Piccola guida agli Onsen, le terme giapponesi

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Come comportarsi nelle terme giapponesi. Una piccola guida agli onsen e la risposta a tutte le domande (o quasi). Più alcuni dei miei posti preferiti.

Ci sono poche cose che trovo piacevoli come immergersi in una vasca di acqua calda, anche quando è troppo calda per poter pensare lucidamente, ma non così bollente da farti in male. I muscoli si rilassano e anche la mente si svuota. Se poi è in mezzo alla natura, per un attimo hai come la sensazione di essere tutt’uno con essa. E in Giappone di acqua calda, caldissima ce n’è davvero tanta, l’intero Paese è di fatto adagiato su una sorta di pentola bollente grazie all’attività vulcanica che porta con sé – a dire il vero – anche una serie di problemi, anche seri, tragici, come terremoti ed eruzioni con cui da queste parti si convive da sempre.

Qui le terme nascono come bagni pubblici e affondano le radici in un passato in cui non tutte le case avevano un bagno in cui lavarsi (e rilassarsi). Per questo gli onsen non nascono come luoghi di cura, ma affini ai sento, i ‘semplici’ bagni pubblici (che si trovano anche negli alberghi): la differenza sta nella presenza di acque termali, che sono solo negli onsen. Ma queste regole valgono anche per i sento.

Kurama onsen, Kyoto

L’ingresso di un onsen. Le foto all’interno sono, naturalmente vietate Kurama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2015)

Come riconoscere un onsen (e i vari tipi)

Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante

Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante

Gli onsen hanno in genere al loro esterno un  simbolo dell’acqua calda (vedi immagine), a volte accompagnato con gli ideogrammi della parola onsen (温泉). Spesso ci sono tende o insegne con scritto semplicemente yu (ゆ), acqua calda. In giapponese è curiosamente indicata da una parola diversa da quella che indica semplice acqua (mizu): è come se fosse una cosa diversa, un altro stato della materia, e questo ne indica anche l’importanza. La parola onsen può indicare però varie cose:

  • indica in genere un piccolo stabilimento, che può essere un piccolo edificio mescolato fra le case, non appariscente. A volte hanno anche vasche all’aperto, rotenburo.
  • Può indicare anche una grande struttura: si va da quelle che assomigliano alle nostre piscine — anche nella forma — fino a veri e propri parchi di divertimenti a tema (come l’Oedo onsen monogatari di Tokyo, in stile… samurai)
  • una sorgente di acqua calda naturale come le cascate di Kamuiwakkayu in Hokkaido
  • Un onsen ryokan (o hotel): una struttura, in genere di livello medio alto, che offre ai suoi ospiti bagni termali privati o pubblici (a volte accessibili anche a visitatori esterni, a pagamento).
  • Onsen viene anche aggiunto al nome delle località termali (un po’ come da noi ‘Terme’) quindi abbiamo innumerevoli località con questo nome, più o meno famose: Kinosaki Onsen, Kurokawa Onsen, ma anche Yunomine Onsen, Utoro Onsen… Si va dai paesi completamente incentrati sulle terme (a volte ci sono addirittura torrenti di acqua calda che scorrono in mezzo alle case) a posti che semplicemente hanno buone sorgenti termali.
Maguse Onsen foto

Spettacolare vasca all’aperto a Maguse onsen, Nagano
Foto da Wikimedia commons, di Yosemite. Licenza creative commons

Onsen e tatuaggi: sono davvero vietati?

In teoria sì, di fatto non sempre. Le guide e molti giapponesi vi diranno che la regola, ferrea, è che chi ha tatuaggi non entra. E’ un modo — così in genere viene spiegato — per lasciare fuori gli yakuza, i criminali che generalmente sono ricoperti di tatuaggi. Prendiamo per buona questa spiegazione breve (il tutto sarebbe un po’ più articolato).

La realtà è che la regola non è affatto così ferrea. Io ho un paio di piccoli tatuaggi non grandi — ma nemmeno minuscoli — e nell’arco di quindici viaggi in Giappone e decine di visite a onsen e bagni pubblici di alberghi — dove in teoria vale la stessa regola — non mi è mai stato negato l’ingresso. Tutte le volte ho chiesto, educatamente “Irezumi wa, daijobu desu ka?” (I tatuaggi sono ok?). E solo in un caso mi era stato chiesto dov’era e suggerito di coprirlo con l’asciugamano piccolo (di cui si parla nel prossimo punto). Non so se dipenda dalla difficoltà di dire di no a uno straniero o di una reale apertura, ma il risultato è che sono stato ammesso più volte e non ho avuto problemi. Molti onsen, va precisato, decidono caso per caso.

Mi risulta che nelle grandi strutture con molti dipendenti — come Oedo onsen, particolarmente severo — la regola sia applicata in maniera invece molto rigida.

Resta il fatto che i tatuaggi non sono ben visti da molti e anche se vi fanno entrare in un bagno pubblico potreste  comunque mettere a disagio alcune persone: da parte di molti c’è davvero una forte resistenza sul tema e anche l’iniziativa dell’agenzia del turismo che un paio di anni fa ha chiesto più flessibilità agli stabilimenti con gli stranieri è stata un fallimento (ed è sorprendente in un Paese come il Giappone in genere piuttosto solerte nei confronti degli inviti delle autorità).

In ogni modo anche gli yakuza hanno diritto a un bagno caldo: al Funaoka onsen di Kyoto ho fatto il bagno accanto a giapponesi completamente ricoperti di tatuaggi tradizionali davvero pazzeschi. Non se fossero parte di queste ‘associazioni’, ma avrebbero potuto.

Onsen ‘tattoo friendly’ e alternative

Ci sono vari siti con elenchi più o meno affidabili di onsen aperti ai tatuati: il più noto è tattoo spot (solo in giapponese, attivare la traduzione in italiano), un altro è The onsen magazine che ha da poco aperto una pagina sul tema (per ora ci sono solo posti in Kyushu però).

L’alternativa sono gli onsen privati (ne parlo più in basso) o la copertura del tatuaggio con prodotti appositi: ci sono prodotti resistenti all’acqua che possono risolvere il problema nel caso di disegni non grandi (per esempio Aqua, ve lo possono spedire anche al vostro albergo in Giappone). Spesso sono comunque vietati, è bene saperlo.

Qualcosa però sta cambiando, complice l’aumento del turismo, e alla famosa località di Kinosaki onsen chi ha ‘tatuaggi decorativi’ è ammesso nei sette onsen pubblici. E’ la prima località in assoluto a fare questo passo ufficialmente. Qui il sito ufficiale con la spiegazione.

Sennyo no yu, prefettura di Iwate

Sennyo no yu, prefettura di Iwate (pubblico dominio da Wikimedia commons)

Guida agli onsen: le regole di base

I giapponesi pensano al bagno come qualcosa di peculiarmente loro. C’è un senso di profanazione quando entra uno straniero (da Donald Richie, Il Mare interno)

  • I costi. Sono molto vari e possono andare da 400 yen per le strutture semplici a 2.000 o più per quelle più grandi ed elaborate. Escluso l’eventuale noleggio di asciugamani.
  • Si entra nudi. Un tempo, nelle campagne, erano comuni bagni misti (pur con accorgimenti) ma ora — specie per quanto riguarda i luoghi visitati da viaggiatori stranieri — la quasi totalità sono separati per sesso. Al bando il pudore: prima di entrare ci si deve spogliare completamente (anche se esistono rare strutture dove si usa un costume). E’ ammesso portarsi dietro solo un asciugamano molto piccolo e leggero — che in genere si può acquistare al bagno — mentre quello grande, per asciugarsi alla fine, va lasciato in un armadietto con i propri vestiti. Conviene portarselo dall’albergo o da casa, il noleggio è quasi sempre a pagamento.
  • Ci si lava e sciacqua con cura. Quindi ci si dirige a postazioni con doccia, rubinetto e bacinella e ci si lava e poi sciacqua molto accuratamente. Molti bagni offrono sapone e shampoo, ma in alcuni casi va portato da casa (o acquistato sul posto) ed è bene informarsi prima di entrare. Vedrai che i giapponesi hanno in genere degli astucci con un tutto il necessario, molti si fanno anche la barba. Per lavarsi le parti intime in modo ‘riservato’ si usano seggiolini con un buco sul fondo.
  • Ma ho visto che c’è chi non si lava! Capita che alcuni giapponesi si infilino direttamente nell’acqua. Non vanno imitati.
  • Si entra, con attenzione. Dopo essersi lavati e sciacquati con grande cura ci si dirige alla vasca (coprendosi davanti con l’asciugamano piccolo) e poi ci si può finalmente immergere nell’acqua che è calda, caldissima: parliamo di temperature fra 38 e 42 gradi, che sono dai 6 ai 10 gradi in più della temperatura normalmente presente nelle terme italiane. Specialmente le prime volte è bene non entrare troppo velocemente e non restare a lungo. Non imitare certi giapponesi che restano decine di minuti. In vasca si resta anche solo cinque minuti, non è disonorevole.
  • Fra un bagno e l’altro. Si può uscire dalla vasca e stare seduti sul bordo, ci si può bagnare di acqua fresca. E ci si può anche immergere nelle vasche di acqua fredda che a volte sono presenti. In teoria si rischia uno choc termico facendolo troppo velocemente (la cosiddetta idrocuzione), ma io l’ho sempre trovato piacevole.  E non sono mai svenuto.
    By Jpatokal.Jpatokal at en.wikipedia [GFDL or CC-BY-SA-3.0], from Wikimedia Commons

    By Jpatokal.Jpatokal at en.wikipedia [GFDL or CC-BY-SA-3.0], from Wikimedia Commons

  • E i bagni all’aperto? I rotenburo, sono i miei preferiti. Spesso hanno splendidi panorami su boschi o monti quando sono fuori città. L’acqua è leggermente meno calda e quindi si può restare più a lungo. Li amo in particolare d’inverno quando fuori si gela, o nevica. Una goduria.
  • E l’asciugamano piccolo? E’ opzionale e la sua funzione multipla e poco chiara: può servire a coprirsi negli spogliatoi o quando ci si dirige alla vasca, si può usare come spugna quando ci si lava, si può bagnare di acqua fredda per metterlo in fronte. Ma una regola è in genere ferrea: non deve toccare l’acqua termale. Al limite si può appoggiare ripiegato in testa (è abbastanza ridicolo, ma molti lo fanno) o annodare intorno alla fronte.
  • All’uscita ci si sciacqua? Le scuole di pensiero sono varie. Molti giapponesi — ma non tutti — ritengono che non ci si debba sciacquare prima di asciugarsi e rivestirsi, altrimenti si perderebbero le proprietà benefiche dell’acqua termale sulla pelle.
  • Gli onsen privati/1. Negli alberghi con onsen e anche nelle altre strutture valgono le stesse regole. Con una piccola differenza: alcune costose camere possono avere un onsen privato in camera.
  • Gli onsen privati/2. Molti ryokan e stabilimenti, specie nelle zone più rinomate per le acque termali, hanno uno o più bagni privati utilizzabili anche in coppia o in famiglia (kazoku no yu, li ho sentiti definire in giapponese). A volte si pagano, altre volte sono gratuiti. Magari sono meno belli e meno divertenti di quelli pubblici ma fare il bagno con la propria compagna è ovviamente bello. In genere all’esterno c’è un cartello che si gira per indicare che è occupato e poi ci si chiude da dentro.
  • Onsen privati e tatuaggi. In genere sono una soluzione per chi ha tatuaggi (nessuno vi verrà a vedere nell’onsen privato, ovviamente), ma non bisogna dimenticare che spesso sono vietati comunque: questo significa che se avete tatuaggi visibili anche da vestiti (sul collo, sul volto o sulle mani) spesso non potrete usarli.

In quale stagione si va?

Tutte le stagioni sono buone. Ovviamente è più gradevole col fresco. O col gelo: un bagno in acqua caldissima permette di resistere splendidamente al freddo per molte ore. E in effetti la tradizione del bagno caldo — secondo alcuni — deriva anche dalla mancanza di riscaldamento nelle case di un tempo. Ma i giapponesi amano andarci anche d’estate (quando in effetti la differenza fra l’acqua e la temperatura esterna è inesistente).
Per me sono perfetti in inverno, una delle mie stagioni preferite per un viaggio in Giappone.

Alcuni dei miei onsen preferiti

Non sono stato in posti famosi come Kinosaki onsen e quando sono stato alle famose cascate bollenti di Kamuiwakkayu in Hokkaido, una sorta di cascata termale in mezzo al bosco, erano state chiuse per motivi di sicurezza. Nell’arco di quindici viaggi non sono stato spesso in posti specificamente per gli onsen. Ma è un piacere che mi sono concesso tutte le volte che era possibile. Quindi nella lista ci sono onsen che si trovano in località famose per altro, non solo per le terme.

È una lista che è un po’ anche un esempio di quello che potete trovare.

Bagno pubblico di città: Il Funaoka onsen di Kyoto

È molto famoso, è su tutte le guide. E non è nemmeno un vero onsen, dal momento che l’acqua è solo riscaldata. E’ scomodo, difficile da raggiungere e ci si deve pure portare il sapone. Come se non bastasse gli spogliatoi sono inquietanti, con il soffitto decorato da splendidi bassorilievi in legno. Belli e violenti: il problema è che se li osservi bene vedi che ci sono soldati che massacrano crudelmente dei nemici, alcuni dei quali sembrano proprio dei civili. Risale al tempo dell’invasione della Manciuria.

Però è un bagno pubblico davvero bello, e vero, e antico: ha cento anni. Non ci sono le grandi vasche in stile piscina che si trovano in strutture più moderne. Ha un’incredibile varietà di vasche ognuna diversa: in legno, calde, fredde… alle erbe. E ha una bellissimo rotenburo, una vasca all’aperto in pietra realizzata come un piccolo angolo di montagna in miniatura, e’ uno spazio angusto e senza panorama, ma se ci si lascia illudere sembra davvero di essere lontanissimi dalla città. Non troverete cartelli che lo indicano, ma chi ha tatuaggi è ammesso senza problemi.

Funaoka onsen, Kyoto

Funaoka Onsen, Kyoto; foto di At by At. Licenza CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Link: Funaoka Onsen (Inside Kyoto) Come arrivare: fermata Kuramaguchi del bus 106. O… taxi!

Fra i boschi: Kurama Onsen, a Kyoto

Questo onsen fra i monti a nord di Kyoto è diviso in due. Una spettacolare vasca all’aperto con vista sulle foreste e uno stabilimento bruttino, in stile piscina, a un centinaio di metri di distanza. Ovviamente ho scelto il primo, fra l’altro più economico. Su Kurama ho scritto tutto in questo post. Accettano chi ha tatuaggi? A me hanno detto sì, ma ho l’impressione che decidano caso per caso e che non ci sia una vera regola.

Kurama onsen

La vasca con i vapori che salgono fra gli alberi al Kurama onsen (foto di Patrick Colgan, 2015)

Come arrivare: In treno da Kyoto (stazione di Demachiyanagi), scendere alla stazione di Kurama poi navetta gratuita o venti minuti a piedi.

Fra i boschi: Ohara no sato, a Kyoto

Una piccola vasca all’aperto (assomiglia a una botte) di grandissimo fascino: immergersi nell’acqua calda in mezzo a una foresta mentre nevica è una delle esperienze che non dimenticherò mai. E Ohara, fra le colline di Kyoto, merita (ne ho scritto qui). Io sono stato ammesso perché non c’era nessuno ma anche qui credo decidano caso per caso anche in base all’afflusso di clienti (quel giorno era vuoto).

Come arrivare: in autobus, dalla stazione di Kyoto (45 minuti). Poi chiedere. Link: sito in giapponese

Onsen di città: il Kenroku-onsen di Kanazawa

Piccolo onsen in una zona per nulla turistica di una città turistica, dove immagino gli stranieri non arrivino spesso. Ha le vasche all’aperto. Il nome è un gioco di parole con quello del famoso giardino Kenrokuen di Kanazawa (Il giardino delle sei virtù diventa l’onsen delle sei virtù). Anche qui sono stato ammesso ma non so con quanta gioia: credo si decida caso per caso.

Kenrokuonsen, Kanazawa (foto di Patrick Colgan, 2012)

Kenrokuonsen, Kanazawa (foto di Patrick Colgan, 2012)

Come arrivare: bus 6 dalla stazione, fermata Akatsuki machi. Oppure una ventina buona di minuti a piedi dal Kenrokuen. Link: Sito in giapponese dell’onsen – su Kanazawa invece ho scritto qui

Minshuku con onsen: Kuwataniya a Takayama

Fra i ryokan con onsen questo (in realtà è ua minshuku, pensione a conduzione familiare) è uno dei più centrali e accessibili. La mezza pensione offre una cucina casalinga memorabile e la vasca, con vetrata affacciata sull’esterno, è piccola ma estremamente piacevole. Orari separati per uomini e donne. Ma se in albergo ci siete solo voi… Uso privato quindi nessun problema con i tatuaggi.

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Kuwataniya, foto da Agoda

Come arrivare: a Takayama, a piedi dalla stazione. Link: Kuwataniya su Agoda – un altra struttura con un onsen molto piacevole è Iwatakan

Su Takayama invece ho scritto sulla città sul famoso matsuri

Onsen pubblico: Shirakawago no yu

Questo albergone ai margini di Shirakawa-go non è proprio così affascinante, almeno visto dall’esterno. Ma il suo onsen (accessibile anche a chi non pernotta), è davvero bello. Impagabile, d’inverno, il panorama sulle montagne innevate dalla vasca esterna. Ovviamente è frequentato solo da turisti e anche per questo i tatuaggi sono ok.

Shirakawago no yu, vasca esterna

Shirakawago no yu, vasca esterna (Dal sito)

Come arrivare: bus da Takayama o Kanazawa per Shirakawago-Ogimachi Link: Shirakawago no yu

Vecchio onsen: Yunosato Onsen Kyodo Yokujiyo, a Unzen Onsen (Nagasaki, Kyushu)

Pochi turisti occidentali vengono da queste parti, ma è uin peccato. Ho scelto questo onsen perché era il più antico della località, penisola di Shimabara, vicino a Nagasaki, e perché era stato inserito fra i ‘tattoo friendly’ da The Onsen Magazine. In realtà quando ho chiesto conferma all’anziana signora all’ingresso mi è parsa un po’ sconcertata, ma ci ha fatto comunque entrare.

Ve lo mostro perché è un piccolo, rustico onsen di montagna, molto tradizionale ed elementare, con un’acqua caldissima, forse più dei 43 gradi ‘ufficiali’ e leggermente acida. Il costo è praticamente regalato (200 yen, ma il sapone dovete comprarlo o portarvelo da voi). Un bellissimo bagno, senza fronzoli.

Come arrivare: l’indirizzo è 303-1 Obamacho Unzen, Nagasaki. E’ a due passi dall’inferno di Unzen (Unzen hell). La cartina

Tutte le info su The Onsen Magazine

Yunosato, Unzen Onsen

Yunosato, Unzen Onsen (foto di Patrick Colgan, 2018)

Onsen di montagna: Kan no Jigoku ryokan a Kokonoe (Kyushu)

Posti come questo sono quelli che rendono speciale un viaggio in Giappone. Un vecchio ryokan (esiste dal 1928) isolato fra i monti con sorgenti termali. C’è un intenso odore di zolfo, il rumore dell’acqua e un po’ di neve sugli alberi e ammonticchiata ai lati del parcheggio. Questo posto è famoso per una sorgente sulfurea fredda (ideale d’estate) ma ha due bagni pubblici riscaldati e ben tre privati. Non è tattoo friendly, ma ben tre bagni privati permettono ai tatuati di fare bagni più che soddisfacenti. Prenota: Kan no jigoku

Kannojigoku ryokan

Kannojigoku ryokan

Qui invece c’è la storia di Kan no jigoku su The Onsen Magazine (in inglese). E’ chiuso il mercoledì.

Onsen resort, Hakone Yuryo

Cito questo onsen resort perché è molto diverso da tutti gli altri citati. E’ una struttura moderna ed elegante ad Hakone, località famosa per l’attività vulcanica, le vedute del Fuji e ovviamente gli onsen. Non è il mio tipo di onsen preferito, ma è un tipo di struttura relativamente diffuso.

I bagni privati vanno prenotati a partire da un mese prima.

Altri link utili

Avete domande? Onsen da segnalare? Lasciate un commento!

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28 Commenti

Cris Aprile 10, 2015 - 5:25 pm

The. Ultimate. Guide.
Quest’anno è un casino, ma il prossimo il Giappone non mi scappa! Nel frattempo continuo a studiarmi un po’ di lingua da autodidatta. Grazie per questo utilissimo post!

Reply
patrick Aprile 13, 2015 - 11:37 am

La lingua sarà utilissima 🙂
Sono felice se questo post è utile! 🙂

Reply
silviastrips76 Aprile 10, 2015 - 10:30 pm

Il tuo Giappone mi fa sognare post dopo post.

Reply
65luna Aprile 12, 2015 - 6:19 pm

Bellissimo il tuo blog! 65Luna

Reply
Farah - Viaggi nel Cassetto Aprile 12, 2015 - 10:14 pm

l’ho appuntato tra le cose da fare assolutamente nel prossimo viaggio.
perché ci torno in Giappone, lo sai si? 🙂
Un abbraccio Patrick!

Reply
patrick Aprile 13, 2015 - 11:38 am

Non so, avevo intuito leggendo il tuo primo post 🙂
Onsen questa volta niente?

Reply
Michela Aprile 27, 2015 - 5:49 pm

Nemmeno io son stata in località famose come Beppu, ma i migliori li ho trovati a Nikko, una sera…ci ha portati, insieme ad altri ospiti del lodge il gentilissimo proprietario..un’esperienza incredibile, erano all’aperto, e nel bosco abbiamo intravisto dei cervi…davvero surreale!

Sai se ce ne sono nella zona di Sendai? Io non riesco mai a trovarli..devo sempre chiedere informazioni…

Reply
patrick Maggio 4, 2015 - 1:09 pm

A Sendai non sono stato in onsen. Non è facile trovarli fuori dalle destinazioni più turistiche (come Kanazawa, per esempio) perché spesso non hanno presenza su internet, o solo in giapponese. Sull’ente del turismo locale avevo però trovato questo! http://www.sentabi.jp/en/accommodation/index3.html

ps ti ricordi come si chiamava o in che zona era quello di Nikko?

Reply
Michela Maggio 14, 2015 - 2:03 pm

Grazie, provo a guardare il link dopo; a Nikko ci ha portato in auto il proprietario del lodge dove alloggiavamo..era però fuori dal centro, salendo verso la montagna, nella direzione opposta al centro di Nikko..

Reply
ablondearoundtheworldwp Maggio 4, 2015 - 11:34 am

Sogno gli onsen da quando ero adolescente e leggevo Ranma 1/2 .. Non so se quello che ho scritto ha senso per altri, ma farò tesoro di questi utilissimi consigli!!! 🙂

Reply
patrick Maggio 4, 2015 - 1:07 pm

Ahaha, non sono mai stato un grande lettore di manga, ma Ranma 1/2 l’ho letto un po’ anche io… in Giappone troverai non solo l’onsen, ma potrai anche mangiare l’okonomiyaki, che aveva una certa presenza nella serie ed è fra i miei piatti preferiti… 🙂

Reply
ablondearoundtheworldwp Maggio 4, 2015 - 2:15 pm

E’ vero!!!! L’okonomiyaki è anche tra uno dei miei grandi miti adolescenziali!! Però ovviamente non l’ho mai assaggiato quindi non so com’è! Quando andrò in Giappone ovviamente non me lo lascerò scappare! Per caso hai qualche post su “dove mangiare gli okonomiyaki migliori”?? 🙂

Reply
Giusy Ottobre 28, 2015 - 9:58 pm

Vorremmo fare qs esperienza io e mio marito insieme ci sono onsen che consentono di andare insieme e non separati ?

Reply
patrickcolgan Ottobre 29, 2015 - 12:19 pm

La risposta è articolata e magari la inserirò nel post perché ricevo molte domande.

1) La risposta è no, nel senso che i normali onsen sono divisi per genere anche perché si va completamente nudi. L’esperienza classica dell’onsen giapponese è questa.
2) Ci sono alcuni onsen ‘misti’, specie in zone fuori mano, ormai frequentati per lo più da gente molto anziana. Sono pubblici e si va completamente nudi. Due stranieri potrebbero però scioccare i locali in questo tipo di situazioni.
3) Ci sono alcuni grandi onsen, come l’Oedo onsen (occhio, tassativamente vietato ai tatuati) che propongono onsen privati prenotabili a un costo extra (non regalato)
4) Alcuni onsen ryokan, alberghi termali, hanno onsen privati nelle camere o prenotabili
5) In un onsen ryokan in bassa stagione (inverno a Takayama) c’era un solo bagno aperto a ore alterne ai due sessi, ma essendo gli unici clienti permisero di usarlo in coppia.

per altre domande sono qua!

Reply
Elisabetta Agosto 11, 2016 - 3:48 pm

Ciao! sei andato nell’Oedo Onsen Monogatari di Tokyo? è adatto ai bambini? anche in questo è obbligatorio entrare nudi in vasca?

Reply
patrickcolgan Agosto 12, 2016 - 9:33 am

Non ci sono andato perché ho due tatuaggi, non grandi, e l’accesso (come in tutte le grandi strutture) è vietatissimo a chi ne ha. Inoltre da quello che so è un po’ troppo grande e ‘parco giochi’ per i miei gusti (preferisco onsen in posti di montagna, con vasche piccole e bei panorami). Alcuni onsen hanno bagni misti dove si entra in costume ma non è fra questi.
Adatto ai bambini? dipende dall’età. ho visto bambini in onsen ma avevano 8-9 anni, non più piccoli. tieni conto che l’acqua è caldissima, ma proprio super calda (42-43 gradi) e che a volte è anche molto ‘tosta’ anche per gli adulti.

p.s. Comunque, da ricerche, i bambini sono generalmente ammessi. Quelli piccoli piccoli, 2-3 anni in genere anche negli onsen di sesso opposto. Quelli che indossano il pannolino non possono entrare in acqua. L’acqua è in genere troppo calda per loro ma alcuni genitori fanno bagnare loro i piedi e possono divertirsi. Tieni conto che sono in teoria vietati schizzi/tuffi ecc. è un luogo per rilassarsi anche se con i bambini si chiude un occhio di solito.
L’ideale forse è avere un hotel con onsen privato (ce ne sono anche non costosissimo. a volte c’è un onsen non privato in camera ma dell’albergo che si può usare solo uno alla volta e quindi è di fatto quasi privato).

Reply
alessia Settembre 23, 2016 - 5:25 pm

Ciao Patrick, e grazie per tutte le preziose info che hai pubblicato, in particolare oltre a questo articolo mi sono innamorata di quello su Arashiyama. Vorrei farti una domanda (abbastanza ridicola) in quanto profondo conoscitore delle terme, viaggerò col mio compagno questo autunno, assodato che le vasche siano divise per sesso, e che a Funaoka accettino visitatori tatuati, non esiste un modo per evitare di entrare in acqua completamente nudi? mi riferisco per lo meno alla parte inferiore, chessò, qualcuno controlla in che stato entri in vasca e dovessi avere un costume color carne mi sgriderebbero?!? ripeto, la domanda è parecchio ridicola, ma vorrei fare questa esperienza anche se non gradisco la nudità totale. grazie

Reply
patrickcolgan Settembre 26, 2016 - 12:18 pm

Ciao Alessia. Purtroppo non c’è modo e ti sconsiglio di provare a entrare con un costume color carne, nel senso che si verrebbe notati e fatti accompagnare alla porta in modo molto brusco (come accade a chi ha tatuaggi e non lo dice prima). Non solo perché ci si immerge davanti a tutti, ma anche perché prima dovresti spogliarti e poi lavarti accuratamente in zone alla vista di tutti dove risulterebbe evidente che hai un costume. I giapponesi non ‘fissano’ in questi casi, ma la cosa verrebbe notata.
Fra l’altro significherebbe provocare ‘scandalo’ davanti a tutte le altre persone (e già quando si va in onsen si ha la sensazione di ‘violare’ un mondo che è estremamente giapponese), cosa che sconsiglio. E comunque l’onsen è un luogo in cui ci si rilassa, si chiacchiera (mi è capitato più volte, anche con giovani che volevano esercitarsi con l’inglese), se bisogna stare in ansia forse è meglio rinunciare, credo.
Ci sono alcuni onsen che hanno alcuni bagni comuni misti dove si può indossare il costume o bagni privati affittabili dove puoi entrare in vasca anche col costume o se sei tatuato, però non te ne saprei indicare di precisi (non il funaoka, che è molto tradizionale) ti consiglierei di fare qualche ricerca on line. Se trovo qualche informazione precise comunque l’aggiungerò al post.

Buon viaggio! E se hai altre domande sono qui 🙂

Reply
Alessia Settembre 26, 2016 - 12:28 pm

Grazie mille per la risposta, trovo tu abbia assolutamente ragione sul fatto che è meglio
rinunciare laddove un’esperienza già su carta si presenti come irrealizzabile. Ci sono cose
che noi occidentali (o forse solo io) non riusciamo a capire nel 2016, e cioè come si possa discriminare una persona per il fatto di essere tatuata (quando appare chiaro che io da Roma non possa essere una yakuza) o per il fatto che voglia indossare un costume. Fatto sta che sono a casa loro e giustamente comandano loro, investiró il pomeriggio di ritorno da Arashiyama facendo altro. Grazie ancora

Reply
Meme Luglio 10, 2018 - 4:20 pm

Ciao grazie mille per l’articolo molto interessante, mi sono segnata i posti così domani o dopo vado che sono a kanzawa e a shirakawa go. Grazie mille Meme

Reply
gianni Gennaio 3, 2019 - 1:14 pm

Salve, ho letto un po’ il tuo blog e lo trovo veramente completo oltre che avvincente 😉 Avrei bisogno di un consiglio. Sarò in Giappone per la prima volta in Aprile per l’hanami e vorrei fare l’esperienza degli onsen. Ho visto le foto di alcuni onsen in una foresta dove c’erano anche le scimmie… potresti dirimi quali sono e come ci sia arriva da Tokio? grazie mille

Reply
patrickcolgan Gennaio 3, 2019 - 9:20 pm

Caro Gianni, credo che tu ti riferisca a Jigokudani, il famoso parco dove i macachi in inverno, quando fa molto freddo, fanno il bagno in una vasca artificiale creata proprio per loro. Ovviamente non si fa il bagno con loro, non sarebbe assolutamente igienico. C’è un ryokan con onsen vicino (l’idea di creare la vasca per loro nacque proprio dal fatto che erano state viste intrufolarsi nelle vasche per i clienti): ci si arriva con un treno locale da Nagano (per la stazione di Yamanouchi, non incluso nel Jr pass) e a Nagano si arriva con lo shinkansen da tokyo. Non so se in aprile ne vale la pena. Se vuoi provare gli onsen ti consiglio però Hakone o uno degli onsen che suggerisco in questo post, oppure ancora posti come Kinosaki onsen.
Ho scritto brevemente di Jigokudani qui ma ne scriverò presto in modo più approfondito https://orizzontiblog.it/2018/11/20/itinerario-di-viaggio-nel-tohoku/

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