Cinque buoni motivi per andare in Islanda

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Sei un amante della natura, delle terme o della vita notturna? L’Islanda ha delle sorprese in serbo per te. Eco perché fare un viaggio in Islanda

Non sono certo un esperto di Islanda, ma è un Paese che ho amato e che mi è rimasto nel cuore. Ci voglio tornare. Ma voglio anche invitarti ad andarci: offre grande bellezza e dall’Italia ci sono voli interessanti. Un tempo scrivevo che non era così cara, ma ora, aggiornando il post nel 2018 devo constatare che i prezzi sono tornati a crescere sensibilmente. Aggiungo che non fa così freddo: io ci sono stato in luglio e sono tornato abbronzato (anche perché a queste latitudini quando c’è il sole… ce n’è tanto!). Cosa fare in  Islanda? Qui elenco cinque buoni motivi per partire per questa isoletta che sulle cartine sembra piccola e marginale, ma offre tesori enormi.

Per una colonna sonora puoi far partire questo video e proseguire con la lettura, sono i Sigur Ros (islandesi) che suonano nel canyon di Asbyrgy

Perché fare un viaggio in Islanda?

1)  Camminare, fare trekking in Islanda è stupendo

Cosa fare in Islanda: trekking sul Laugavegur

Cosa fare in Islanda? Trekking per esempio
Si attraversano paesaggi di bellezza incomparabile (foto di Patrick Colgan, 2010)

Io credo che camminare non solo sia un istinto, ma che ancora di più sia una conoscenza
(Davide Sapienza)

Il trekking (che poi gli anglofoni chiamo giustamente hiking) è un modo molto bello per conoscere un posto e credo che in Islanda sia davvero indispensabile ‘assaggiarne’ i sentieri. Camminare fa parte dello spirito di questo luogo. Francesca sul suo blog mette in rilievo soprattutto l’aspetto della sfida nel trekking: raggiungere gli obiettivi, superare gli ostacoli come metafora della vita. “In ogni trekking, come in ogni progetto della vita c’è un ostacolo inaspettato”.

Verissimo, superare le inevitabili difficoltà dà una sottile soddisfazione, così come il senso della conquista. Ed è anche un momento di crescita personale. Ma questa è solo una parte. Per me camminare, specie da soli, dormire all’aperto, portare un peso, mettere un piede davanti all’altro, farsi bagnare il viso dalla pioggia sono però momenti preziosi, qualcosa di più e di diverso di uno ‘sport’: sono l’essenza stessa del viaggio, un momento in cui  mi sento alla velocità giusta. Ogni passo, ogni pressione del mio piede sulla terra mi fa sentire parte di un tutto.

Sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan, 2010)

Sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan, 2010)

Sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan, 2010)

Sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan, 2010)

Anche se è risaputo che ci sono moltissimi trekking stupendi, io ne ho fatto uno, il più famoso, e quindi mi sento di consigliare quello. Il percorso da Landmannalaugar a Thorsmork (il Laugavegur) dura quattro giorni di cammino (tre se siete molto allenati e il tempo è buono), attraversa paesaggi di bellezza primordiale e struggente e va bene per tutti, anche e soprattutto per chi non ha mai fatto una passeggiata così lunga. E’ molto frequentato, non ha difficoltà tecniche e ci sono rifugi piuttosto comodo. Se non hai il tempo ci sono anche passeggiate da fare in giornata da Landmannalaugar.

⇒⇒ Ho scritto il capitolo dedicato al Laugavegur sulla bellissima guida ViaggiAutori – Due settimane in Islanda

Per approfondire

Sul Laugavegur

Sul Laugavegur (foto di Patrick Colgan)

2) Per immergersi nell’acqua calda

Cosa fare in Islanda: la Blue Lagoon

Foto da Flickr: Willem J. Poolen
http://www.flickr.com/photos/screenpunk/
creative commons Attribution-non commerical

Una goduria. Se c’è una cosa scoperta e ugualmente apprezzata trasversalmente da diversi popoli fin dall’antichità è questa: poche cose sono piacevoli come tuffarsi in una vasca di acqua calda. Specie se fuori fa freschino. I romani avevano le terme poi copiate da tanti, i giapponesi i loro spettacolari onsen e gli islandesi…  di tutto! In effetti acqua bollente e vapori sgorgano da qualsiasi spaccatura nel suolo.

A Reykjavik ogni anno vengono convogliate 55 milioni di tonellate di acqua naturalmente calda, in gran parte dirette a varie strutture termali: quindi in genere basta andare in una normalissima piscina per trovare vasche riscaldate naturalmente a diverse temperature, anche e soprattutto all’aperto. Le piscine sono posti frequentatissimi, un po’ come l’aperitivo in Italia e presenti in molte cittadine.

E poi ci sono le pozze di acqua calda (hotpots) che si trovano nella natura, lungo i trekking, dove i camminatori si ritrovano a fine giornata per rilassarsi e fare due chiacchiere. E, infine, c’è la famosa Blue lagoon, che vedi anche nella foto. E’costosa, artificiale, ha alle spalle una centrale geotermica ed è sempre affollata di turisti, ma non si può negare che sia davvero molto bella e piacevole. Se vai in Islanda, un salto ce lo dovresti fare.

Un avvertimento: l’etichetta delle piscine vuole giustamente che ci si lavi molto bene prima di entrare (spesso ci sono cartelli molto eloquenti che ‘consigliano’ i punti sui quali insistere).

Per approfondire

3)  Per vedere i grandi spettacoli della natura in Islanda

Dettifoss waterfall

La cascata più grande d’Europa (questa è solo metà)
Per avere un’idea delle dimensioni ingradite, la foto.
Potreste vedere dei puntini colorati sulla riva lontana: sono persone (foto di Patrick Colgan)

Cosa fare in Islanda? Immergersi nella natura e nei suoi spettacoli alla ricerca del sublime. Lo so è un po’ generico come argomento, ma non sapevo come dirlo. Questa piccola isola riserva grandi sorprese e grandi spettacoli: sia che la si percorra a piedi, sia che si guidi lungo la ring road. In Islanda ci sono il geyser per antonomasia (Il Geysir, Strokkur), la cascata più grande d’Europa (Dettifoss), il ghiacciaio più grande d’Europa (Vatnajökull).

E questo per rimanere fra i record da guinness. Ma si trovano anche vulcani, laghi,  deserti, bizzarre formazioni di roccia e un impressionante ed enigmatico, enorme canyon a ferro di cavallo (Asbyrgy). E poi ancora gli strani colori della pietra, della terra e delle distese di lava raffreddata, fiumi impetuosi e una luce che non ho ritrovato altrove. Ecco, luce ce n’è tanta, in particolare d’estate, quando in luglio c’è lo spettacolo del sole di mezzanotte. D’inverno, quando il buio diventa più intenso, si può invece vedere con un po’ di fortuna l’aurora boreale.

Aurora Boreale, Islanda Foto di Claudia Regina, da Flickr

Aurora Boreale, Islanda
Foto di Claudia Regina, da Flickr. Licenza Creative Commons

Un video sul sole di mezzanotte

4) Per vivere Reykjavik

Cute Reykjavík

Foto di Bjørn Giesenbauer (http://www.flickr.com/photos/giesenbauer)
Foto da Flickr – Licenza Creative Commons

La capitale è piccola: 120mila abitanti vivono nelle sue casette basse e colorate (Bjork, per distinguersi, abita in una tutta nera). Io però l’ho definita a volte una San Francisco del nord. Ovviamente non c’entra nulla con frisco e non conosco la città abbastanza per appiccicare nomignoli di questo tipo. Però l’associazione mentale mi è venuta: c’è qualcosa in questa città fra cultura, musica, rilassatezza, apertura, i caffè un po’ stilosi che mi ha ricordato la California. Difficile annoiarsi, lo dice anche chi ci vive. Allo stesso tempo c’è una certa aria provinciale che fa sentire a casa anche i turisti.

Il weekend è imperdibile, ma bisogna prenderci le misure. I giovani (e non solo) si riversano anche dagli altri paesi e bevono quantità industriali di alcol. Vedrai le lunghe file di persone fuori delle rivendite di alcolici il pomeriggio del venerdì: stanno acquistando birra a carissimo prezzo da portarsi dietro nelle feste in case private che spesso aprono il weekend.

Qui funziona così: ognuno si porta dietro i suoi drink. Poi, dopo la mezzanotte ci si riversa a piedi in centro – in città si cammina agevolmente – tardissimo, dopo la mezzanotte e si continua nei locali fino all’alba (che d’estate in pratica non c’è, perché il buio dura pochissimo o proprio non c’è). Le sbronze sono colossali ma quasi sempre col sorriso. Gli altri giorni la città è molto più tranquilla (credo perché si sta recuperando dai bagordi del weekend).

5) Per vedere le balene (e non solo)

Cosa fare in Islanda: vedere le balene

whale watching in Islanda:
piccolo esemplare, ma luce molto bella
(foto di Patrick Colgan)

Vedrai le famose pulcinelle di mare, certo. Ma si possono anche vedere le balene. A Reykjavik il whale watching l’ho trovato piuttosto deludente: navi grandi e pochi avvistamenti. Ma Hùsavik, nel nord dell’Isola si è autoproclamata la località migliore d’Europa per osservare i grandi cetacei.

Si sa, è sempre questione di fortuna quindi magari ti conviene controllare i blog delle due compagnie (qui per esempio) per vedere se è stato avvistato qualcosa di recente. Io non ho avuto grande fortuna: niente balenottera azzurra, né megattere, solo piccole balene rostrate e tanti delfini. L’esperienza è però molto bella: le due compagnie che operano a Husavik hanno riadattato piccole barche di pescatori che sono molto più divertenti delle grandi imbarcazioni usate nella capitale (prendete però qualcosa per il mal di mare). C’è anche un interessante museo delle balene. E della caccia alle balene, tuttora praticata in Islanda, purtroppo.

⇒⇒ Qui ho scritto un post su cinque posti dove vedere le balene

Cosa fare in Islanda: whale watching a Husavik

Alla ricerca di balene a Husavik (foto di Patrick Colgan)

Puffin - pulcinella di mare foto di Harald Deischinger

Puffin – pulcinella di mare, da Flickr
foto di Harald Deischinger – Licenza Creative Commons

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post aggiornato 10/2018

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9 Commenti

alberto Marzo 12, 2013 - 7:34 am

bellissimo articolo…io però quelle tre nell’acqua calda non le ho viste…

Reply
persorsi Marzo 12, 2013 - 11:20 am

E’ vero che è molto turistica, però secondo me una tappa alla blue lagoon va fatta assolutamente. Io consiglierei, oltre al weekend alcolico (che non ho provato perché nel fine settimana ero in cammino nel Landmannalaugar), anche di prendersi una giornata intera per bighellonare per Reykjavik. Non ci sono mete particolari da vedere, ma è una città davvero rilassante di giorno, è bello camminare, a caso, dare una sbirciata a un murales in un vicolo o sedersi (se c’è il sole) nei terrazzi dei caffé. Gli abitanti sembrano degli hippy nordici. E poi bello fare tante piccole soste, come da Baejarins beztu, un chiosco di hot dog che ha sempre la fila davanti, o al Sea Baron, al porto, per un’ottima zuppa di aragosta (e spiedino di balena)

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patrick Marzo 12, 2013 - 11:31 am

E’ esattamente quello a cui mi riferivo quando descrivevo Reykjavik come una San Francisco del nord. Proprio per questa atmosfera un po’ rilassata, un po’ cosmopolita, un po’ intellettuale.
Per quanto le balene servite al Sea Baron – posto che consiglio decisamente – siano le piccole balene rostrate, specie non in pericolo, personalmente gli spiedini non li toccherei nemmeno (però ci sono)!

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L'AcchiappaSogni (@AcchiappaSogni1) Gennaio 4, 2014 - 11:12 pm

mi hai convinta! Ci sto pensando per il prossimo agosto e mi hai dato buoni motivi per andarci!

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Priorità e Passioni (@PriorityPassion) Marzo 15, 2014 - 5:08 pm

Adesso sono ancora più convinte che sarà questa la meta del mio viaggio estivo.
(sono Giorgia del gruppo consigli di viaggio 🙂 )

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Lucia - Respirare con la Pancia Aprile 21, 2014 - 7:36 pm

Durante la mia tesi, il mio relatore (un ragazzo poco più grande di me) è partito per l’Islanda. Quel periodo lo ricordo con ore spese a parlare di viaggi.. Le foto al suo ritorno mi hanno stregata, così come i suoi racconti. Deve essere un posto stupendo. E come al solito, tu l’hai reso ancora più affascinante con le tue parole!

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Gianna Luglio 10, 2016 - 4:17 pm

Hai convinto anche me mi regalo questo.
viaggio per i miei 50 anni!!

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