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Posts from the ‘Fotografia’ Category

I divani del Cairo

Al Cairo è comune trovare divani in strada. Per Eleonora Gatto sono diventati un’ossessione. E li ha fatti parlare con le sue fotografie. Ci racconta come.

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Come fare belle foto di viaggio

Alcuni piccoli accorgimenti (per principianti) che possono migliorare nettamente la qualità delle foto scattate durante i viaggi. A volte basta poco…

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Rientro dal Giappone

Impressioni veloci sul Paese dopo il quarto viaggio

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La foto del venerdì: Kanazawa

Kanazawa 21st century museum of modern art

(C’è chi è al freddo, c’è chi è al caldo
di Patrick Colgan, 2012)

Visto che oggi si sono visti i primi fiocchi di neve, ho scelto una foto invernale che a me piace molto e che mi fa sempre sorridere quando la guardo. Mi ricorda un giorno gelido e nevoso in Giappone, a Kanazawa – città  bella quanto fredda d’inverno (cioè moltissimo) – davanti al museo dell’arte del XXI secolo. Una specie di disco volante atterrato in città, progettato dallo studio Sanaa di Tokyo. Che è un’opera d’arte in sé, tutta giocata sull’apertura e l’inclusione. I tromboni che escono dal suolo fanno parte di un’opera di Florian Klaar che circonda e coinvolge il museo. E non è l’unica. 

E’ una città un po’ trascurata da turisti e viaggiatori europei che spesso passano troppo tempo a Tokyo. Se progettate un viaggio in Giappone Kanazawa è sicuramente da includere, per il suo splendido giardino (il Kenrokuen), per il quartiere delle vecchie case da tè, per le case dei samurai, per il suo bellissimo mercato. Perché chiamarla ‘la piccola Kyoto’ è riduttivo. Perché a differenza di altre città giapponesi spesso rinnovate freneticamente (l’età media degli edifici in molte città è vent’anni), ha un’anima.

Ci si arriva da Kyoto in treno in un paio d’ore.

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La foto del venerdì (in ritardo): gattini

Romeo and juliet?

Romeo and Juliet? Anadolu Kavagi
Turchia (by Patrick Colgan)

Avevo giurato che non sarei mai ricorso a mezzucci come le foto di gattini, ma il mio blog ha bisogno di contatti. Scherzi a parte, questa foto mi dà l’occasione di parlare di fotografia. Non pretendo di essere chissà che come fotografo (anzi sono aperto a qualsiasi tipo di critiche), ma credo che le macchine fotografiche digitali e gli smartphone abbiano aumentato a dismisura la quantità di brutte foto in circolazione. Vedo che in viaggio molti turisti scattano foto al volo, nell’arco di pochi minuti e quasi sempre di soggetti poco interessanti. Certo, potrete portarvi a casa foto indimenticabili anche così se avete la fortuna di trovare la luce giusta e il soggetto giusto, ma spesso lo scatto va cercato e atteso. E non bastano pochi minuti. In genere le prime foto che farete in un posto, anche il più fotogenico saranno abbastanza scadenti. Evitate i monumenti troppo fotografati e, se proprio dovete, cercate di interpretarli in modo originale.Cercate di intuire quali foto possono essere interessanti e quali sviluppi possono portare. Dove passerà quella bicicletta che sta arrivando? Dove va quell’anziano che tiene il nipote per mano? Più tempo passate in un posto più capirete il senso di quel posto e vi verranno in mente modi diversi per raccontarlo. Per scattare buone foto, ancora prima di un buon occhio, serve pazienza e un pochino di preparazione: le luci della mattina e della sera sono le migliori. E il cielo coperto e bianchiccio sarà il vostro peggior nemico. Ecco, ora torniamo alla foto a fianco, che ha tanti difetti (non ultima una certa ‘facilità’), ma è una foto che ho voluto, atteso. Quei gatti li avevo visti, e avevo visto le belle porte e le case colorate di Anadolu Kavagi, un paese sul Bosforo per il resto poco interessante. Ma i due soggetti da soli erano poco interessanti. Li ho seguiti, ho atteso mentre giocavano sulla porta, sperando facessero qualcosa di bizzarro. E mi hanno sorpres.

Avrà tanti difetti, dicevo, ma ogni volta che la riguardo mi fa sorridere.

Senza entrare nel tecnico, perché questo non è un post per fotografi, quali altre tecniche, accorgimenti usate? Commenti e idee sono i benvenuti.

Spain today

Spain today by patrick colgan
Spain today, a photo by patrick colgan on Flickr.

Una protesta contro gli sfratti si divide Plaza del Carmen, Granada con la festa della locale Escuela Taurina (03/11/2012).

Ne parla El Pais (con una foto simile alla mia, ma un po’ più bella).

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In Hokkaido

Among the lakesIn the lavender fields 2In the lavender fieldsFarm Tomita, FuranoShiretoko mountain rangeReflectionsFog in Shiretoko

Hokkaido 2011, set su Flickr (foto di Patrick Colgan).

Dimenticate i grattacieli e i neon abbaglianti che hanno ispirato le scenografie del film Blade Runner. Dimenticate la folla spremuta nei vagoni della metropolitana di Tokyo. Una volta lasciate alle spalle le megalopoli, spostandosi a nord, nell’isola di Hokkaido, si scopre un Giappone mite, capace di sedurre con la sua natura selvaggia, i suoi colori e i suoi sapori e di spazzare via tanti stereotipi. Gelido d’inverno, quando la grande isola (tre volte la superficie della Sicilia) viene ricoperta dalla neve e diventa paradiso degli sciatori, l’Hokkaido gode nelle altre stagioni di un clima fresco e gradevole, in particolare fra fine estate e inizio autunno. (da Giappone, Elogio della lentezza, pubblicato su Qn 31/08/2012)

L’Hokkaido una delle regioni meno visitate dai turisti stranieri, ma forse fra le più affascinanti del Giappone. Perché mette in dubbio tutto quello che si crede di sapere sul Paese e i soliti luoghi comuni. Il Giappone non è solo Tokyo, Osaka, Yokohama. E nemmeno Kyoto. In effetti per molti giapponesi delle grandi città delle regioni centrali l’Hokkaido (che comunque ospita Sapporo, città da due milioni di abitanti) resta una meta in qualche modo esotica, un posto ‘altro’ rispetto al resto del Paese. Ci sono stato nel 2011 e nonostante qualche difficoltà – le distanze, i traporti più complicati, il caldo (sì, anche qua a nord), il viaggio è stato davvero indimenticabile: qui le grandi città cedono spazio alla natura, agli animali e la gente si sorprende ancora nel vedere visitatori stranieri. I rapporti possono essere più veri, al di là delle barriere linguistiche – superabili – e del mio giapponese (che allora, più di adesso, stentava ancora parecchio).

E poi, lo sapevate che l’Hokkaido è famoso per i fiori e la lavanda che formano panorami spettacolari?

Di tutto questo ho scritto nei giorni scorsi sul Resto del Carlino, nelle pagine nazionali di viaggi. La versione online sul blog del magazine ‘Viaggi e sapori’, qui l’articolo in file .pdf.

Su Minube alcuni dei luoghi che ho visitato e alcuni suggerimenti per l’alloggio.

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Sono stato Giappone tre volte…

The usual Shibuya crossing madnessbranches and buildingsFog in ShiretokoBamboo forestIn the bamboo forestIn the lavender fields
Japanese couple in KyotoSaturday night in Gion, KyotoArashiyama monkey park, KyotoArashiyama monkey park.2ReflectionsMemory
Farm Tomita, FuranoShiretoko mountain rangeBefore the stormIn the lavender fields 2Some are warm, some are coldKanazawa 21st century museum of modern art

Japan 2011-2012, a set on Flickr.

e ho scattato delle foto.

Four lines

Quattro fotografi in viaggio verso nord.
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