“Einstein? Non vincerebbe un concorso”

di patrickcolgan

Il sistema bloccato

Ho molti amici dottorandi, assegnisti, assistenti che tentano la carriera universitaria. Ieri siamo usciti in cinque e in tre avevano già conseguito un dottorato (un’idea che accarezzai anch’io per un periodo). Quindi sento parlare spesso di università, di ricerca, di concorsi.

Tempo fa me ne sono anche occupato per QN, occasione un evento (un media event più che altro) organizzato dall’associazione e think-tank Vision: una tavola rotonda in teleconferenza fra Mit e Cineca di Bologna sulla ‘fuga dei cervelli’. Nella loro rassegna stampa pubblicano anche tre (brutte) scansioni del mio articolo e dei grafici a corredo: uno, due, tre. (Sono in .jpg, chi le ha fatte di certo non era un ricercatore in informatica on in comunicazione!)

Di quella giornata ricordo argomentazioni efficaci (e un ottimo paper – Vision – La rivolta della generazione X), grande passione e una frase pronunciata da una ricercatrice che riassume tutto in una riga:

“In Italia Einstein o Kant non otterrebbero un posto da ricercatore”

Non vincerebbero un concorso. Lo sanno tutti, pochi lo dicono, anche perché il sistema poi, alla fine, va bene anche così e fornisce garanzie.

Io sono convinto che servirebbe una riforma drastica, meritorcatica e competitiva dell’Università (e non solo, a dire il vero). Il divieto di inbreeding, per esempio. Cioè di fare il dottorato dove ci si è laureati. Assegnare i fondi in base alla produzione scientifica. Commissioni esterne per i concorsi.

Forse mi sbaglio e i commenti sono assai ben accolti.

Purtroppo credo sia praticamente impossibile. Nessun governo avrebbe la forza di scardinare sistemi e posizioni acquisite di questo tipo. E forse nemmeno la volontà. Posizioni acquisite che impediscono il ricambio, mantengono un sistema che si autoalimenta, non solo all’università, ma anche nel mondo politico, per esempio. Tutto è in mano ad Umarells, ma c’è poco da ridere.

In tutti i settori. Questa mattina guardavo TgEuropa su Raitre. Un bel programma, mi è parso, che non avevo mai visto, se non distrattamente. C’erano servizi sul nord Europa. Uno sulla Norvegia e sui furti di quadri di Munch. Veniva intervistato un giornalista che aveva indagato sul caso, avrà avuto 25, 26 anni e così altra gente in redazioni. E così quasi tutti coloro che apparivano nel servizio (eccetto il capo della polizia). Stessa cosa nel servizio seguente, su Copenhaghen. La direttrice della biblioteca reale avrà avuto trent’anni. E così quasi tutti gli intervistati. E il primo ministro svedese ha 41 anni.

La notizia, invece che all’inizio, la metto in fondo. Il rettore dell’Università di Bologna Calzolari non ha rinnovato il contratto a molti docenti a contratto di Ingegneria che avevano avuto pessime valutazioni (sotto il 4,5) nei questionari distribuiti agli studenti, che reputo seri e accurati (nonostante le immancabili levate di scudi dei sindacati che li liquidano come ‘test’ a pallini). Purtroppo non ho trovato un link alla notizia.

Un segnale positivo, ma solo in parte. A rimetterci non sono i baroni, gli ordinari e gli associati assenteisti (che, accanto a tanti bravissimi prof, non mancano), ma contrattisti, spesso giovani, spesso estranei al sistema dell’università: i più deboli, insomma. Gianfranco Pasquino, lucido e provocatorio come sempre propone: “pubblichiamo tutti i risultati dei test di valutazione”. Come non condividere.

(E chi ha avuto Pasquino come professore, sa che lui può stare tranquillo).

LINK QN 8/3/2006 “La rivolta dei ricercatori

TECHNORATI

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0 Commenti

Frankie-Yu Dicembre 7, 2006 - 12:20 pm

Sono anni che anche io ritengo sia necessaria una riforma radicale dell’Università italiana e sono perfettamente allineato con le tue considerazioni. Ho sempre sostenuto che il nostro sistema universiatario e tutto il suo contorno ritarda gravemente l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani italiani. Rispetto ad altri Paesi, come hai fatto notare, noi siamo effettivamente quello che ha la classe produtttiva con l’età media più alta. Ciò ha notevole rilevanza anche sulla competitività della nostra nazione…

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Frankie-Yu Dicembre 7, 2006 - 12:22 pm

PS: grazie per la visita. Sei tra i miei link.

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'Opinionite' e università « orizzonti Maggio 5, 2007 - 3:22 pm

[…] e alla ricerca. E anche sul deleterio proliferare di corsi, di lauree specialistiche, di master. Ne ho già scritto, in […]

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