I castelli giapponesi

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Un tempo erano migliaia: soltanto dodici castelli giapponesi sono giunti ‘intatti’ fino a noi dal periodo Edo. Bellissime, fragili testimonianze del passato.

Ho una passione particolare per i castelli giapponesi. Sono aggraziati, eleganti, bellissimi e fragili. Si elevano verso il cielo con una tensione misurata e si stagliano contro il cielo, più in alto delle case e dei parchi che oggi li circondano. Nei miei occhi c’è una nota di malinconia quando li guardo, non posso fare a meno di immaginarli come sopravvissuti e un po’ fuori posto, a volte accerchiati dal cemento, unici testimoni rimasti di un passato dimenticato. Solo dodici sono giunti a noi dal periodo Edo (1603-1868), scampati agli ordini degli shogun che nel ‘600 ne limitarono il numero, a terremoti, fulmini, incendi, modernizzazione e bombardamenti. E al naturale decadimento del legno e dei materiali fragili con cui erano costruiti.

Immagino che abbiano un’anima, a volte e che si guardino intorno un po’ spaesati. E in effetti in diversi castelli ho trovato un santuario al loro interno, dedicato al kami, lo spirito della fortezza.

I castelli giapponesi non sono affatto quei tremendi bastioni di granito che si è soliti associare all’Europa. I castelli giapponesi hanno un aspetto delicato, sembrano torte nuziali decorative in cima agli alberi (…).  Lo scopo era solitamente quello di erigere una struttura di legno il più imponente possibile sulla collina più alta che si potesse trovare. E poi  si chiedevano perché i fulmini li colpissero di continuo. 

Will Ferguson, Autostop con Buddha.

La base del castello di Edo
L’imponente base del castello di Edo, foto di Patrick Colgan

La maggior parte dei castellli sono andati perduti, a partire dal più celebre e grande, il castello di Edo, devastato dagli incendi. Come di tanti altri castelli, a Tokyo restano solo le poderose pietre della base, i grandi fossati, qualche torre. E qualche edificio è finito addirittura nella vicina Kawagoe.

Al posto dei castelli spesso ci sono dei parchi, come a Kanazawa. Altri sono stati ricostruiti: a volte molto bene, con i materiali antichi, altre volte in cemento senza la ‘leggerezza’ degli originali. Ed è come se quell’anima che immagino sia andata altrove. Manca qualcosa.

 
 
 
 
 
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Originariamente erano fortezze con un ruolo militare. I castelli, divennero però più grandi e centri amministrativi nel corso del Sedicesimo secolo (quando ne vennero costruiti anche in Corea durante l’invasione). Questa funzione divenne prevalente mentre quella difensiva andò completamente persa dal ‘600 in poi, quando il Paese entrò in un lungo periodo di pace.

E per questo – anche se un po’ minacciosi – non li vedo davvero come simboli di guerra. Molti dei castelli che si vedono oggi sono stati ricostruiti in un tempo nel quale i giapponesi non combattevano più fra loro. Fu allora, nel periodo Edo, che vennero alleggerite le fortificazioni e sorsro per esempio torri dedicate all’osservazione della luna, tsukimi. Altri furono demoliti: per fare un esempio celebre, il castello di Hara nel quale opposero l’ultima resistenza i rivoltosi di Shimabara, poi sconfitti, era già in rovina nel 1637.

Indice

Edo Castle Hiroshige
Ilc astello di Edo in una stampa di Hiroshige

La struttura dei castelli giapponesi

Non sono uno studioso, né uno specialista (se volete approfondire consultate il sito Jcastle per esempio). Ma posso fornire qualche coordinata: quando guardate un castello giapponese in genere ne state guardando la torre, o ‘Tenshu’. In genere il castello era però un complesso molto più grande, formato da vari recinti fortificati: i principali erano lo honmaru,il ni-no-maru e il san-no-maru, dove si trovavano altri edifici e palazzi. A Kyoto, per esempio, quando si visita il castello Nijo si visita in realtà il palazzo ninomaru (la torre principale è andata perduta, bruciata nel ‘700). I castelli erano costellati di porte fortificate e numerose torrette di guardia, yagura, che spesso sono fra le poche costruzioni che si sono conservate.

Kyoto, il palazzo Ninomaru del castello Nijo

I castelli presentano in genere elaborate strutture difensive, come mura in pietra, percorsi forzati, fossati (a volte riempiti solo in periodi di guerra) e le torri centrali hanno poderose fondamenta a inclinazione progressiva (impossibili da scalare). Erano ricoperte di argilla con funzioni ignifughe e spesso l’aspetto esteriore non corrispondeva a quello interno con piani nascosti e stanze segrete.

Si distinguevano per il luogo di costruzione: in cima a una montagna, in pianura, in riva al mare. Intorno, spesso nascevano cittadine che ospitavano mercanti e samurai (Jōkamachi o Castle town).

Il castello di Takamatsu
La base del castello di Takamatsu, andato perduto

I castelli oggi

I castelli ricostruiti sono spesso stati realizzati in cemento sulla base di foto o immagini delle fortezze originali. All’interno di solito hanno un ascensore. Nei castelli atichi, invece, si sale ovviamente utilizzando esclusivamente le scale: i passaggi a volte sono molto ripidi e stretti.

Di solito i castelli ospitano al loro interno delle mostre – spesso di armi e documenti – ma io preferisco quando sono lasciati vuoti. Gli spazi essenziali, la luce e l’ombra dettati dal ritmo delle feritoie, lasciano l’immaginazione libera di viaggiare nel tempo.

Ora l’idea è di ricostruire in modo il più possibile fedele e, a Nagoya, per esempio, c’è il progetto di buttar giù e ‘rifare’ la ricostruzione del castello.

I dodici castelli giapponesi ‘originali’

Ecco un elenco dei dodici castelli ‘originali’ del periodo Edo. Solo i castelli di Hikone, Inuyama, Himeji, Matsumoto e Matsue sono considerati ‘tesori nazionali’ per motivi storici, architettonici e artistici. Ben quattro castelli ‘originali sono nello Shikoku, una regione che è davvero uno scrigno pieno di tesori storici e naturali. Parto da quelli che ho visitato.

1. L’Airone di Himeji (Hyōgo)

L’Airone bianco è forse è il più famoso fra tutti i castelli del Giappone. Costruito per l’ultima volta all’inizio del ‘600 da Ikeda Terumasa (che demolì la fortezza più piccola fatta erigere da Toyotomi Hideyoshi in precedenza) è stato restaurato da poco, fra 2010 e 2015 e domina, bianco e lucente, la cittadina di Himeji. Uno spettacolo. Nella stagione dei ciliegi diventa ancor più spettacolare ma anche preso d’assalto da armate di turisti (almeno in periodi non pandemici): poco male, perché visitarne l’interno non aggiunge molto alla sua bellezza a meno che non vogliate incontrare il fantasma di Okiku, secondo la leggenda una serva fatta uccidere perché aveva scoperto un complotto contro il signore del castello. O secondo un’altra di varie version, perché aveva rifiutato l’amore di un samurai.

Meritano una visita anche i giardini adiacenti.

Il castello è visitabile facilmente da Osaka o Kyoto e può essere anche una fermata mentre si è in viaggio verso Hiroshima.

Il castello di Himeji
Il castello di Himeji (foto di Patrick Colgan)

per approfondire, leggete – Il castello di Himeji

2. Il ‘Corvo’ di Matsumoto (Nagano)

Forse non è il più celebre, ma io credo sia il più bello e spettacolare. Il castello di Matsumoto emerge dalla città con il suo profilo nero (che gli è valso il soprannome di ‘corvo’) e si specchia nell’acqua con un po’ di narcisismo. Costruito nel 1590, andò in rovina nel corso dell’80. Ma, il castello fu difeso, salvato e riparato da un gruppo di cittadini. E anche per questo mi piace, rappresenta una comunità.

All’interno c’è una mostra di armi e altri reperti e documenti legati al castello: in genere però preferisco gli spazi vuoti.

Il castello di Matsumoto riflesso (Foto di Patrick Colgan, 2018)
Il castello di Matsumoto riflesso (Foto di Patrick Colgan, 2018)

Ho dedicato un post al Castello di Matsumoto

3. Il castello di Inuyama (Aichi)

È uno dei castelli più piccoli e particolari, ed è uno dei più vecchi: risale al 1440 anche se la torre attuale – pare spostata dal castello di Kanayama – è in realtà dell’inizio del ‘600. La bellezza di questo castello è soprattutto nella posizione dominante, in cima una collina affacciata sul fiume Kiso.

Castello di Inuyama
Il piccolo castello di Inuyama.

È ad appena quaranta minuti di treno da Nagoya e non lontano da Gifu, città con famosi castelli (per quanto ricostruiti).

per approfondire, leggete il mio post – Il castello di Inuyama

4. Il castello di Matsuyama (Ehime)

Forse il castello di Matsuyama è incluso per poco in questa lista, visto che fu ricostruito a inizio ‘800 dopo un incendio del 1786 quando fu colpito da un fulmine. Di certo però è fra i più belli del Giappone. Costruito su un’altura al centro di Matsuyama (e per questo a rischio fulmini, in effetti), domina il panorama. Ma è anche un castello bellissimo e ben raccontato, con una bellissima mostra di armature e armi dei signori del castello all’interno.

Una tappa imperdibile in un viaggio nello Shikoku.

Castello di Matsuyama
Il castello di Matsuyama, foto di Patrick Colgan
Vista dal castello di Matsuyama
La vista dal castello di Matsuyama

→ Per approfondire, il mio Itinerario nello Shikoku

I castelli ‘originali’ che non ho visitato

E questi sono gli altri otto castelli, dove non sono ancora stato. L’ordine è quello in cui vorrei visitarli.

5. Castello di Hikone (Shiga)

Questo piccolo castello sulle sponde del lago Biwa fu completato nel 1620, utilizzando parti dei castelli di Otsu e Nagahama (cosa frequente). Il castello può essere una bella escursione in giornata da Kyoto. Non vedo l’ora di andarci quando tornerò nell’antica capitale.

Castello di Hikone
Foto di Martin Falbisoner, da Wikimedia, licenza creative commons

6. Il castello di Matsue (Shimane)

Costruito a inizio ‘600, il castello di Matsue fu dato nel corso del secolo alla potente famiglia Matsudaira. Elegante castello nero, si affaccia su un lago. E tutta la regione pare sia fra le più belle del Giappone, non vedo l’ora di poterlo visitare.

Castello di Matsue
Il castello di Matsue. Foto di 663 Highland, licenza creative commons

7. Castello di Bicchu Matsuyama (Okayama)

Il castello nel cielo si trova in cima a un monte, a 430 metri di altitudine (è il più alto del Giappone giunto fino a noi) e nei mesi freddi domina, alcune mattine, un mare di nuvole. In compenso il castello è piuttosto modesto, appena due piani. Ma del resto, trovandosi in alto, non aveva bisogno di essere poi tanto alto. Si trova a Takahashi, vicino a Okayama. E per raggiungerlo bisogna fare una scarpinata in salita di una mezz’ora. Ovviamente non va confuso con l’altro castello di Matsuyama, nello Shikoku.

Il castello di Bicchū Matsuyama, foto di Reggaeman, licenza creative commons

8. Il castello di Hirosaki (Aomori)

Un altro castello incluso nella lista, ma che non è ‘esattamente’ originale. Colpito da un fulmine appena una quindicina d’anni dopo la sua costruzione, ilc astello è stato in realtà ricavato adattando a inizio ‘800 una delle torrette secondarie.

Inoltre lo vediamo differente da un tempo: è celebre, infattui, per gli oltre duemila ciliegi che lo abbracciano, che furono però piantati nel 1903. Fioriscono a inizio maggio perché nel nord del Tohoku, dove si trova, il periodo dell’hanami è in ritardo rispetto al Giappone centrale.

Il castello di Hirosaki, foto di Si-Take, licenza creative commons

Può essere inserito in un Itinerario nel Tohoku, una regione bellissima

9. Il castello di Kochi

Non sono riuscito a vederlo durante il mio ultimo viaggio nello Shikoku ed è stato un gran dispiacere perché pare sia un castello molto bello, che conserva fra l’altro l’intero palazzo honmaru.

Il castello di Kochi, foto di 663 Highland, licenza creative commons

10. Il castello di Marugame (Kagawa)

Un altro dei quattro castelli dello Shikoku, risale al 1641 sul sito di una precedente fortezza, fatta smantellare dallo shogun in base alla norma che limitava il numero dei castelli (e poi nuovamente permesso quando venne creato un nuovo feudo).

castello di Marugame
Castello di Marugame, foto di Mnd, licenza creative commons

11. Il castello di Uwajima (Ehime)

Un altro castello dello Shikoku, un altro castello nella provincia di Ehime, come quello di Matsuyama. Piccolo, nelle foto appare un po’ solo, senza gli altri edifici del suo complesso.

Castello di Uwajima
Il castello di Uwajima, foto di Suicasmo, licenza creative commons

12. Il castello di Maruoka (Fukui)

Questo castello ha una storia particolare: giunse al XX secolo intatto, superò i bombardamenti e le distruzioni della guerra. E poi venne distrutto da un terremoto nel 1948. È stato ricostruito usando i materiali originali e per questo è considerato uno dei castelli ‘sopravvissuti’.

Castello di Maruoka
Il castello di Maruoka, foto di Baku 13, licenza creative commons

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2 Commenti

Angela Novembre 15, 2020 - 1:46 pm

Bellissime foto! E castelli unici! Grazie per avermi fatto conoscere questi luoghi!

Reply
Rolando Novembre 17, 2020 - 10:12 am

Disamina interessante e che terrò in memoria per l’agognato viaggi in terra nipponica.

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