Le strade della Nuova Zelanda

di Patrick Colgan

Un lungo viaggio in auto su strisce di asfalto infinite: ecco com’è guidare in Nuova Zelanda. Informazioni utili e un racconto con le mie foto di Instagram, per farsi un’idea quando non bastano le parole

Nell’Isola del sud non servono mappe. Entri nella maggior parte dei paesi da un lato ed esci dall’altro. La strada è la strada.

Se fosse stata un’autostrada in qualsiasi altro Paese del mondo sviluppato avremmo colpito qualcosa. Ma in un’autostrada dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda c’è poco da colpire. E in un giorno festivo non c’è niente da colpire (Joe Bennet, A Land of Two Halves, trad. mia)

Ricorderò per sempre le strade della Nuova Zelanda. Non tanto perché tempo venti minuti e nel traffico di Auckland (uno dei pochissimi posti dove lo avrei trovato) ho deciso di lasciare il mio segno su un’altra auto. Colpa della guida sul lato sinistro della strada a cui mi sarei presto abituato. E nemmeno perché ho preso la mia prima multa per eccesso di velocità, quando la distrazione mi ha fatto superare di poco il rigidissimo limite dei 50 orari nei rari centri abitati. Questi sono dettagli. Io ricorderò strade infinite che sembrano trascinarti verso l’orizzonte, spazi sconfinati,  un vuoto che sembra chiamarti a sé. Guidare in Nuova Zelanda è un’esperienza esaltante, emozionante, ma anche profonda, quasi spirituale, soprattutto nell’Isola del sud. Come il deserto, anche se non è il deserto. Non amo i viaggi in auto, ma per una volta anche muoversi solitari e ad alta velocità (non troppo, al massimo i 100 chilometri orari) è significativo. A piedi anche pochi chilometri possono sembrare vastità, in treno ci fai l’abitudine perché spesso ti allontani dalle zone abitate. Ma quando sei su una strada, l’unica strada, ti aspetteresti di trovare segni di una presenza umana. E invece al volante in Nuova Zelanda attraversi questi paesaggi bellissimi, pressoché inviolati, per ore e hai la percezione chiara di quanto tu sia piccolo, e di quanto la presenza dell’uomo in questo ambiente sia non solo recentissima, non più di mille anni dal primo visitatore maori, ma anche rarefatta.

Al limite ci sono pascoli: pecore, mucche, alpaca. Ma puoi non vedere un paese per ore — spesso si tratta poi di qualche casa a ridosso della strada e un’agognata pompa di benzina se va bene — e le città quasi non esistono: su una superficie di poco inferiore a quella dell’Italia ci sono quattro milioni di abitanti (un quindicesimo) e solo tre città sopra ai 300mila abitanti, due nell’isola del nord (Auckland, la più grande, e la capitale Wellington) e una a sud, Christchurch. E poi c’è qualche altra cittadina sui centomila abitanti come Hamilton, Tauranga, Dunedin, quest’ultima l’unica della lista nell’isola meridionale. Poi basta.

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Guidare in Nuova Zelanda

Nell’Isola del sud appena usciti dai paesi anche il traffico sparisce, almeno in bassa stagione. Sulla selvaggia West Coast usa addirittura salutarsi quando ci si incrocia, tante poche sono le auto. E’ una forma di solidarietà, un modo per sentirsi vicini. La maggior parte dei veicoli che percorrono lunghe distanze sono i tanti camper a noleggio dei turisti che aumentano di numero vicino ai luoghi più noti. E per una volta la loro presenza non è fonte di sconforto per chi procede un po’ più spedito. Anche se le strade sono generalmente a due corsie, a distanze regolari se ne apre una terza per il sorpasso, come ho visto solo in Corsica. E se non c’è la corsia di sorpasso i veicoli lenti guidati da neozelandesi avranno la gentilezza di farsi da parte per farvi passare (nel traffico cittadino diventano invece molto più nervosi).

Attenzione alla velocità in Nuova Zelanda!

Ma non premete troppo sull’acceleratore, qui il limite di velocità rasenta l’ossessione, anche giustamente, certo. Fra cartelli inquietanti che ammoniscono sui rischi della fast lane e polizia appostata in mezzo al nulla, se il cartello dice trenta orari, andate ai trenta.  Non esagero.

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Documenti e regole

Non so se ci sia una storia particolare di incidenti o di pericolosità delle strade in Nuova Zelanda, ma le leggi che governano la circolazione in auto sono draconiane ed è strano, pensando a quanto le strade sono vuote e ben tenute, al fatto che mai, in venti giorni di viaggio e migliaia di chilometri percorsi, abbia avuto la percezione di un rischio anche solo ipotetico. Forse però è proprio grazie a queste regole, che vengono quasi sempre rispettate.

Guidare in Nuova Zelanda: la strada per Kaikoura

La strada per Kaikoura (foto di Patrick Colgan, 2015)

Il limite del tasso alcolico nel respiro è la metà di quello italiano (pari quindi 0,25 g/l) e zero per chi ha meno di vent’anni. Nel corso del viaggio sono stato sottoposto due volte all’etilometro, sempre negativo: una volta quando ho preso la multa e l’altra nel corso di normali controlli. Quindi fate attenzione alle degustazioni nelle ottime cantine neozelandesi, dovrete sputare come un vero sommelier.

Come documenti è richiesta la patente internazionale (all’Aci han detto che entrambi i modelli vanno bene, io ho fatto il Ginevra che alcuni siti indicavano come l’unico accettato). Sia l’autonoleggio che la polizia nei normali controlli sembravano però interessati soprattutto alla patente italiana. Si guida sul lato sinistro della strada, quindi il volante è sul lato destro delle automobili che sono praticamente tutte con cambio automatico, come negli Stati Uniti.

Noleggiare un’auto

Le compagnie sono quelle internazionali e non ne ho viste di locali a parte Apollo e Jucy, specializzate in camper. Anche a causa dei problemi che può comportare la guida sul lato sinistro della strada (ma ci si abitua in fretta), ritengo sempre indispensabile la copertura assicurativa completa anche dei danni riportati dalla propria auto e la riduzione a zero della franchigia.

Per guidare in Nuova Zelanda serve il navigatore?

Il navigatore può essere utile nell’isola del nord, ma nell’isola del sud diventa quasi superfluo, visto che le strade sono poche e le destinazioni ben segnalate. Se fate entrambe le isole dovrete restituire l’auto alla stazione dei traghetti di Wellington e riprenderla dall’altra parte a Picton, o viceversa. I traghetti trasportano le auto, ma le compagnie di noleggio preferiscono questa soluzione.

Lindis Pass, New Zealand

Il Lindis Pass (foto di Patrick Colgan, 2015)

Rifornimenti

Le pompe di benzina non sono molte e specie a sud ci sono tratti anche di cento chilometri in cui non ce n’è nemmeno una (in genere è segnalato), per esempio fra Fox Glacier e Haast oppure sulla West Coast. Quando ne avete la possibilità fate sempre il pieno: ci siamo trovati almeno un paio di volte con la preoccupazione di rimanere a secco.

Buon viaggio.

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Per approfondire

I post sulla Nuova Zelanda

  1. Sette motivi per fare un viaggio in Nuova Zelanda
  2. Le strade della Nuova Zelanda
  3. Trekking nell’Abel Tasman
  4. Lungo la West Coast
  5. I ghiacciai della Nuova Zelanda
  6. Libri di viaggio sulla Nuova Zelanda
  7. Itinerario di viaggio in Nuova Zelanda

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3 Commenti

Roberta - Turisti per Sbaglio Ottobre 10, 2015 - 3:27 pm

Sogno la Nuova Zelanda dai tempi di The Piano, per quella natura selvaggia che intravedi, per quell’immaginario che ti si accende. E questo nastro d’asfalto che corre sempre in avanti, solitario tra montagne rocciose e mare sempre cangiante, è davvero un invito a partire: The road goes ever on and on, far from the door where it began.

Reply
patrickcolgan Ottobre 15, 2015 - 11:16 am

Quando vidi il film rimasi sorpreso proprio da quella natura selvaggia che per qualche motivo non avevo mai collegato alla Nuova Zelanda, un Paese che fino ad allora per me aveva un’identità molto vaga. E quel film dà un’idea migliore del Paese del Signore degli anelli (anche perché, ho poi scoperto, il regista voleva rendere il paesaggio più britannico, come lo aveva immaginato Tolkien). Ma nonostante abbia visto questi film che dovrebbero mostrare i panorami più sorprendenti e spettacolari, ti confermo che c’è molto di più, che il viaggio è andato oltre le aspettative. Che voglio tornare e ‘perdermici’ ancora un po’.

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