Giappone: miti da sfatare e prime impressioni sul Paese del Sol Levante
Reduce da un viaggio in solitaria di due settimane fra Tokyo, Hiroshima e Kyoto non posso certo dire di essere entrato sotto la pelle di un Paese così complicato come il Giappone. Anzi, nonostante gli incontri, i confronti, le discussioni con amici e amiche giapponesi e con le persone incontrate nelle mie peregrinazione, posso dire solo di aver appena iniziato a capire alcuni aspetti del Paese. Mentre riordino le idee per scrivere qualcosa di più sensato, credo però di essere già in grado di sfatare alcuni diffusi miti sul Giappone, anche se aspetto confronti, critiche dai tanti appassionati che dedicano enormi quantità di tempo e passione al Giappone o da chi ci vive.
NOTA: post aggiornato 1/2017. Dal 2011 sono tornato in Giappone altre otto volte. Questo post fu scritto ‘a caldo’ ma è ancora valido. Tutti i post che ho scritto da allora sono sulla pagina Giappone
1. Il Giappone è un Paese costosissimo (falso)
Come non si può definire un viaggio a buon mercato, di certo il viaggio in Giappone non può essere definito costoso. Sono andato in bassa stagione, risparmiando quindi sul volo, ma lo yen aveva il cambio peggiore degli ultimi cinque anni (intorno a 100-110 yen per euro, ora nel 2015 è intorno 140) e nonostante questo il viaggio è risultato assai più economico del previsto. Rispetto ad altri paesi inoltre non dovrete preoccuparvi di mance, fregature e in generale nemmeno furti. Ecco le prove.
Quanto costa un viaggio in Giappone
nota i prezzi sono stati aggiornati al 2017
Viaggio: 450-600 euro volo andata e ritorno Bologna-Roma-Tokyo con Alitalia (prenotato dieci giorni prima su opodo.it, se ve lo state chiedendo), più circa 29.000 yen per il japan rail pass (230 euro al 2017) e permette di usare liberamente i treni giapponesi per sette giorni.
Alloggio: 4000 yen a notte, all’Ace-inn a Shinjuku, Tokyo (circa 26 euro) per un letto in una sorta di capsule hotel ma estremamente spazioso, pulito e confortevole ai margini di una delle zone più animate di Tokyo. Per quanto riguarda questo hotel non dovete immaginare la ‘capsula’ come un loculo, piuttosto un ampio e comodo letto a castello con il vantaggio di un po’ di privacy data dalle pareti. Tipo cuccetta.
Se volete risparmiare ci sono letti ‘economy’ per una ventina di euro. A Londra, Oslo, New York o pure Roma è difficilissimo trovare di meglio. E poi ci sono gli ostelli.
Letti in Ryokan (pensioni tradizionali) economici fuori Tokyo si aggirano sui 4-5000 yen per una camera singola (si risparmia nelle doppie).
Se siete davvero squattrinati potete dormire per circa 10 euro in un manga kissa (internet cafè che permettono di affittare anche stanze private con ampie poltrone reclinabili e mettono a disposizione bagni, docce e bevande gratuite oltre ai computer). Ma è una soluzione estrema e secondo me inutile (link, dove dormire in Giappone)
Quanto costa il cibo in Giappone?
Mangiare costa sicuramente assai meno che in Italia. Con 1200 yen (8 euro nel 2017) si può ordinare un menù a prezzo fisso a pranzo in un’ampia gamma di ristoranti (anche di tempura o sushi). A cena i prezzi salgono leggermente, ma i menù diventano più abbondanti.
Se piace il ramen, si trovano ristoranti di livello straordinario, anche consigliati dalla guida Michelin, per 10 euro o meno (ne ho scritto qui)
Se ci si accontenta di un panino i prezzi diventano irrisori nell’ordine di 2-3 euro. Per fare qualche altro esempio: una confezione classica con due tramezzini acquistata in un combini (convenience store aperto 24 ore su 24) 7 Eleven o Lawson: costa 220 yen, due euro. Una colazione completa giapponese con riso, pesce, miso, uova, tè e acqua a volontà in una delle tante catene che la propongono (come Matsuya) costa 390 yen (circa 3 euro).
Cosa costa tanto in Giappone?
L’affitto, il possesso di un’auto per chi ci vive. E poi i taxi, anche se in realtà dipende, il cinema (1500 yen), gli alberghi e i ristoranti di alto livello come ovunque. Infine i treni ad alta velocità, costosissimi (ma per fortuna per i turisti c’è un pass ferroviario)
E poi ci sono le famose frutte e verdure cubiche o di forma perfetta da regalo. Ma questo è un argomento particolare che meriterebbe una trattazione a sé (qui ne ha scritto Viaggiappone).
2. I giapponesi non sanno l’inglese (vero ma…)
E’ vero. Pochi lo conoscono, soprattutto fra i meno giovani e come se non bastasse i più lo parlano in maniera quasi incomprensibile. Chi si stupisce e si lamenta dovrebbe però mettersi nei panni di uno straniero che viene in Italia, dove l’inglese è parlato ancora meno.
Più di una volta ho aiutato americani disperati in giro per Bologna, che accolgono sempre chi parla inglese come se fosse un miracolo. Sfatiamo un altro luogo comune: per un italiano apprendere le basi della lingua orale e semplici frasi (ordinare un piatto, chiedere indicazioni) è molto facile e tutti coloro che si apprestano a fare un viaggio in Giappone dovrebbero provarci. Il Giapponese non ha suoni diversi dall’italiano (li ha, ma entriamo in sottigliezze delle quali ci si può non curare da principianti) e quindi viene a mancare uno dei principali ostacoli per chi si avvicina a una lingua straniera. Insomma, non ci sono scuse.
3. I giapponesi sono incomprensibili e impenetrabili
Le storie di occidentali alle prese con le toilette ipertecnologiche, persi nella metropolitana di Tokyo o fra le strade di una metropoli che non ha nomi delle vie (una guida suggerisce addirittura di portarsi dietro una bussola) sono sempre divertenti quanto spesso esagerate ad arte. Sono un genere a sé. Altri aspetti della cultura giapponese o alcune notizie curiose danno a volte l’idea di un paese abitato da marziani o matti.
Basta però uscire con dei giapponesi, parlare con loro, osservarli per capire che molte delle cose che riteniamo assurde e incomprensibili (le migliaia di ideogrammi – che loro stessi fanno fatica a capire o scrivere a volte – le macchinette e computer per qualsiasi cosa, il groviglio di linee della metropolitana di Tokyo, l’assenza di nomi per le strade, i maid cafe ecc.) a quanto pare risultano spesso sconcertanti o quantomeno strane agli stessi giapponesi. La cultura, le convenzioni il modo di vivere e di relazionarsi con gli altri invece appaiono invece decisamente oscuri, indecifrabili a un occidentale e allo stesso tempo sono uno degli aspetti più affascinanti di un viaggio in Giappone. Di certo richiedono tempo, impegno, apertura mentale e passione per essere compresi.
4. I treni giapponesi non arrivano mai in ritardo
E’ vero, i treni e i mezzi di trasporto generalmente sono di una precisione quasi inconcepibile anche grazie all’estrema disciplina dei passeggeri. Ma le cause di forza maggiore esistono anche in Giappone. Una forte nevicata ha causato un ritardo di un’ora e venti allo Shinkansen per Osaka, mentre un problema elettrico sulla linea per l’aeroporto di Narita ha causato il blocco dei treni per l’aeroporto per alcune ore facendomi temere seriamente (assai seriamente) di perdere l’aereo. E naturalmente il banco informazioni non sapeva che pesci prendere con l’impiegata che mi guardava smarrita senza proferir parola. E non era previsto alcun servizio di bus sostitutivo, cosa che in Italia sarebbe stata predisposta abbastanza velocemente (anche perché probabilmente problemi di questo genere capitano più spesso).ù
Per saperne di più sui treni in Giappone:
- Guida al Japan Rail pass
5. I giapponesi non parlano con gli stranieri
Questo è forse il più falso degli stereotipi. E’ vero le convenzioni sociali sono piuttosto rigide. E’ vero alle volte l’atteggiamento nei confronti degli stranieri può essere un po’ diffidente, o qualcosa di più. Ma sono solo casi. I contatti con le persone del posto saranno frequenti se si è aperti all’incontro. Basta manifestare il minimo segno di smarrimento (per esempio davanti a una biglietteria automatica o a una cartina) che si è subito soccorsi da persone di ogni età pronte ad aiutarvi.
Davanti a una birra in un’izakaya (l’equivalente di una birreria) può capitare frequentemente di scambiare qualche parola in inglese approssimativo con un impiegato o con uno studente. Se uscite soli in un locale, in particolare fuori Tokyo dove gli stranieri sono meno, non resterete a lungo soli.
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20 Commenti
Sante parole!..la mia prima volta in jap dopo aver già girato molto mondo ero terrorizzata dai terribili post letti in giro…beh, confermo. Sono solo stupidissimi luoghi comuni, leggende metropolitane da sfatare facilmente in loco. Paese curioso ma vivibilissimo e alquanto facile..tanto che ogni anno ci ritorno, se posso. Bravo per le specifiche, aiutano.
Riguardo il ritardo dello Shinkansen per neve mi viene da pensare che il manga Nana comincia proprio cosi’…
Ciao, ti posso chiedere quando è bassa stagione in Giappone? Stavo guardandomi attorno per fare un viaggetto questo autunno ma pare che la settimana che interessa a me sia piena ovunque e non sono riuscita a trovare le indicazioni di alta-bassa stagione da nessuna parte (se l’hai scritto da qualche parte perdonami, non l’ho visto).
Grazie mille, articolo interessante!
Ciao! Allora tieni conto che novembre è altissima stagione per il foliage degli aceri. E sta diventando difficile prenotare in Giappone perché c’è molto turismo, moltissimo, è in aumento esagerato e la gente usa booking in modo scorretto prenotando anche dieci alberghi alla volta per poi decidere dopo. Ma non demordere, leggi il post che ho scritto su prenotare a kyoto e tokyo in alta stagione nel caso (lo trovi nella pagina dedicata al Giappone).
Quando è bassa stagione? Gennaio e febbraio direi, che è uno dei periodi migliori per visitare il Paese per me. Non è troppo freddo, non piove (sono i mesi meno piovosi), i cieli sono tersi e la visibilità incredibile (da Tokyo a volte si vede il Fuji). E poi prezzi più bassi e più facilità a prenotare. I difetti? Giornate più brevi, orari ridotti di alcuni musei specie nei luoghi meno turistici. E poi anche giugno è bassa stagione, più che altro perché è stagione delle piogge… se hai qualsiasi domanda scrivimi senza problemi! Anche tramite la pagina facebook volendo
Ti ringrazio. Sei già arrivata in Cina, si tratta solo di fare qualche passo più in là…e ne vale la pena!
Mi segno il tuo post e lo annovero tra quelli che danno consigli reali e utili. Si sa mai che arrivi in Giappone prima o poi :)
Grazie Marco, detto da un ‘esperto’ come te significa che lo è davvero :)
Ottimo post. ;-)