Itinerario nello Shikoku

di patrickcolgan

C’è chi pensa che certi posti in Giappone non esistano. E invece no, sono semplicemente nello Shikoku, una regione emozionante e bellissima. Vi racconto il mio itineario nello Shikoku di due settimane

Chissà perché nell’arco di tanti viaggi non ero mai stato nello Shikoku. Lo avevo sognato a lungo, ma avevo sempre rinviato il viaggio. Un caso probabilmente. Oppure forse è successo perché spero un giorno di potermi prendermi due mesi per fare il celebre cammino degli 88 templi e scoprire così quest’isola a piedi, lentamente. O forse c’è un altro motivo: è successo perché avevo sentito dire che lo Shikoku che era uno dei posti più belli dell’intero Paese, una terra di montagne, castelli e antiche leggende. E, come mi piace fare nei viaggi, forse mi ero inconsciamente tenuto in serbo qualcosa di davvero bello per il momento giusto.
E questo momento, lo scorso novembre era giunto.

L’obiettivo era raccogliere materiale per un libro (ve ne parlerò più avanti) e per questo è stato anche un viaggio per me atipico e sono stato sostenuto dall’editore e da Travel arrange Japan.

Indice

  1. Perché fare un viaggio nello Shikoku
  2. Una panoramica sulla regione
  3. Come arrivare
  4. Come spostarsi nello Shikoku
  5. L’itinerario nello Shikoku

Perché fare un viaggio nello Shikoku

Pensavo che quell’isola mi avesse già mostrato tutte le varietà di paesaggio possibili ma mi sbagliavo. Ciò che avevo di fronte era del tutto nuovo: le cime più alte dello Shikoku, massicci montuosi resi discontinui da ampie vallate rivestite da una fitta vegetazione. Fui stupito di vedere quello che, sino ad allora, avevo solo ammirato in film o documentari. Ero giunto in quel Giappone che avevo sempre sognato di visitare. (da Luigi Gatti, Il Cammino del Giappone)

Nello Shikoku si trovano ben tre dei soli dodici castelli sopravvissuti dal periodo Edo in tutto il Giappone. Ci sono antichi templi e paesi perfettamente conservati dall’epoca dei samurai. E poi sorrgenti termali, montagne, cascate. Infine, sulla costa sud ci sono spiagge illuminate da un sole sub-tropicale. Si viene da queste parti per scoprire queste bellezze, per camminare, ma anche per fare un viaggio lontano dalla folla e per trovare un’accoglienza sincera, autentica, curiosa.  Chi ha viaggiato poco in Giappone a volte si fa l’idea che posti così non esistano. E invece no: sono nello Shikoku, per esempio.

Come è fatto lo Shikoku

Shikoku giappone cartina

Ecco dove si trova lo Shikoku

L’isola è un po’ più piccola della Sardegna  e costeggia a sud l’isola principale del Giappone, lo Honshu (quella con Tokyo e Kyoto per capirci), più o meno ndl tratto Osaka a Hiroshima. Fra lo Shikoku e l’Honshu si sviluppa per circa 400 km il Mare interno, una bellissima zona di isole grandi e piccole (circa tremila) e dove c’è un clima simile a quello del Mediterraneo (e quindi ci sono anche coltivazioni di ulivi e agrumi).

Le prefetture sono quattro (Shikoku significa ‘quattro province’) e così anche le città principali che ne sono i capoluoghi: Matsuyama (prefettuta di Ehime), Kochi, Tokushima e Tamatsu (prefettura di Kagawa).

Come arrivere nello Shikoku e come spostarsi

L’isola è collegata alla terraferma da numerosi ponti. La linea ferroviaria Shinkansen ad alta velocità non arriva però nello Shikoku: la stazione dei treni più vicina è Okayama e da lì è necessario procedere con treni più lenti. Non parliamo di tempi lunghissimi: da Okayama basta comunque circa un’ora per arrivare a Takamatsu e da Kyoto o Osaka ci si mette quindi meno di due ore e mezza.

Ma nello Shikoku, ed è una cosa che mi piace moltissimo, si può arrivare anche via mare, in traghetto dal Kyushu (tre ore da Beppu) o attraversando il Mare interno. Uno dei modi più convenienti per arrivare da Tokyo è comunque in aereo, con un volo nazionale: ci sono numerosi aeroporti ed è un modo comodo e spesso economico per arrivare sull’isola.

Come spostarsi nello Shikoku

Anche se non c’è la linea Shinkansen, le ferrovie nello Shikoku sono piuttoso sviluppate e portano quasi ovunque. L’All Shikoku rail pass per sette giorni costa 13.000 yen e si può acquistare con un piccolissimo sovrapprezzo anche in Giappone e funziona in modo simile agli altri pass ferroviari giapponesi.

Certo, un’auto a noleggio permette di esplorare meglio le zone rurali, la costa (in particolare nella zona di Kochi) e le zone più remote delle montagne, in particolare la Valle di Iya. Ci sono anche possibilità di cicloturismo (la regione sembra molto adatta e qui, fra l’altro, arriva il percorso ciclabile dello Shimanami Kaido).

Il mio itinerario nello Shikoku

Lo Shikoku si presta particolarmente a essere percorso con un itinerario ad anello. Dai dieci giorni alle due settimane sono un tempo sufficiente per fare un viaggio che tocca diversi luoghi interessanti.

Io sono partito da Matsuyama, la principale città nell’angolo nord-ovest e poi ho percorso l’isola in senso antiorario. Il cammino degli 88 templi si fa invece tradizionalmente partendo da Tokushima e procedendo in senso orario (ma non c’è una regola).

Il mio itinerario nello Shikoku

Il mio itinerario nello Shikoku

Matsuyama

Città dominata da un bel castello giunto più o meno intatto dal periodo Edo (andò distrutto in un incendio ma fu ricostruito già al tempo), è una tappa piacevolissima per fare l’ingresso nella regione. Qui sono arrivato in aereo direttamente da Tokyo.

Il castello di Matsuyama

Il castello di Matsuyama (foto di Patrick Colgan, 2019)

Uchiko

Uchiko un tempo fu un paese molto ricco grazie al commercio della cera. Quest’ultima non era prodotta dalle api ma dalla complessa lavorazione delle bacche dell’albero di sommacco. La sua età dell’oro è rimasta cristallizzata in alcune case,  conservate esattemente come erano nel periodo Edo. All’architettura tradizionale semplice e bellissima si aggiungono elaborate decorazioni tipiche di Uchiko. Un posto bellissimo.

Fra le vecchie case di Uchiko

Fra le vecchie case di Uchiko (foto di Patrick Colgan, 2019)

Valle dello Shimanto

Mi sono inoltrato fra le montagne per scendere verso sud, seguendo il percorso del fiume Shimanto che si snoda in una valle tortuosa e stupenda. Si può percorrere con un treno panoramico o in bici.

Un'ansa del fiume ShimantoUn'ansa del fiume Shimanto

Un’ansa del fiume Shimanto (foto di Patrick Colgan, 2019)

 

Il fiume sfocia a sud, nella prefettura di Kochi in una zona di grancde bellezza paesaggistica. E’ famosa per il suo clima già tropicale, il suo sole caldo e le belle spiagge. A novembre si stava ancora benissimo, sarei voluto rimanere qui una settimana. O un mese.

La valle di Iya

Una valle stretta, remota e un po’ cupa, piena di leggende e storie emozionanti. La Valle di Iya l’avevo sognata leggendo Lost Japan di Alex Kerr (in italiano La bellezza del Giappone segreto) e l’ho trovata forse meno selvaggia e impenetrabile di quanto fosse negli anni ’70, ma ugualmente magico. Un posto davvero incredibile, senza contare che sono giunto in autunno, mentre le foreste si stavano colorando di spettacolari toni rossi e gialli.

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La valle di Iya in certi punti è così stretta che sembra avvolgerti, sembra quasi chiudersi su di te. Dicono che sono fortunato, che qui, dove non siamo neanche altissimi (6-700 metri) arriva così poco sole che le foglie degli alberi si tingono di rosso tre settimane prima che nel resto del Giappone, in genere a fine ottobre. È una valle stupenda e inpervia, dove però la vita nelle austere case di legno col tetto di paglia sui fianchi delle montagne deve esser stata durissima. E qui si veniva anche per nascondersi, per fuggire. La leggenda racconta che qui quasi 900 anni fa arrivarono gli Heike dopo la sconfitta a Yashima, a nord. Non immagino un posto migliore. Il nome significa la 'valle degli antenati': non è chiaro il perché ma qui in certi punti sembra davvero di entrare in un altro mondo. #Giappone

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per approfondire:

Kotohira

Si dice che l’accesso al santuario Kompirasan sia fra i più faticosi di tutto il Paese. In effetti è in cima a una ripida scalinata che sembra non finire mai. Un po’ ironicamente è però dedicato ai marinai, perché dal mare potevano vedere la vetta del monte.

Salita al santuario Kompirasan, Kotohira

Un tratto dell’infinita scalinata per salire al santuario Kompirasan, a Kotohira (foto di Patrick Colgan, 2019)

Ma a Kotohira, anche se piccola, ci sono anche un meraviglioso, vecchio teatro di Kabuki pieno di segreti e un museo con spettacolari dipinti fusuma-e.

Takamatsu

Una città forse non bella, ma piacevolissima, giustamente orgogliosa della sua gastronomia: è incredibile in quanti modi si possono preparare gli udon e quanto possano essere c osì buoni ogni volta: li ho mangiati 5 o 6 volte consecutive e non vedevo l’ora di sedermi di nuovo al bancone e ordinarne altri. Però ricorderò la città anche per il più bel giardino di cui non avevo mai sentito parlare, il Ritsurin.

Giardino Ritsurin, Takamatsu

Giardino Ritsurin, Takamatsu (foto di Patrick Colgan, 2019

Instagram. Sul mio account instagram trovate fra le storie in evidenza il racconto che ho fatto giorno per giorno mentre ero in viaggio.

☛ Avete domande? O siete stati nello Shikoku e volete dirmi quali sono i posti che vi sono piaciuti di più? Lasciate un commento!

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