Il mare di Elafonissos

di patrickcolgan

Peloponneso, il mare cristallino e le spiagge di Elafonissos, un’isola che a volte sembra troppo piccola per la sua bellezza e il suo richiamo

Un’isola minuscola, con un solo paese, immersa in un mare antico, carico di storia e leggende. Appena sotto la superficie dell’acqua c’è una città sommersa millenaria. E mentre il mare trasparente, di colore turchese, fa pensare alle cartoline della Polinesia o ai Caraibi, un’inconfondibile spiaggia a forma di clessidra rimanda a un unico posto, Elafonissos, ai suoi abitanti accoglienti e ai suoi ritmi rilassati. Questa piccola propaggine del Peloponneso è una perla del Mediterraneo. E l’isola di Cervi (così si chiama in italiano) è perfetta per chi cerca il mare cristallino. Tutti gli altri apprezzeranno l’acqua chiara, ma in alta stagione potrebbero sentirsi soffocare dopo qualche giorno dalle possibilità limitate dell’isola e dal monotono ritmo a due tempi: la mattina tutti negli stessi lidi sotto gli ombrelloni, la sera tutti nelle taverne e nei bar del paese, costantemente esauriti. E a volte viene da chiedersi se la folla non sia troppa per questa piccola isola.

Elafonissos, ha pochi chilometri di strade

Elafonissos, ha pochi chilometri di strade (foto di Patrick Colgan, 2018)

A Elafonissos, ultima tappa di un viaggio nel Peloponneso, sono stato bene, ma l’ho lasciata con un sentimento ambivalente, senza contare che per provare a vedere la città sommersa di Pavlopetri ci ho quasi lasciato le penne, e non è del tutto un’esagerazione.

Le spiagge di Elafonissos

A Elafonissos (o Elafònisos o Elafonissi) si va per il mare. Perché in questa isoletta di 20 chilometri quadrati ci sono alcune spiagge fra le più belle dell’intero Mediterraneo e un’acqua cristallina. Ma non c’è molto altro e quindi l’unico modo per viverla è adeguarsi ai suoi spazi e ai suoi ritmi. Le spiagge principali sono due, anche se ce ne sono altre e lungo la strada si incontrano alcuni invitanti piccoli lidi.

Le spiagge sono però soggette al vento e non molto riparate, in particolare quelle a sud, ed essendo di sabbia quando le raffiche sono forti è difficile andare al mare.

Simos, è qui il paradiso?

La spiaggia più famosa, dalla forma inconfondibile a clessidra, è quella di Simos, nel sud-est dell’isola, a quattro chilometri dal paese. Dal parcheggio si imbocca un sentiero annunciato da uno striscione: ‘this way to Paradise’. E in effetti dopo qualche minuto di cammino si entra in uno scenario sorprendente, di intensa bellezza: due grandi mezzelune bianche si congiungono in un promontorio che si tuffa in un mare cristallino, di un’azzurro purissimo e brillante. Fra il cielo greco e il mare sembra di essere avvolti da questo azzurro luminoso. Uno spettacolo vero, che si può ammirare salendo sull’altura che unisce le due spiagge, magari evitando le ore più calde.

Le spiagge di Simos

Le spiagge di Simos – clicca per ingrandire (Foto di Patrick Colgan, 2018)

Ma in alta stagione non aspettatevi la quiete: anche se lo spazio è tanto, sul lato sud sono presenti due stabilimenti, barche attraccate e una folla costante, anche perché è una spiaggia molto adatta per le famiglie. Tutta l’isola, insomma, è a Simos e non è un modo di dire. Inoltre non ci sono nemmeno bagni in spiaggia e questo mi suscita un po’ di perplessità, specie quando c’è molta gente. Il lato nord, che si chiama Sarakiniko è meno frequentato e più ampio.

Sono stato troppo poco a Elafonissos per giudicare, ma ho l’impressione che questa spiaggia meravigliosa sia anche fragile e che andrebbe preservata maggiormente e trattata con cura. Chi ama l’isola e viene da anni consiglia di andarci a giugno o a settembre.

Le spiagge di Elafonissos: Simos

Le spiagge di Elafonissos: Simos (foto di Patrick Colgan 2018)

Panaghia (Kato Nisi)

E’ molto bella anche la seconda spiaggia di Elafonissos, per quanto meno spettacolare di Simos. Si trova dalla parte opposta dell’isola, sul lato ovest, ed è  più simile ad altre belle spiagge greche. Panaghia ha una sabbia dorata e si affaccia su un mare turchese, di fronte ad alcune isolette rocciose. Ci sono anche un piccolo stabilimento e una taverna; il parcheggio è proprio a ridosso della spiaggia.

L'acqua di Elafonissos

L’acqua di Elafonissos (foto di Patrick Colgan, 2018)

Il paese di Elafonissos

L’abitato di Elafonissos (circa 700 abitanti) non è di grande fascino, anche se piacevole. Ovviamente sono moltissimi i residence e gli alberghi. Ma ha almeno una caratteristica davvero particolare: la chiesetta di Santo Spiridione osserva l’abitato dal mare, sospesa nell’acqua su di un’isoletta collegata alla terraferma da uno stretto passaggio.
Alla trafficatissima zona del porto, che la sera straripa di gente, preferisco la zona occidentale del paese, più tranquilla, dove ci sono numerose invitanti taverne con i tavoli a due passi dal mare o addirittura sulla sabbia, con vista sul tramonto. Meglio prenotarle la mattina perché in alta stagione la sera trovar posto non è facile.

La chiesa di San Spiridione, davanti a Elafonissos

La chiesa di Santo Spiridione, davanti a Elafonissos (foto di Letizia Gamberini, 2018)

Una cena sul mare a Elafonisos

Una cena sul mare a Elafonisos (foto di Patrick Colgan, 2018)

Pavlopetri

Sotto il piccolo braccio di mare che separa Elafonissos dalla terraferma c’è una città sommersa, risalente a cinquemila anni fa, finita sott’acqua, sembra, a causa di un terremoto. Si chiama Pavlopetri, dal nome del vicino isolotto che ne segna la posizione e gli esperti dicono che è ben conservata, con tutta la topografia cittadina e una necropoli intatte sotto pochi metri d’acqua. Purtroppo in base alle informazioni che ho potuto raccogliere non ci sono vere visite organizzate, nè possibilità di immersioni, almeno per ora. E non ci si può avvicinare con la barca anche perché – così ci hanno detto –  si temono furti di reperti.

Sembra che a nessuno interessi visto che le domande che abbiamo provato a fare in albergo e al porto hanno restituito sguardi risposte vaghe. Magari abbiamo chiesto alle persone sbagliate, magari nasceranno nuove possibilità, ma è l’ennesima conferma che a Elafonissos si viene principalmente per le spiagge.

Lo scoglio di Pavlopetri, sotto questo mare c'è un'antica città

Lo scoglio di Pavlopetri, sotto questo mare c’è un’antica città (foto di Patrick Colgan, 2018)

L’escursione

Alla fine abbiamo trovato dei volantini che proponevano un’escursione a Pavlopetri dal porto. Una barca improvvisata, con un equipaggio volenteroso ma che parlava solo greco, ci ha lasciati a una grande distanza dallo scoglio di Pavlopetri, facendo cenno di nuotare in una vaga direzione. E senza sapere cosa cercare e dove è impossibile vedere qualcosa anche se la visibilità è perfetta. Avevamo la maschera ma non le pinne e ci siamo ritrovati lontanissimi dalla barca, forse complici le correnti. Abbiamo deciso di rientrare ma la maschera imbarcava acqua, le braccia erano stanche e un certo punto il mare cristallino si è fatto spaventoso, il mio corpo è diventato rigido e non riuscivo più a stare a galla. Inutile sbracciarsi e gridare, dalla barca ad almeno duecento metri nessuno ci stava guardando.

Non ho mai avuto così paura in vita mia e non so nemmeno come ho fatto a calmarmi, respirare profondamente e rimettermi a nuotare lentamente. Raggiunta la barca non avevo nemmeno più la forza di protestare. E tanto non avrebbero capito.
Insomma, fate attenzione perché la sicurezza di escursioni improvvisate è dubbia e, a mio parere, senza qualcuno che spiega cosa vedere e dove si rischia di non capirci nulla.

Come arrivare a Elafonissos, come spostarsi

I nostri connazionali, si sa, amano particolarmente il mare cristallino e quindi troverete tanti, tantissimi italiani in cerca del “mare bello”. Elafonissos però non è facilissima da raggiungere e richiede un po’ di impegno: resta quindi una meta di nicchia, per appassionati della Grecia. Si trova infatti in fondo all’estremità più orientale del Peloponneso,  vicino alla bellissima cittadina storica di Monemvasia e a circa tre ore da Kalamata, l’aeroporto più comodo, e a quattro da Atene. Di fronte a Elafonissos c’è anche l’isola di Citera, assai più grande, collegata ad Atene da voli interni.

Il traghetto per auto che fa la spola continuamente tutti i giorni si prende dall’abitato di Pounta (vicino al quale c’è un’altra bella spiaggia), per due persone e un’auto prevedete 14 euro. Il viaggio è breve, sono poco più di 500 metri e ci si mettono pochi minuti.

A Elafonissos si può stare anche una settimana se si ama molto questo tipo di mare e spiagge. Chi preferisce i viaggi itineranti invece potrà restare un paio di giorni nell’arco di un itinerario che può partire da Atene e toccare per esempio Micene, Nauplia ed Epidauro, oppure Mystras e la penisola del Mani (fra i miei posti preferiti di tutta la Grecia), prima di arrivare a Monemvasia ed Elafonissos.

Conviene venire a giugno quando – a detta di chi conosce bene l’isola – l’affollamento è minore e si possono apprezzare maggiormente la tranquillità e la bellezza di Elafonissos.

Noi abbiamo alloggiato all’hotel Elafònisos, vicinissimo al mare in una zona tranquilla ai margini del paese. Non so come, ma siamo riusciti a prenotare all’inizio di luglio per l’inizio di agosto. Il consiglio è però di muoversi con un anticipo un po’ maggiore.

Colazione con vista a Elafonissos

Colazione con vista a Elafonissos (foto di Patrick Colgan, 2018)

Per continuare a leggere

Potete seguire i link all’interno del post o leggere tutto quello che ho scritto sulla Grecia continentale (utile per studiare un itinerario) o sulle isole greche. Ed ecco il punto di vista di altri blog

  • Un bel post su Elafonissos
  • Elafonissos, l’isola che non c’è – raccontata da un’italiana che gestisce una struttura ricettiva sull’isola
  • Viaggio nel Peloponneso – da Persorsi (la mia compagna di viaggio… e di vita)

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2 Commenti

Yannis Koukoutaras luglio 4, 2019 - 8:47 am

A Elafonissos sono stato più di 10 anni fa. Alla grande bellezza delle spiagge, anche se già allora molto frequentate e alla loro vastità inconsueta, anche per la Grecia, del manto della sabbia finissima, ho trovato piuttosto deludente l’agglomerato disordinato del paese…ma cosa volete, la bellezza rubafiato delle isole e del mare greco fanno accettare anche questo: quell’antico Dio che regalò questa infinita bellezza è quasi sempre difficile da estirpare dalla mano dell’uomo…

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patrickcolgan luglio 22, 2019 - 12:12 pm

è vero, verissimo. Grazie per il tuo commento Yannis, un saluto e a presto!

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