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Giappone: otto posti per sfuggire alla folla

Il castello di Inuyama

Un po’ di mete fuori dagli itinerari più battuti (ma non troppo)


L’anno scorso i turisti in Giappone hanno toccato il numero record di 19,7 milioni. Il governo punta molto sui visitatori stranieri per rilanciare l’economia e se consideriamo il fatto che nel 2020 ci saranno anche le Olimpiadi, il numero non potrà che aumentare.

Gli effetti sono già visibili e non posso negare che li osservo con un po’ di preoccupazione: perché se è vero che l’aumento dei ristoranti con un menù in inglese può essere una buona cosa (ma parte dell’esperienza per me è sempre stata anche nel senso di smarrimento che si provava) altre iniziative mi sembrano figlie di una mancanza di comprensione di cosa cerca un turista straniero. Si va dalla rimozione dei simboli dei templi buddisti dalle cartine per le strade (perché simili a svastiche), alla pianificata distruzione della bellissima stazione di Harajuku di inizio novecento in vista dei Giochi di Tokyo, all’idea di togliere i tipici cavi elettrici fra le strade a Kyoto, ormai parte del panorama, per ricreare un’atmosfera antica un po’ costruita.

E poi c’è l’affollamento. I turisti sono sempre di più, anche in periodi un tempo tranquilli come gennaio o febbraio e sembrano concentrarsi negli stessi posti: Tokyo, Kyoto, Hiroshima e pure Kanazawa. In effetti si tratta di città imperdibili, meravigliose. Ma che in Giappone c’è molto altro da vedere e potrete tranquillamente allontanarvi dalla folla visitando regioni fuori dalle strade più battute. E’ una scelta che vi ripagherà se amate tranquillità, silenzi e se volete ritrovarvi soli, in un tempio o un giardino tutto per voi.

Questo è solo un breve elenco, su posti che conosco , dove sono stato o dove voglio andare a breve. Il Giappone è pieno di posti bellissimi fuori dalle strade più battute ma che non mi sono sentito di citare senza esserci stato (penisola di Kii, le isole Ogasawara, l’isola di Amami e potrei continuare a lungo). E non metto nulla di Tokyo perché la folla è parte dello spettacolo. E le cose da fare e vedere sono tante che non si raggiunge quasi mai la sensazione di affolllamento che si prova in alcuni dei luoghi più famosi di Kyoto.

Tutti i post sul Giappone comunque li trovate qui. Altri spunti li trovate nella mia guida.

1- Kyoto fuori orario (e fuori itinerario)

Nell’antica capitale tutti sembrano concentrarsi negli stessi posti: a Kyoto si visitano il Padiglione d’oro, la foresta di bambù, il Kyomizudera e soprattutto il Fushimi Inari Taisha, il santuario con i mille portali percorso in certi momenti da un vero fiume di persone.

Potete evitare la folla scegliendo gli orari giusti: per esempio  il Fushimi Inari Taisha è sempre aperto e può essere visitato anche all’alba o all’imbrunire. E il Padiglione d’oro alle 9, quando aprono i cancelli, è molto più vivibile di quanto non sia due ore dopo. Anche la foresta di bambù è stupenda all’alba e ad Arashiyama ci sono anche angoli più nascosti e meno frequentati: andate al Gio-ji, per esempio.

Ma a Kyoto c’è anche tanto altro da vedere: il Padiglione d’argento (assai meno visitato e bellissimo), il complesso del tempio Daitoku-ji con bellissimi giardini zen, il complesso del Myoshin-ji, dove si può dormire al tempio Shunko-in e che ospita giardini bellissimi (non sempre aperti). E poi i templi Kamigamo e Shimogamo, il castello Nijo…

E a volte, a Kyoto, semplicemente camminare regala sorprese, come racconta un italiano in Giappone.

link:

Un giardino del Daitokuji

Kyoto: un giardino del Daitokuji (foto di Patrick Colgan, 2013)

2- I dintorni di Kyoto e il lago Biwa

Restate qualche giorno in più a Kyoto e non ve ne pentirete, anche cinque o sei. Esploratene i dintorni, per esempio: le colline che circondano la vecchia capitale sono piene di gemme da scoprire. Se avete voglia di una passeggiata potete fare il sentiero fra Takao e Kiyotaki (e se ne avete voglia potete continuare fino ad Arashiyama), oppure quello fra Kibune e Kurama.

A Ohara, 45 minuti di bus dalla stazione centrale, c’è un tempio fra i più belli di Kyoto, visitato quasi solo da giapponesi, il Sanzen-in. A poca distanza da Kyoto, poi ci sono Uji, che è un vero gioiello (frequentata, ma non quanto la capitale) e la regione del lago Biwa, ancora poco visitata dai turisti occidentali: è ricca di splendidi templi e castelli, magari un po’ più difficili da raggiungere. Ma ne vale la pena.

link:

Il Mangetsu-ji (Ukimido) sul lago Biwa

Il Mangetsu-ji (Ukimido) sul lago Biwa (foto di Patrick Colgan, 2012)

Il tempio Byodo-in a Uji

Il tempio Byodo-in a Uji (foto di Patrick Colgan, 2015)

3 – L’Hokkaido, all’estremo nord

Grandi spazi remoti, vulcani, spettacoli estremi della natura e, nel lungo inverno, tantissima neve. Con l’eccezione del capoluogo Sapporo durante il Festival della neve di febbraio e delle località sciistiche durante l’inverno, l’Hokkaido riceve ancora solo una parte marginale del flusso di turisti in Giappone. E’ comprensibile, perché è lontana da Tokyo e Kyoto, le distanze sono grandi e i trasporti più complicati (è consigliata l’auto). Ma è un pccato perché è anche una regione di grandissime bellezze naturali e di Parchi, da quello del monte Daisetsuzan a quello, selvaggio, dello Shiretoko, nell’estremo nord est.

Link sull’Hokkaido:

Uno dei Cinque laghi dello Shiretoko (

Uno dei Cinque laghi dello Shiretoko (foto di Patrick Colgan)

4- Il nord del Tohoku

Il Tohoku è la grande isola centrale del Giappone, sulla quale sorgono le città principali, come Tokyo, Yokohama, Kyoto, Osaka. Il suo nord è una delle zone meno visitate dai turisti eppure davvero ricca di bellezze. E ha sofferto molto a causa del grande terremoto del 2011.

Parto da un posto che amo molto,  la baia di Matsushima, vicino a Sendai, città che fra l’altro merita una visita. Il mare è punteggiato da un centinaio di isolette di roccia alle quali si aggrappano dei pini sferzati dal vento. Il tutto immerso in un blu profondo. E’ un paesaggio davvero indimenticabile.

La baia di Matsushima

La baia di Matsushima: cielo azzurro e terso (foto di Patrick Colgan 2014)

Ma nel nord del Tohoku trovate anche belle cittadine legate alla storia dei samurai: Aizu Wakamatsu (provincia di Fukushima) e Kakunodate (provincia di Akita). I link vi porteranno a post di blogger che ci sono state di recente.

Link:

5- Il Kyushu

E’ l’isola che conosco meno e che ho visitato solo in parte, ed è un peccato perché è ricchissima di storia e di bellezze naturali. Ma come me hanno fatto in tanti perché il Kyushu merita un viaggio a sé o un’attenta pianificazione per essere inserito in un itinerario classico. Il capoluogo Fukuoka (che ospita un utile aeroporto) è famoso per il cibo di strada servito tutte le sere in bancarelle coperte di plastica. E la sua specialità gastronomica è il tonkotsu ramen, preparato bollendo a lungo ossa di maiale: ha un sapore intenso e inconfondibile.

Ma il Kyushu riserva tantissimo altro: onsen famosi, come quelli di Beppu, la bellissima zona del monte Aso (purtroppo colpita recentemente da un terremoto), Nagasaki che porta con sé una storia tragica ma è oggi una città affascinante e vivace.

Il mio sogno, che cullo da anni, è però l’isola di Yakushima, vicino a Kagoshimacon i suoi alberi millenari.

L'isola di Yakushima

L’isola di Yakushima, da Wikimedia commons (foto di Yosemite – licenza creative commons)

6 – Lo Shikoku

Nove viaggi in Giappone non sono abbastanza per vedere tutto, nemmeno lontanamente. Nella piccola isola dello Shikoku, famosa fra le altre cose per il pellegrinaggio degli 88 templi non sono ancora andato, ma visitarla in maniera approfondita è fra i miei progetti, in particolare dopo aver letto il bellissimo libro ‘Il mare interno di Donald Richie (purtroppo mai tradotto). E vorrei andare anche nelle isole più piccole e remote, come Shodoshima. Pochi viaggiatori la visitano e a quanto ne so c’è un solo albergo.

La città di Tokushima è famosa anche per il festival dell’Awa odori, in estate.

Link:

7 – Le isole Yaeyama (Okinawa) al di fuori dell’estate

Ci sono molti motivi per andare a scoprire il Giappone tropicale. E il mare cristallino, la barriera corallina sono solo i più evidenti. Troverete anche una cultura e un’atmosfera molto diversi e specialità gastronomiche davvero particolari. Anche per questo la primavera e l’autunno (tifoni permettendo) sono ottimi periodi per scoprire queste isole (e potrete fare immersioni e snorkeling con la muta).
Molti quando scelgono di andare a Okinawa vanno direttamente a Naha, il capoluogo, sede anche di una grande base americana. Ma Okinawa è formata da tre arcipelaghi principali non collegati da traghetti ma solo da aerei: Okinawa honto, le isole Yaeyama (il cui capoluogo è Ishigaki) e Miyako. A Ishigaki troverete sicuramente meno gente rispetto a Naha, e un’isola più selvaggia e senza basi militari. Da visitare le vicine isolette di Taketomi e Iriomote.

Link:

Sukuji beach

La spiaggia di Sukuji con la bassa marea, Ishigaki (foto di Patrick Colga, 2014)

Taketomi, Okinawa (foto di Patrick Colgan, 2014)

Taketomi, Okinawa (foto di Patrick Colgan, 2014)

8 – Il castello di Inuyama

Il castello di Himeji e quello di Matsumoto sono probabilmente i più famosi. Ma fra gli otto castelli originali rimasti intatti e non ricostruito, ce ne sono altri due considerati Tesoro nazionale. Uno è quello di Hikone, già citato al punto numero due, l’altro è quello di Inuyama, una mezz’ora a nord di Nagoya, facilmente raggiungibile in treno. E’ un castello piccolo, ma bellissimo, in posizione sopraelevata e panoramica. E qui non troverete di certo le file che spesso si trovano a Himeji.

Il castello di Inuyama

Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan (2015)

 link:

E voi? Avete altri suggerimenti? Scrivetelo nei commenti!

3 Comments Post a comment
  1. Bellissimo articolo, come sempre.
    Anche io sono un po’ preoccupata per questa ondata di turisti, soprattutto per il modo sciocco in cui come dici tu si stanno cambiando aspetti tipici del paese per cercare di compiacere i visitatori – spesso ignorando del tutto i loro reali desideri.

    Ottimi consigli su Kyoto e dintorni, in realtà anche intorno ai luoghi più affollati io ho sempre trovato angoli di pace allontanandomi appena. A Fushimi Inari, per esempio, quasi nessuno arriva fino alla cima, ma si fermano tutti poco dopo i famosi torii allineati.
    Un altro luogo che consiglierei, meravigliosa campagna giapponese, con templi e la più antica scultura di Buddha del Giappone, è Asuka, vicino a Nara. Quando ci andai di turisti occidentali non c’era proprio l’ombra!

    marzo 27, 2017
  2. La stazione di Harajuku verrà distrutta??? Che brutta notizia 🙁
    Mi dispiace che il turismo di massa provochi questi cambiamenti, io ad esempio adoro i grovigli di cavi elettrici, e penso che quello che tu descrivi perfettamente come “senso di smarrimento” sia un elemento fondamentale del viaggio in Giappone, una sensazione che mi ha fatto amare ancora di più il viaggio.

    Medito da parecchio tempo di tornarci, l’ultima volta è stata nel 2011, quando i turisti erano fuggiti e del Giappone avevano tutti paura. Ora ho un po’ paura io di andarci, temo di non trovare più quella pace che mi trasmetteva persino Tokyo, dove in mezzo alla folla io mi sono sentita serena come non mai.

    Mi segno questi posti meno turistici, alcuni li conosco già (lo Shikoku è stato tappa del mio primo viaggio), ma non posso fare a meno di Tokyo, amo profondamente quella città. Spero di non trovarla troppo cambiata.

    marzo 30, 2017
    • Anche Tokyo l’ho vista cambiare, pur essendo una megalopoli che in teoria non dovrebbe curarsi di qualche turista in più. Ci sono piani, oltre ad Harajuku, un po’ drastici in vista delle Olimpiadi e alcuni luoghi stanno cambiando come Golden Gai (di cui avevo scritto qualche tempo fa) sempre più turistica e simile a una temple bar dublinese che al luogo raccolto che ora o allo tsukiji diventato un delirio con ore e ore di fila davanti ai ristoranti più famosi, il mercato chiuso al pubblico prima delle 10(!) e addirittura quattro/cinque ore di fila per tentare di assistere all’asta dei tonni. Però sono dettagli, Tokyo è ancora Tokyo. Però, sì cambiamenti ci sono, forse sono inevitabili, ma spero non aumentino ancora…

      aprile 9, 2017

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