Nostalgia di Essaouira

di

La perla dell’Atlantico, il posto che ho più amato in Marocco.

L’ho appena sfiorata, restandoci troppo poco. Eppure, se immagino i posti dove potrei rifugiarmi, uno è lì, in una piccola vecchia casa con l’intonaco scrostato della kasbah, davanti alla grande vastità dell’oceano. Mi immagino ad ascoltare il suono delle onde, i gabbiani e poi il vento che sferza le antiche mura. Una monotonia interrotta solo da qualche grida in arabo o dai colpi di martello di un artigiano del legno. E’ un’immagine ingenua, forse, perché Essaouira l’ho vista poco, eppure è bastato per farmi provare nostalgia per questa piccola, vecchia città cinta da mura, affacciata sull’Atlantico.

Essaouira dal porto (foto di Patrick Colgan, 2010)

Essaouira dal porto (foto di Patrick Colgan, 2010)

Da Marrakech a Essaouira

Nei giorni scorsi ho letto un post di Cabiria che mi ha fatto ripensare al mio viaggio in Marocco di alcuni anni fa e che ho vissuto come lei. Le mie memorie sono popolate di colori e paesaggi indimenticabili (soprattutto le dune rosse dell’Erg Chebbi), eppure nelle città e nei luoghi più turistici, come Marrakech, l’umanità è distillata, la maggior parte delle persone con cui entri in contatto indossa una maschera, vuole ottenere qualcosa da te: nella città vecchia tutto ha un prezzo, anche un’indicazione stradale, anche un sorriso. E’ comprensibile, naturale, in una città così visitata, eppure getta nello sconforto. Si avverte una pressione costante, che si allenta solo in alcuni angoli o fuori dalle mura.

Nemmeno l’albergo è un porto sicuro, dove rilassarsi: al Central palace, un albergo economico costruito in un vecchio riad sciupato a due passi da piazza Jemaa el Fna il ragazzo della reception mi squadra e stringe gli occhi. Sono le 18,30, fuori è buio perché è gennaio, e gli ho appena chiesto di partecipare al minibus che il giorno dopo partirà per Essaouira. “E’ tardi, dovrai pagare un sovrapprezzo”, dice, ben sapendo che a quest’ora, col buio, non saprei dove andare per prendere un bus pubblico. Non riesco nemmeno ad arrabbiarmi. Sfinito dopo esser stato trascinato a tradimento in innumerevoli negozi di tappeti nei miei giorni in Marocco chiedo solo se sono previste fermate per lo shopping. Non potrei sopportarne un altra. “Nessuno stop, ci vorranno due ore e mezza”, assicura mentre incassa i miei euro.

La strada però è dissestata, ci sono lavori, e non è possibile scampare l’immancabile pausa per una visita ‘fuori programma’ a una cooperativa di donne che produce olio di argan, tipico di questa zona. Io sono tanto sfinito e innervosito che reagisco bruscamente, proprio nella sosta per shopping che sarebbe stata più interessante. Mi sento anche in colpa. Alla fine ci vogliono tre ore e mezza, ma veniamo ripagati della fatica:  il mare e lo sbuffo bianco della città emergono davanti a noi, più in basso (siamo su di un’altura). Ci fermiamo per guardare il panorama. E’ un arrivo emozionante.

Cosa fare a Essaouira

Essaouira è famosa per il festival della musica Gnaoua (popolazione dell’africa occidentale), in maggio, e ha una lunga tradizione musicale: fu visitata anche da Jimi Hendrix, nel 1969. Ma per il resto appare piuttosto tranquilla, oltre che assai poco marocchina, fu infatti ridisegnata da un architetto francese nel 700 su commissione del re Muhammad III. Questi contrasti la rendono affascinante. E poi i commercianti sono (un po’) meno insistenti che a Marrakech e la quantità di turisti non è paragonabile. Molti la visitano in giornata, anche perché qui, a parte passeggiare e ascoltare il rumore delle onde e del vento, non c’è moltissimo da fare, a meno che non si sia appassionati di surf. Ma ho già capito che io, qui, vorrei restare.

Si cammina sui bastioni a partire dalla fila di cannoni di diverse epoche della Skala de la Ville, al porto: da qui ha la veduta più famosa della città (anche attraverso una finestrella tonda). Sempre qui ci si può perdere a lungo a osservare i pescatori che riparano le barche e le reti e il continuo viavai dei gabbiani.  La mattina è affascinante passeggiare nel mercato del pesce, dove viene proposto pescato di ogni tipo e i residenti di città nuova e vecchia si accalcano per contrattare i prezzi.

Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Un gabbiano di Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Un gabbiano di Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Cosa fare a Essaouira: una passeggiata al porto

Cosa fare a Essaouira: una passeggiata al porto (foto di Patrick Colgan, 2010)

E poi, a Essaouira, si passeggia sulla bella spiaggia sfidando il vento (non sorprende che in lontananza si vedano decine di pale eoliche), ci si perde nella medina e nel mercato dove si possono trovare interessanti prodotti artigianali in legno di tuia. Ci si ferma per un tè o un caffè in piazza Moulay Hassan (magari evitando i posti più cari). E infine magari si scoprono le due vecchie sinagoghe, abbandonate, nascoste nella Mellah, quello che era il quartiere ebraico, ora in disfacimento. In città c’è anche un bel museo di storia locale, il Sidi Mohammed Ben Abdallah.

La spiaggia di Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

La spiaggia di Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Io però vorrei tornare qui, semplicemente, a scrivere, pensare, perdere tempo, guardare il mare. Ma forse non sarebbe come lo immagino. E forse è per questo che una parte di me, a Essaouira, vorrebbe non tornare mai più.

Come arrivare e link utili

Essaouira (foto di Patrick Colgan, 2010)

Essaouira (Patrick Colgan, 2010)

  • Essaouira non ha un aeroporto internazionale né una stazione dei treni. Se non si ha un’auto a noleggio, il modo più facile ed conomico per arrivare è con i bus di linea Supratours da Marrakech. Tante agenzie propongono escursioni in giornata in minibus, un po’ più care. E’ la soluzione che ho scelto io, più che altro perché decidemmo di partire un po’ all’ultimo momento.
  • Anche se li ho cercati, non ho trovato molti libri ambientati a Essaouira. Però ho scoperto, leggendolo che è uno dei tanti luoghi in cui è ambientato Il puzzle di Dio, un bel… thriller di viaggio.
  • Un ottimo link, in inglese, è I heart my city: Essaouira (dal sito del National Geographic) in cui un cittadino d’adozione racconta la sua città.
  • E infine qualche idea per continuare il viaggio in Marocco (dal blog Persorsi).
  • p.s. Sembra che il personale dell’Hotel Central Palace di Marrakech sia migliorato (tripadvisor)

3709d0fPatrick Colgan, sono giornalista e blogger, vivo a Bologna (chi sono). Uso delle foto: tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non ‘nofollow’) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi

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3 Commenti

Giovanni Luglio 2, 2015 - 2:03 pm

Bellissime, davvero, le foto. Unendo alle parole, hai perfettamente reso quel sentimento nostalgico e nebuloso che provi per una cosa solamente sfiorata. Emozionante!

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cristina Luglio 4, 2015 - 12:49 pm

Che belle foto Patrick…insieme alle tue impressioni mi ricordano Asilah, paesino sul mare a nord di Fez. Curioso come anche lì ci sia un festival culturale famoso che richiami molte persone e lo stesso vento pazzesco e poi, già…la luce meravigliosa dei colori del Marocco. Paese che mi affascina e al tempo stesso mi “respinge”…

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Carola Maggio 3, 2018 - 12:12 pm

Grazie per questo racconto. Il ricordo di Essaouira è così vivido e intenso che anch’io ho quasi paura a tornarci per timore che possa essere intaccato, di non rivivere quelle sensazioni: i gatti sonnolenti, i gabbiani che volano sulla testa, le barche azzurre accatastate, l’odore dell’oceano e le sue maree, le donne vestite di bianco, la cucina di Nisrine nella casa che ci ospitava. Vorrei portarci i miei figli ma chissà… se non rimanessero entusiasti sarei delusa. Vado a leggere dell’Islanda, altro ricordo indelebile!!! Ciao

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