Notti di Tokyo

di

Una passeggiata notturna nella capitale giapponese: Notti di Tokyo, il nuovo libro di Mateusz Urbanowicz, l’autore di Botteghe di Tokyo

C’è una cosa che mi fa sentire vicino Mateusz Urbanowicz. Come lui amo camminare a Tokyo, una delle città dove i servizi di trasporto pubblico sono fra i più efficienti al mondo ed è anche una di quelle dove, per me, è più bello spostarsi a piedi (e forse le due cose non sono in contraddizione). Forse c’entra il fatto che le auto non sono tante, specie nelle strade secondarie e che non sono nemmeno parcheggiate lungo le vie. Forse c’entra il fatto che la metropoli giapponese sembra infinita e alle volte fa girare la testa immaginare che uno potrebbe continuare a camminare per ore e ore in qualsiasi direzione senza mai uscire dalla città.

Fatto sta che amavo in particolare perdermi fra i vicoli, sostituire due o tre fermate di metro con una passeggiata fatta senza guardare troppo il navigatore, con il costante rischio di perdermi, specie di notte. Perché a Tokyo, ci sono i neon di Shinjuku, ma c’è anche un buio profondo nei quartieri residenziali, con i convenience store illuminati che a volte appaiono in fondo a una strada e guidano i passi da lontano come dei piccoli porti sicuri.

E in fondo mi piaceva non capire più dove ero finito. Ma era bello anche, semplicemente, tornare a piedi da Shinjuku al mio albergo di Akebonobashi dopo l’ultima birra a notte fonda: una strada dritta lungo la quale il paesaggio e la luce cambiavano più volte e lasciavo che i pensieri camminassero, in un certo senso, davanti a me.

Il libro Botteghe di Tokyo (ne ho scritto anche io parlando dei libri su Tokyo) lo avete probabilmente letto in tanti o ne avete almeno sentito parlare. Ha ispirato anche una mostra, carina e soprattutto molto instagrammabile, che si è tenuta a Milano per alcuni mesi. In quel caso Urbanowicz aveva dipinto ad acquerello le facciate (e in alcuni casi gli interni) di vecchi negozi incontrati lungo le sue passeggiate periferiche.

Un libro con una forte componente nostalgica, come racconta lui stesso (intervistato da Flavio Parisi), quasi si volesse fermare il tempo perché a Tokyo tutto cambia continuamente. Quando il libro è uscito diverse botteghe ritratte erano in effetti state già chiuse o demolite.

Il libro Notti di Tokyo

Il nuovo libro Notti di Tokyo (sempre pubblicato da L’Ippocampo edizioni) è molto meno immediato. Non ha la stessa bellezza e immediatezza. In apparenza è semplice, quasi banale. Ritrae vicoli, palazzi ordinari, addirittura parcheggi, dettagli. Non ci sono luoghi notturni celebri, come Golden Gai, o racconti, rivelazioni o divagazioni sulla capitale, solo le immagini. E contiene qualcosa di magico e misterioso.

Perché coglie, attraverso l’occhio dell’artista, qualcosa di inafferrabile delle notti della capitale giapponese (o forse di tutte le notti), dell’atmosfera delle mie (e sue) passeggiate al buio, qualcosa che rende evocativo un parcheggio, un’insegna luminosa, il reticolo ripetitivo di forme sulla facciata di un edificio, il cielo metropolitano, luminescente e indistinto. Le tavole, realizzate con varie tecniche, sono molto dettagliate eppure sono pervase da una forza onirica. Non mi era mai capitato, con un libro di illustrazioni, di soffermarmi così a lungo su ogni tavola, sui dettagli.

E di provare una nostalgia così forte, ora che il Giappone è lontano come non era mai stato. Botteghe di Tokyo e Notti di Tokyo sono due libri complementari. E curano un po’ la nostalgia. E curandola, la acuiscono.

Notti di Tokyo e Botteghe di Tokyo
Notti di Tokyo e Botteghe di Tokyo
notti di Tokyo
Una delle tavole di notti di Tokyo

Per continuare a leggere

Qualche altro post dove trovare altri spunti librari su Tokyo (oltre a quelli già linkati nel testo)

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Consenso gdpr (alcuni dati verranno salvati al solo fine di tener traccia dei commenti stessi)

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.