri, c’è una lapide che ricorda un ragazzo morto durante una bufera di neve in giugno.
Ho sentito invece dire che Thorsmork potrebbe essere accessibile in maggio e quindi si potrebbe provare ad affrontare il sentiero da quella parte.

Reply
andrea Marzo 21, 2019 - 1:51 pm

ciao. vorrei affrontare il trekking in estate. volevo chiederti se hai info sul segnale del cellulare durante il percorso? o se esiste modo di contattare casa dai rifugi.
grazie

Reply
patrickcolgan Marzo 28, 2019 - 9:54 pm

Il telefono non prende quasi mai (però in quei rari momenti magari i segnali whatsapp partono) e soprattutto non ci sono molti punti in cui ricaricare. Non ci farei affidamento!

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