Cinque motivi per andare alle Seychelles

di patrickcolgan

Storia di un viaggio indipendente alle Seychelles. Cinque motivi per partire per le splendide isole dell’Oceano Indiano (e anche qualche motivo per non andare)

Cosa ci faccio qua? E’ la domanda che mi rimbomba in testa mentre mi stendo sulla sabbia bianchissima, davanti a un mare che dal turchese sfuma in un azzurro intenso. Sopra di me, palme e alberi ai quali non so dare il nome e qualche nuvolone gonfio che minaccia di oscurare il sole bruciante dell’Equatore. Qualche mese fa non avrei mai pensato di finire qui, alle Seychelles, che conoscevo solo per qualche foto patinata e come meta per costosi viaggi di nozze.

Avevamo altre idee: volevamo andare in Russia, pensavamo alla Cina. A portarmi qui sono stati un volo a prezzo stracciato e l’idea lanciata da Paola e Gianni, amici con i quali io e Letizia non vedevamo l’ora di condividere un viaggio. Eccola la risposta alla domanda: c’è il mare, c’è una spiaggia meravigliosa, ma sono qui perché ci sono due amici con i quali sembra già di viaggiare da una vita. Posso rilassarmi

Non era stata una meta immaginata, pensata e pianificata a lungo. E allora i motivi per partire, personalissimi, li ho scoperti giorno per giorno.

Una visione d’insieme

Quando le Seychelles le ho viste sulla cartina, puntini nell’Oceano Indiano, con tutto quel blu intorno mi sono emozionato. Eppure sono isole lontane ma quando ci metti piede non ti senti… lontano. Sarà che il turismo qui ha una storia antica o che tutti parlano francese, inglese, spesso anche italiano, ma è difficile sentirsi sul bordo del mondo come capita altrove. E quelle spiagge, quelle palme le hai viste così tante volte che ormai lo stupore è soltanto quello di trovarti davvero dentro quella cartolina.

Storia e geografia delle Seychelles

Le Seychelles sono un arcipelago dell’Oceano indiano, a nord est del Madagascar, composto da oltre cento isole. Erano disabitate fino all’arrivo dei colonizzatori francesi nel 1756 che portarono sull’isola degli schiavi. La popolazione creola, in maggioranza cristiana, discende da questa storia. La capitale e città più grande (si fa per dire, 25.000 abitanti) è Victoria e si parlano il creolo (francese) oltre a francese e inglese.

Le isole principali, che sono anche le tre che abbiamo visitato, sono isole granitiche, di pietra, ricoperte da foreste e montagne: Mahé, la più grande e urbanizzata, La Digue, la più selvaggia (e la mia preferita), Praslin (la via di mezzo). Molti turisti arrivano con formule all inclusive e alloggiano nei resort con spiaggia privata, ma è possibile viaggiare in maniera indipendente, con auto a noleggio e dormendo nelle guesthouse.

Viaggio indipendente alle Seychelles: Carana beach

Viaggio indipendente alle Seychelles: Carana beach (Foto di Patrick Colgan, 2017)

1 – Le spiagge sono davvero bellissime

“Anse Lazio, la spiaggia più bella del mondo è dietro a quel promontorio. Andateci, poi mi direte se non ho ragione”. E’ un tassista che forse non è mai uscito dalle Seychelles a fare questa affermazione esagerata su un una spiaggia dal nome quantomeno strano. E invece questa mezzaluna di sabbia bianchissima e dall’acqua calda e cristallina, bordata di palme e pressoché deserta è davvero una delle più belle spiagge che abbia mai visto.

Nel corso del viaggio Anse Lazio verrà eguagliata e superata da altre spiagge fino all’ultimo giorno. Per me sono imperdibili anche Anse Source d’Argent a Praslin, Grand Anse e Petite Anse a La Digue, Carana e Anse Soleil a Mahè. Nell’arco di un viaggio indipendente ne vedrete tante, di spiagge stupende.

Nessuna delle spiagge che abbiamo visto era attrezzata in alcun modo (ma la vegetazione offre molta ombra, fate solo attenzione a non sdraiarvi sotto noci di cocco che potrebbero cadere) e molte erano davvero poco frequentate: la maggior parte dei turisti va infatti in resort e ne esce raramente. Anche per questo non aspettatevi il classico baretto in spiaggia: in genere non ce ne sono. Al limite troverete un venditore di (care) noci di cocco da bere.

Carana Beach, Mahé

Carana Beach, Mahé (foto di Patrick Colgan, 2017)

Grand Anse, a La Digue

Grand Anse, a La Digue (foto di Patrick Colgan, 2017)

Attenzione: alcune spiagge hanno forti correnti, se vedete cartelli che indicano che la balneazione è pericolosa non fate il bagno o restate vicino a riva. Ci sono stati incidenti mortali, quindi fate attenzione.

Cartello avverte della presenza di correnti

2 – La natura è potente

Le Seychelles hanno foreste intricate e di grande, straripante bellezza. Non perdetevi da Praslin l’escursione in barca a Curieuse island dove potrete camminare fra le mangrovie e vedere grandi, stupende testuggini. In genere l’escursione comprende anche lo snorkeling all’isolotto di Saint Pierre che probabilmente avete visto in molte fotografie delle Seychelles. Il costo è di 50 euro (con pranzo).

Curieuse island

Curieuse island (foto di Patrick Colgan, 2017)

Sempre a Praslin si possono visitare due parchi naturali, dove si possono vedere le palme giganti di coco de mer che crescono su pochissime isole dell’arcipelago: il più famoso è patrimonio Unesco, Vallèe de Mai, nel centro dell’isola, e Fond Ferdinand, nel sud (che costa meno, ma è aperto solo la mattina). Purtroppo a causa di una pioggia torrenziale non siamo riusciti a fare una visita guida nei parchi.

Testuggini a Curieuse

Testuggini a Curieuse (foto di Patrick Colgan, 2017)

L'isolotto di Saint Pierre

L’isolotto di Saint Pierre – no non ho aumentato la saturazione della foto o cambiato i toni (foto di Patrick Colgan, 2017)

3 – Le immersioni alle Seychelles

Mi sono sempre sentito un appassionato di montagna fino a qualche anno fa, quando ho vinto la mia paura dell’acqua profonda e ho preso il patentino sub Open Water. Ne scrivo raramente sul blog perché la mia poca esperienza non mi rende proprio un’autorità sul tema. Però la possibilità di fare immersioni è stata la prima cosa a cui ho pensato quando abbiamo deciso di andare alle Seychelles.

Visibilità elevata e fondali interessanti rendono in effetti l’arcipelago un’ottima destinazione per gli appassionati di subacquea, anche se purtroppo, ho letto, diversi coralli hanno subito uno sbiancamento negli ultimi anni a causa delle temperature troppo calde dell’acqua. E’ una situazione purtroppo comune a molti altri mari.

Io durante un'immersione

Io durante un’immersione (in Giappone, non alle Seychelles)

Su tutte le isole ci sono centri diving, sono davvero tanti, e ho scelto in base agli spazi concessi dal nostro itinerario. La mia esperienza di due immersioni con Octopus diver (ad Anse Volbert, Praslin) è stata positiva, ma non straordinaria. Nel punto di immersioni Channel Rock abbiamo visto coralli, una manta, due enormi pesci napoleone, tartarughe marine e formazioni rocciose molto particolari.

Il team del diving (che vanta l’inclusione nei top 100 del mondo e lo scrive dappertutto) invece era professionale, ma non particolarmente espansivo (come molti isolani) e la sensazione è stata quella di essere un po’ in una catena di montaggio piuttosto sbrigativa e affollata. E forse era inevitabile: su due barche saremo partiti in quaranta. Non è il tipo di esperienza che preferisco.

Prenotate con qualche giorno d’anticipo perché era praticamente tutto al completo anche in altri centri (altrimenti ne avrei fatte di più), avevano pure sbagliato a prendere la mia prenotazione.

Niente foto, purtroppo. E allora metto un altro po’ di mare.

4 – Cultura locale e cucina

Questo è l’aspetto del viaggio che un po’ è mancato. Nel senso che il Paese ha una storia interessante, ma breve (poco meno di tre secoli) e non abbiamo trovato una particolare apertura da parte degli isolani, forse abituati a tanti turisti o a un tipo di turismo diverso, interessato soprattutto alle spiagge.

La cucina creola però a me è piaciuta molto, anche se alcuni la trovano un po’ ripetitiva: propone principalmente pesce, grigliato, fritto o cotto nel curry (più o meno piccante a seconda del cuoco), accanto a piatti più particolari. Per risparmiare ci sono su tutte le usile ottimi take away, usati anche dai locali come il Coco Rouge di Praslin (5-7 euro a testa) oltre ad alcuni veri ristoranti dove si mangia molto bene (Marie Antoinette a Victoria, in una splendida casa coloniale in legno, calcolate 25 a testa col vino).

Sulle isole c’è una certa presenza di indiani (a Victoria c’è anche un tempio indù) e quindi ci sono anche alcuni ristoranti indiani, oltre che un’innegabile influenza sui piatti.

Victoria, mercato del pesce

Victoria, mercato del pesce (foto di Patrick Colgan, 2017)

Cena creola al ristorante Marie Antoinette di Victoria

Cena creola al ristorante Marie Antoinette di Victoria (Foto di Patrick Colgan, 2017)

5 – Il viaggio non costa poi così tanto

Chiariamolo subito, non è un viaggio a prezzi stracciati. Ma se si trova un buon volo, ci si organizza con il fai da te e si risparmia quando possibile si può spendere relativamente poco. Per otto giorni (sette notti) abbiamo speso infatti poco più di mille euro per un viaggio organizzato in maniera indipendente. Abbiamo dormito in guesthouse (120 euro a notte per una quadrupla, 70-80 per una doppia), che propongono diverse formule che vanno dall’appartamento privato alla villetta autonoma con cucina fino alla camera in una casa dove vivono anche i proprietari (in stile casa particular cubana o i b&b più tradizionali).

I collegamenti fra Mahé e Praslin sono sia via mare, in traghetto, che con piccoli aerei di Air Seychelles, soluzione dal costo simile e quindi preferibile alle due ore di aliscafo. Tra La Digue e Praslin ci sono invece solo gli aliscafi.

Se volete concedervi una notte o due in resort i prezzi si alzano molto, ma ci sono alberghi davvero spettacolari che valgono il prezzo, come il Paradise Sun Hotel di Praslin, che è uno di quelli storici dell’isola. Quanto alle guesthouse ci siamo trovati molto bene a Villa Kass, a Praslin. Le altre due sistemazioni avevano invece qualche difetto. A proposito, confermate sempre il vostro arrivo perché a La Digue abbiamo subito un caso di overbooking e ci siamo ritrovati a dover cercare un’altra sistemazione senza alcun aiuto o quasi.

Per continuare a leggere sulle Seychelles

Vi rimando ai post dei miei compagni di viaggio

  • Le Seychelles raccontate da Letizia
  • La guida all’organizzazione di un viaggio low cost scritta da Paola

 

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2 Commenti

Anna Novembre 14, 2017 - 12:10 pm

Le foto sono stupende, natura selvaggia e spiagge quasi deserte, direi che meritano una visita!

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patrickcolgan Novembre 19, 2017 - 7:48 pm

Grazie! Sì, confermo! 🙂
e grazie!

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