Un giorno ad Arashiyama

di

Qui, a ovest di Kyoto, non c’è solo la famosa foresta di bambù (che poi non è così grande): Arashiyama è un concentrato di meraviglie e provo a raccontarvela

Dalla stazione e dal centro moderno di Kyōto si prende un treno e in 15-20 minuti si arriva ad Arashiyama (meglio, Sagano-Arashiyama), una località incastonata fra le montagne a ovest della città e circondata da foreste, densa di storia e di bellezza e che – per quanto turistica – assomiglia un po’ a quello che chiamo il ‘Giappone sognato’, l’archetipo del Paese, quello che io immaginerei dipinto sullo sfondo di uno spettacolo di teatro Kabuki. È un luogo antico amato fin dal periodo Heian.

Arashiyama è particolarmente bella in primavera, quando è un’esplosione di bianco e rosa lungo il fiume per i ciliegi in fiore e in autunno quando i boschi si incendiano del rosso degli aceri. Ma la verità è che qui il panorama è meraviglioso tutto l’anno.

Amavo i luoghi silenziosi di Kyōto, i luoghi che contenevano il mondo intero in un attimo senza vento. Dentro i templi, la Natura tratteneva il respiro. Tutto il desiderio veniva messo a riposo nell’immobilità e distillato in una pura semplicità

(Pico Iyer, ‘Video night in Katmandu’, già citato in un altro post, ma ancora perfetto)

Questo è un link con la carta dell’itinerario

La foresta di bambù di Arashiyama

Ad Arashiyama non c’è solo la foresta di bambù, che poi chiamarla foresta è anche esagerato. L’idea è arrivare prestissimo, anche alle 7 se ce la fate. Perché in un giorno ad Arashiyama c’è tantissimo da vedere ed è vietato correre: sono posti da contemplare e vivere. Se si corre non si svelano nel profondo. E arrivare presto è importante per cercare di essere il più possibile soli in questo posto indimenticabile che ultimamente è sempre più affollato. Non è l’unica foresta di bambù, anzi solo a Kyōto ce ne sono diverse. Ma qui, fra templi e santuari antichi, quando le condizioni sono quelle giuste, il luogo è davvero speciale.

Se c’è sufficiente silenzio, e un alito di vento, si può ascoltare il fruscio leggero delle cime che sembrano sussurrare. E, specie la mattina, la luce che filtra ha qualcosa di irreale.

Scrivevo questo testo quando era ancora possibile passeggiare nel bosco in relativa solitudine. Purtroppo l’aumento vertiginoso dei turisti, che spesso arrivano qui con aspettative elevatissime, ha rovinato gran parte dell’atmosfera. E’ una constatazione, non un giudizio: ricordiamoci sempre che anche noi siamo parte della folla. Per questo una buona idea è arrivare all’alba. Poi magari resterete delusi ugualmente, è solo un bosco, in fondo e la magia dovete saperla vedere e ascoltare.

un giorno ad Arashiyama: si comincia dalla foresta di bambù

La foresta di bambù di Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013


La foresta di bambù ad Arashiyama, Kyoto

La foresta di bambù ad Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)


La foresta di bambù di Arashiyama, Kyoto

La foresta di bambù di Arashiyama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2013)

 

Il giardino zen del Tenryū-ji

Questo tempio buddista zen vanta un famoso, bellissimo giardino raccolto attorno a un lago. Nel mio primo viaggio l’ho contemplato a lungo. Forse è proprio in questo posto – a metà, più o meno, del mio itinerario – che ho realizzato che questo Paese mi stava cambiando, che non sarebbe stato un viaggio come gli altri. Era gennaio, c’era poca gente, era il posto perfetto per fermarsi e pensare. Ci rimasi a lungo.

Non sapevo nulla di questo tempio antico e del suo giardino. Se tutti gli edifici sono stati ricostruiti più volte e hanno ormai poco in comune con quelli originali (sono di fine ‘800), si dice che il giardino sia rimasto pressoché immutato. Lo progettò e realizzò Musō Soseki, uno dei grandi maestri di quest’arte, e rappresenta un momento di transizione fra il giardino classico e quello ‘secco’ che conosciamo come giardino zen.

Al tempio c’è anche l’ottimo ristorante vegetariano Shigetsu, dove si può provare la cucina dei templi buddisti, la cosiddetta shōjin-ryori (prenotazione obbligatoria attraverso il sito).

Link utili: il tempio Tenryu-ji su Viaggiappone

Il tempio Tenryuji, ad Arashiyama

Tenryuji, Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)


Viaggio a Kyoto: il giardino del Tenryuji, Arashiyama

Viaggio a Kyoto: il giardino del Tenryu-ji, Arashiyama

Ōkōchi Sansō

Ad Arashiyama c’è così tanto da vedere  e fare che molti snobbano la villa dell’attore

Ōkōchi Denjirō, adagiata fra le colline alle spalle della foresta di bambù e che per di più ha un biglietto che costa 1.000 yen (incluso un tè maccha). Ma non entrare qui è davvero un peccato. L’area intorno alla villa – chiusa al pubblico – è una vasta successione di meravigliosi giardini, di colori e composizioni di alberi, pietre, muschio che sono senza paragoni. Rievocano il Giappone classico con elementi tipici del periodo, che guardava già all’occidente. Siamo sulla cima dei monti e ogni tanto si aprono panorami imprevedibili. È un’esperienza.

Okochi Sanso, Arashiyama

Okochi Sanso, Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)


Okochi Sanso, Arashiyama

Okochi Sanso, Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)


Kyoto, Okochi Sanso

Okochi Sanso, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2013)

Il pranzo

Arashiyama, nelle vie del centro piene di negozi di souvenir abbonda di luoghi dove fare spuntini o pranzare (qui una bella lista). Io però ne amo particolarmente uno: Yoshimura. È’ un ristorante di soba, tagliolini di grano saraceno in brodo. Si trova lungo il fiume (a destra guardando il ponte, venendo dalla stazione) e qui si viene soprattutto per un motivo: il panorama impagabile su fiumi e montagne che si gode dal primo piano. Serve un po’ di fortuna (meglio prenotare al 075-863-5700) per trovare un posto di quelli ‘speciali’, ma ne vale la pena.

Yoshimura, Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)

Yoshimura, Arashiyama (foto di Patrick Colgan, 2013)

C’è anche un’alternativa: mangiare al tempio, come vediamo ora.

⇒⇒ Sul Giappone ho anche scritto una guida per la collana Viaggiautori

Il Giō-ji

Questo è uno dei miei templi preferiti a Kyoto, forse perché è ai margini di Arashiyama, in un punto dove arrivano in pochi. Il suo nome si legge ‘ghiō-ji’ ed è un luogo di culto molto antico, anche se gli edifici attuali sono relativamente recenti, del 1895. Ma ugualmente sembrano emergere da un passato ancestrale: sembrano un tutt’uno con la foresta. E invece no: gli alberi leggermente contorti, i 18 tipi di muschio del giardino sono troppo perfetti, scopri poco dopo. È una natura immaginata.

La leggenda collegata al tempio è toccante, anche se forse il suo significato più profondo continua a sfuggirmi. E’ narrata nel poema epico ‘Storia di Heike’ (Heike-monogatari) del quattordicesimo secolo. Giō era una danzatrice innamorata di Taira no Kiyomori, il capo del clan Heike. Quando lui le preferì un’altra danzatrice, Hotoke-Gozen, lei si ritirò nel tempio con la sorella e la madre. Poco tempo dopo vennero raggiunte da Hotoke-Gozen, consapevole che lo stesso fato sarebbe toccato anche a lei.

Il Gio-ji, a Kyoto

Il Gio-ji sembra tutt’uno con la foresta
(da Flickr creative commons attribution non commercial
di Descuvrir Japòn)


Gio-ji, particolare

Gio-ji, particolare (foto di Patrick Colgan)


Gio-ji, particolare

Gio-ji, particolare (foto di Patrick Colgan)


Gio-ji, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2013)

Gio-ji, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2013)

 

Otagi Nembutsu-ji

Allontanatevi ancora dal ‘centro’ turistico e affollato di Arashiyama. Meglio a piedi, ma ci sono bus, taxi. Oppure noleggiate una bici. Se camminate percorrete l’antica strada Saga Toriimoto, oltrepassate il tempio Adashino Nembutsu-ji (molto particolare, vi sono raccolte pietre funebri da tutta la zona e ha un bosco di bambù molto più tranquillo del ‘gemello’ più famoso) e arrivate fino a uno dei luoghi sacri più particolari della città. E non è cosa da poco in una città come Kyoto.

L’Otagi Nembutsu-ji ospita oltre mille statue di rakan, fedeli buddhisti illuminati, ma è solo l’ultimo capitolo di una storia antichissima, che comincia nel periodo Heian, ma a Higashiyama. Più volte distrutto da incendi e inondazioni, si trova in questo angolo appartato di Arashiyama solo dal 1922.

Fu il monaco  Nishimura Kōchō a dare l’aspetto attuale al tempio, con un processo iniziato negli anni ’80 quando coinvolse fedeli, amatori, artisti nella realizzazione di oltre mille statue. Ognuna è diversa l’una dall’altra. Sono ironiche, tenere, buffe, a volte assurde. Ricoperte di muschio, rovinate dall’esposizione agli elementi sembrano antichissime, mentre hanno meno di 40 anni. 

Otagi Nembutsu-ji

Otagi Nembutsu-ji (foto di Patrick Colgan, 2019)

Altre cosa da fare e vedere ad Arashiyama

Arashiyama meriterebbe giorni e giorni per essere esplorata. Ci sono altri templi, fra i quali il Daikaku-ji, la rustica, semplice ed evocatica casa di un poeta seguace di Bashō (Rakushisha).

E poi c’è il parco dei macachi), Monkey Park Iwatayama, appena al di là del fiume arrivando dalla stazione (sul monte vivono liberamente in un’area abbastanza vasta quasi 200 macachi giapponesi semi-addomesticati).

Come arrivare ad Arashiyama

Il modo più semplice per arrivare ad Arashiyama è in treno dalla stazione di Kyoto, con la linea Sagano (detta anche Sanin), in 15 minuti  al costo di 240 yen (vale il Jr pass). Altrimenti si può arrivare con la linea Hankyu partendo da Karasuma o Kawaramachi, in centro, e cambiando alla stazione di Katsura.

⇒⇒ Se volete approfondire, ho dedicato un intero post a come spostarsi a Kyoto.

Aggiungo anche una notizia per gli amanti del trekking: prolungando il classico sentiero da Takao a Kiyotaki si può arrivare fino ad Arashiyama (oppure a Kiyotaki potete prendere un bus che vi lascerà nei pressi della foresta di bambù). A quel punto però sarebbe forse opportuno pernottare ad Arashiyama per vederla il giorno dopo con calma.

Kyoto: Arashiyama, il parco lungo il fiume

Arashiyama, il parco lungo il fiume (foto di Patrick Colgan, 2013)

Un’idea, suggerita da alcuni, prevede di collegare la visita ad Arashiyama al Kinkakuji, il padiglione d’oro: in effetti sono dallo stesso lato della città. Il viaggio dura circa 20 minuti al costo di 2.000 yen. Qui ho scritto la guida a Kyoto in tre giorni

⇒⇒  su Amazon il mio libro Orizzonte Giappone in versione cartacea o ebook

Treno e ferrovia panoramici

Difficile fare tutto in un solo giorno ad Arashiyama. Ma c’è la possibilità di percorrere in treno o in barca le gole del fiume Hozu fra Arashiyama e Kameoka: ne ho scritto nel post su Kameoka

Guida a Kyoto: post precedenti

Potrebbero interessarti

18 Commenti

Pam Febbraio 12, 2015 - 11:51 am

In una localita’. He non avevo mai sentito nominare c’è veramente tantissimo da fare! Un giorno o l’altro visiterò il Giappone, e quando lo farò Arashiyama sará sicuramente nella mia lista! Grazie per avermela fatta scoprire!
PS- il tuo libro è il prossimo in lista, purtroppo non trovo mai il tempo di leggere, ma non vedo l’ora di cominciarlo 🙂

Reply
patrick Febbraio 16, 2015 - 10:39 am

Diciamo che è una zona di Kyoto, non sempre viene chiamata col suo nome, ma alcuni luoghi come la foresta di bambù sono molto famosi e probabilmente li avrai visti in articoli o post sul Giappone.
ps Non ti devi mica giustificare! La lettura ha i suoi tempi.

Reply
Barbara Oggero Febbraio 12, 2015 - 6:15 pm

Ecco: s’ha da tornare per forza!

Reply
dueingiro.blogspot.it Febbraio 17, 2015 - 1:58 pm

Le scimmie sono simili ai babbuini gelada che abbiamo visto in Etiopia! Così dolci 🙂 !

Reply
Raniera Febbraio 18, 2015 - 11:26 am

Grazie Patrick,
un altro posto fantastico da visitare…. ^_^

Reply
Paola Febbraio 13, 2016 - 4:34 pm

Ciao, leggendo qui sopra mi ha colpito molto questa frase “sono accettati i tatuaggi.” Inoltre avevo letto che in Giappone non è buon costume mostrare i propri tatuaggi… puoi spiegarmi qualcosa in più in merito visto che mio marito ha un braccio completamente tatuato? Grazie

Reply
patrickcolgan Febbraio 13, 2016 - 4:55 pm

Ciao! E’ proprio così infatti, anche se alcuni bagni e terme li accettano o chiudono un occhio come per esempio il Funaoka onsen. In questo post trovi qualche informazione in più http://orizzontiblog.it/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/

Reply
Paola Febbraio 17, 2016 - 6:45 pm

Grazie 🙂

Reply
Marta Febbraio 13, 2016 - 4:55 pm

Ciao , questa visita di Arashiyama è meglio farla con una guida o in 2 (parlanti inglese) si riesce? hai qualche nozione “pratica” da darmi? grazie

Reply
patrickcolgan Febbraio 13, 2016 - 5:01 pm

Ciao! Guarda io la prima volta andai da solo, non parlavo giapponese e non ho avuto il minimo problema, come nel resto del giappone. Con una buona guida (intendo la guida come libro, Lonely Planet ecc.) ci si orienta bene. E se si devono chiedere indicazioni in qualche modo ci si intende. Poi… ad Arashiyama è difficile perdersi, ci sono tanti punti di riferimento, il principale è il fiume.

Reply
Alessia Febbraio 24, 2018 - 8:06 pm

ciao, grazie x i tuoi preziosi consigli.
a novembre andrò in Giappone x 14 giorni e nel mio itinerario nei giorni a Kyoto ho messo tutte le sere dopo cena rilassamento al Funaoka onsen dato che ho 7 tatuaggi. è difficile arrivarci a piedi dalla stazione Kuramaguchi? consigli un taxi dato che dista 1.5 km dalla stazione?
grazie

Reply
patrickcolgan Febbraio 25, 2018 - 5:17 pm

Sono venti minuti di cammino, la zona è un po’ anonima ma nemmeno brutta (anche se un po’ deserta di notte, non facile nemmeno trovare un taxi) io però venti minuti di passeggiata li farei senza problemi 🙂
Se poi tu avessi una bici… ricorda che la bici è il miglior modo per esplorare kyoto!
Il funaoka onsen per me è una tappa serale sempre irrinunciabile, specie quando fa molto freddo, d’inverno.

Reply

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Quersto blog utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza di navigazione, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il traffico. Per saperne di più accedi alla privacy policy . Puoi cliccare o rifiutare. Cliccando rifiuta nessun cookie sarà installato. Accetta Leggi di più