Libri di viaggio per l’estate

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Una dozzina di proposte da leggere nelle prossime settimane tutte legate, in qualche modo, al tema del viaggio (edizione 2018)

Come ogni anno provo a suggerirvi un bel po’ di libri per l’estate. Perché in estate, almeno io, leggo tanto. Leggo in aereo e in treno, leggo sotto l’ombrellone o seduto nel bosco: chi legge tanto legge di più e anche chi non legge mai, qualcosa leggerà.

Io vi faccio qualche proposta legata al viaggio. Però vi avverto: per me le letture da spiaggia o da vacanza non sono sempre le più leggere, ma spesso, anzi, le più impegnative. Del resto se non ho il tempo di affrontare certi tomi quando sono in vacanza, quando lo troverò? E non sono tutti libri di viaggio in senso classico, dal momento che sono in calo le traduzioni e forse anche la produzione di buona scrittura di viaggio. Infine, non troverete i soliti classici, da Chatwin a Terzani, da Kapuscinski a Rumiz perché quelli li do per scontati e ve li può consigliare chiunque.

Restano validi i libri consigliati per il 2017 e in fondo all’elenco metto qualche libro sul Giappone. Incredibilmente, per una volta, non ne ho inserito nessuno del mio scrittore di viaggi preferito, Paul Theroux (ma potete rimediare andando a spulciare questo post).

E se avete qualche altro suggerimento, specie di libri di cui non ho mai parlato sul blog, lasciatemelo nei commenti!

In fondo a ogni libro c’è il link per acquistarlo on line (con un’affiliazione che non influisce sul prezzo ma aiuta a sostenere il blog), ma siete incoraggiati ad acquistarlo comunque nella vostra libreria di fiducia.

1. Marco Polo non ci è mai stato, di Rolf Potts

Marco Polo non ci è mai stato

Indipendentemente da quanto cerchiamo di allontanarci dall’itinerario turistico (e non importa quanto a lungo ci proviamo e ne restiamo fuori), resteremo sempre estranei e dilettanti, consumatori itineranti in terre lontane.

Rolf Potts è l’autore di Vagabonding, un libro che spiegava come liberarsi di tutto il superfluo e vivere una vita in viaggio. E’ un libro che a suo tempo avevo quasi paura di leggere perché avevo la sensazione che avrei potuto seguire le sue orme, e invece ne ho solo tratto utili spunti di riflessione. Ma quello è un libro conosciutissimo.

Meno noto è questo libro di qualche anno fa che mi è tornato alla mente ascoltando Claudio Visentin nel Podcast di turisti per sbaglio. Questa raccolta di venti racconti (dal Laos alla Grecia, dall’Egitto alla Thailandia) parte con un’ambizione più letteraria: scrivere un libro di viaggio postmoderno, che racconti il mondo globalizzato e il modo di viaggiare degli anni duemila con il senso di spaesamento che inevitabilmente si prova.

Non so se l’esperimento sia riuscito, ma questi sono semplicemente racconti di viaggio ben scritti, ironici e con una particolarità davvero unica: alla fine di ogni racconto Potts spiega cosa ha modificato, tralasciato e a volte inventato per scrivere il racconto. Come sbirciare nello studio di uno scrittore, un’opportunità rara.

Per un istante la terra sembra artificiale e straniera, come se fosse stata invasa dagli alieni. Gli alieni, ovviamente, siamo noi.

link per acquistarlo: Rolf Potts – Marco Polo non ci è mai stato – (330 pagine – Ponte alle grazie)

2. Giorni Selvaggi, di William Finnegan

In mare, ogni cosa è legata in modo indissolubile e inquietante a tutte le altre. Le onde sono il campo da gioco. Il fine ultimo. Sono l’oggetto dei tuoi desideri e della tua ammirazione più profonda. Allo stesso tempo, sono anche il tuo avversario, la tua nemesi, il tuo nemico mortale. L’onda è il rifugio, il tuo nascondiglio felice, ma anche un territorio selvaggio e ostile, una realtà indifferente e dinamica

Ho paura delle onde grandi, del mare aperto (anche se faccio immersioni) e non sono nemmeno stato alle Hawaii. E allora cosa ci fa un libro sul surf in questa lista? Me l’hanno regalato e hanno fatto bene, perché è un libro bellissimo. L’autobiografia di William Finnegan (vincitrice del Pulitzer), racconta la nascita del mondo del surf fra gli anni ’60 e oggi, un microcosmo a sé con le sue regole, i suoi termini tecnici (ci si mette un po’ a capirli e padroneggiarli) e… ossessionato dalle mareggiate.

E andare alla ricerca delle onde, quando ancora non c’erano previsioni satellitari a portata di tutti e c’erano addirittura luoghi che non erano nemmeno sulle cartine significava viaggiare, cercare, provare, informarsi. Era un mondo di ricerca e mappe segrete. E così Finnegan racconta i viaggi a Bali, alle Fiji, in Sudafrica, a Madeira. In queste pagine si riscopre la meraviglia per un mondo che non era ancora conosciuto, che poteva ancora riservare sorprese, segreti, dove una foto senza didascalia in una rivista evocava possibilità infinite (una delle prime regole del surf era non rivelare dov’erano gli spot, i punti in cui fare surf). E mentre Finnegan viaggia on the road inseguendo le sue ossessioni, racconta le onde perfette ma anche il mondo che cambia e le perdite irrimediabili che questo porta con sé.

Già, le onde. Mentre leggevo ho imparato un sacco di cose sul modo in cui si formano le onde (e ne ho viste tante, andando a cercare gli spot su youtube), una delle cose che non era spiegata nel bellissimo Il libro del mare, altro titolo decisamente consigliato. E ho scoperto che l’uomo (e la natura) possono cancellarle per sempre.

Per approfondire: intervista con Wlliam Finnegan

link per acquistarlo: William Finnegan – Giorni Selvaggi (496 pagine – Vite inattese)

3. Wild, di Cheryl Strayed

Coprire quattordici chilometri e mezzo era un’impresa fisica di gran lunga più dura di qualunque cosa avessi mai fatto. Ogni parte del mio corpo era indolenzita. Tranne il cuore. Non vidi nessuno ma, per quanto strano, non ne sentivo la mancanza. Non desideravo nient’altro se non cibo e acqua. E potermi togliere lo zaino.

Si può partire per fuggire, ma anche per ritrovarsi. E’ vero quello che scrive Alain De Botton, ricordando che in viaggio ci portiamo un ospite indesiderato, noi stessi. Ma fare un viaggio in solitaria, in un luogo lontano o deserto può essere proprio per questo, il miglior modo per guardarci dentro, per riflettere, per trovarci finalmente faccia a faccia con noi. Il viaggio arricchisce, ma all’origine può essere un percorso di sottrazione. Terapeutico.

Cheryl Strayed decide di partire  e percorrere per mesi il lungo, difficile trekking del Pacific Crest Trail dopo un dolore terribile. Decide di alleggerirsi di tutto, tranne che dello zaino e di ritrovare la bellezza e l’equilibrio.  Un libro scritto benissimo, che mostra come un racconto di viaggio si possa intrecciare con la propria storia, creandone una più grande. E questi sono i libri di viaggio migliori.

(dal libro è poi stato tratto un film molto bello).

Per approfondirle: Letizia aveva scritto del libro qualche anno fa: Il 2015 da sfogliare (in cui trovate altri spunti di lettura)

link per acquistarlo: Cheryl Strayed – Wild (403 pagine – Piemme)

4. Nelle isole estreme, di Amy Liptrot

Questo è un libro che come premesse assomiglia molto a Wild, ma che ha uno svolgimento completamente diverso. Amy Liptrot tocca il fondo (alcol, droghe, perdite) e invece che partire come fa Chery Strayed in Wild, ritorna. Il suo viaggio è da Londra alla sua terra, le isole Orcadi, nel nord della Scozia. E’ un libro solitario, rarefatto, quasi senza personaggi, nel quale il dialogo dell’autrice è principalmente con la sua memoria e con la natura potente, scritto con un linguaggio minimale, asciutto, a volte crudo, a volte poetico e intenso. A parlare sono soprattutto i luoghi, il mare, il vento, gli uccelli.

Nelle isole estreme forse non è per tutti ma è un libro potente. E che mi ha riportato con forza travolgente i ricordi delle Orcadi, viste ormai molti anni fa.

link per acquistarlo: Amy Liptrot – Nelle isole estreme (259 pagine – Guanda)

5. Fiume di Sangue, di Tim Butcher

Le normali leggi dello sviluppo sono invertite, qui in Congo. La foresta, non la città, offre il rifugio più sicuro. E sono i nonni che sono stati più esposti alla modernità dei nipoti. Non riesco a pensare a un altro luogo sul pianeta dove accada

Questo è un libro cupo e a suo modo sconvolgente. E’ un viaggio lungo il fiume Congo, sulle tracce dell’esploratore Henry Morton Stanley, via terra e acqua, ma è anche una discesa nel cuore di tenebra della storia, nelle occasioni perdute, negli orrori rimossi dalla coscienza ma vivissimi del colonialismo (belga, in Congo, ma gran parte dell’Europa ne è stata protagonista).  E’ un percorso che è giusto rifare, in particolare ora. Sullo stesso tema mi piacerebbe leggere Congo di David Van Reybrouck.

link per acquistarlo: Tim Butcher – Fiume di Sangue (399 pagine, Corbaccio – fuori catalogo, si trova usato oppure in inglese)

6. La montagna dentro, di Hervé Barmasse

Anche se non saprei spiegare esattamente cosa siano un friend o una discesa a corsa doppia e non ho nemmeno mai infilato dei ramponi, amo leggere i racconti di alta montagna e alpinismo.  E ultimamente ho cominciato ad apprezzare le biografie, i racconti di altre vite. Questo racconto autobiografico di Hervé Barmasse, fra ascese e cadute con la capacità sempre di rialzarsi e superarsi fra le montagne più alte e difficili del mondo è semplicemente straordinario: un libro intenso, di grande umanità, emozionante, che mi ha rapito dalla prima all’ultima pagina. Anche perché è scritto molto bene.

link per acquistarlo: Hervé Barmasse – La montagna dentro (231 pagine, Laterza)

7. Divino Andino, di Francesco Antonelli

Questo è il racconto del lungo viaggio di Francesco Antonelli in Sudamerica fra Perù, Bolivia, Argentina e Cile. E’ un viaggio lungo ed è quindi un viaggio con una profondità particolare. Divino Andino la storia di un viaggiatore libero, attento e curioso, ma soprattutto con passione per i sapori del cibo e del vino di questa parte del mondo e che diventano protagonisti al pari dei luoghi e dei personaggi incontrati lungo la strada.

Ne parla anche No Borders Magazine: intervista con Francesco Antonelli

link per acquistarlo: Francesco Antonelli – Divino Andino (231 pagine, Polaris Editore)

8. Tokyo Express, di Matsumoto Seicho

Dedicato a chi ama i treni, un buon giallo che viaggia su rotaie di Matsumoto Seicho, che qualcuno ha definito il Simenon giapponese. Il titolo originale è “punti e linee” ed è decisamente più evocativo del titolo italiano. Tokyo Express (ma forse si sarebbe dovuto intitolare Hakata Express) racconta un’indagine per omicidio che ruota attorno a un treno notturno fra la capitale e il Kyushu, nel sud del Paese: senza svelarvi troppo, il mistero sembra nascosto fra le pieghe degli orari ferroviari, delle precissime coincidenze fra treni  giapponesi e dei collegamenti fra città. Ho sempre amato gli orari e le cartine. Punti e linee, punti e linee, punti e linee…

Il libro è del 1971, ma non si sente.

Ne ha scritto anche Tradurre il Giappone

link per acquistarlo: Matsumoto Seicho – Tokyo Express (175 pagine, Adelphi)

9. Libri sul Giappone

Visto che qui parlo spesso di Giappone concludo, ovviamente con qualche titolo dedicato al Sol Levante.

Cerchi infiniti, di Cees Nooteboom

Questo è ciò per cui ero venuto. Appena ti liberi delle città e dei treni sovraffollati, inizia l’altro Giappone, quello di paesi e villaggi, di piccole locande, autobus di provincia, trenini di un’unica carrozza (…)

Una bella raccolta di racconti che copre diversi decenni di viaggi in Giappone. La penna di Nooteboom è acuta, sensibile e scrive passaggi stupendi, che ho sentito vicinissimi, specie sui momenti marginali del viaggio. L’autore sembra sempre concentrarsi sul dettaglio, sulla piccola cosa rivelatrice La lettura è piacevole anche se alcuni racconti, i più vecchi, appaiono però un po’ datati come stile. E la sensazione di estraneità sulla quale insiste continuamente Nooteboom non l’ho davvero mai provata.

Nota a margine: quanto mi piace avere in mano i libri di Iperborea!

link per acquistarlo: Cees Nooteboom – Cerchi Infiniti (180 pagine, Iperborea)

Iro Iro, di Giorgio Amitrano

Un libro di uno specialista, per non specialisti. Giorgio Amitrano, studioso oltre che traduttore (per esempio di Murakami Haruki) racconta il suo Giappone provando a guardarlo da vari punti di vista: i viaggi, la bellezza, le stagioni, la fioritura dei ciliegi, gli esercizi di calligrafia. E’ un libro delicato, scritto con una grande umanità e che si legge molto facilmente, ma che sarebbe da centellinare perché ogni capitolo meriterebbe una riflessione, una rilettura. E peccato certi aneddoti siano solo sfiorati quando avresti voluto sentirli raccontare per intero (un karakoke con Banana Yoshimoto, per dire?).

Ne ha scritto anche Viaggiappone

link per acquistarlo: Giorgio Amitrano, Iro Iro (237 pagine, De Agostini)

Quaderni Giapponesi – Il vagabondo del manga, di Igort



Il secondo capitolo dei Quaderni giapponesi di Igort è, se possibile, ancor più bello del primo. In questo graphic novel Igort ci porta fra colline e montagne giapponesi, in quei luoghi che ho imparato da amare nell’arco dei miei viaggi (per alcune pagine c’è anche il Kumano Kodo, il sentiero che ho percorso lo scorso maggio). Peccato duri così poco, asssaporatelo un po’ alla volta.

link per acquistarlo: Igort – Quaderni Giapponesi 2 (181 pagine, Oblomov)

Sul Giappone poi ho scritto una cosa anch’io, ma  forse lo sapete già… Orizzonte Giappone

Buona lettura! E se avete altri suggerimenti lasciate un commento!

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1 Commenti

Khalid Valisi Agosto 4, 2018 - 1:04 am

Bellissimo il tuo sito, però mi dispiace che non ci sia molto sul Medio Oriente. Se vuoi fai un salto da me magari ti verrà voglia di scrivere nuove e magiche note

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