Come organizzare un trekking sul Kumano Kodo

di patrickcolgan

Un bellissimo trekking in Giappone: quattro giorni lungo itinerari di pellegrinaggio millenari

Quando ho scritto su Facebook che ero in partenza per un trekking in Giappone in molti mi hanno risposto sorpresi, mi hanno detto per esempio che non avevano idea che ci fossero itinerari di questo tipo nel Paese. Il Giappone in effetti ha sempre questa vecchia immagine di Paese costituito essenzialmente da megalopoli, estesamente urbanizzato. In parte è vero, ma il Giappone è anche pieno di montagne, di boschi, parchi naturali. E molti, bellissimi, sentieri, in tutto il Paese, senza allontanarsi troppo dalle grandi città.

Per dire, la Lonely planet ha pubblicato anche una guida specifica sui sentieri giapponesi, Hiking in Japan: non lo fa per tutti i Paesi.

Il Kumano Kodō (熊野古道), antica via di Kumano, è nella penisola di Kii, a sud di Osaka e Kyoto, nella provincia di Wakayama. E forse, se siete stati in Giappone, da queste parti siete già stati anche se non lo sapete. Se atterrate all’aeroporto del Kansai (quello definito in genere ‘di Osaka’) in pratica atterrate sulla costa di questa penisola. E ci siete stati anche se siete andati al monte Koya.

La penisola di Kii

La penisola di Kii

L’antica via di Kumano è la rete di antichi itinerari di pellegrinaggio che collega tre famosi, antichi santuari scintoisti di questa zona: Kumano Hongu Taisha, Kumano Nachi Taisha e Kumano Hayatama Taisha (detti Kumano sanzan). Gli itinerari erano percorsi da singoli pellegrini, ma anche da intere corti imperiali che si mettevano in marcia per compiere riti di purificazione. Da queste parti, del resto, oltre alle montagne, luogo di confine fra il mondo degli uomini e quello del divino, c’è moltissima acqua. All’epoca c’è chi paragonava i pellegrini a una processione di formiche. In effetti al loro apice, fra XI e XVI secolo, ciascuno degli itinerari principali era battuto, si stima, da 30.000 persone l’anno.

Alcuni di questi itinerari, in particolare quelli costieri, sono andati perduti. Altri si possono ancora percorrere esattamente sullo stesso sentiero, battuto ininterrottamente nei secoli. E lungo il cammino si incontrano le testimonianze di quello che la via di Kumano è stata per molto tempo: un tracciato lastricato di pietre, ormai sconnesse e ricoperte di muschio, certo, ma anche un percorso punteggiato di piccoli santuari, locande o case che servivano il tè ai pellegrini, tutti luoghi dei quali troverete resti, o una semplice iscrizione che li ricorda.

⇒⇒ Se vi interessa il tema, ho scritto un post dedicato a sei itinerari di trekking in Giappone

Perché camminare sul Kumano Kodo

E’ una regione affascinante, nella quale immergersi in un Giappone selvaggio e rurale. Camminando sul Kumano Kodo si attraversano panorami diversissimi ed emozionanti: montagne a perdita d’occhio, boschi profondi, strette valli, risaie, coltivazioni di tè, fiumi, cascate e sorgenti termali. Se avete letto Quaderni Giapponesi 2 – Il vagabondo del manga, di Igort, lo avete visto ritratto su qualche tavola. Ma è anche l’occasione per conoscere un’antica tradizione spirituale e un pezzo di storia del Giappone.

I cinque itinerari del Kumano Kodo

Questa rete di itinerari sono patrimonio dell’Unesco dal 2004, unici nel loro genere assieme al Cammino di Santiago a essere inseriti in questa lista. Gli itinerari sono cinque:

  • Iseji, che collega i santuari Kumano Sanzan con il santuario di Ise
  • Kohechi, che parte dal monte Koya, lungo e difficile, con pochi posti dove alloggiare lungo il sentiero.
  • Oseji, itinerario praticamente perduto che seguiva la costa della penisola
  • Omine Okugake Michi, che parte dal monte Yoshino, vicino a Nara. E’ l’itinerario più antico, le cui origini si perdono nella leggenda e sarebbe stato percorso da En No Gyoja, il fondatore dello Shugendo, nel settimo secolo. Ancora oggi è il sentiero degli asceti di montagna, i seguaci dello Shugendō e alcune parti, sul monte Omine, sono interdette alle donne.
  • E infine il più battuto e attrezzato dei sentieri, il Nakahechi che attraversa la penisola da ovest a est, il pellegrinaggio degli imperatori. Era, infatti, il sentiero dei grandi pellegrinaggi imperiali e per questo è quello che presenta più testimonianze di quello che fu.
  • Ci sono infine altri sentieri più brevi che sfruttano questi percorsi, come il loop nell’area di Hongu che sfrutta parti del Kumano Kodo.
Kumano Kodo e Nakahechi

Kumano Kodo e Nakahechi (foto da Kumano Travel)

Sono luoghi sacri da tempi antichissimi: basti pensare che il santuario di Hongu ha celebrato quest’anno i 2050 anni dalla fondazione.

Io proverò a spiegarvi come ho organizzato i miei quattro giorni sul Nakahechi.

A sinistra l'imperatore Kazan, a destra En no Gyoja, fondatore dello Shugendo. Dietro, uno stupa con più di mille anni

A sinistra l’imperatore Kazan, a destra En no Gyoja, fondatore dello Shugendo. Dietro, uno stupa con più di mille anni (foto di Patrick Colgan, 2018)

Il grande torii di Hongu

Il grande torii del santuario di Hongu, segna il luogo dove sorgeva originariamente. E’ stato spostato dopo un’inondazione (foto di Patrick Colgan, 2018)

Nakahechi: di cosa parliamo

Il Nakahechi è il più battuto e attrezzato dei sentieri del Kumano Kodo (i più difficili sono l’Omine Okugake e il Kohechi, dicono) e lo è sempre stato, visto che era il percorso dei grandi pellegrinaggi imperiali: si snoda nel centro della penisola da ovest a est e tocca i santuari di Hongu e Nachi, in quattro tappe fra i 15 e i 25 chilometri. Dico da ovest a est perché così entrambi i santuari andranno raggiunti a piedi, bisogna ‘guadagnarseli’. Ma nulla vieta di fare il percorso inverso, in realtà. Parliamo di un percorso di circa 70 chilometri.

I giorni di cammino standard sono quattro, ma dovrete calcolare almeno cinque o sei giorni per arrivare nella penisola di Kii e ripartire.

Quanto è impegnativo il Nakahechi?

Un trekking su questo percorso del Kumano Kodo non è particolarmente impegnativo a livello fisico. Praticamente tutti possono fare il Nakahechi: non ci sono difficoltà tecniche e il sentiero è segnato e curato in maniera impeccabile. Certo, le pietre che lastricano il percorso possono essere scivolose e quindi va fatta molta attenzione, specie in discesa. E poi è ovviamente consigliabile essere in buona forma fisica. Ma il sentiero è percorribile, dilatando i tempi, da tutti. Diverse tappe si possono accorciare o eliminare del tutto utilizzando il bus e per chi vuole portare meno peso c’è un comodo servizio di trasporto bagagli, ovviamente a pagamento, del quale scrivo più avanti.

La tappa più dura, ne scriverò in un altro posto, è l’ultima, che si chiama Ogumotori goe e ha un dislivello di circa 1500 metri in salita, quasi tutti concentrati nella prima parte, davvero impegnativa. Ognuno può comunque preparare il percorso in base alle sue forze e ai suoi tempi. E nulla vieta di saltare una tappa e di spostarsi in bus.

Un tratto lastricato del sentiero

Un tratto lastricato del sentiero (foto di Patrick Colgan, 2018)

Sono luoghi ancora battuti, in varie forme, dai seguaci dello Shugendo, un’antichissima religione sincretica e ascetica, ancora praticata. Una dei suoi momenti più importanti si chiama nyubu shugyo, che gli studiosi traducono come ‘entrare nella montagna’ e oggi interessa soprattutto la zona intorno al monte Omine nei mesi estivi.

Come organizzare il percorso, dove dormire

Come ho scritto dovete calcolare cinque o sei giorni per il Nakahechi. L’itinerario base è diviso in quattro tappe, ma si può dividere, volendo, anche in cinque dividendo in due la prima tappa. Si parte dalla cittadina di Tanabe, sulla costa ovest (la stazione si chiama Kii Tanabe), dalla quale si prende un bus per la partenza del sentiero, a Takijiri Oji (dista una quarantina di minuti).

Oji è una parola che torna spesso: indica santuari dipendenti da quelli principali, creati nei secoli dagli yamabushi, i seguaci dello Shugendo, per proteggere i pellegrini.

  1. Takijiri Oji – Takahara (4 km, 430 metri di dislivello, 2-3 ore. Da Tanabe a Takijiri Oji 40′ di bus)
    Takahara – Chikatsuyu Oji/Tsugizakura Oji (11-13 km, 800 metri, 7-8 ore)
  2. Chikatsuyu Oji – Kumano Hongu Taisha/Yunomine onsen (22 km, 900 metri – 10 ore – accorciabile con bus)
  3. Kogumotori goe: Ukegawa – Koguchi (13km, 670 metri, 6 ore. Da Hongu a Ukegawa, 10′ di bus)
  4. Ogumotori goe: Koguchi – Kumano Nachi Taisha (14 km, 1260 metri, 7-9 ore poi si può pernottare a Katsuura, a 20′ di bus)
Il Nakahechi

Il Nakahechi (foto da Kumano Travel)

Chi ha più tempo può anche valutare di fare un giorno di pausa a Hongu/Yunomine onsen. Un po’ per riprendere le forze, un po’ perché Yunomine onsen, dove si alloggia al termine della seconda tappa, è un posto bellissimo e antico, una cittadina stretta intorno a una sorgente di acqua termale bollente (praticamente un torrente caldo che attraversa l’abitato) dove è facile trascorrere un giorno fra un bagno e l’altro.

Scenderò nel dettaglio in un prossimo post ma sul sito Kumano Travel dell’ente del turismo locale trovate cartine dettagliate, altimetrie e informazioni molto precise su ogni frazione del percorso.

Servizi sul sentiero

Il sentiero è mantenuto in ottimo stato e segnato in modo chiarissimo e regolare: in alcuni casi quando interseca delle strade l’asfalto è addirittura marchiato da una striscia lastricata che segnala il percorso. Il tracciato attraversa luoghi solitari, antichi e selvaggi e spesso sarete soli fra foreste a perdita d’occhio, ma in tutte e quattro le tappe si incrociano almeno un’area ristoro con tavoli, un bagno pubblico, addirittura un distributore di bevande, di quelli onnipresenti in Giappone.

Come prenotare gli alloggi

Il sistema migliore per organizzare i pernottamenti è quello di utilizzare i servizi di Kumano Travel, agenzia dell’ufficio del turismo locale che fa da tramite con minshuku e servizi di trasporto bagagli (se lo volete utilizzare). Sono davvero efficienti e il loro sito, in inglese, è una vera miniera di informazioni. Nel sito ci sono anche proposte di itinerari già pronti e mappe dettagliatissime. Sul sito farete anche il pagamento degli alloggi dei servizi con carta di credito, senza alcun aggravio di costo.

Io ho prenotato quasi tutto con loro. Organizzano – come altre agenzie – anche viaggi di gruppo con guida.

Colazione tradizionale in minshuku

Colazione tradizionale in minshuku, da Yunosato a Yunomine onsen, posto che straconsiglio (foto di Patrick Colgan, 2018)

L’unico limite che mettono è che le prenotazioni sono possibili solo con almeno dieci giorni di anticipo. Ma vi consiglio caldamente di muovervi con un anticipo decisamente maggiore, almeno un mese: gli alloggi sono pochi e può capitare di non trovare nulla.

Kumano travel ha anche un bellissimo negozio/ufficio in centro a Tanabe dove potrete acquistare la guida ufficiale del Kumano Kodo, ricca di informazioni, il kit del pellegrino sul quale apporre i timbri lungo il percorso, magliette e accessori da trekking che potreste avere dimenticato.

Gli alloggi sul Nakahechi (e le quattro tappe)

Gli alloggi non sono molti e come ho scritto conviene muoversi con un certo anticipo. Parliamo in particolare di minshuku, pensioni a conduzione famigliare dove in genere vengono servite anche cena e colazione fatte in casa. Spesso viene fornito anche un bento (pranzo in scatola) per il viaggio. Parliamo di 60-70 euro a persona circa per la mezza pensione. Ci sono anche alcuni posti che non propongono la cena ma mettono a disposizione una cucina per prepararsi da mangiare con i prodotti del vicino supermercato. Io vi consiglio, quando possibile, di prenotare sempre anche la cena: mangerete benissimo e saranno pasti che resteranno fra i ricordi più belli.

  • Tanabe. Cittadina sul mare (c’è anche la spiaggia, ma se volete fare il bagno andate alla vicina Shirahama). Ho alloggiato nel dormitorio dell’economicissima Buddha Guesthouse (posto adorabile, anche se spartano, unico prenotato con booking). Per cena vi consiglio la simpatica Izakaya Kanteki
  • Takahara. Posto di una bellezza incredibile, fra risaie, foreste e montagne. Gli alloggi sono pochissimi (e io non ho trovato una camera)
  • Chikatsuyu Oji/Tsugizakura Oji (Nonaka). Graziosi villaggi in una piana fra le montagne di Kumano. Ho alloggiato nella minshuku Nakano, unica della zona che non serve la cena. Ha una cucina dove prepararsi da mangiare con i prodotti acquistati al vicino supermarket. Attenzione, chiude alle 18 e non c’è molta scelta. Preparasi dei noodle è una delle poche opzioni.
  • Hongu/Yunomine Onsen. Se vi piacciono le terme potete pensare di restare un giorno per rilassarvi a Yunomine onsen, un posto bellissimo. C’è anche un bagno in roccia molto antico, tesoro nazionale, ancora utilizzabile (Tsuboyu). Io ho alloggiato a Yunosato che è a un chilometro dal centro, posto stupendo.
  • Koguchi. Poche case fra i monti, l’unica struttura è in pratica Shizen no ie, grande ryokan senza grandissima personalità ma con camere stupende, davvero stupende.
  • Nachi/Katsuura. A Nachi c’è un solo alloggio, spesso pieno. Consiglio di andare a Katsuura, cittadina gradevole e famosa per il sashimi di tonno (vi consiglio un posto che si chiama Takahara). Io ho alloggiato nella semplice ma economica guesthouse Oyado Hana. Se avete una mattina a Katsuura vi consiglio la crociera nella baia perché non costa molto e naturalisticamente la zona è molto bella. Sono zone con un’antica tradizione di pesca e anche baleniera (quindi non sorprendetevi se doveste vederla in menù): a pochi chilometri da qui è stato girato il noto film documentario ‘The cove’.
Buddha Guesthouse, a Tanabe

Buddha Guesthouse, a Tanabe (foto di Patrick Colgan, 2018)

Che equipaggiamento ho usato

Il Nakahechi come ho scritto non presenta difficoltà tecniche. Ci sono però discreti dislivelli, con salite anche molto ripidie e la zona è molto piovosa.

Cosa faccio dei bagagli?

Il mio consiglio è quello di portare uno zaino che non pesi più di sei chili. Io ho così spedito direttamente all’albergo di Katsuura dall’aeroporto il mio trolley con tutto quello che non mi sarebbe servito, mantenendo solo lo zaino per il trekking. Ho usato il takkyubin, servizio di spedizione bagagli molto usato in Giappone, si può fare da qualsiasi albergo o convenience store: costi normalmente fra 600 e 2500 yen circa e consegna dal giorno successivo, ma si può indicare una data anche posteriore.

Lo zaino

Un po’ per risparmiare, un po’ perché mi piace così, ho scelto di portarmi il necessario sul sentiero, zaino in spalla e di non spedire anche quello giorno per giorno (il costo varia fra 2000 e oltre 4000 yen). Era uno zaino da 35 litri (un Deuter Pace, se vi interessa). Dentro c’erano un cambio, biancheria per i quattro giorni (ma a Koguchi c’è una lavanderia con asciugatrice), qualche piccola provvista extra, una borraccia da un litro (alla fine era sempre integrata da almeno un paio di bottigliette), caricatore per il cellulare, un ipad che usavo anche per leggere, una giacca impermeabile, il coprizaino, una sacca stagna. E la mia reflex. Alla fine pesava poco più di otto chili: troppi. Dopo due giorni molto faticosi ho deciso di fare un sacchetto e spedire altri due chili di roba all’albergo finale.

Per il cibo sul percorso vi affiderete a snack comprati nei paesi (per esempio classici onigiri, cioccolata, biscotti) e ai bento preparati dai vostri alloggi. A Ukegawa, vicino alla partenza della terza tappa c’è un posto che fa sul momento splendidi bento con riso fritto.

Bento comprato a Ukegawa

Bento comprato a Ukegawa (foto di Patrick Colgan, 2018)

Scarpe, giacca, e bastoni

Ero tentato di utilizzare scarpe intermedie, ma alla fine, considerando anche il rischio pioggia, ho optato per degli scarponi (Aku Conero Nbk Gtx) che sono stati piuttosto utili nei punti più accidentati. Ho portato anche bastoncini da trekking: mi fanno sempre sentire un po’ ridicolo, ma sono utili e lo rifarei mille volte. Fondamentali un cappello per le parti di sentiero più esposte e assolate e una giacca impermeabile.

Come arrivare nella zona del Kumano Kodo

Il modo più semplice per raggiungere la penisola di Kii è arrivare all’aeroporto internazionale del Kansai e poi prendere un treno espresso per Tanabe (4200 yen, 90′ a volte con un cambio, circa 240′ è 6700 yen per Katsuura, sulla costa est). A pochi chilometri da Tanabe c’è comunque anche il piccolo aeroporto di Shirahama (località famosa per la sua bella spiaggia), collegato con Tokyo Haneda. La zona è ben collegata con Tokyo e Kyoto.

Ci sono vari pass per l’area: sia per i bus con il Wakayama Kumano pass (3 giorni, 8.500 yen) sia per i treni con l’Ise-Kumano-Wakayama pass (5 giorni, 11.000 yen). Entrambi sono però insufficienti per coprire un trekking di quattro giorni (che avrebbe bisogno di sei giorni interi). Io ho comprato i biglietti singoli.

Quanto ho speso

Mi sono ridotto all’ultimo, acquistando appena 14 giorni prima un volo Air France con arrivo all’aeroporto del Kansai e ripartenza da Tokyo Narita per Bologna (600 euro). Per la frazione del Kumano Kodo ho speso circa 12.000 yen (100 euro) di treni, circa 230 euro di alloggi e poche decine di euro per piccoli extra (bevande, spuntini, spesa al supermercato). Per spedire i bagagli ho speso circa 2500 yen.

Ho poi speso pochissimo per i giorni successivi a Kyoto e Tokyo dove ho alloggiato in due capsule hotel: Prime pod Kyoto e Nine Hours Shinjuku (che consiglio per prezzo, sui 3000 yen, e posizione eccezionale).

⇒⇒ Ho scritto post sul tema dove dormire a Tokyo e dove dormire a Kyoto

Per il tragitto fra Kyoto e Tokyo ho usato un bus notturno (5000 yen) e per Narita ho preso il treno ordinario della linea Keisei (1000 yen). In tutto ho speso non più di 1200 euro tutto compreso per una decina di giorni in Giappone, prenotati con meno di due settimane di anticipo.

Altri post sul Kumano Kodo

n.b. su alcuni link per acquistare libri o prenotare alloggi ci sono affiliazioni che non influiscono in alcun modo sui prezzi ma aiutano a sostenere il blog. Non c’è invece nessun tipo di sponsorizzazione o alcun accordo con alberghi o altri enti citati: il post, come il resto del blog, è frutto della mia esperienza di viaggio indipendente

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3 Commenti

Marina Ottobre 11, 2018 - 9:58 pm

Ciao Patrick, grazie mille per questo post! Io sto cercando di usare il Kumano Travel ma sto impazzendo. Tu quale itinerario modello hai scelto? Grazie mille! Marina

Reply
patrickcolgan Ottobre 11, 2018 - 10:00 pm

Mi sono costruito l’itinerario da solo prendendo itinerario modello soltanto come spunto. Puoi tranquillamente prenotare i singoli alberghi è tutto quello che devi fare!

Reply
patrickcolgan Ottobre 11, 2018 - 10:01 pm

Puoi prendere il mio itinerario come modello e magari poi aggiungere un giorno di riposo a yunomine onsen. Ne vale la pena

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