In una casa di campagna, a Kameoka

di patrickcolgan

Un giorno in una casa campagna vicino a Kyoto, fra sentieri, templi e… le verdure dell’orto. Vi racconto com’è alloggiare a Kameoka, nel mezzo del Giappone rurale che ho imparato ad amare

Ogni tempio, un timbro. L’immagine fumettosa e colorata del dio che siamo venuti a visitare ci saluta dalla griglia con lo spazio per i timbri della cartina: in Giappone, a volte, anche i pellegrinaggi hanno un aspetto un po’ giocoso. E i sette dei della fortuna sorridono tranquilli dai loro giardini in una giornata fredda di inizio marzo.  Le loro statue, quantomeno. Daikokuten, Bishamonten, Benzaiten, Ebisu, Fukurokuju , Jurōjin e Hotei  accolgono così chi entra nei loro templi, addossati alle colline occidentali di Kyoto, fra boschetti di bambù e cedri giapponesi, risaie e orti che scendono verso valle fra case che hanno mantenuto l’aspetto di tempi passati.

I timbri dei templi

I timbri dei templi (foto di Patrick Colgan, 2019)

C’è silenzio, perché non c’è davvero nessuno in giro. Quando deviamo dal sentiero arriviamo a un santuario immerso fra gli alberi. In mezzo ce n’è uno grandissimo, secolare, cinto da una fune sacra, una shimenawa che indica la presenza di un kami, uno spirito. Forse il prete se ne è appena andato perché è tutto in ordine, ma ci si potrebbe benissimo illudere di essere i primi visitatori dopo molto tempo.

Si viene accolti nel tempio con un sorriso

Si viene accolti nel tempio con un sorriso (foto di Patrick Colgan, 2019)

Sul sentiero a Kameoka

Siamo ai margini di Kyoto, dove, in teoria, non c’è davvero nulla che dovrebbe attirare un viaggiatore che viene da migliaia di chilometri di distanza. Al di là delle colline e delle spettacolari gole del fiume Hozu c’è Arashiyama, con i suoi tesori. E, di certo, la solita folla. Ma sto benissimo da questa parte, sono felice di alloggiare a Kameoka, in questo tranquillo paesaggio rurale giapponese che ho imparato ad amare. Il Giappone è pieno di storia, di templi scintillanti, ma è in posti come questi che ci si avvicina al cuore del Paese. E’ qui, lungo le strade secondarie, quelle che batteva Will Ferguson chiedendo un passaggio dietro l’altro fra le pagine di Autostop con Buddha che si fanno gli incontri più singolari e sinceri.

Un tempio sul sentiero, a Kameoka

Un tempio sul sentiero, a Kameoka (foto di Patrick Colgan, 2019)

Sul sentiero, a Kameoka

Sul sentiero, a Kameoka (foto di Patrick Colgan, 2019)

Le indicazioni per il sentiero

Le indicazioni per il sentiero

Cerco di scambiare due parole sulla pioggia con un’anziana del posto, seduta sull’ingresso di un tempio. Ma le mie conoscenze di giapponese risultano praticamente inservibili: chissà, forse era dialetto del Kansai, forse parlava troppo veloce. Quando ce ne andiamo però ci saluta calorosamente lo stesso, in qualche modo ci siamo capiti.

Anche le verdure sorridono, da queste parti (

Anche le verdure sorridono, da queste parti (foto di Patrick Colgan, 2019)

A casa di Fukiko-san

Più facile capirsi con la nostra padrona di casa, che parla un inglese perfetto. Poche ore prima Fukiko-san ci ha dato la cartina e ci ha accompagnato alla partenza di questo sentiero. Alloggiamo, infatti, nella sua bellissima, vecchia casa in una frazione rurale di Kameoka, dove vive sola quando non è in viaggio in Sudamerica o in altri Paesi del mondo, in inverno. Passano gli anni, ma lei, dalla primavera all’autunno continua a portare il mondo nella dimora della sua famiglia, troppo grande e vuota soltanto per lei. Si occupa del giardino e dei suoi orti biologici, oltre che dei viaggiatori che scelgono di alloggiare nelle sue stanze. Molte verdure che ci ha proposto nell’indimenticabile cena di ieri le ha coltivate lei, gli altri prodotti arrivano tutti da negozi del paese: ci ha servito tempura di verdure miste e pesce, tonno marinato che abbiamo condiviso, come se fossimo non ospiti, ma semplicemente amici.

La cena in casa, meravigliosa. Tempura mista, verdure dell'orto, tonno marinato

La cena in casa, meravigliosa. Tempura mista, verdure dell’orto, tonno marinato (foto di Patrick Colgan, 2019)

Fukiko-san ci ha raccontato con passione della vita in un piccolo paese, dove gli abitanti sono sempre meno, e di Kyoto, delle sue meraviglie e dellaumento del turismo degli ultimi anni, con tutti i problemi che si porta dietro. E di quanto resti unica e bellissima se la si visita nel modo giusto.

Un tratto del percorso a Kameoka

Un tratto del percorso a Kameoka (foto di Patrick Colgan, 2019)

Il sentiero che stiamo percorrendo è ormai alle ultime battute. Prima visito l’importante santuario Izumo Daijingu dove mi faccio lasciare il goshuin, il sigillo calligrafico, sul libro nel quale li raccolgo (che cos’è? ne ho scritto qui). Quindi attraversiamo un parco di ciliegi che fra poche settimane fioriranno. Nelle loro gemme stanno nascendo i dieci giorni di splendore che regaleranno al lungofiume, assieme a migliaia di alberi per tutta la lunghezza del Giappone. Poco dopo ecco che appare l’auto di Fukiko-san che ci è venuta a prendere. Si conclude un sentiero, presto ne comincerà un altro.

Il goshuin all'Izumo Daijingu

Il goshuin all’Izumo Daijingu

Come arrivare e cosa fare a Kameoka

Non aspettatevi un paesino, Kameoka è una vera e propria città e intorno alla stazione ci sono palazzoni e traffco. Ma è in mezzo a una zona rurale: basta percorrere qualche chilometro e ci si ritrova fra colline, risaie e villaggi. Serve però l’automobile, o qualcuno che vi dia un passaggio per esplorare l’area.

Da appassionato di ramen a Kameoka mi sento di consigliare caldamente il ristorante Toukaen (東香園), consigliato dalla nostra padrona di casa, che lo propone in una versione piuttosto tradizionale, ma con abbondanza di verdure, personalità e molto leggera e saporita. Non perdetevi nemmeno chahan (riso fritto) e gyoza (ravioli alla piastra)!

Il sentiero dei Sette dei della fortuna

Prima di tutto un avvertimento. Non dovete immaginarvi un trekking spettacolare, di quei sentieri che passano per paesaggi grandiosi (sul tema ho scritto un post con itinerari più ambiziosi). Si tratta di una bella, tranquilla passeggiata in una zona rurale, al limitare del bosco, che sfrutta in parte percorsi pedonali, in parte le strade e tocca templi graziosi e un importante santuario scintoista. Nel periodo giusto (inizio aprile), si attraversa però un parco di ciliegi che deve essere stupendo. Insomma una bella passeggiata che porta pure fortuna!

Qui ci sono maggiori informazioni sull’itinerario (comprese indicazioni e bus se siete a piedi). In tutto sono 4 km, che salgono a sette chilometri se si parte dalla stazione di Kameoka.

I sette dei della fortuna

I sette dei della fortuna (foto di Patrick Colgan, 2019)

A Kameoka

Eccomi a Kameoka con i timbri di tutti e sette i templi

Il Romantic Train e la barca sul fiume Hozu

Kameoka è sulla linea ferroviaria JR, poche fermate a ovest di Arashiyama: da Kyoto ci si mette da venti minuti a poco più di mezz’ora a seconda del tipo di treno. Non è fuori dagli itinerari turistici, anche se pochi frequentano davvero la città. Qui infatti arriva il famoso treno panoramico Torokko Romantic Train che parte da Arashiyama e attraversa le spettacolari gole del fiume Hozu, in mezzo alle colline. L’itinerario, di circa 25 minuti, è particolarmente bello durante la fioritura dei ciliegi e il periodo del foliage autunnale.

La partenza del Romantic Train

La partenza del Romantic Train

La stazione Torokko è accanto a quella di Saga-Arashiyama JR. Il biglietto di sola andata costa 620 yen. La prenotazione è consigliabile (si può fare in qualsiasi ufficio JR West), ma i biglietti della carrozza numero 5, senza finestre, vengono messi in vendita solo il giorno stesso. Nulla di imperdibile ma è un giro davvero molto piacevole. Sul sito ufficiale trovate tutte le informazioni sul Romantic Train.

In barca da Kameoka ad Arashiyama

In barca da Kameoka ad Arashiyama (foto di Marufish, da Flickr, licenza creative commons)

Quando l’acqua non è troppo alta e il meteo lo consente, l’esperienza più bella è però quella di scendere da Kameoka ad Arashiyama in barca. Il tragitto dura due ore e costa 4.100 yen per gli adulti. Ci sono partenze ogni ora dalle 9 alle 14 e poi alle 15.30. Meno partenze dal 30 novembre al 10 marzo. Il viaggio può essere annullato in caso di meteo avverso. Tute le informazioni (importante prenotare) sono sul sito Hozugawa-kudari.

Come alloggiare da Fukiko-san

Volete alloggiare in una zona rurale vicino a Kyoto? Allora potete prenotare l’alloggio da Fukiko-san tramite il sito Travel Arrange Japan. Difficile definire l’esperienza: è fra homestay, farmstay e una tradizionale minshuku. Può ospitare coppie e anche famiglie o piccoli gruppi fino a quattro persone. Ma ricordatevi che la sua casa non è un semplice posto dove dormire. E’ un luogo di incontro fra viaggiatori. E se scegliete di alloggiare a Kameoka, da lei, potrete certo visitare Kyoto e soprattutto Arashiyama, che è molto vicina, ma sarà l’occasione per immergervi completamente in un piccolo paese in un contesto rurale e nella cultura giapponese.

⇒ Ho scritto un post dedicato interamente agli alloggi a Kyoto

Fukiko-san nel suo bellissimo giardino

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