In treno lungo la valle dello Shimanto

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Giappone, in viaggio sulla linea ferroviaria panoramica nella valle dello Shimanto, il fiume più lungo e selvaggio dello Shikoku

Il treno sferraglia in riva al fiume, ne segue le bellissime anse in un’atmosfera da gita domenicale. Amo i treni panoramici, ma in molti casi vengono trasformati in giocattoloni, come se il panorama e la sensazione di essere cullati dal leggero sussulto del vagone che scorre sui binari non bastassero. Come se ci volesse per forza qualcosa di più. Ecco, il treno Shimantorocco (la parola torocco in Giappone indica treni panoramici dai lati aperti, un esempio è quello fra Arashiyama e Kameoka) non fa eccezione, ma almeno esibisce una certa sobrietà. A bordo parla soprattutto il panorama, che è eccezionale: il fiume Shimanto, 196 km, è il più lungo dello Shikoku (e ritenuto anche fra i più puliti del Paese). Attraversa una valle montuosa e selvaggia, paesaggi rurali, boschi, diretto verso la costa sub-tropicale di Kochi. Il mare.

Fiume shimanto
Valle dello Shimanto: uno dei punti panoramici più spettacolari della ferrovia (foto di Patrick Colgan)

Lo Shimanto appare per lunghi tratti inviolato. Chi ha viaggiato un po’ in Giappone avrà visto la quantità di corsi d’acqua stritolati da sponde di cemento (ne ha scritto anche Alex Kerr nel suo Dogs and Demons) mentre questo fiume scorre tranquillo in un letto che ha scavato nei millenni e che pare troppo ampio: dà l’idea di quanto possa mutare e gonfiarsi in alcuni momenti.

Il treno a volte è così vicino al fiume che sembra quasi di essere in barca, in mezzo a quell’acqua che scorre lentamente. La storica linea ferroviaria Yodo è va da Uwajima a Kubowaka e il tratto fra Ekawasaki e Tosa-Taishō è quello maggiormente panoramico: dalla primavera all’autunno una corsa al giorno si fa su di un vagone all’aperto (da prenotare). In genere si prosegue poi fino a Nakamura, piacevole città sulla costa, alla foce dello Shimanto. Piena di izakaya dove passare la serata e alloggi per tutte le tasche (comprese opzioni con onsen).

L’itinerario della Yodo Line, nel sud-ovest dello Shikoku, immagine di Mizuboshi (Wikimedia – licenza creative commons)
Shimantorocco
L’interno del treno Shimantorocco, lungo la linea Yodo
Shimantorocco
Il treno Shimantorocco, ritratto in una cartolina. Si nota anche la carta dell’itinerario

Il torocco ci mette mezz’ora di più del normale ma io vorrei che il viaggio fosse ancor più lento. Gli itinerari in treno lungo linee come questa ti concedono un lusso raro, quello di perdere tempo e di restare in quella situazione di sospensione tipica dei viaggi più belli, quando la voglia di arrivare a destinazione viene combattuta dal desiderio di rallentare, di fare in modo che il momento duri ancora, che la strada si allunghi ancora un po’. Su questi binari mi vengono in mente altre ferrovie panoramiche, come quella di Ooty, in India, ma anche lunghi viaggi in barca in Laos e in Cambogia.

Valle dello Shimanto (foto di Patrick Colgan)

E invece la destinazione arriva. Ma mentre a Kubokawa aspetto il treno per Nakamura, la mia destinazione, capito per caso in mezzo al matsuri locale (Daichi matsuri 台地まつり, secondo weekend di novembre) e mi godo un’oretta di balli e musiche con vari gruppi che sfilano attraverso il paese.

Daichi matsuri Kubokawa
Daichi matsuri 2019, a Kubokawa (foto di Patrick Colgan)

In bici lungo il fiume Shimanto

Uno dei modi migliori per scoprire la zona è percorrerla in bici. Chi ha preso il treno può noleggiare una bicicletta, anche a pedalata assisitita alla stazione di Nakamura. Il percorso più semplice prevede di risalire il fiume per 18 km di falsopiano in mezzo alla natura. L’alternativa è scendere in bici da Ekawasaki (lasciandola poi a Nakamura): sono 35 km in discesa. Ma si possono prevedere molte tappe e addirittura una sosta per fare un giro su una barca tradizionale. Ovviamente sul fiume si fa anche kayak.

Si possono vedere e attraversare i tipici ponti chinkabashi (ce ne sono 22): sono sottili e costruiti senza sponde in modo da offrire minor resistenza possibile quando il fiume è in piena. Ed è impressionante immaginare quanto questo fiume, apparso così tranquillo quando l’ho visitato, può gonfiarsi e diventare spaventoso nei periodi di forti piogge.

Imbarcazioni tradizionali sul fiume Shimanto, foto di Patrick Colgan
Lungo il fiume Shimanto. I ponti sono senza sponde per offrire meno resistenza all’acqua in caso di piene. Foto di Patrick Colgan

Verso il capo Ashizuri

Verso sud-ovest lungo il mare si alternano alcune belle spiagge, come quella di Oki, mentre la costa diventa sempre più rocciosa e spettacolare al capo Ashizuri, il più meridionale del Giappone, che dà il nome a un un parco nazionale.

Capo Ashizuri
Capo Ashizuri (foto da Wikimedia di 日:Muramasa, licenza creative commons)

Informazioni pratiche

Siamo nella provincia di Kochi e l’area è facilmente accessibile in treno. I biglietti per il treno si possono fare in biglietteria Jr o tramite agenzie (come Travel arrange japan). In zona ci sono molte sistemazioni.

Anjuan è un gradevole ryokan hotel con onsen all’aperto che domina Nakamura da una collina. Lungo il fiume c’è anche un campeggio gratuito, mentre verso il capo Ashizuri, nei pressi della spiaggia di Oki (adatta al surf, un po’ meno al nuoto ma balneabile) c’è uno strano eco-condominio con onsen, chiamato Kaiyu. Dall’esterno sembra un edificio anonimo, come tanti alberghi giapponesi. E invece è un posto un po’ hippie, nel quale si vive un po’ come una famiglia allargata. Vengono surfer, coppie con bambini, backpacker. Alcuni restano settimane intere. Si cena assieme, ci si ritrova nelle aree comune ed è tutto essenziale e un po’ spartano, ma con stile: le stanze, per esempio, sono ognuna diversa dall’altra e personalmente arredate dal proprietario con un design vintage ed oggetti di recupero o fabbricati da lui.

Poche camere hanno l’aria condizionata e di notte l’elettricità viene staccata. Non per tutti, ma io sogno di tornare per starci una settimana, in una di quelle stanze vista mare. Di sicuro uno degli alberghi più originali che abbia mai visto.

Kaiyu
Una delle stanze di Kaiyu

Per continuare a leggere: gli altri post sullo Shikoku

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