I Buddha di pietra di Usuki

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Antiche, misteriose sculture scolpite nella pietra vulcanica: i Buddha di pietra di Usuki, in Kyushu

“Da dove venite? Non capita spesso di vedere stranieri  da queste parti”. La cosa un po’ buffa è che a chiedercelo è una ragazza scozzese che però è praticamente una del posto: vive nella città di Ōita, a una quarantina di minuti da Usuki, dove insegna inglese. È venuta assieme a una collega giapponese perché gliel’ha proposto un’attempata studentessa che è proprio di queste parti. Insomma, è un posto poco conosciuto anche da chi abita qui vicino. Ed è un peccato perché è un posto bucolico, di una bellezza placida, avvolgente anche prima di arrivare ai tesori che nasconde.

Uno scorcio dal sito dei Buddha di pietra di Usuki

Uno scorcio dal sito dei Buddha di pietra di Usuki (foto di Patrick Colgan, 2018)

In questa valle fra dolci montagne ci sentiamo in un Giappone ideale, illusorio tanto è perfetto. “Venite a vedere anche la mia città, Usuki, la zona di Teramachi (la città dei templi, in giapponese) è bellissima. Mi raccomando”, dice la studentessa di inglese del posto. Noi annuiamo un po’ imbarazzati, perché sappiamo che la città di Usuki è bella, che ha un quartiere antico, ma non abbiamo proprio tempo. E già venire è stato un fuori programma. Un fuori programma di quelli sorprendenti, e preziosi.

A Usuki, fra boschi e montagne, ci sono infatti decine di rari Buddha scolpiti nella pietra vulcanica, la cui storia è avvolta nel mistero.  Sono i Buddha di pietra di Usuki o Usuki Magaibutsu (臼杵磨崖仏).
Quelli designati tesoro nazionale sono 59 e probabilmente risalgono al tardo periodo Heian e al periodo Kamakura (quindi fra XII e XIII secolo) e sicuramente c’è un collegamento con i buddha di pietra della vicina penisola di Kunisaki, ma non si ha notizia certa né di chi li creo né perché si sviluppò proprio qui questo tipo di spiritualità. Buddha in pietra si trovano in tutto il Giappone, anche se in Kyūshū ce n’è una elevata concentrazione. Ci sono studi, ipotesi ma anche tante domande che forse rimarranno per sempre senza risposta certa.

⇒⇒ L’itinerario del mio viaggio in Kyushu

I Buddha di pietra sono rari in Giappone

I Buddha di pietra sono rari in Giappone (foto di Patrick Colgan, 2018)

Incisioni nella roccia a Usuki

Incisioni nella roccia a Usuki (foto di Patrick Colgan, 2018)

Mi limito ad apprezzare la bellezza di queste sculture, a immaginare la mano lontana nel tempo che le ha estratte dalla pietra, quella che le ha colorate (si vedono tracce di rosso) e la meraviglia che dovevano suscitare al tempo. Forse è simile a quella che proviamo noi oggi: l’arte attraversa i secoli e ci mette in contatto con gli uomini del passato.

Sono sculture antiche giunte fino a noi ma sono fragilissime: l’umidità, l’acqua, il tempo le stanno logorando e anche per questo alcune sono in restauro e non si possono vedere. Nulla è eterno e anche per questo sento di ricevere un dono mentre le ammiro. E penso agli uomini di mille anni fa che le guardavano esattamente come me.

Furuzono Sekibutsu

Furuzono Sekibutsu (foto di Patrick Colgan, 2018)

Fra le statue visibili c’è anche il famoso Furuzono Sekibutsu, una scultura ritenuta da alcuni il più bel Buddha di pietra del Giappone. È Dainichi Nyorai, il buddha al centro del buddhismo esoterico (quello che in Giappone vede il suo cuore nel monte Koya).

Fino ad alcuni decenni fa la testa di questo buddha di pietra era staccata, appoggiata per terra: era un’immagine famosa, immediatamente riconoscibile, ma triste. Con l’ultimo restauro la figura è stata ricomposta. Ed è magnifica. Forse mi inganno, forse è solo la magia di questo posto ad avermi rapito, ma la sua espressione serena non assomiglia a quella di nessuna altra raffigurazione di un buddha vista in Asia.

 La statua come appariva prima del restauro, da un pannello informativo

La statua come appariva prima del restauro, da un pannello informativo

Il tempio Mangetsu-ji

Il tempio Mangetsu-ji (foto di Patrick Colgan, 2018)

La leggenda

Qualcuno ha provato a dare una storia alle sculture, che probabilmente erano già misteriose secoli fa. Scendendo dal tempio naturale dei Buddha si arriva al tempio Mangetsu-ji, passando fra due guardiani Niō sepolti fino alla vita nel terreno dalle inondazioni del vicino fiume. Sono una visione strana, anche un po’ impressionante perché sembrano uscire dal terreno.

Fra i pini, in un’alcova nella roccia, si scoprono piccole statue dai lineamenti consumati dal tempo. Secondo la tradizione sono Renjō-hoshi, il leggendario artista, un monaco, che avrebbe creato i misteriosi buddha. E, accanto, la coppia che le avrebbe commissionate. Li ringrazio tutti e tre per quello che ci hanno donato.

Renjo-hoshi, sculptor of the Buddhas

Secondo la tradizione questa piccola statua raffigura Renjo-hoshi, il creatore dei buddha (foto di Patrick Colgan, 2018)

 

Come arrivare ai Buddha di Usuki

Usuki è nella parte orientale della prefettura di Ōita, in Kyushu, l’isola più meridionale del Giappone (se si eccettua Okinawa). Noi siamo arrivati con l’auto a noleggio da Beppu, che è la località da cui probabilmente li raggiungerete. Ci sono rari bus dalla stazione di Usuki fino alla fermata Usuki Sekibutsu ma forse la soluzione migliore, se venite in treno e siete in due per dividere i costi, è probabilmente il taxi: si parla di circa 2000 yen per 20 minuti di viaggio.

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3 Commenti

Yannis Koukoutaras Marzo 30, 2018 - 6:52 pm

Con questi tuoi racconti di un Giappone rurale e della estrema bellezza che irradia questa natura calma e introspettiva fai crescere in me, sempre di più il desiderio di conoscere questo straordinario paese…

Reply
Silvia Marzo 25, 2019 - 12:41 pm

Buongiorno Patrick,
sto mettendo a punto il mio prossimo viaggio in Giappone, nel Kyushu. Ho un giorno e mezzo da passare a Beppu, è fattibile un’ escursione ai Buddha di Usuki in mezza giornata? Quanto tempo ci vuole per visitare la zona dei Buddha?

Grazie Silvia

Reply
patrickcolgan Marzo 28, 2019 - 9:53 pm

Ciao Silvia!
Se hai l’auto si può fare senz’altro, mentre con i mezzi è un po’ più lungo, dalla stazione di Usuki bisogna prendere il bus, ma l’ideale è prendere il taxi (ho letto che è sui 1000 yen) perché non è molto frequente. L’area dei Buddha è molto bella ma in un paio d’ore abbondanti ci stai anche se è bello indugiarci un po’ 🙂
Un saluto! 🙂

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