Dormire in un capsule hotel in Giappone (no, non sono loculi)

di

Più spaziosi e meno economici di quanto possiate credere. E no, non assomigliano davvero a loculi. Ma ovviamente non sono per tutti. Vi racconto un tipo di albergo che troverete solo in Giappone (o quasi)

Il silenzio, la solitudine, le luci della grande strada otto piani sotto di me. I rumori che arrivano attutiti, come un brusio di sottofondo indistinto, rotto qualche volta solo da una sirena. E  poi il letto semplice della capsula, lo spazio protetto, silenzioso confortevole, che mi accoglie e sembra molto più grande, quanto i miei pensieri e le cose che ho visto: quando tiro la tenda a lato del letto e spengo la luce comincio a rivedere tutte le immagini della giornata che si rincorrono mentre prendo sonno. E lo spazio si allarga.

Ormai quella sensazione di spaesamento che provai la prima volta in albergo a Tokyo si è trasformata nell’impressione confortevole di essere tornato in una seconda casa. E ho imparato ad amare tutti questi dettagli che la prima volta erano stranianti, onirici. Perché uno dei miei posti preferiti nella capitale giapponese è una specie di capsule hotel atipico, l’Ace inn. E’ il mio rifugio e quando lo scelgo per dormire sono le uniche volte che rinuncio a dormire in un ryokan, sul tatami che per me è quasi irrinunciabile.

Quando si parla di Giappone la domanda arriva spesso, specie da parte di chi non ci è mai stato: “ma ci hai dormito anche tu nei loculi?”. Oppure, addirittura “ma è vero che vivono in loculi?”. Il riferimento è, ovviamente, ai capsule hotel, che sono una cosa abbastanza particolare, è ovvio, ma di certo non si dorme in un loculo. Del resto raccontare il Giappone come il luogo delle bizzarrie, delle cose carine carine e delle stranezze, spesso inquietanti, è un genere che gode di grande popolarità, ma è fuorviante. In Giappone ci sono cose strane, certo, ma non così tanto. E quando sono cose strane davvero, di solito appaiono tali anche alla maggior parte dei giapponesi.

Che cos’è un capsule hotel

Si tratta di un tipo di albergo generalmente di categoria economica e riservato a uomini. I capsule hotel probabilmente li avete già visti in video o foto. Non si dorme in vere stanze, ma in ‘capsule’ private e molto spartane ma non piccolissime.  Ci si può comunque stare al massimo seduti. In pratica ci si entra solo per dormire

Non si tratta di qualcosa di particolarmente futuristico, anzi. In Giappone molti capsule sono vecchiotti: esistono da decenni e stando a Wikipedia il primo fu inaugurato a Osaka nel 1979. I capsule hotel (カプセルホテル) sono nati come sistemazioni essenziali e a basso costo in una città dove lo spazio è poco. Erano destinati a chi faceva tardi durante un viaggio di lavoro o perdeva l’ultimo treno della metropolitana (che in genere è intorno alle 24.30), magari dopo aver bevuto un po’ troppo. Anche per questo non hanno la fama di essere posti particolarmente di classe.

Tradizionalmente la clientela è sempre stata soprattutto maschile e a lungo sono stati pochissimi gli alberghi di questo tipo ad accettare donne. Negli ultimi anni i capsule hotel sono cambiati e sono nate anche sezioni femminili in seguito anche alla richiesta dei turisti, incuriositi da questo tipo di albergo. Come vedremo sono nate pure fantasiose variazioni sul tema.

9hours capsule hotel Kyoto

Dormire in un capsule hotel: saluti da una capsula! (Kyoto, foto di Patrick Colgan, 2014)

Quanto sono grandi le capsule?

Le dimensioni delle capsule sono basate all’incirca su quelle di un letto singolo: due metri in lunghezza, un  metro e venti di larghezza e un metro e venticinque in altezza, ma ogni albergo fa storia a sé. Per fare un esempio e dare concretezza ai numeri: io sono alto quasi 1.90 e al Nine Hours di Kyoto sto comodamente seduto con alcune decine di centimetri di spazio sopra la testa. Le capsule hanno quasi sempre prese per la corrente, wi-fi, in alcuni casi aria condizionata e televisore.

Le capsule sono in genere allineate su una parete, su due piani e da qui nasce l’analogia visiva con i loculi o con un alveare. In effetti non le consiglierei a un claustrofobico, ma in realtà a ben pensarci non sono molto diverse dai classici letti a castello in dormitorio degli ostelli o dalle cuccette dei treni. Le capsule sono generalmente chiuse in fondo, dove ci sono i piedi, da una tendina. In alcuni casi, come nei letti ‘luxury’ dell’Ace inn, l’apertura è laterale.

Nei capsule hotel i  bagni sono in comune (come del resto accade di frequente in Giappone) e in genere ci sono stanze per la televisione e altri servizi (bagno tradizionale, per esempio).

Capsule Inn, hotel, Akihabara

Capsule Inn hotel, Akihabara – foto di Maurizio Mucciola (da Flickr) – licenza creative commons

Com’è dormire in un capsule hotel?

E’ una sistemazione spartana, ma confortevole. Per chi viaggia da solo dormire in un capsule hotel è una soluzione spesso economica, ma che offre un po’ di privacy in più rispetto all’ostello. E sicuramente li preferisco rispetto a certi dormitori da 16 o 32 persone in cui ho alloggiato a Londra.

Gli ibridi

Ci sono sistemazioni simili ai capsule hotel, ma che sfruttano il concetto in maniera più leggera e creativa. Gli alloggi dell’Ace Inn o della K’s house di Tokyo, giusto per citare due esempi, hanno strutture in legno e più leggere e il concetto dell’albergo è più vicino a quello di un ostello. In altri casi, e spesso questi sono chiamati ‘compact hotel’, la capsula diventa più grande trasformandosi in una specie di stanza molto piccola. Un esempio tipico è la catena First Cabin di Tokyo (non ci sono stato però).

Il temine capsule hotel, come abbiamo visto, ha assunto una connotazione vagamente negativa o di qualcosa di strano, non per tutti (e anche in Italia quando vengono nominati c’è sempre qualcuno che dice come se fosse un riflesso condizionato… “i loculi”!). Forse è per questo che a volte si usa il sinonimo ‘pod hotel’.

Parlando di varianti sul tema, anche il bellissimo Book and bed di Tokyo e Kyoto, nel quale si dorme all’interno di una biblioteca, è molto, molto simile a un pod hotel, anche se sul sito non usa mai questo nome (e nessuno ha gridato “i loculi!” guardandone le foto). Ha tre sedi, la più comoda mi sembra quella di Shinjuku (ma c’è anche ad Asakusa e Ikebukuro).

Book and bed Tokyo (foto dal sito)

Book and bed Tokyo (foto dal sito)

Il concetto del capsule hotel è stato ripreso in altri Paesi dell’Asia e oggi se ne trovano di modernissimi in Malaysia, a Singapore e ne ho visto uno addirittura in Laos. E pure a Edimburgo ha aperto un pod hostel che sembra molto carino.

Il First Cabin di Akasaka

Il First Cabin di Akasaka, definito un ‘compact hotel’ (dal sito)

E i bagagli dove li metto?

Ovviamente non potrete portare i bagagli in camera. In genere sono previsti armadietti più o meno spaziosi dove lasciarli oltre a stanze per le valigie più grandi. In alcuni casi gli armadietti più grandi sono a pagamento.

Riassumendo: perché dormire in un capsule hotel?

  • Il prezzo (a volte). Spesso i capsule hotel sono economici, ma non così economici come si potrebbe pensare. I prezzi variano da 2000 a circa 5000 yen a notte, quindi più del classico dormitorio e non tanto di meno rispetto a una stanza in un ryokan economico o business hotel.
  • L’esperienza. La curiosità è un motivo sufficiente per provare a dormire in un capsule hotel. Ma se andate per ‘fare un’esperienza’ potete anche lasciar perdere: non c’è nulla di particolarmente emozionante o spettacolare. Certo potrete raccontarlo ai vostri amici, ma per rendere la cosa interessante dovrete esagerare… (“A Tokyo ho dormito in un loculo!”, torniamo sempre lì)
  • Il luogo. Alcuni capsule sono in posizioni eccellenti o molto comode come il Nine Hours di Kyoto centro, il Nine Hours di Narita, l’Asakusa Capsule and Hotel a pochi minuti a piedi dal Senso-ji. E anche io scelsi l’Ace Inn di Akebonobashi perché era a venti minuti a piedi da Shinjuku.

Perché non dormire in un capsule hotel

  • La scomodità. Io li trovo generalmente comodi, ma ovviamente non sono confortevoli quanto una stanza. Inoltre in molti non c’è uno spazio fisico in cui aprire il proprio zaino o la propria valigia e quindi vi troverete a volte ad aprirla davanti alla reception o nella sala comune, rovistando fra calzini sporchi davanti agli altri ospiti. Infine, se restate più notti vi verrà chiesto di fare check out e liberare la capsula ogni mattina: decisamente scomodo.
  • Lo spazio. Anche se insisto sul fatto che non sono così piccoli è chiaro che una stanza è un’altra cosa.
  • Divisi per sesso. Ora molti capsule hotel accettano donne, ma le sezioni sono divise. Quindi se viaggiate in coppia o in gruppo dovrete separarvi.

Tre capsule hotel consigliati

Vi propongo tre alberghi che mi sento di consigliare nel caso siate curiosi o pensiate che questo tipo di sistemazione possa fare al vaso vostro. Non è un classifica (se vi interessa ne trovate una qua su Tokyo Cheapo)

1. Il Nine Hours di Shinjuku nord (Shin-Okubo)

Nine Hours Kyoto

Nine Hours Kyoto, foto dal sito (courtesyNacasa & Partners)

Nine Hours Kyoto

Nine Hours Kyoto (courtesy Nacasa and Partners)

Il Nine Hours Kyoto

Il bianchissimo interno del Nine Hours Kyoto. Le valigie ingombranti si lasciano alla reception

Il primo 9 hours in cui entrai fu quello di Kyoto, centrale, bianchissimo, nel cuore della città. Sembrava di entrare in un’astronave e l’impressione era rafforzata dai simboli minimalisti che indicano percorsi, prese della corrente, bagni. Negli ultimi anni il Nine Hours aveva cominciato a mostrare un po’ di segni del tempo, ma continuava a essere molto bello anche se meno scintillante che in foto. Poi ha chiuso poco tempo fa. E il mio ‘rifugio’ è diventato il 9 hours di Shinjuku nord, a Tokyo.

Le capsule sono comode, silenziose e hanno un curioso sistema di sveglia che prevede uno spegnimento progressivo della luce che poi verrà riaccesa lentamente all’orario indicato per simulare i ritmi naturali e migliorare il sonno (non so dire se funzioni, ma l’ho trovato gradevole).

L’albergo ha una rigida divisione fra i sessi (le donne hanno addirittura un ascensore separato) ed è necessario fare il check out ogni giorno. Nine Hours ha chiuso Kyoto ma aperto altri alberghi a Tokyo (una decina), ma anche a Fukuoka, Osaka e Sendai oltre che all’aeroporto di Narita.

Prenotazioni: i prezzi vanno da 2100 a 4900 yen. Sui soliti siti di prenotazione (dove spesso ci sono offerte) o sul sito della catena

2. Ace inn, Tokyo (Shinjuku)

L'Ace inn di Shinjuku

L’Ace inn di Shinjuku (luxury bed)

L'Ace Inn di Shinjuku

L’Ace Inn di Shinjuku

Ho un affetto particolare per questo albergo ibrido fra ostello e capsule hotel, anche al di là dei suoi meriti che però non sono pochi, almeno secondo me. Innanzitutto l’Ace inn è ad Akebonobashi, due fermate di metro da Shinjuku (linea Toei) che però è raggiungibile anche in una mezz’ora a piedi. Insomma, è perfetto se volete uscire la sera in una delle zone più movimentate di Tokyo senza l’ansia dell’ultimo treno. In secondo luogo costa abbastanza poco perché i letti economy partono da 3200 yen. Terzo, il piano dedicato ai luxury beds (che costano 4400 yen) è spesso quasi vuoto. E queste capsule con una piccola area privata annessa sono diventate il mio piccolo rifugio a Tokyo. Quarto, le capsule in legno sono essenziali, ma silenziose e piuttosto confortevoli.

Prenotazioni: lo trovate anche sui siti di prenotazione come Booking

Ideale per esplorare Shinjuku (di cui ho scritto qui)

3. Asakusa Hotel and Capsule

Foto di Yannick Dellafaille, da Flickr – licenza creative commons 

E’ sicuramente il più tipico fra i tre capsule hotel che vi propongo. Il prezzo è decisamente molto basso (2.200 yen) e la posizione ottima, nel cuore di Asakusa, il quartiere che ospita fra l’altro il tempio Sensō-ji. I servizi però sono decisamente spartani. La particolarità di questo albergo è che ci sono anche piccole camere molto economiche e ospita anche donne.

Si può prenotare sul sito dell’albergo: Asakusa Hotel and Capsule.

Per continuare a leggere

Siete stati in un capsule hotel? Ci dormireste? Avete altri alberghi da consigliare? Lasciate un commento!

Potrebbero interessarti

2 Commenti

Paola Settembre 4, 2017 - 12:02 pm

Articolo interessante. Mi piacerebbe provare come esperienza, ma non credo che amerei molto non avere spazio per me o le mie valigie a portata di mano.

Reply
patrickcolgan Settembre 4, 2017 - 12:15 pm

È più o meno la situazione dei dormitori da otto o più persone in ostello… grazie per avere lasciato un commento!

Reply

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Quersto blog utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza di navigazione, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il traffico. Per saperne di più accedi alla privacy policy . Puoi cliccare o rifiutare. Cliccando rifiuta nessun cookie sarà installato. Accetta Leggi di più