Lofoten, il luogo dei sogni

di patrickcolgan

Spiagge caraibiche, montagne aguzze e il senso di essere sul confine del mondo: Lofoten, meravigliose isole a nord del circolo polare artico

Lofoten

Lofoten, siamo sopra al circolo polare artico eh…
Foto di Jerzy Durczak – licenza 
creative commons attribution non commercial (da Flickr)

Se c’è un luogo del cuore, a cui ripenso quando immagino un lungo viaggio, tanto da confondersi con l’idea stessa di viaggio, sono le isole Lofoten, nel nord della Norvegia. La prima volta ci arrivai dopo un lungo tragitto via terra, con un gruppo di amici. Eravamo partiti da Bologna con un biglietto Interrail e nessuna idea di cosa ci aspettasse. Solo Matteo, uno del gruppo, forse il più esperto, aveva visto qualche foto, sentito qualche racconto. L’unica cosa che avevamo in mente era che saremmo arrivati fino a lì. Non Capo Nord, dove andavano in tanti, ma alle Lofoten, un gruppo di isolette aggrappate alla costa norvegese al di sopra del circolo polare artico.

Dopo giorni di treni, diurni e notturni, di notti passate anche all’addiaccio fra un treno e l’altro e migliaia e migliaia di chilometri percorsi prendemmo finalmente il traghetto per quelle isole. Partimmo da una grigia città norvegese, deserta, un po’ triste e  schiacciata sotto nuvole basse (Bodo).  Il traghetto era in ritardo di ore, ed ero molto stanco. Non vedevo un letto da dieci giorni. Ma il mio stato d’animo un po’ dubbioso cambiò rapidamente quando, durante il viaggio vedemmo spuntare da una nebbia sottile cime aguzze, frastagliate che si stagliavano contro il cielo di un interminabile tramonto artico.

Isole Lofoten

…un interminabile tramonto artico
(foto di Patrick Colgan, 2001)

Arrivammo a notte fonda, dopo le 24. Era agosto e le giornate cominciavano ad accorciarsi dopo i soli di mezzanotte di luglio. Arrivammo che la volta celeste sopra di noi era divisa a metà fra un vago chiarore a ovest e una notte stellata. Sembrava di essere al confine della terra, al confine di un mondo, fra realtà e sogno. Piantammo le tende in un prato alla fine delle ultime case di un vecchio borgo di pescatori con il nome di una sola lettera, Å. Sentivamo il rumore del mare, ma non vedevamo nulla. La mattina quando uscii dalla tenda, non credevo ai miei occhi.

isole-lofoten

Foto di Henrik Johansson (da Flickr)
creative commons attribution – non commercial

Le Lofoten, uno sguardo d’insieme

Siamo ora molto vicini alla costa norvegese… a sessantotto gradi di latitudine, nella grande provincia di Nordland, nel desolato distretto di Lofoden […] Mente umana non poteva concepire un panorama così desolato. A destra e a sinistra, a perdita d’occhio, sorgevano, come fossero i contrafforti del mondo, schiere di scogli aguzzi e neri, il cui aspetto tenebroso era ancor più evidenziato dalla schiuma che con la cresta bianca e spettrale gli si avventava senza posa contro, ululando e gemendo. (Edgar Allan Poe, Una discesa nel Maelstrom, 1841)

Poe non è mai stato alle Lofoten, ma la descrizione è precisa, efficace, e coglie parte dello spirito del luogo anche se lo veste di tinte troppo cupe. Però è vero, la parte sud delle Lofoten si affaccia proprio sul famoso Maelstrom, il Moskstraumen. E’ un luogo certo magico e ricco di fascino, emozionante ma decisamente più tranquillo di quanto si possa pensare. Perché le Lofoten sono un arcipelago nel nord della Norvegia, ben al di sopra del circolo polare artico, ma come ricorda Barry Lopez, in Sogni artici citando proprio questo esempio, in realtà quella linea immaginaria significa poco: non c’è una definizione comune di artico. Le isole sono lambite dalla corrente del Golfo che rendono il clima eccezionalmente mite per queste latitudini.  Secondo Wikipedia la temperatura minima registrata nel 2009 è stata di -13.1 °C, il 7 febbraio, mentre la massima di 26.6 °C il 3 agosto. A Bologna l’ultimo inverno è stato più freddo, mentre con 26-27 gradi si può anche stare in spiaggia. E le spiagge ci sono.

La caratteristica inconfondibile di queste isole sono le alte montagne dai profili aguzzi, anche di mille metri, che si gettano a precipizio nel mare, memoria di antichi ghiacciai che hanno tagliato, scavato e levigato la roccia. Ma il paesaggio è fatto anche di acque cristalline, spiagge di sabbia bianchissima, piccoli borghi di case rosse aggrappate a stretti lembi di terra.

La storia delle isole è molto lunga. La capitale Svolvaer è la città più antica dell’artico (sono stati trovati reperti vichinghi), ma sempre secondo wikipedia sono state trovati anche reperti risalenti al 3.000 a.c. .

Reine, alle isole Lofoten

Reine, alle isole Lofoten(foto di Patrick Colgan, 2003)

In queste isole meravigliose sono stato due volte, nel 2001 (con amici) e nel 2003 (con la mia ragazza di allora). Manco da dieci anni, ma tutte le informazioni sono state verificate sul web o da viaggiatori che hanno avuto esperienze più recenti. Poche delle mie foto dell’epoca rendono giustizia al luogo, quindi ho scelto soprattutto foto condivise su Flickr con licenza creative commons.

Perché andare alle Lofoten

Qui si va per sentirsi sul bordo del mondo e provare un po’ di vertigine. Ma soprattutto per vedere paesaggi unici. Montagne dalle forme quasi irreali, spiagge polari bianchissime, fiordi, piccoli paesi. Se il trekking non è sempre facilissimo, almeno nella parte sud che conosco di più (sentieri segnati non troppo bene, torbiere in cui si affonda al ginocchio, passaggi esposti, pioggia e vento… ), le isole si possono scoprire facilmente con la bicicletta (si può noleggiare sul posto), sfruttando anche le giornate, lunghissime d’estate. Alle 24 c’è luce come alle cinque del pomeriggio. Però serve un po’ di allenamento  i saliscendi sono infatti impegnativi e non sembre le bici noleggiate sono di gran qualità. Ma qui si viene anche per fare whale watching (da Andenes), per vedere un sole di mezzanotte indimenticabile (dalla costa ovest) e per vedere le aurore boreali, d’inverno. E infine per fare bird watching.

La lista di attività possibili elencate su Visit norway è comunque lunga e include anche pesca, rafting, kayakgolf (che da queste parti è un’attività popolare, non esclusiva) e per gustare lo stoccafisso! I ristoranti però sono abbastanza cari…

I miei posti preferiti alle Lofoten

Breve elenco, assolutamente non esaustivo (anche perché sulle isolette di Rost e Vaeroy non sono stato). Il posto migliore dove arrivare è Å-i-Lofoten, minuscolo villaggio all’estremità meridionale dell’isola di Moskenesøy. Se arrivate in traghetto da Bodø arrivate proprio a Moskenes e da qui sono un paio di chilometri. E’ questa, stretta fra Å a sud e Ramberg a nord, a mio giudizio la parte più bella, selvaggia, affascinante delle isole che verso nord assumono un profilo più dolce e urbanizzato (vicinoa centri come Svolvaer o Leknes). In realtà Å non è un vero villaggio ma un villaggio-museo con le antiche case dei pescatori perfettamente conservate e case delle vacanze di alcuni norvegesi. L’ostello locale Å Vandrerhjem è uno dei più belli che abbia mai visto. E’ distribuito in alcune vecchie case di pescatori in legno (le tipiche rorbu) disseminate nel paesino. Alcune hanno 150 anni. Quando lo visitai i prezzi erano onesti, la pulizia e il comfort perfetti. In paese c’è anche un museo dello stoccafisso, gloria locale (esportato anche in Italia).

Reine-i-Lofoten

Reine-i-Lofoten foto di Melenama, da Flickr
(creative commons – attribution non commercial)

Pochi chilometri a nord c’è Reine. In genere di Reine si ricorda che in una classifica stilata una ventina di anni fa era stato votato il paese più bello di Norvegia. Come scriveva la mia vecchia guida Routard, la classifica era assurda (i paesi belli sono troppi, da quella parti) ma il giudizio  ben comprensibile. Il fiordo, che a volte assume color verde smeraldo, è di una bellezza toccante. Qui è d’obbligo fare un giro in barca (va bene anche la piccola barca-traghetto che fa il giro del fiordo). E magari farsi lasciare dall’altra parte dello specchio d’acqua. Dieci anni fa da Vinstad si poteva fare un piccolo tratto (quaranta minuti circa) a piedi per raggiungere una incredibile spiaggia deserta, stretta fra due impressionanti lame di roccia che si affaccia a ovest sul mare del nord, vicino ad alcune case di pescatori abbandonate.  E’ Bunes, un luogo solitario e davvero incredibile. Qui si può piantare la tenda e perdersi a guardare il sole di mezzanotte che in luglio scorre sull’orizzonte, senza mai toccare il mare. E’ anche uno dei pochi posti dai quali si può vedere questo spettacolo, visto che la maggior parte dei centri abitati è rivolto verso est, con le montagne (anche di mille metri) alle spalle.

Bunes, foto di Cedric Nicaise

Bunes, foto di Cedric Nicaise (da Flickr)
(creative commons – attribution non commercial)

Altro posto incredibile è Ramberg paese senza forma, ma indimenticabile per la sua spiaggia di sabbia bianchissima e acqua cristallina (quella in testa al post). Sembra un pezzo di Sardegna o Caraibi trapiantato all’estremo nord. I più arditi – fra i quali ci sono sempre gli australiani – fanno il bagno anche se l’acqua è davvero freddissima. Da qui partono interessanti giri in bicicletta. I saliscendi sono frequenti e impegnativi, ma i paesaggi toccano livelli sublimi.

E poi ci sono Nusfjord, Henningsvaer…

Reine

Naturalmente c’è anche l’inverno
foto di Mike D. Green (da Flickr)
creative commons – attribution non commercial

Northern Lights at the Lofoten

Ma l’aurora boreale si può vedere anche a inizio settembre!
foto di Robert Voors, da Flickr (scattata l’1/9/2006)
creative commons-attribution non commercial

Poco interessante invece il capoluogo dell’area, Svolvaer. Un tempo si andava anche a Stamsund per il bell’ostello, il suo gestore Roar e l’atmsofera unica che si creava fra giovani viaggiatori. Ci sono andato, ma sinceramente non so se è ancora così (scrivetemelo!).

Dove dormire (low cost) alle Lofoten

Gli ostelli che ho citato sono eccezionali ma per chi vuole spendere qualcosa di più (la Norvegia è cara, fate attenzione) c’è la possibilità di affittare una rorbu (casa da pescatore in legno), per esempio da Reine rorbuer. Parliamo di 160 euro a notte in questo caso. Una soluzione ottimale è il campeggio, specie per i più avventurosi. In Norvegia il campeggio libero è permesso – a 150-200 metri dall’ultima casa – e sia vicino ad Å (un tempo c’era un grande prato libero a sud del paese, su un promontorio) che negli altri paesi ci sono punti ideali per piantare una tenda liberamente. Per non parlare della spiaggia di Bunes (dove la tenda è l’unica opzione). Sono frequenti i campeggi attrezzati. Certo può capitare che piova e alcuni non amano campeggiare con la pioggia.

Inoltre se ti serve il buio assoluto quando dormi ti consiglio di portare una mascherina di quelle da aereo (lo suggeriva giustamente sempre la Routard). Servirà non solo in campeggio, ma anche negli ostelli che spesso sono senza scuri o vere tende. E col sole di mezzanotte la luce non manca. Un altro problema è quello delle zanzare, particolarmente insistenti (come in tutto il grande nord).

Come arrivare alle Lofoten

Mappa Lofoten

Mappa delle due isole meridionali da Lofoten.info
Nel riquadro vedete anche dove sono esattamente le isole

Arrivare alle Lofoten richiede un po’ di tempo e determinazione. Ma ne vale la pena e ci sono varie opzioni.

Treno. Io sono arrivato due volte in Interrail, anche se la strada è molto lunga. La ferrovia termina a Bodø poi si prende il traghetto (poco più di quattro ore di viaggio). A Bodø ci si arriva sui binari da Trondheim con un lungo viaggio di una decina di ore. La soluzione ideale se si sceglie il treno è prendere il notturno da Oslo per Trondheim e il giorno dopo da Trondheim – che si vede una giornata – per Bodø. Ma i paesaggi sono talmente belli che se c’è il tempo questi treni andrebbero presi di giorno (la seconda tratta, ricordano le ferrovie norvegesi, è stata inclusa da Lonely Planet fra le più belle del mondo, qui l’articolo). Non so come siano però i treni ora, ma a giudicare dai commenti su blog e tripadvisor sono ancora ottimi.

Firstly if you do this journey during the summer you needn’t miss anything – the sun will hardly set. Secondly Norwegian trains are very pleasant places to hang out for a while, and a berth on a night train is an excellent deal in a country where bargains aren’t always obvious Lonely Planet

Aereo. Ci sono voli giornalieri da Oslo per Bodo. Facendo oggi una prova per luglio 2013 (siamo a metà aprile) il costo non è elevato: 154 euro per un’andata e ritorno. Volendo si può anche volare da Bodo per Leknes e altre destinazioni nelle Lofoten.

Auto. Ho visto molti camperisti e molti campeggiatori automuniti arrivare alle Lofoten dall’Europa. Non so se sia il modo migliore, anche se c’è tantissima gente che in macchina arriva a Capo Nord (che è ad almeno otto ore di distanza). Ci sono lunghissime, infinite, strade dritte da percorrere a velocità relativamente basse per via delle leggi norvegesi, con frequenti controlli tipo autovelox nonostante si percorrano lande deserte. Da Bodo poi si prende un grande traghetto e si sbarca sulle isole (a nord invece c’è un ponte che collega le Lofoten con la terraferma). Le isole sono ben collegate, fra di loro da un sistema di tunnel e ponti.

Nave. La nave dovrai prenderla comunque perché anche arrivando in treno a Bodo si deve prendere il traghetto. Ma si può arrivare anche col famoso postale dei fiordi, l’hurtigruten (un tempo faceva anche il passaggio ponte, fra l’altro), che ferma a Bodø (terraferma), Stamsund e Svolvaer (500 corone per passeggeri con auto). C’è un servizio di nave veloce (170 corone a persona, circa 15 euro, niente auto) anche da Svolvaer per Narvik, a nord di Bodø (da lì però si deve prendere il bus, il treno non c’è). Qui le soluzioni ben spiegate.

Come spostarsi. All’interno delle isole ci si può spostare con l’auto a noleggio o con i bus.

Link utili sulle Lofoten

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23 Commenti

Silvia Aprile 19, 2013 - 11:56 am

Bellisme davvero le Lofoten. Mi è tornata la voglia di tornarci (scusa il gioco di parole)

Reply
alberto Aprile 19, 2013 - 1:57 pm

isole davvero splendide, la prima foto è molto “caraibica” !

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patrick Aprile 24, 2013 - 11:33 am

Purtroppo l’acqua è freddina!!! Ma ci sono spiagge davvero incredibili. Devo dire che qualche spiaggia così non è infrequente al nord, ne ho viste anche in Scozia alle Orcadi…

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Silvia Aprile 24, 2013 - 12:07 pm

Io il bagno l’avevo fatto! :-p
In effetti l’acqua era un po’ “freddina” ma se son qui a raccontarlo…

Reply
Alessio Maggio 7, 2013 - 10:38 am

Ciao Patrick,

Sono capitato per caso su un tuo post, la funesta marca da bollo sul passaporto, e ho trovato molti spunti interessanti.

Casualmente, anche io ho interesse nel fotografare, viaggiare, sognare forse.
Ancor più casualmente, le mie mete preferite includono, paesi del “nord”, asia e Giappone in modo particolare, dove siamo tornati più volte. Se ami, come io ho amato, la natura selvaggia dell’Islanda ti consiglio di valutare futuri viaggi in Bolivia o Cile.

Ti ringrazio quindi per le tante informazioni che hai messo a disposizione, le Lofoten sarebbero una destinazione ambita per questa estate, leggerò con attenzione il tuo post. Due consigli se puoi, quanti giorni sono da pianificare per una visita abbastanza completa? Organizzeresti un viaggio solo Lofoten o lo includeresti, budget permettendo, in un tour norvegese più ampio?

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patrick Maggio 7, 2013 - 1:34 pm

Ti ringrazio tantissimo per il consiglio. Nonho finora mai preso seriamente in considerazione la Bolivia e il Cile. Ma come per i libri se ogni tanto non ci si affida a consigli o ‘incontri casuali’ si finisce per battere sempre le stesse strade. Ora cercherò di leggere qualcosa (se hai consigli di blog, libri ecc. sono ben accetti).

Veniamo alle Lofoten: dipende cosa intendi per una visita completa perché in realtà le isole sono relativamente estese. Non parliamo di molti chilometri ma neanche pochissimi e molto dipende dal mezzo che scegli (le auto sono care in norvegia): sono circa 130km da Moeskenes a Svolvaer quindi almeno due ore e mezza in auto su quelle strade un po’ tortuose.

E poi volendo ci sono anche due isolotti (Roest e Vaeroy) a sud interessanti soprattutto per il birdwatching.

Detto questo, per giustificare il lungo viaggio e per respirare un po’ l’atmosfera delle isole, senza fretta e mettendo in conto magari anche un giorno di maltempo, sempre possibile, io direi almeno 7-8 giorni. Poi dipende dall’indole di ciascuno (a me piacerebbe starci di più…)

Per esempio
1 arrivo ad A-i-lofoten e primo giro
2-Reine e giro in bici nella zona o altre attività
3 trekking da Reine a Bunes e tenda sulla spiaggia
4 rientro e partenza per Ramberg, dove c’è una splendida spiaggia
5 giro in bici attorno a Ramberg arrivando magari a Nusfjord
6 Henningsvaer
7 Svolvaer o ritorno a Moskenes per imbarcarsi per la terraferma (a Svolvaer c’è anche un ponte se hai un’auto)

e così ci si sposta ogni giorno, ma si taglia fuori Andenes (un po’ distante) e il whale watching…Non ci sono mai andato non so dirti se ne vale la pena.

La norvegia del sud è bellissima e i panorami sono molto diversi, più cupi ed estremi.

Purtroppo c’è molto più turismo, più affollamento più pullman di viaggi organizzati onnipresenti (quelli di norway in a nutshell) e il popolo che scende dalle famose navi delle crociere dei fiordi. e questo si porta dietro scelte di dubbio gusto… per dire: arrivi in barca a Gudvangen in un fiordo impressionante e di una bellezza ultraterrena e ti trovi un enorme centro turisti in cemento dove tizi mascherati da vichinghi si prendono a spadate… non so se sia ancora così, magari sono rinsaviti, ma purtroppo ci sono posti così.

Però sarebbe un peccato non vedere bergen, qualche fiordo, il prekestolen e i musei di Oslo se hai una quindicina di giorni forse si può coniugare tutto. Ne vale la pena.

Se hai altre domande, sono qui!

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Alessio Maggio 8, 2013 - 2:57 pm

Grazie per le preziose informazioni, cercherò di farne buon uso.
Ti sento preparatissimo quindi sicuramente ti disturberò di nuovo.

Per Cile e Bolivia, in tutta onestà, ti dico che per me sono stati due viaggi realmente “onirici”, dalla loro concezione al loro compimento.
Del Cile ignoravo molto, della Bolivia quasi tutto, abbiamo deciso di visitarli, quasi per caso, incoraggiati da immagini di luoghi realmente visionari.

Il Cile si estende longitudinalmente per metà america del sud e include zone estreme, come il deserto di Atacama e la Patagonia ma anche piacevolissime sorprese come Valparaiso o Rapa Nui, l’Isola di Pasqua. In Patagonia ti consiglio il parco “Torres del Paine”, se ami il trekking vorrai restarci un mese, mentre sull’Isola di Pasqua… vorrai restarci per sempre.

Della Bolivia ti dico solo un nome: Salar de Uyuni e, ti avverto, da fotografo a fotografo…piangerai.

Letture consigliate, non saprei, mi pare di capire che leggi tantissimo non vorrei scadere nell’ovvio, ti posso dire che in Cile sono stato sorpreso e colpito dal profondo rispetto e ammirazione, ancora oggi presenti, nei confronti di personalità del calibro di Neruda – a Valparaiso puoi visitare “la Sebastiana” una delle sue tante residenze – e Gabriela Mistral. Poi Sepulveda e, ovvietà, Chatwin. La storia di Victor Jara e tutta la vicenda del golpe di Pinochet mi hanno colpito profondamente.

Ricambio la gentilezza e, se hai bisogno di altro, non hai che da chiedere!

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Cinque viaggi in treno bellissimi (più uno) | orizzonti Ottobre 20, 2013 - 6:30 pm

[…] un eterno tramonto. Il ricordo di questo percorso che portava verso la destinazione sognata delle isole Lofoten è struggente. Era dolorosamente struggente già allora, visto che dopo il primo viaggio, nel 2001, […]

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iviaggideimesupi Gennaio 31, 2014 - 1:39 pm

Ma che meraviglia…
Le foto sono bellissime, sembra davvero di non stare a due passi dal Polo Nord! Mi hai fatto venire voglia di andarci 😀

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manuelavitulli Febbraio 18, 2014 - 12:32 am

Sarà la terza la volta che mi ritrovo a leggere questo post e rivedere queste splendide foto. Il Giappone non è l’unica terra su cui sei molto ferrato… o sbaglio? 🙂
Apprezzo molto il fatto che ti piace tornare in posti già visti più che pensare a piantare bandierine nel mondo.
Anche io credo che i ritorni facciano bene..
L ‘ oculatezza con cui hai scritto questo post ne è una conferma.

Reply
patrick Febbraio 20, 2014 - 5:37 pm

Manuela: Grazie del commento e delle tue parole così gentili nei miei confronti e di quello che ho scritto. Io prima di scoprire il Giappone ero ossessionato dal nord, dall’artico, dal sole di mezzanotte. E ancora lo sono, infatti presto ci tornerò, spero!

Iviaggideimesupi: Due passi non esattamente (è ancora lunga!) però è vero sembra davvero die ssere ad altre latitudini 🙂

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Fabrizio Giugno 30, 2014 - 4:43 pm

ciao Patrick, andrò alle Lofoten ad agosto con alcuni amici, abbiamo già noleggiato l’auto a Tromso e abbiamo a disposizione circa 8 giorni pieni. Siamo tutti amanti del trekking e della natura in generale, mi sapresti consigliare qualche trekking fuori dai circuiti più turistici e anche un tour in bici di 1 giornata, partendo e tornando a dormire nello stesso posto? Approfitto della tua cortesia e conoscenza del posto per chiederti anche siti internet particolari, dove prenotare direttamente dai proprietari dei Rorbu senza passare dalle agenzie. Grazie mille, Fabrizio

Reply
patrick Luglio 2, 2014 - 6:13 pm

Ciao! Innanzitutto ti invidio perché sarà un viaggio bellissimo. Purtroppo io sono stato ben due volte alle Lofoten, ma dieci anni fa e quindi ho informazioni non troppo aggiornate e quindi mi limito a quello che so. C’è un trekking molto bello, ma che non ho fatto, che partiva da Moeskenes, ma mi dissero anche che era un po’ arduo http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=261267

Personalmente posso consigliarvi se avete le tende di passare una notte alla spiaggia di Bunes prendendo la barca attraverso il fiordo di Reine e facendovi lasciare a Vinstad. La passeggiata è di appena 50 minuti ma Bunes è fuori dal mondo, davvero pazzesca. uno dei posti più belli dove sia mai stato.

Per il giro in bici è bellissima piena di fiordi e laghi quella attorno a Ramberg. L’ostello ci diede delle bici, non particolarmente buone, ma sono passati dieci anni e ci indicò vari percorsi possibili su una mappa. La zona è piena di laghi, fiordi, un paesaggio idilliaco.

Quanto a siti per le rorbuer non ne ho in particolare. Però sicuramente ad A-i Lofoten vi consiglio l’ostello che ha ricavato stanze in case di pescatori anche secolari ed è davvero molto bello e accogliente. https://www.hihostels.com/hostels/a

Reply
Fabrizio Agosto 4, 2014 - 4:49 pm

Grazie mille, spero di riuscire a fare tutti gli itinerari che hai suggerito!!

Reply
Ivana Luglio 3, 2014 - 10:55 am

Ciao Patrick, complimenti per questo splendido post a cui sono arrivata per caso ma che, intraviste passioni comuni, da ora seguirò con molto interesse. Anch’io andrò alle Lofoten in agosto con un gruppetto di persone. Una di queste in particolare mi chiede informazioni relativamente alle zanzare. Tu dici che sono particolarmente insistenti, lei teme una “tempesta di zanzare”, tipica dei paesi nordici. I repellenti sono efficaci? Io sono particolarmente appetibile per questi insetti e la preoccupazione ha contagiato un po’ anche me. Sono abituata ad adottare precauzioni “serie” quando vado in zone malariche o in mezzo alla giungla, qui oltre il circolo polare ed in mezzo al mare non ci avevo proprio pensato. Che situazione troverò effettivamente? Molte grazie, Ivana

Reply
patrick Luglio 3, 2014 - 1:30 pm

Ciao! Allora le zanzare sono fastidiosi e insistenti come lo sono nei Paesi nordici, ma – ci sono stato sia in luglio che in agosto – non ho trovato i ‘nugoli’ di moscerini e zanzare che si trovano in certe zone della scozia o in islanda. Le zanzare possono essere fastidiose per chi campeggia – e io ho anche campeggiato – e al crepuscolo (quindi se vai ad agosto diciamo intorno a mezzanotte l’una se non sbaglio), infatti a luglio col sole di mezzanotte ne ho trovate molte meno. Però non è nulla di particolarmente allarmante anche perché a differenza di Cuba – dove sono stato divorato dalle zanzare -non girerete così spesso con pantaloncini o maniche corte. Se i repellenti non sono efficaci usate quelli locali che mi ricordo erano un po’ più forti.

Reply
i.bertolini@bollicine.it Luglio 4, 2014 - 9:03 am

Grazie Patrick!

________________________________

Reply
Pam Dicembre 18, 2014 - 6:30 pm

Che spiaggie!!!! Chi l’avrebbe mai detto! Io ho in programma una spedizione in febbraio/marzo, ma mi sa che ne devo mettere in cantiere una pure per l’estate! 🙂
Bellissime foto e ottimi consigli! Grazie 🙂

Reply
Un viaggio vintage, il tempo dell’Interrail | orizzonti Febbraio 21, 2015 - 6:10 pm

[…] L’anno prima eravamo partiti in cinque. E fra discussioni, divisioni e momenti esaltanti eravamo arrivati fino alle Lofoten, in Norvegia. Avevamo toccato otto capitali europee in otto giorni e ci eravamo fermati sui […]

Reply
Denise Agosto 28, 2015 - 4:02 am

Finora mi sono sempre femrtao a Helsinki ma prima o poi mi muovo oltre! :-)Chiedero’ volentieri anche se le informazioni che hai pubblicato sono sempre piuttosto complete ;-)Ciao, f.

Reply
Gladys Marzo 7, 2016 - 1:01 pm

Ciao Patrick,
leggendo il tuo post mi è venuta voglio di andare in Norvegia :-), volevo chiederte ad agosto com’è il clima? si può fare il bagno? l’acqua non è troppo fredda?
Arrivando con un volo a Bordo, potrei prendere un traghetto verso Lofoten?

Grazie mille.
Gladys.

Reply
Patrick Marzo 7, 2016 - 1:29 pm

Il clima in agosto è imprevedibile, può piovere, ma ci sono anche spesso cieli sereni, limpidi e tantissima luce perché il sole va giù tardissimo. Le temperature si aggirano intorno ai 10, massimo 15 gradi (occasionalmente anche qualcosa di più. La massima registrata nell’agosto 2015 è stata di ben 23.6 gradi! Non è una temperatura bassa visto che siamo ben al di sopra del circolo polare artico.
L’acqua però è fredda… non immaginare di fare il bagno normalmente. C’erano australiani e tedeschi che facevano il bagno perché sono abituati ad acque fredde. Io l’ho fatto, ma sono rimasto in acqua 10 secondi. Anche se la sabbia è meravigliosa e c’è il sole ricorda che siamo vicini al polo nord!
Da Bodo si prende il traghetto per le Lofoten, te lo confermo. Alle Lofoten poi si può noleggiare un’auto o spostarsi con bus (e magari noleggiare delle bici nelle varie zone, le più belle sono quelle di A e di Flakstad

Reply
Un viaggio vintage, il tempo dell'Interrail - Orizzonti Gennaio 19, 2017 - 4:29 pm

[…] L’anno prima eravamo partiti in cinque. E fra discussioni, divisioni e momenti esaltanti eravamo arrivati fino alle Lofoten, in Norvegia. Avevamo toccato otto capitali europee in otto giorni e ci eravamo fermati sui […]

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