Cinque posti dove vedere le balene

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Vi racconto da dove sono partito per fare whale watching mentre ero in giro per il mondo:  Giappone, Islanda (due volte), California, Nuova Zelanda.

Ricordo ancora il brivido, la sensazione di spaesamento, l’emozione, e anche la paura che provai: paura di finire in acqua, paura perché per una volta ero piccolissimo e perché c’era un silenzio irreale. E poi quella nube di vapore e l’odore intenso, pungente, tremendo di una montagna di cavolfiori andati a male. L’incontro ravvicinato con due megattere, una mamma e un piccolo, in California sette anni fa fu un’esperienza fisica, oltre che un’emozione intensa.

Da allora sono tornato a cercare di vedere le balene ogni volta che ho potuto, a volte anche allungando i percorsi o spendendo più di quanto avrei dovuto. E’ quasi sempre stato molto bello, ma non sono più riuscito a vivere un’esperienza così.

Credo sia accaduto per tre motivi: perché la prima volta è sempre speciale, e irripetibile; perché le megattere sono a detta di molti le più socievoli fra le balene e non le ho praticamente più incontrate; e perché alla natura non si comanda, e quando si vanno a vedere le balene, la fortuna conta un bel po’.

Il whale watching è dannoso per le balene?

Come ogni attività umana su larga scala, anche il whale watching ha un impatto sull’ambiente. Tredici milioni di persone partecipano ogni anno a un tour per vedere le balene. Da una parte questa attività permette alle persone di conoscere meglio il mondo marino e fornisce alternative più sostenibili alla caccia delle balene in alcuni Paesi dove viene ancora praticata, dall’altra studi sugli effetti del whale watching sembrano mostrare che in alcune zone i cetacei hanno manifestato segni di stress a causa della presenza continua di imbarcazioni.

Gli esperti in particolare rimarcano la necessità di linee guida: esistono già, ma non sempre vengono rispettate. E solo alcune compagnie sui loro siti menzionano le loro politiche ambientali. Mi sono interessato al tema da poco: forse farò qualche giro in meno in futuro, se non in posti davvero speciali.

dove vedere le balene: whale watching in Giappone

Whale Watching in Giappone (foto di Patrick Colgan, 2011)

Quale tour scegliere?

Innanzitutto verificate le politiche delle compagnie sulla tutela degli animali (evitare chi promette di farvi toccare i cetacei per esempio!). Poi, tenete presente che nonostante molte compagnie pubblicizzino la grandezza delle loro barche, le esperienze più belle le ho fatte su barche più piccole.

Ma le balene si vedono?

Vedere le balene è questione di fortuna. Voi potete però prepararvi al meglio e limitare gli inconvenienti:

  • portatevi una giacca a vento e indumenti caldi, in barca fa spesso freddo
  • prendete qualcosa contro il mal di mare se sapete di soffrirne o se il mare è grosso (ne scrivo più avanti)
  • fate una scorta di pazienza e di un po’ di fatalismo. Tenete le aspettative basse e tutto quello che arriverà sarà meraviglioso.
  • non aspettatevi di vedere megattere che saltano fuori dall’acqua come quelle che si vedono sui siti delle compagnie: può succedere, ma dovete essere molto fortunati.

E le balene comunque si vedono. Le foto amatoriali che spesso circolano whale watching, magari un po’ mosse (comprese quelle di questo post), mostrano code che escono appena dall’acqua, spruzzi indistinti, dorsi che si intravedono fra le onde e non rendono appieno l’esperienza, che per me è davvero emozionante. Sono momenti fuggenti, le barche ondeggiano e spesso ci sono pochi appigli saldi, anche per questo le foto spesso non sono fantastiche: io stesso la macchina fotografica l’ho quasi sempre lasciata perdere. O vivi il momento o scatti in questi casi.

E se non vedo nulla?

Alcuni operatori offrono un rimborso parziale dei biglietti, cari (variano fra 60 e 120 euro) nel caso non venga fatto alcun avvistamento. Succede raramente. Il consiglio è di farsi un’idea consultando i siti e i blog delle compagnie che spesso riportano gli ultimi avvistamenti. Oltre alle balene potrete comunque vedere anche delfini e uccelli marini, a volte di grande bellezza.

Dove vedere le balene

In questo momento si può fare whale watching da 119 Paesi e ci sono anche posti dove vedere le balene in Italia, per esempio in Liguria. Le balene inoltre si vedono a volte anche da terra, che è la soluzione più sostenibile di tutte. Un punto famoso è Hermanus, in Sud Africa, dove comunque si esce anche in barca.

Ci sono posti più o meno adatti a vedere le balene, ma una bella esperienza di whale watching dipende da una serie di fattori fra i quali contesto, imbarcazione, equipaggio e… fortuna.

Attenti al mal di mare!

Anche con il mare calmo si tratta di giri che possono essere molto movimentati, con frequenti cambi di direzione per inseguire le balene. Se sapete di soffrire di cinetosi, si chiama così, o se il mare è molto mosso prendete una pastiglia contro il mal di mare prima di partire. Per quanto mi riguarda funziona benissimo la xamamina.

1 – Monterey, California

La baia di Monterey è ricca di cibo e per questo è frequentata da balene e altri cetacei per gran parte dell’anno. Era la prima volta, la più emozionante, e non riuscii nemmeno ad estrarre la mia vecchia, scassata nikon coolpix quando con mia grande sorpresa due megattere emersero a poca distanza dalla nostra barca. Erano addirittura troppo vicine e non ci saremmo potuti avvicinare così tanto se non fossero spuntate dal nulla. Forse è anche per questo che ricordo quei momenti con grande emozione. Riuscii a scattare qualche foto solo al ritorno, quando incontrammo una decina di delfini che accompagnarono la nostra barca per un tratto.

Le compagnie sono numerose, fra cui Princess – Monterey Whale Watching, quella che scelsi (sul sito nessun riferimento a politiche ambientali, purtroppo).

 

Wednesday August 10, 2016 Great Trips! Lunge Feeding Humpback Whales!

Un post condiviso da PrincessMontereyWhaleWatching (@princessmontereywhalewatching) in data:

Delfini a Monterey (2009, foto di Patrick Colgan)
Delfini a Monterey (2009, foto di Patrick Colgan)
Delfini a Monterey (2009, foto di Patrick Colgan)
Balena a Monterey (2009, foto di Patrick Colgan)

2 – Husavik, Islanda

Questa cittadina si è autoassegnata il titolo di capitale del whale watching in Islanda e Husavik in effetti ha una tradizione in questo campo e pochi concorrenti. Un tempo paese di balenieri (la storia è raccontata in un interessante museo), da metà degli anni 90 ha cominciato a portare i turisti a vedere le balene e i delfini che passano per la baia di Skjálfandi. Le prime compagnie a operare sono state Gentle Giants e North Sailing, che hanno adattato piccole barche di pescatori. Scelsi la seconda e vidi solo poche balene, qualche delfino e tanti uccelli (pulcinelle di mare): non fu un’uscita particolarmente fortunata, ma fu divertente, anche grazie all’equipaggio molto simpatico. Con il tempo hanno aperto altre compagnie, come Salka e Husavik Adventures che usano anche gommoni semi rigidi. Diverse compagnie pubblicano dettagliate informazioni sulle loro politiche ambientali.

Il costo è sugli 80 euro (10.000 isk).

Whale Watching a Husavik (foto di Patrick Colgan, 2010)
Whale Watching a Husavik (foto di Patrick Colgan, 2010)
Whale Watching a Husavik
Whale Watching a Husavik (foto di Patrick Colgan, 2010)

3 – Reykjavik, Islanda

L’esperienza a Husavik era stata bella, ma mi aveva lasciato anche un po’ di amaro in bocca. Così a Reykjavik decisi di riprovare e mi imbarcai su una delle tante grandi barche che propongono il whale watching dalla capitale. Fu una navigazione molto regolare, senza accelerazioni tipiche di altri tour. Vedemmo qualche piccola balena (minke whale, quelle piccole e molto diffuse che in Islanda vengono purtroppo anche cacciate), ma in definitiva fu uno dei giri più costosi e meno emozionanti in assoluto. Al porto ci sono molte compagnie che propongono tour.

I miei post dedicati all’Islanda

4 – Kaikoura, Nuova Zelanda

Siamo seduti su poltroncine tipo aereo, con tanto di cintura di sicurezza. Il potente catamarano salta fra le onde scure a tutta velocità e anche i passeggeri che sembravano più imperturbabili sono impalliditi e hanno chiesto dei sacchetti di carta. Io, che ho preso una pastiglia per il mar di mare, mi ‘godo’ le montagne russe in silenzio, ma c’è anche chi se la ride. Poi un grido improvviso ‘whale!’ e una virata decisa.

La ricordo così la navigazione alla ricerca di balene a Kaikoura. L’esperienza è stata fra le più movimentate in assoluto, complice il mare grosso. Ma è stata anche fra quelle con le regole più rigide: durante la crociera si sta seduti al proprio posto fino a quando la barca non rallenta e l’equipaggio non annuncia che ci si può alzare per andare a vedere le balene. Alla fine comunque è stato interessante: abbiamo visto un capodoglio, una megattera e moltissimi uccelli marini.

Kaikoura, che è sulla costa orientale dell’isola del sud della Nuova Zelanda, deve gran parte della sua fama alle balene che frequentano le sue acque. La seconda gloria locale è invece l’astice (piuttosto caro) che si può gustare in alcuni ristoranti e chioschi: dopo il giro in barca, se non siete vegetariani, vi consigliamo lo spartano Nin’s bin, qualche chilometro a nord della città.

Tornando alle balene, qui i tour non si fanno solo in barca con varie compagnie (noi abbiamo scelto Whale Watch Kaikoura, di proprietà maori), ma anche in aereo ed elicottero!

Come molte attività in Nuova Zelanda, è abbastanza costoso: 145 $ (60$ ridotto), con il rimborso dell’80 per cento se non vedete nemmeno una balena.

I miei post dedicati alla Nuova Zelanda
La barca di Whale Watch Kaikoura (foto di Patrick Colgan, 2015)
Una balena a Kaikoura (foto di Patrick Colgan, 2015)
Per chi non è vegetariano: consigliatissimo un pranzo di astice con vista sull'oceano (foto di Patrick Colgan, 2015)

5 – Rausu (Hokkaido), Giappone

… nel frattempo il ragazzo al timone urla nomi in giapponese e vira di continuo inseguendo i cetacei e gli sbuffi d’acqua che spuntano da ogni punto cardinale: la barca pare seguire le indicazioni di una bussola impazzita. Poi ci fermiamo bruscamente. Il mare ribolle, quindi un enorme dorso scuro spunta fra le onde veloce, scivola arcuato come un grande serpente nell’acqua, fino a rivelare una coda imponente che resta verticale per qualche secondo prima di inabissarsi. Io sono impietrito dallo stupore, mentre il giovane capitano urla “makko kujira!”. È un capodoglio, come Moby Dick, penso (da Orizzonte Giappone)

Nello Shiretoko, una piccola penisola dell’Hokkaido, la grande isola settentrionale del Giappone, avevo già fatto… bear watching. Questa zona è famosa per gli orsi e il modo più sicuro per vederli è costeggiare la penisola in barca. Dalla cittadina di Rausu è però possibile vedere anche le balene, non solo gli orsi e così ho deciso di fare il bis. E’ stato sicuramente il tour più surreale in assoluto, dal momento che nessuno a bordo parlava inglese e al tempo il mio giapponese si limitava a poche parole.

Ci sono varie compagnie: costo 8000 yen.

I miei post dedicati all’Hokkaido

Whale Watching a Rausu, in Giappone

Whale Watching a Rausu, in Giappone: le isole che si vedono fanno già parte della Russia (foto di Patrick Colgan, 2011)

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5 Commenti

Lilly Settembre 1, 2016 - 11:15 am

La prossima volta prova anche alle Azzorre! 😉
Io ne rimasi incantata.

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patrickcolgan Settembre 1, 2016 - 11:41 am

Magari! Purtroppo, come ci eravamo detti su twitter, non sono ancora riuscito a trovare una combinazione di voli adatta. Ma ci riproverò quando arriva il diretto per Lisbona da Bologna! 🙂

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Audrey Settembre 1, 2016 - 9:02 pm

Le
Ho appena viste ad husavik e hai ragione tu, non c’è reflex che tenga, bisogna solo godersi il momento! Ho avuto fortuna, diversi avvistamenti con sul
Finale 4 megattere in contemporanea vicinissime…. Che meraviglia la natura

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Cinzia Ottobre 3, 2016 - 10:12 am

La mia prima volta, invece è stata in Patagonia, con numerosi avvistamenti della balena Franca Australe, nel golfo della penisola Valdes. Gli avvistamenti possono avvenire anche dal porto di Puerto Madrin, dove normalmente si ha base per spostarsi. Ma il giro attorno alla penisola, con imbarcazioni piccole, permette di vedere leoni marini, pinguino di magellano, cormorani e naturalmente le balene che si riuniscono nel golfo per partorire e svezzare i cucciolotti. Periodo: io sono andata a novembre. Addirittura una neo-mamma si è letteralmente affacciata sul bordo dell’imbarcazione quasi per curiosare! Mentre il suo cucciolo si esercitava con i salti!

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