Ritorno al Golden Gate

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Secondo viaggio a San Francisco e secondo incontro con il suo ponte più famoso: storia di un ritorno e qualche idea per vedere il Golden Gate da differenti prospettive

Quando il Golden Gate compare dietro il fianco di un’altura assieme alle luci di San Francisco è come se la città ti stesse attirando verso di sé. E anche la lenta colonna di auto sembra prendere velocità man mano che ci si avvicina al ponte.  Siamo un fiume di luci sospeso. I ponti sono sempre passaggi verso un altro mondo, ma questo lo è in modo particolare. Dietro di noi ci sono paesi, cittadine, foreste e tutto quanto abbiamo attraversato finora arrivando dalla Death Valley, ormai lontanissima: i deserti, le montagne della Sierra, le colline di Sutter Creek e Sonoma. Davanti ci sono San Francisco, la città, e poi la costa. Una parte del viaggio è finita e ne sta cominciando un’altra.

Golden Gate, un po’ di storia

Il Golden Gate, da qualunque prospettiva lo si guardi, è una meraviglia, tanto più spettacolare in quanto distante, separato dalla città. Questo arco rosso un po’ altezzoso ed elusivo: si vede distintamente solo da alcuni angoli di San Francisco e a volte è immerso nelle nebbie. Penso a chi lo ha attraversato per tornare a casa nei suoi ottant’anni di storia, ma anche alle persone che sono arrivate e continuano ad arrivare per iniziare una nuova vita. Non posso però dimenticare un documentario terribile che ho visto una decina di anni fa, The Bridge, che racconta un aspetto poco conosciuto: le tantissime persone che hanno scelto il ponte per togliersi la vita. Dopo anni di dibattito, nel 2017 le autorità cittadine hanno cominciato a installare una barriera che lo impedisca. Non posso più guardare il ponte senza pensarci.

Il primo progetto del ponte risale all’inizio degli anni Trenta, lo propose Joseph Strauss (la storia è raccontata su Wikipedia), e venne inaugurato (dopo il decisivo contributo di molti altri progettisti), nel 1937: da allora e fino al 1964 fu il ponte sospeso più lungo del mondo. C’è un video dell’inaugurazione del ponte, girato con lo stile un po’ naif ed enfatico di quegli anni, e anche per questo bellissimo. Sembra in parte una parata, in parte una festa popolare e probabilmente fu tutto questo.

Il ponte è ancora lì, ancora meraviglioso e sostanzialmente immutato: ormai è parte del paesaggio. Ma va cercato.

Il Golden Gate in auto

Se arrivate da Napa o Sonoma (come noi) attraverserete il ponte in auto. Noi lo abbiamo fatto di notte e, anche se è la routine quotidiana di molte persone, è emozionante per chi lo percorre la prima volta. Si paga un pedaggio di 7.75$ ma non ci si ferma per prendere un biglietto: il conto si salda poi on line sul sito del Golden Gate, in un secondo momento (ma si può anche pagare in anticipo).

Il ponte visto dalla città

Due punti classici dai quali si vede il ponte e che in genere sono in tutti gli itinerari sono Fisherman’s Wharf, posto estremamente turistico ma molto bello (le due cose, è ovvio, vanno spesso di pari passo). Se venite a salutare i leoni marini che hanno trovato a casa il Pier 39 vedrete anche stagliarsi lontano l’inconfondibile arco rossastro del ponte (in realtà la tonalità è ‘international orange’).

Il Golden Gate bridge dal Pier 39 di Fisherman's Wharf

Il Golden Gate bridge si può vedere dal Pier 39 di Fisherman’s Wharf (foto di Patrick Colgan, 2017)

Altro posto dal quale sicuramente lo vedrete è l’altura di Lombard Street che offre forse i panorami più belli sulla città e una vista stupenda del ponte.

Il Golden Gate da Lombard Street – foto di David Jones, da Flickr – licenza creative commons

Il Golden Gate da Baker beach

Da qui non si vede la città, non si vedono i grattacieli. In fondo a questa spiaggia sull’oceano Pacifico, selvaggia e battuta dalle onde si vede soltanto l’arco rosso del ponte, vicino ma non troppo: e potremmo essere in qualsiasi momento della sua storia. Lo immagino lì, fermo, a raccontare il mondo che intorno cambia, come il ponte sulla Drina. Ma è ancora troppo giovane, la sua storia non supera ancora la vita di un uomo.

Una vista simile, ma da maggiore distanza, c’è da Land’s End.

su maps trovate Baker Beach qui

Il Golden Gate visto da Baker Beach

Il Golden Gate Bridge da Baker Beach (foto di Patrick Colgan, 2017)

Pacific Overlook e Golden Gate Overlook, a Presidio

Presidio è il nome della collina verdissima che sovrasta la zona ovest della città. Come si intusice dal nome è stata a lungo una fortificazione: oggi è un parco offre vedute famose e spettacolari sul ponte da due punti in particolare Golden Gate overlook e Pacific overlook. Da qui il ponte appare schiacciato, il suo arco molto meno aggraziato. A prevalere è l’imponenza del ponte: è un gigante alto 237 metri e dà un po’ di vertigine anche se lo si guarda dalla terra ferma.

Si raggiunge in auto o con la navetta gratuita PresidiGo.

Goodbye San Francisco

Un post condiviso da Patrick Colgan – OrizzontiBlog (@patrick.s.colgan) in data:

Percorrere il Golden Gate in bici o a piedi

Il modo più bello per vedere il Golden Gate è quello di salirci, toccarlo. Si perde il senso dell’intero ed è come se lo si scomponesse in parti, ma è bellissimo e il ponte assume una dimensione completamente diversa cessando di essere solo una parte del panorama. E ci si accorge di altri aspetti, per esempio che è in salita e che è altissimo e un po’ impressionante (67 metri sopra l’acqua). E che in questa strettoia della baia a volte può esserci un vento fortissimo (e freddo).

In bicicletta il percorso classico, da fare in mezza giornata, prevede di arrivare fino a Sausalito, un grazioso paese dal quale si può poi prendere un traghetto per tornare in città (in una mezz’ora).  In città ci sono molti noleggi (quasi tutti partono da circa 30$) e sono disponibili anche bici elettriche. Io utilizzai Blazing saddles, che noleggia direttamente a Fisherman’s Wharf-Aquatic Park, e mi sento di consigliarlo ma ce ne sono altri (qui una pagina con una bella panoramica). Calcolate in tutto circa 50$: non è regalato ma ne vale la pena.

Sul Golden Gate, San Francisco

Sul Golden Gate, San Francisco (foto di Patrick Colgan, 2009)

Ma il Golden Gate si può percorrere anche a piedi: Via che si va, che a San Francisco vive, inserisce il ponte in un itinerario a piedi di un paio d’ore che tocca Marina, il Palace of fine arts e infine il Golden Gate (che è a sua volta lungo, nella su interezza, 2,7 km: significa che a piedi ci si mette almeno mezz’ora)

Ciclisti e pedoni non pagano alcun pedaggio, è bene ricordarlo.

Qui c’è un bell’elenco di posti dai quali vedere il Golden Gate, ma se avete la gamba (il ponte è in salita) e una mezza giornata vi consiglio di fare il classico percorso in bici fino a Sausalito, gradevole località dalla quale potrete prendere un traghetto per tornare.

Il Golden Gate dopo il tramonto, dall'acqua

Il Golden Gate dopo il tramonto, dall’acqua (foto di Patrick Colgan, 2009)

Qui qualche altro spunto su posti per vedere il Golden Gate: Great spots to view the Golden Gate Bridge.

Gli altri post sulla California

  1. Viaggio nel Joshua Tree
  2. Sulla strada per Amboy
  3. Cartoline da Los Angeles
  4. Cartoline da San Francisco

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4 Commenti

Yannis Koukoutaras Febbraio 20, 2018 - 11:19 pm

Caro Patrick
Bellissima la tua descrizione del Golden Gate bridge che anche per me rappresenta l’archetipo del ponte che unisce territori, atmosfere e umori.
Anche per noi è stata la seconda volta nell’ottobre del 2016, quando prima di arrivare a San Francisco ci siamo fermati per una notte a Sausalito e di sera ci siamo recati su una collina a due passi dalla città, da dove abbiamo avuto una visione bellissima del Golden Gate illuminato dall’alto…

Reply
patrickcolgan Febbraio 25, 2018 - 5:20 pm

Grazie per aver lasciato questo bellissimo ricordo di viaggio! Un saluto, a presto!

Reply
Rolanda Teruzzi Febbraio 24, 2018 - 12:28 am

Per sei anni ho vissuto a Sausalito e attraversato il Golden Gate almeno due volte al giorno per andare a lavorare a San Francisco: nonostante la routine (e l’odiato pedaggio) il tragitto non ha mai perso il suo fascino!

Reply
patrickcolgan Febbraio 25, 2018 - 5:19 pm

Potevo immaginarlo, anche se la routine alle volte può togliere la magia a qualsiasi cosa! Grazie per aver lasciato questo ricordo!

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