Poche parole possono aprire mille porte

di
family

Famiglia nello Shekawhati, India (foto di Patrick Colgan)

‘Tottemo samui desu ne?’

(Freddo, non è vero? in giapponese)

Basta poco, alle volte un semplice commento sul tempo, per avvicinare due persone. Ironicamente, un commento sul freddo pungente può rompere il ghiaccio. Basta pronunciarlo nella lingua del Paese in cui si sta viaggiando per abbattere in un secondo pregiudizi e diffidenze, per mostrare che non sei il solito turista che pretende di imporre al Paese che visita, con una sorta di arroganza culturale la sua lingua, il suo stile di vita, i suoi pregiudizi. Questo significa visitare un Paese per vedere e basta. Io preferisco, incontrare, conoscere, imparare.

E’ un consiglio che può apparire banale, come è scontato per molti evitare del tutto questo scoglio, che può apparire (spesso a torto) insormontabile. Quando prepari un viaggio in solitaria in un Paese fai un piccolo sforzo che ti ripagherà immensamente: fai un tentativo di imparare qualche parola, qualche frase nella lingua del posto, anche se sai già che si parlerà inglese, o francese o un’altra lingua che conosci. Basta davvero poco.

Io lo faccio sempre e non ho mai trovato la cosa difficile. Forse ho un dono particolare per apprendere e riprodurre i suoni e forse  mi risulta più facile che ad altri. Ma gli sforzi saranno comunque ripagati.

Perché basta poco per imparare semplici domande (e risposte), per impare le parole che significano grande, piccolo, vicino, lontano, per imparare a presentarsi, a dire grazie, a chiedere un’indicazione. Basta mezz’ora, un’ora. E ti ripagherà immensamente. Fare lo sforzo di apprendere poche cose in una lingua straniera è un atto di umiltà e rispetto (due termini sui quali insiste più volte un grande come Kapuscinski) nei confronti di un’altra cultura. E sarà riconosciuto come tale da chi incontrererai, contribuirà a farti sentire più vicino, più sinceramente interessato. Anche solo poche, elementari, parole permettono di rompere il ghiaccio, di creare un legame, in breve, di fare le conversazioni e gli incontri più straordinari di un viaggio.

Come fare? I frasari Lonely planet sono ottimi: forniscono frasi, parole, dizionari e indicazioni grammaticali e di pronuncia. Ma molto più utili (a volte pure divertenti) sono i siti internet – purtroppo per la maggior parte in inglese – dedicati all’apprendimento di lingue on line, con tanto di suoni, dialoghi, esempi e informazioni sulla cultura del Paese.

Alcuni esempi:

Giapponese – Japanesepod101 Sito davvero incredibile e ricchissimo, prima settimana gratis, poi a pagamento. Innovativo metodo di apprendimento con podcast, video e pdf. Le 10 lezioni per principianti di Hiroko (anche su you tube) permettono di apprendere dai saluti ai numeri e sono consigliatissime. Ci sono anche altri siti: germanpod101, chinesepod101 ecc. Qui invece 11 app per Iphone (ma a mio avviso solo la prima è utile per chi non studia seriamente la lingua).

Frasari – potete acquistarne uno in libreria, ma worldnomads ne ha per varie lingue

Software: Interlex Un semplice programmino utilissimo per ripassare le parole con quiz a risposta multipla. Lo uso sempre, si possono inserire le proprie parole.

Link  sull’argomento: Are you in India? Make the effort to learn Hindi; Viaggiare da soli: 10 consigli

Potrebbero interessarti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Quersto blog utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza di navigazione, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il traffico. Per saperne di più accedi alla privacy policy . Puoi cliccare o rifiutare. Cliccando rifiuta nessun cookie sarà installato. Accetta Leggi di più