La gola di Takachiho

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Un angolo del Kyushu dove il vulcano Aso ha creato un’opera spettacolare: viaggio alla gola di Takachiho

È una luce strana, speciale quella che filtra fra gli alberi nella gola di Takachiho, scintilla sull’acqua della cascata che si fa vapore, brilla e va a infrangersi sulle mura nere che avvolgono il torrente Gokase. Sono mura bellissime, opera delle forze tremende scatenate dal monte Aso in tempi remoti, di un’enorme colata di lava.

Le alte pareti di basalto che si levano fino a 80 metri sembrano scolpite da una mano sicura e ispirata, più grande e forte di quella dell’uomo: paiono rette da colonne, travi, archi, ci si possono vedere sculture, linee, sembrano levigate e decorate in base a un disegno, a un’idea. La natura ha operato con la grazia che riserva a posti davvero speciali e la gola di Takachiho assomiglia a una cattedrale nascosta nella foresta. E lo sembrerebbe anche se questi luoghi non fossero citati (forse) nei testi religiosi scintoisti che raccontano l’origine del Giappone.

La gola di Takachiho

La gola di Takachiho (foto di Patrick Colgan, 2018)

E dire che nulla anticipa la bellezza di questo posto. Takachiho ha il fascino delle zone remote, selvagge, desolate. Boschi , valli e strade semi-deserte, risaie, si susseguono per chilometri e chilometri nel cuore del Kyushu, la più meridionale delle isole giapponesi: la strada sembra non arrivare da nessuna parte. E poi, infine, scende tortuosa nel bosco, seguendo il rumore di una cascata che risale lungo le pareti della montagna.

In barca nella gola di Takachiho

Takachiho è un luogo adatto a sognare, immaginare, ma è ugualmente facile farsi trasportare dalla semplice, pura bellezza del posto, con leggerezza e con l’approccio ludico tipico dei giapponesi.

La gola di Takachiho può essere lontana dagli itinerari turistici classici battuti dagli occidentali, ma è molto turistica e spesso affollata di visitatori, per lo più giapponesi. E fra le impressionanti pareti di basalto si accumulano barchette a noleggio, in cui ci si improvvisa a remare cercando di evitawre le cascate e l’acqua che precipita dall’alto con un arco elegante. Difficile mantenere la rotta con la barca, quasi impossibile non mettersi a ridere quando diventa una variante acquatica degli autoscontri. E ridendo si finisce, inevitabilmente, sotto una delle tante cascate.

La gola di Takachiho

La gola di Takachiho e il classico ingorgo di barche in un weekend (foto di Patrick Colgan, 2018)

Nei piccoli ristoranti che si trovano nell’area si possono assaggiare pesci d’acqua dolce e i nagashi sōmen, i tagliolini che scorrono in acqua corrente in canne di bambù e si prendono al volo. Sono tipic delle zone vicino ai fiumi o dove ci sono sorgenti e apprezzati in particolare d’estate. E chi non è in grado di prenderli al volo non si deve preoccupare: vengono raccolti in un cesto in fondo alla canna di bambù, come si vede da questo video:

in questo video  tratto dalle mie storie su instagram si vedono i nagashi sōmen

Il santuario di Takachiho

Continuando lungo la gola, a piedi, si raggiunge il santuario di Takachiho dopo un quarto d’ora. Immerso in un bosco di vecchi cedri giapponesi (ce n’è uno che, si dice, ha 8 secoli). Qui, ogni sera alle 20 viene messa in scena una versione accorciata a un’ora delle danze sacre Yokagura che normalmente possono durare una notte intera. Le danze, iniziate pare per placare spiriti vendicativi, hanno incorporato via via sempre più storie, comprese quelle della creazione del Giappone.  La dea del sole Amaterasu si nascose infatti in una caverna e gli altri kami dovettero escogitare un modo per farla uscire. Fu una danza oscena, accompagnata dalle risate degli altri kami a spingerla fuori dalla caverna, incuriosita. Quella caverna sarebbe proprio a Takachiho.

Takachiho

Takachiho (foto di Gordon Cheung, da flickr, licenza creative commons)

Secondo la tradizione la caverna è poco distante, al santuario Amano Iwato Jinja, lungo il fiume in un luogo di grande bellezza naturale. Non vi si può entrare e non si può fotografare. Scendendo lungo il fiume si accede a un’altra grotta dove, sempre secondo la tradizione, gli altri dei avrebbero escogitato il piano per far uscire Amaterasu.

Come arrivare a Takachiho

La gola di Takachiho (in giapponese si dice Takachiho-kyō,高千穂峡 ) non è facile da raggiungere. La zona si visita meglio in auto, magari inserendola, come ho fatto io, in un itinerario che parte da Kumamoto e tocca anche il monte Aso. Qui trovate un link su come organizzare un viaggio in auto in Giappone e qui il mio itinerario in Kyushu.

L’alternativa con il trasporto pubblico è il bus. La stazione ferroviariac’era,  ma è stata chiusa. Ora in bus sono tre ore da Kumamoto e un’ora e mezza da Nobeoka, vicino a Miyazaki (Takachiho è nella prefettura di Miyazaki). Dalla stazione dei bus di Takachiho si può quindi prendere una delle rare navette per la gola (o scendere per una quarantina di minuti a piedi) oppure un bus per il tempio Amano Iwato (10 minuti). Le barche si noleggiano tutti i giorni dalle 9 alle 17 e l’esperienza è molto tranquilla e sicura. Si fa in una zona della gola dove l’acqua è molto calma e non ci sono correnti.

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1 Commenti

Francesco Ottobre 30, 2019 - 3:43 pm

Patrik, ti seguo già da un po’, complimenti per il tuo blog. Trovo davvero molto coinvolgente il modo in cui descrivi i luoghi visitati, mi riferisco sia alle parole che alle fotografie. Mi fai venire ancora più voglia di scoprire il Giappone e la sua cultura, in tutte le sfaccettature.

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