Lo splendore di Hiraizumi, novecento anni fa e oggi

di patrickcolgan

I suoi tesori fanno solo intuire cosa sia stata un tempo: visitare Hiraizumi e i suoi siti patrimonio Unesco nel nord del Giappone è emozionante per quello che fanno immaginare

Erba estiva: dei sogni di gloria dei grandi guerrieri ora rovine, e null’altro

Si può solo immaginare, sognare com’era Hiraizumi al tempo del suo fulgore. Si dice che il poeta Basho proprio qui abbia scritto questi versi malinconici. Vedeva solo erba perché anche tre secoli fa quella città favolosa era già un lontano ricordo. Ora Hiraizumi è una tranquilla, un po’ sonnolenta località fra le foreste della provincia di Iwate. E chi non conoscesse la storia della regione non sospetterebbe mai che qui ci fosse una città magnifica quanto e più di Kyoto. Almeno fino a quando non si trovasse davanti al bagliore del Konjikido, la sfolgorante testimonianza in oro e madreperla che racconta con la sua presenza questa storia di quasi mille anni fa.

Hiraizumi, uno degli edifici del Chusonji

Hiraizumi, uno degli edifici del Chusonji (2018)

Tutto avvenne nel dodicesimo secolo in questa zona del nord dell’isola di Honshu: fu un periodo breve e luminoso per questa città, circa cent’anni, nel quale il ramo settentrionale del clan Fujiwara fece di questo luogo la sua capitale. Era una città ricca, di commerci e di arte. Ma il dodicesimo secolo fu anche un momento di instabilità, di grandi cambiamenti e difficoltà in Giappone. E di fervore religioso che per volere del clan, a Hiraizumi si trasformò in splendide opere d’arte buddhista e nel sogno della Terra pura.

Minamoto Yoritomo

Minamoto Yoritomo

Tutto fu spazzato via da Minatomo Yoritomo nel 1189 che rase al suolo la città. Cercava il fratello Minamoto Yoshitsune, che si era alleato con i Fujiwara: lo stesso clan che lo ospitava lo uccise, sperando di placare Yoritomo che però non si fermò. E non si sarebbe più fermato: tre anni dopo Yoritomo divenne il primo shogun, governatore militare, del Giappone, dando inizio al periodo Kamakura.

Di Hiraizumi non restò più quasi nulla. Solo l’erba estiva descritta da Basho sopra le fondamenta dei templi. Oggi Hiraizumi è una cittadina che ci accoglie col buio in un grazioso ryokan. Passiamo la serata in un’izakaya di provincia, dove pochi avventori del posto chiacchierano al bancone mentre noi accompagniamo semplici piatti all’ottimo nihonshu (sake) de Tohoku. La mattina ci spostiamo alla zona dei siti Unesco con l’auto a noleggio.

Il Chusonji e il Konjikido

Due dei più grandi tesori di Hiraizumi rimasti sono immersi in uno splendido bosco di cedri giapponesi che in autunno si colora in alcuni punti del rosso acceso di alcuni aceri. Nel 1189 anche il Chusonji, fondato nel nono secolo dal monaco Ennin, fu in gran parte distrutto. Delle decine di edifici dai quali era costituito ne restano soltanto due. Uno è il Kyozo, un deposito di sutra. L’altro è il Konjikido, che fu costruito nel 1154 (sedici anni dopo il Kyozo). La sua bellezza si nasconde fino all’ultimo, perché completamente coperto da un edificio che lo protegge dagli elementi.

L'ingresso del Konjikido, coperto da un padiglione

L’ingresso del Konjikido, coperto da un padiglione (foto di Patrick Colgan, 2018)

La vista però è abbagliante e commovente. Il Konjikido racconta quello che un tempo era e non è più. Con la sua incredibile presenza racconta una perdita, un mondo scomparso. Si tratta di un padiglione completamente ricoperto di foglia d’oro, esattamente come il Kinkakuji di Kyoto, l’assai più famoso padiglione d’oro (che come è noto fu invece bruciato da un monaco nel 1950 e quindi ricostruito). Raffigura il Buddha Amida Nyorai, al centro, fra i Bhodisattva.

Le foto sono vietate e quindi vi mostro un depliant (Foto di Patrick Colgan, 2018)

Le foto sono vietate e quindi vi mostro un depliant del Konjikido (Foto di Patrick Colgan, 2018)

Nell’area ci sono numerosi altri edifici da vedere, accessibili con alcuni sentieri e il museo dei tesori, interessante. Ma nulla è come il Konjikido. Il biglietto del museo è cumulativo con il Konjikido, 800 yen (8.30-17, fino alle 16.30 dal 4 novembre a febbraio).

Un dettaglio dal Chusonji Un dettaglio dal Chusonji

Un dettaglio dal Chusonji (foto 2018)

Il Motsuji

Non è al Chusonji che Basho scrisse i suoi versi, ma al Motsuji che sorge in un’area separata. Oggi di quello che fu restano reperti in un museo, alcune fondamenta e un raro esempio di giardino della Terra pura, uno stile tipico del periodo Heian (quello del massimo splendore di Hiraizumi. 794-1185) Il giardino ricrea attraverso le sue forme e la sua disposizione la Terra Pura della tradizione buddhista Tendai. Come a Uji, altro esempio di questo stile di giardino, più famoso, c’è un grande specchio d’acqua.

L’ingresso costa 500 yen (8.30-17, fino alle 16.30 dal 4 novembre a febbraio).

Il giardino della Terra pura del Motsuji

Il giardino della Terra pura del Motsuji (foto di Nerotaso da Wikimedia Commons – licenza creative commons)

Takkou no Iwaya

Separato da Hiraizumi, a sei chilometri c’è questo tempio costruito sulla facciata di una montagna (e che prelude all’accesso a una grotta). La fondazione è antica, nel nono secolo, ma l’edificio è degli anni ’60 del Novecento.

Takkou no Iwaya – foto di Nerotaso da Wikimedia commons – licenza Creative commons

Come visitare Hiraizumi

Se siete in automobile sarà tutto molto semplice e veloce, almeno per quanto riguarda gli spostamenti (ma date spazio e tempo alle visite) e potrete arrivare anche al Takkou no Iwaya o alle gole di Geibi.

L’alternativa più popolare è la bicicletta (che si può noleggiare vicino alla stazione per 1000 yen), splendido mezzo per visitare Hiraizumi. Altrimenti c’è il bus: il bus circolare “Run Run” visita il Motsuji, il Chusonji e il memoriale di Minamoto Yoshitsune, il Takadachi Giekeido: il costo è di 150 yen per una corsa (ogni 15-30 minuti), 400 yen il giornaliero.

Il Takkou no Iwaya è a sei chilometri: c’è circa un bus all’ora per raggiungerlo, tranne che in inverno, quando ce n’è uno al giorno.

Come arrivare a Hiraizumi

Se volete vedere un sito meraviglioso senza l’affollamento di Kyoto e ammirare almeno una cosa, il Konjikido, che non eguali in Giappone, mettete in programma una visita a Hiraizumi. Si può per esempio combinare facilmente con la baia di Matsushima (in treno è circa un’ora e venti, passando per Sendai.

Mappa di Hiraizumi

Ecco dove si trova Hiraizumi

Hiraizumi  difficilmente può essere visitata in giornata da Tokyo, a meno di non farla davvero molto di fretta. Il costo è di circa 12.600 yen ed è coperto dal Japan Rail Pass, ovviamente se è attivo. Il consiglio è comunque quello di dedicare tempo alle visite, che sono molto belle e di arrivare il giorno prima. In Giappone vale sempre la regola di non correre, di vedere meno, ma di vederlo meglio. E se possibile di non vederlo soltanto.

In ogni modo da Tokyo prendete lo Shinkansen per Ichinoseki (circa due ore e un quarto) e da lì la JR Tohoku Main Line per Hiraizumi (8 minuti). Ci sono soluzioni che passano anche per Sendai.

⇒ Volete esplorare quest’area? L’itinerario del mio viaggio nel Tohoku

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